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Anema veneta, Anima veneta, poesie di Gian Berra 2013.pdf

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gianberra@hotmail.com

Le opere di Gian berra su Academia:

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Veneto. Rabbia e amore. Sfoghi segreti di una anima veneta in poesie disperate in dialetto veneto con traduzione in italiano. Gian Berra 2015.pdf


In occasione della mostra personale di Gian Berra a Montebelluna in occasione dei suoi 70 anni:


In occasione della mostra personale di Gian Berra a Montebelluna in occasione dei suoi 70 anni:

https://www.facebook.com/notes/gian-berra/in-occasione-dei-70-anni-personale-antologica-di-gian-berra-con-maria-chenet-mag/1286256601495232/


Inaugurazione mostra sabato 6 maggio 2017, ore 18 a Montebelluna, presso il palazzo del vecchio tribunale. La mostra durerà sino al 28 maggio 2017.

Aperto sabato e domenica 10-13 e 15-20. Venerdì solo pomeriggio.

Mostra di pittura di Gian Berra con Maria Chenet, in occasione dei 70 anni del pittore.

In mostra verranno esposti anche i totem già presentati alla mostra a villa Benzi di Caerano di san Marco nel 2001.

GIAN BERRA

L'armonia di un paesaggio incantato, le costruzioni dell'uomo "FABER" insediate nella bassa montagna: pulite, essenziali e funzionali, fatte di un tipo di architettura semplice, ma non povera, perché intrisa della cultura del SAPER FARE: utilizzando al meglio le poche risorse a disposizione. Questi sono gli elementi base dei paesaggi pedemontani di Gian Berra. Una pittura del togliere, più che dell'aggiungere ciò che finirebbe soltanto per essere superfluo.

Questo artista ama la cultura della pietra, del legno e dell'intaglio, sia che si tratti di una scultura quanto della conoscenza necessaria per squadrare la trave portante di un'abitazione, di una malga o di una stalla.

Egli ama ciò che trova. La sua mente creativa vede in un legno, per altri solo buono da ardere, i segni del tempo; vi legge un alfabeto misterioso che parla di elfi, di satiri, di fauni e di ninfe dei boschi. In un tronco scorge figure fantastiche, misteriose e intriganti, altre volte dallo stesso ricava statuari totem che assurgono al ruolo di divinità con la loro inquietante sacralità rupestre.

Dal legno contorto e dai nodi spuntano occhi di uccello e la vena del legno rivela tratti di animali mitologici: vi si scorgono becchi, artigli o orecchie attente.

Ciò che per molti è insignificante si rivela per un artista qualcosa che possiede memoria ancestrale, fattezze antropomorfe, magia e poesia.

Un'altra peculiarità di questo maestro è la PAROLA che gli consente di esprimersi in un modo originale ed autentico nella sua prima lingua: il DIALETTO DEI PADRI E DELLE MADRI per raccontare le sue storie. In esse vive il presente e rivive il passato con un pizzico di nostalgia.

Si guarda intorno e VEDE. Vede con occhi sognanti e ingenui; e altre volte con spirito disincantato le vicende umane dei suoi consimili. ASCOLTA con orecchie di elfo. Parla con voce di vento. Voce a volte carezzevole, altre stringente e sferzante. Acuto e ironico, come un camaleonte cambia registro narrativo combinando tema e, quando dai paesaggi di montagna, passa al tema delle periferie, l'imperativo diventa il sovrabbondante, l'abbandonato, l'inutilizzato, l'accantonato.

E una miriade di personaggi popola i suoi quadri, le strade, i marciapiedi. Sui tetti dei palazzi si apre una selva di antenne e di parabole. Nei giardini interni si accumula di tutto, in attesa di un nuovo improbabile, riutilizzo.

Altre volte la pittura da realistica a figurativa si fa idealizzata e voce interiore.

Le sue ballerine dolcissime ed esili, non più materiche si abbandonano dolcemente lascive allo sguardo del pittore. Tutte le sue figure femminili, delicate e spesso eteree portano un velo di misteriosa malinconia, restando sospese, dolci ed enigmatiche. Mentre gli avventori dell'osteria continuano imperterriti la loro partita a carte e i saltimbanchi intrattengono il pubblico.

Altro tema sono i paesaggi lagunari e le "sue" Venezie. Sempre decadenti, ricche di bagliori dorati, come se la luce delle tessere, dai mosaici bizantini, fosse, all'improvviso uscita e avesse sprigionato tutti i suoi bagliori inondando d'oro l'acqua, i palazzi e le guglie. E' la struggente preghiera di una città unica al mondo che soccombe sotto il peso di un turismo "indifferenziato".

E ancora ci sono tanti angoli della gioiosa marca trevigiana e gli scorci di Asolo illuminati dalla calda luce del meriggio. Luce a volte crepuscolare che pulsa e parla di fasti antichi, di storie della grande viaggiatrice del '900, di divine artiste o di una regina del tempo che fu.

Quadri che sono storie e storie che diventano quadri.

Asolo, 01 marzo 2017 Valeria Ganeo

La nascita dei totem di Gian Berra:

https://www.academia.edu/26434984/Le_conferenze_sulla_paura._Gian_Berra

I totem su facebook:

Email: gianberra@hotmail.com

Abitazione a Montebelluna, frazione Contea, via delle piscine 37

MOSTRE E BIOGRAFIA RAGIONATA

DI

GIAN BERRA. In occasione del 70° compleanno.

Montebelluna; maggio 2017.

Raggruppati in anni e avvenimenti:

1973, 1974

Vive a Valdobbiadene TV, apre in via delle Vittorie il suo primo studio. Inizia a far conoscere i auoi primi quadri e si occupa di fotografia dopo aver ricevuto una formazione come allievo dal famoso fotografo di Feltre Mario Dal Prà.

1975, 1976

Espone in varie mostre locali a Valdobbiadene, Montebelluna in località Contea, e frequenta diversi amici pittori della zona tra cui Guido Serena, Zaniol di Crocetta e il pittore "Felix" della zona.

Conosce il famoso pittore Fael di Treviso che lo invita nel suo studio per dargli consigli.

1977, 1979

Va a vivere a Covolo di Piave in via Segusini, dove apre il suo studio. Per lavoro si reca in Iraq dove conosce una realtà diversa e drammatica che lo formerà.

Nel 1978 prima mostra nella galleria d'arte "da Brotto", mostra che ripeterà nell'anno seguente con notevole successo. Nello stesso anno personale alla galleria "da Val" in piazza del mercato a Treviso. Mostra che verrà ripetuta con successo ogni anno sino al 1981.

In permanenza ala galleria Martinazzo di Montebelluna.

Nel 1979 prima personale alla sala "Ca' de Ricchi" a Treviso, che verrà ripetuta anche nel 1980. Nel 1981 sposta il suo studio a Trento, in piazza santa Maria maggiore. Non solo come luogo privato di lavoro, ma anche come cenacolo di artisti amici. Nel settembre 1981 ospita l'amico pittore Bruno Donadel di Pieve di Soligo in una mostra personale organizzata dalla galleria Martinazzo Vincenzo di Montebelluna. Nell'agosto di quel anno organizza una sua personale alle sorgenti di Pejo in val di Sole, ripetuta anche nel 1985.

Sin da subito Gian Berra evita i circuiti tradizionale del mercato dell'arte e delle gallerie. Preferisce gestire in modo diretto e personale la sua attività di pittore usando gli spazi comuni e culturali specialmente della zona in cui vive. Si avvale dell'aiuto degli amici e appassionati d'arte con la vicinanza della moglie Rosa Lavieri.

1982, 1984

Torna allo studio di Covolo di Piave. Inizia una sequenza di mostre, quasi tutte autogestite:

Per due anni gestisce uno studio e mostra personale ad Asiago.

Personale alla galleria Bramante a Vicenza.

Personale alla galleria Vidal a Venezia.

Personale alla" galleria dei cappuccini" a Mestre, ripetuta per due anni.

1985:

Personale alla galleria internazionale di Torino.

Personale alla galleria Ruberto a Milano.

Da quet'anno in permanenza alla galleria Mozat di Rovereto fino almeno al 1998.

Personale alla casa del Canova, assieme al pittore Danilo Soligo di Montebelluna.

Espone nei mesi estivi presso le gallerie di Jesolo e Lignano Sabbiadoro.

Torna ad esporre a Villach in Austria e a Braunschweig in Germania.

Organizza nel suo paese natale di Segusino un concorso di pittura tra pittori amici che verrà ripetuto anche l'anno dopo.

Personale a Segusino.

1986, 1989

Espone per due stagioni estive ai castelli romani, in particolare a Lanuvio e a Genzano.

Nel 1988 prima esposizione a Parigi e a Metz in Francia.

Dal 1989 al 1994 segue durante l'estate delle esposizioni sue personali estemporanee autogestite, rispettivamente a Treviso, Feltre, Conegliano, Cornuda, Montebelluna, Caerano san Marco. Circa 35 esposizioni che segue personalmente.

1993, 1994

Espozisioni in Germania, a Braunschweig, Colonia e Wurzburg. Gestite da galleristi tedeschi.

In permanenza sempre presso la galleria Mozart di Rovereto.

Nel dicembre 1993 inizia il suo corso “pratico di pittura” nello studio di Covolo di Piave. Avrà un notevole successo e durerà sino al 2005 con la partecipazione complessiva di circa 870 allievi

2000, 2008

nel 2001, Personale a Villa Benzi di Caerano san Marco nel settembre di quell'anno. Espone per la prima volta in esclusiva i “grandi 5 totem” ispirati alle tradizioni native del popolo veneto.

Inizia alcune collaborazioni con gallerie d'arte di Tampa in Florida e San Diego (USA). Espone anche a Karlsrhue in Germania.

Nel 2005 grande mostra collettiva al centro d'arte di Conegliano.

Inizia a lavorare in studio con poche altre personali organizzate in modo autonomo. Nel 2008 torna con una personale al paese natale di Segusino e un'altra a Conegliano.

Nel 2006 pubblica il suo primo libro romanzo "Wasere, cuore di drago", dedicato ai contenuti segreti e inespressi del popolo veneto che Gian Berra definisce “schiavo di Venezia per 1000 anni”. Il romanzo si svolge nel 1906 in un Veneto accora assopito, ostaggio degli interessi d'Italia e del regno asburgico di Vienna.

Inizia a scrivere poesie, specialmente dedicate ai dialoghi ta lui bambino e la sua nonna Maria Stramare in Berra, di Segusino. Usa il dialetto veneto come fattore di orgoglio per esprimere i contenuti più segreti dell'anima veneta.

Pubblica dal 2011 al 2015 i primi ebook in internet dedicati alle poesie e racconti in dialetto veneto con traduzione in italiano. Un successo particolare ottiene il libro ebook “Veneto, rabbia e amore”.

Tutti i libri di Gian Berra si possono leggere gratis su internet. Si possono trovare sulla piattaforma Scribd o Academia digitando Gian Berra.

Nel 2016 si trasferisce a Montebelluna nella frazione di Contea, che già aveva ospitato una sua mostra personale nel 1976.



https://www.facebook.com/notes/gian-berra/in-occasione-dei-70-anni-personale-antologica-di-gian-berra-con-maria-chenet-mag/1286256601495232/

Inaugurazione mostra sabato 6 maggio 2017, ore 18 a Montebelluna, presso il palazzo del vecchio tribunale. La mostra durerà sino al 28 maggio 2017.

Aperto sabato e domenica 10-13 e 15-20. Venerdì solo pomeriggio.

Mostra di pittura di Gian Berra con Maria Chenet, in occasione dei 70 anni del pittore.

In mostra verranno esposti anche i totem già presentati alla mostra a villa Benzi di Caerano di san Marco nel 2001.

GIAN BERRA

L'armonia di un paesaggio incantato, le costruzioni dell'uomo "FABER" insediate nella bassa montagna: pulite, essenziali e funzionali, fatte di un tipo di architettura semplice, ma non povera, perché intrisa della cultura del SAPER FARE: utilizzando al meglio le poche risorse a disposizione. Questi sono gli elementi base dei paesaggi pedemontani di Gian Berra. Una pittura del togliere, più che dell'aggiungere ciò che finirebbe soltanto per essere superfluo.

Questo artista ama la cultura della pietra, del legno e dell'intaglio, sia che si tratti di una scultura quanto della conoscenza necessaria per squadrare la trave portante di un'abitazione, di una malga o di una stalla.

Egli ama ciò che trova. La sua mente creativa vede in un legno, per altri solo buono da ardere, i segni del tempo; vi legge un alfabeto misterioso che parla di elfi, di satiri, di fauni e di ninfe dei boschi. In un tronco scorge figure fantastiche, misteriose e intriganti, altre volte dallo stesso ricava statuari totem che assurgono al ruolo di divinità con la loro inquietante sacralità rupestre.

Dal legno contorto e dai nodi spuntano occhi di uccello e la vena del legno rivela tratti di animali mitologici: vi si scorgono becchi, artigli o orecchie attente.

Ciò che per molti è insignificante si rivela per un artista qualcosa che possiede memoria ancestrale, fattezze antropomorfe, magia e poesia.

Un'altra peculiarità di questo maestro è la PAROLA che gli consente di esprimersi in un modo originale ed autentico nella sua prima lingua: il DIALETTO DEI PADRI E DELLE MADRI per raccontare le sue storie. In esse vive il presente e rivive il passato con un pizzico di nostalgia.

Si guarda intorno e VEDE. Vede con occhi sognanti e ingenui; e altre volte con spirito disincantato le vicende umane dei suoi consimili. ASCOLTA con orecchie di elfo. Parla con voce di vento. Voce a volte carezzevole, altre stringente e sferzante. Acuto e ironico, come un camaleonte cambia registro narrativo combinando tema e, quando dai paesaggi di montagna, passa al tema delle periferie, l'imperativo diventa il sovrabbondante, l'abbandonato, l'inutilizzato, l'accantonato.

E una miriade di personaggi popola i suoi quadri, le strade, i marciapiedi. Sui tetti dei palazzi si apre una selva di antenne e di parabole. Nei giardini interni si accumula di tutto, in attesa di un nuovo improbabile, riutilizzo.

Altre volte la pittura da realistica a figurativa si fa idealizzata e voce interiore.

Le sue ballerine dolcissime ed esili, non più materiche si abbandonano dolcemente lascive allo sguardo del pittore. Tutte le sue figure femminili, delicate e spesso eteree portano un velo di misteriosa malinconia, restando sospese, dolci ed enigmatiche. Mentre gli avventori dell'osteria continuano imperterriti la loro partita a carte e i saltimbanchi intrattengono il pubblico.

Altro tema sono i paesaggi lagunari e le "sue" Venezie. Sempre decadenti, ricche di bagliori dorati, come se la luce delle tessere, dai mosaici bizantini, fosse, all'improvviso uscita e avesse sprigionato tutti i suoi bagliori inondando d'oro l'acqua, i palazzi e le guglie. E' la struggente preghiera di una città unica al mondo che soccombe sotto il peso di un turismo "indifferenziato".

E ancora ci sono tanti angoli della gioiosa marca trevigiana e gli scorci di Asolo illuminati dalla calda luce del meriggio. Luce a volte crepuscolare che pulsa e parla di fasti antichi, di storie della grande viaggiatrice del '900, di divine artiste o di una regina del tempo che fu.

Quadri che sono storie e storie che diventano quadri.

Asolo, 01 marzo 2017 Valeria Ganeo

La nascita dei totem di Gian Berra:

https://www.academia.edu/26434984/Le_conferenze_sulla_paura._Gian_Berra

I totem su facebook:

Email: gianberra@hotmail.com

Abitazione a Montebelluna, frazione Contea, via delle piscine 37

MOSTRE E BIOGRAFIA RAGIONATA

DI

GIAN BERRA. In occasione del 70° compleanno.

Montebelluna; maggio 2017.

Raggruppati in anni e avvenimenti:

1973, 1974

Vive a Valdobbiadene TV, apre in via delle Vittorie il suo primo studio. Inizia a far conoscere i auoi primi quadri e si occupa di fotografia dopo aver ricevuto una formazione come allievo dal famoso fotografo di Feltre Mario Dal Prà.

1975, 1976

Espone in varie mostre locali a Valdobbiadene, Montebelluna in località Contea, e frequenta diversi amici pittori della zona tra cui Guido Serena, Zaniol di Crocetta e il pittore "Felix" della zona.

Conosce il famoso pittore Fael di Treviso che lo invita nel suo studio per dargli consigli.

1977, 1979

Va a vivere a Covolo di Piave in via Segusini, dove apre il suo studio. Per lavoro si reca in Iraq dove conosce una realtà diversa e drammatica che lo formerà.

Nel 1978 prima mostra nella galleria d'arte "da Brotto", mostra che ripeterà nell'anno seguente con notevole successo. Nello stesso anno personale alla galleria "da Val" in piazza del mercato a Treviso. Mostra che verrà ripetuta con successo ogni anno sino al 1981.

In permanenza ala galleria Martinazzo di Montebelluna.

Nel 1979 prima personale alla sala "Ca' de Ricchi" a Treviso, che verrà ripetuta anche nel 1980. Nel 1981 sposta il suo studio a Trento, in piazza santa Maria maggiore. Non solo come luogo privato di lavoro, ma anche come cenacolo di artisti amici. Nel settembre 1981 ospita l'amico pittore Bruno Donadel di Pieve di Soligo in una mostra personale organizzata dalla galleria Martinazzo Vincenzo di Montebelluna. Nell'agosto di quel anno organizza una sua personale alle sorgenti di Pejo in val di Sole, ripetuta anche nel 1985.

Sin da subito Gian Berra evita i circuiti tradizionale del mercato dell'arte e delle gallerie. Preferisce gestire in modo diretto e personale la sua attività di pittore usando gli spazi comuni e culturali specialmente della zona in cui vive. Si avvale dell'aiuto degli amici e appassionati d'arte con la vicinanza della moglie Rosa Lavieri.

1982, 1984

Torna allo studio di Covolo di Piave. Inizia una sequenza di mostre, quasi tutte autogestite:

Per due anni gestisce uno studio e mostra personale ad Asiago.

Personale alla galleria Bramante a Vicenza.

Personale alla galleria Vidal a Venezia.

Personale alla" galleria dei cappuccini" a Mestre, ripetuta per due anni.

1985:

Personale alla galleria internazionale di Torino.

Personale alla galleria Ruberto a Milano.

Da quet'anno in permanenza alla galleria Mozat di Rovereto fino almeno al 1998.

Personale alla casa del Canova, assieme al pittore Danilo Soligo di Montebelluna.

Espone nei mesi estivi presso le gallerie di Jesolo e Lignano Sabbiadoro.

Torna ad esporre a Villach in Austria e a Braunschweig in Germania.

Organizza nel suo paese natale di Segusino un concorso di pittura tra pittori amici che verrà ripetuto anche l'anno dopo.

Personale a Segusino.

1986, 1989

Espone per due stagioni estive ai castelli romani, in particolare a Lanuvio e a Genzano.

Nel 1988 prima esposizione a Parigi e a Metz in Francia.

Dal 1989 al 1994 segue durante l'estate delle esposizioni sue personali estemporanee autogestite, rispettivamente a Treviso, Feltre, Conegliano, Cornuda, Montebelluna, Caerano san Marco. Circa 35 esposizioni che segue personalmente.

1993, 1994

Espozisioni in Germania, a Braunschweig, Colonia e Wurzburg. Gestite da galleristi tedeschi.

In permanenza sempre presso la galleria Mozart di Rovereto.

Nel dicembre 1993 inizia il suo corso “pratico di pittura” nello studio di Covolo di Piave. Avrà un notevole successo e durerà sino al 2005 con la partecipazione complessiva di circa 870 allievi

2000, 2008

nel 2001, Personale a Villa Benzi di Caerano san Marco nel settembre di quell'anno. Espone per la prima volta in esclusiva i “grandi 5 totem” ispirati alle tradizioni native del popolo veneto.

Inizia alcune collaborazioni con gallerie d'arte di Tampa in Florida e San Diego (USA). Espone anche a Karlsrhue in Germania.

Nel 2005 grande mostra collettiva al centro d'arte di Conegliano.

Inizia a lavorare in studio con poche altre personali organizzate in modo autonomo. Nel 2008 torna con una personale al paese natale di Segusino e un'altra a Conegliano.

Nel 2006 pubblica il suo primo libro romanzo "Wasere, cuore di drago", dedicato ai contenuti segreti e inespressi del popolo veneto che Gian Berra definisce “schiavo di Venezia per 1000 anni”. Il romanzo si svolge nel 1906 in un Veneto accora assopito, ostaggio degli interessi d'Italia e del regno asburgico di Vienna.

Inizia a scrivere poesie, specialmente dedicate ai dialoghi ta lui bambino e la sua nonna Maria Stramare in Berra, di Segusino. Usa il dialetto veneto come fattore di orgoglio per esprimere i contenuti più segreti dell'anima veneta.

Pubblica dal 2011 al 2015 i primi ebook in internet dedicati alle poesie e racconti in dialetto veneto con traduzione in italiano. Un successo particolare ottiene il libro ebook “Veneto, rabbia e amore”.

Tutti i libri di Gian Berra si possono leggere gratis su internet. Si possono trovare sulla piattaforma Scribd o Academia digitando Gian Berra.

Nel 2016 si trasferisce a Montebelluna nella frazione di Contea, che già aveva ospitato una sua mostra personale nel 1976.

Per un autunno vicino da affrontare con coraggio...

Solo per poco:

Wasere, cuore di drago. Ultima versione completa del romanzo. Disponibile gratis in internet

per un periodo limitato. Dowload free.

Scritto da Gian Berra nel 2006 e presentato nel 2008. Volume di circa 190 pagine.

Ambientato nel Veneto del 1906, intreccio di vicende che si incrociano tra Venezia, Treviso, Segusino ecc. Le vicende che precedono la grande guerra e i rapporti del controspionaggio asburgico e italiano operativi in Veneto con il traffico della emigrazione dei veneti all'estero e i preparativi del prossimo conflitto. Tutto si mescola con la sensibilità di una sperduta anima che riscopre sé stessa adorando la sua terra veneta.

https://www.scribd.com/doc/276978166/Wasere-Cuore-Di-Drago-Romanzo-Di-Gian-Berra-Ultima-Edizione-Integrale-2015

Veneto, la rabbia e l'amore. Sfoghi segreti dell'anima veneta in poesie disperate in dialetto veneto con

traduzione in italiano. Raccolta delle poesie inviate a facebook da Gian Berra.

Volume di 70 pagine online su Scribd, download free.

https://www.scribd.com/doc/276833139/Veneto-Rabbia-e-Amore-Sfoghi-Segreti-Di-Una-Anima-Veneta-in-Poesie-Disperate-in-Dialetto-Veneto-Con-Traduzione-in-Italiano-Gian-Berra-2015

Nessun libro accademico o di storia parla del vero volto del popolo veneto. Nessuno di loro, dei nostri vecchi che hanno dedicato in silenzio e senza ricompensa la loro intera vita a regalarci un futuro più umano. Purtroppo anche oggi gli avvoltoi che sempre hanno straziato le anime venete sono all'azione. Per questa ragione è utile ricordare chi ha dato tutto per noi.

Nonna Maria Stramare in Berra di Segusino.

Gian Berra

http://www.scribd.com/doc/211455147/Nonna-Maria-Stramare-in-Berra-di-Segusino-Gian-Berra-2014

Anema veneta, anima veneta, poesie di Gian Berra. £& poesie in dialetto veneto con traduzione in italiano di Gian Berra 2014

Il nuovo libro di Gian Berra

36 poesie in dialetto veneto, relative

periodo 1999 - 2013,

tradotte anche in italiano.

Il libro puoi trovarlo su google book

all'indirizzo: http://books.google.it/books?id=ViOUAgAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false

https://www.facebook.com/notes/gian-berra/in-occasione-dei-70-anni-personale-antologica-di-gian-berra-con-maria-chenet-mag/1286256601495232/

Inaugurazione mostra sabato 6 maggio 2017, ore 18 a Montebelluna, presso il palazzo del vecchio tribunale. La mostra durerà sino al 28 maggio 2017.

Aperto sabato e domenica 10-13 e 15-20. Venerdì solo pomeriggio.

Mostra di pittura di Gian Berra con Maria Chenet, in occasione dei 70 anni del pittore.

In mostra verranno esposti anche i totem già presentati alla mostra a villa Benzi di Caerano di san Marco nel 2001.

GIAN BERRA

L'armonia di un paesaggio incantato, le costruzioni dell'uomo "FABER" insediate nella bassa montagna: pulite, essenziali e funzionali, fatte di un tipo di architettura semplice, ma non povera, perché intrisa della cultura del SAPER FARE: utilizzando al meglio le poche risorse a disposizione. Questi sono gli elementi base dei paesaggi pedemontani di Gian Berra. Una pittura del togliere, più che dell'aggiungere ciò che finirebbe soltanto per essere superfluo.

Questo artista ama la cultura della pietra, del legno e dell'intaglio, sia che si tratti di una scultura quanto della conoscenza necessaria per squadrare la trave portante di un'abitazione, di una malga o di una stalla.

Egli ama ciò che trova. La sua mente creativa vede in un legno, per altri solo buono da ardere, i segni del tempo; vi legge un alfabeto misterioso che parla di elfi, di satiri, di fauni e di ninfe dei boschi. In un tronco scorge figure fantastiche, misteriose e intriganti, altre volte dallo stesso ricava statuari totem che assurgono al ruolo di divinità con la loro inquietante sacralità rupestre.

Dal legno contorto e dai nodi spuntano occhi di uccello e la vena del legno rivela tratti di animali mitologici: vi si scorgono becchi, artigli o orecchie attente.

Ciò che per molti è insignificante si rivela per un artista qualcosa che possiede memoria ancestrale, fattezze antropomorfe, magia e poesia.

Un'altra peculiarità di questo maestro è la PAROLA che gli consente di esprimersi in un modo originale ed autentico nella sua prima lingua: il DIALETTO DEI PADRI E DELLE MADRI per raccontare le sue storie. In esse vive il presente e rivive il passato con un pizzico di nostalgia.

Si guarda intorno e VEDE. Vede con occhi sognanti e ingenui; e altre volte con spirito disincantato le vicende umane dei suoi consimili. ASCOLTA con orecchie di elfo. Parla con voce di vento. Voce a volte carezzevole, altre stringente e sferzante. Acuto e ironico, come un camaleonte cambia registro narrativo combinando tema e, quando dai paesaggi di montagna, passa al tema delle periferie, l'imperativo diventa il sovrabbondante, l'abbandonato, l'inutilizzato, l'accantonato.

E una miriade di personaggi popola i suoi quadri, le strade, i marciapiedi. Sui tetti dei palazzi si apre una selva di antenne e di parabole. Nei giardini interni si accumula di tutto, in attesa di un nuovo improbabile, riutilizzo.

Altre volte la pittura da realistica a figurativa si fa idealizzata e voce interiore.

Le sue ballerine dolcissime ed esili, non più materiche si abbandonano dolcemente lascive allo sguardo del pittore. Tutte le sue figure femminili, delicate e spesso eteree portano un velo di misteriosa malinconia, restando sospese, dolci ed enigmatiche. Mentre gli avventori dell'osteria continuano imperterriti la loro partita a carte e i saltimbanchi intrattengono il pubblico.

Altro tema sono i paesaggi lagunari e le "sue" Venezie. Sempre decadenti, ricche di bagliori dorati, come se la luce delle tessere, dai mosaici bizantini, fosse, all'improvviso uscita e avesse sprigionato tutti i suoi bagliori inondando d'oro l'acqua, i palazzi e le guglie. E' la struggente preghiera di una città unica al mondo che soccombe sotto il peso di un turismo "indifferenziato".

E ancora ci sono tanti angoli della gioiosa marca trevigiana e gli scorci di Asolo illuminati dalla calda luce del meriggio. Luce a volte crepuscolare che pulsa e parla di fasti antichi, di storie della grande viaggiatrice del '900, di divine artiste o di una regina del tempo che fu.

Quadri che sono storie e storie che diventano quadri.

Asolo, 01 marzo 2017 Valeria Ganeo

La nascita dei totem di Gian Berra:

https://www.academia.edu/26434984/Le_conferenze_sulla_paura._Gian_Berra

I totem su facebook:

Email: gianberra@hotmail.com

Abitazione a Montebelluna, frazione Contea, via delle piscine 37

MOSTRE E BIOGRAFIA RAGIONATA

DI

GIAN BERRA. In occasione del 70° compleanno.

Montebelluna; maggio 2017.

Raggruppati in anni e avvenimenti:

1973, 1974

Vive a Valdobbiadene TV, apre in via delle Vittorie il suo primo studio. Inizia a far conoscere i auoi primi quadri e si occupa di fotografia dopo aver ricevuto una formazione come allievo dal famoso fotografo di Feltre Mario Dal Prà.

1975, 1976

Espone in varie mostre locali a Valdobbiadene, Montebelluna in località Contea, e frequenta diversi amici pittori della zona tra cui Guido Serena, Zaniol di Crocetta e il pittore "Felix" della zona.

Conosce il famoso pittore Fael di Treviso che lo invita nel suo studio per dargli consigli.

1977, 1979

Va a vivere a Covolo di Piave in via Segusini, dove apre il suo studio. Per lavoro si reca in Iraq dove conosce una realtà diversa e drammatica che lo formerà.

Nel 1978 prima mostra nella galleria d'arte "da Brotto", mostra che ripeterà nell'anno seguente con notevole successo. Nello stesso anno personale alla galleria "da Val" in piazza del mercato a Treviso. Mostra che verrà ripetuta con successo ogni anno sino al 1981.

In permanenza ala galleria Martinazzo di Montebelluna.

Nel 1979 prima personale alla sala "Ca' de Ricchi" a Treviso, che verrà ripetuta anche nel 1980. Nel 1981 sposta il suo studio a Trento, in piazza santa Maria maggiore. Non solo come luogo privato di lavoro, ma anche come cenacolo di artisti amici. Nel settembre 1981 ospita l'amico pittore Bruno Donadel di Pieve di Soligo in una mostra personale organizzata dalla galleria Martinazzo Vincenzo di Montebelluna. Nell'agosto di quel anno organizza una sua personale alle sorgenti di Pejo in val di Sole, ripetuta anche nel 1985.

Sin da subito Gian Berra evita i circuiti tradizionale del mercato dell'arte e delle gallerie. Preferisce gestire in modo diretto e personale la sua attività di pittore usando gli spazi comuni e culturali specialmente della zona in cui vive. Si avvale dell'aiuto degli amici e appassionati d'arte con la vicinanza della moglie Rosa Lavieri.

1982, 1984

Torna allo studio di Covolo di Piave. Inizia una sequenza di mostre, quasi tutte autogestite:

Per due anni gestisce uno studio e mostra personale ad Asiago.

Personale alla galleria Bramante a Vicenza.

Personale alla galleria Vidal a Venezia.

Personale alla" galleria dei cappuccini" a Mestre, ripetuta per due anni.

1985:

Personale alla galleria internazionale di Torino.

Personale alla galleria Ruberto a Milano.

Da quet'anno in permanenza alla galleria Mozat di Rovereto fino almeno al 1998.

Personale alla casa del Canova, assieme al pittore Danilo Soligo di Montebelluna.

Espone nei mesi estivi presso le gallerie di Jesolo e Lignano Sabbiadoro.

Torna ad esporre a Villach in Austria e a Braunschweig in Germania.

Organizza nel suo paese natale di Segusino un concorso di pittura tra pittori amici che verrà ripetuto anche l'anno dopo.

Personale a Segusino.

1986, 1989

Espone per due stagioni estive ai castelli romani, in particolare a Lanuvio e a Genzano.

Nel 1988 prima esposizione a Parigi e a Metz in Francia.

Dal 1989 al 1994 segue durante l'estate delle esposizioni sue personali estemporanee autogestite, rispettivamente a Treviso, Feltre, Conegliano, Cornuda, Montebelluna, Caerano san Marco. Circa 35 esposizioni che segue personalmente.

1993, 1994

Espozisioni in Germania, a Braunschweig, Colonia e Wurzburg. Gestite da galleristi tedeschi.

In permanenza sempre presso la galleria Mozart di Rovereto.

Nel dicembre 1993 inizia il suo corso “pratico di pittura” nello studio di Covolo di Piave. Avrà un notevole successo e durerà sino al 2005 con la partecipazione complessiva di circa 870 allievi

2000, 2008

nel 2001, Personale a Villa Benzi di Caerano san Marco nel settembre di quell'anno. Espone per la prima volta in esclusiva i “grandi 5 totem” ispirati alle tradizioni native del popolo veneto.

Inizia alcune collaborazioni con gallerie d'arte di Tampa in Florida e San Diego (USA). Espone anche a Karlsrhue in Germania.

Nel 2005 grande mostra collettiva al centro d'arte di Conegliano.

Inizia a lavorare in studio con poche altre personali organizzate in modo autonomo. Nel 2008 torna con una personale al paese natale di Segusino e un'altra a Conegliano.

Nel 2006 pubblica il suo primo libro romanzo "Wasere, cuore di drago", dedicato ai contenuti segreti e inespressi del popolo veneto che Gian Berra definisce “schiavo di Venezia per 1000 anni”. Il romanzo si svolge nel 1906 in un Veneto accora assopito, ostaggio degli interessi d'Italia e del regno asburgico di Vienna.

Inizia a scrivere poesie, specialmente dedicate ai dialoghi ta lui bambino e la sua nonna Maria Stramare in Berra, di Segusino. Usa il dialetto veneto come fattore di orgoglio per esprimere i contenuti più segreti dell'anima veneta.

Pubblica dal 2011 al 2015 i primi ebook in internet dedicati alle poesie e racconti in dialetto veneto con traduzione in italiano. Un successo particolare ottiene il libro ebook “Veneto, rabbia e amore”.

Tutti i libri di Gian Berra si possono leggere gratis su internet. Si possono trovare sulla piattaforma Scribd o Academia digitando Gian Berra.

Nel 2016 si trasferisce a Montebelluna nella frazione di Contea, che già aveva ospitato una sua mostra personale nel 1976.

I'm about to move house and try to get out of my trunks so many things to put in order. I found a lot of stuff that I did not know you from. For my nature is distracted and disorganized. I enjoy a lot to be myself.

They are also vague and lost in my fantasies. Who saw me behind the curtains of the windows .. . while walking absent-minded for the countries I have lived ... I have certainlytried. I hear their thoughts as if they were words spoken aloud.

But I never noticed. Naive, I just asked: why not leave the house and come walk with me?But they are just thoughts that vanish into thin air: you can not awaken those who are asleep forever.

I present all that I have collected over the years escaping into daydream. Living amongpeople who hide behind the fear of certain compressed for centuries in the DNA, an ancient pride that still does not want to occur.

The Venetians still need to have an external safety and absolute comfort their hearts faint of servants.

But how can I not love who is part of me so intimately?

Maybe I got lucky, since 1972, I decided to listen to my hippie soul? It 'was a challenge that I questioned every moment. But that gave me emotions.

Sto per cambiare casa e cerco di tirare fuori dai miei bauli tante cose da mettere in ordine. Ho trovato una gran quantità di roba che non sapevo dai avere. Per mia natura sono distratto e disordinato. Mi diverto un sacco a essere me stesso.

Sono anche vago e perso nelle mie fantasie. Chi mi ha visto dietro le tendine delle finestre.. .mentre passeggiavo svagato per i paesi che ho vissuto... mi ha certo giudicato. Io ho sentito i loro pensieri come se fossero parole dette a voce alta.

Ma non ci ho mai fatto caso. Da ingenuo mi sono solo chiesto: perché non escono di casa e vengono a passeggiare con me? Ma sono solo pensieri che svaniscono nel nulla: non puoi risvegliare chi si è addormentato per sempre.

Io regalo tutto ciò che ho raccolto in questi anni di fughe nel sogno ad occhi aperti. Vivere tra gente che di certo nasconde dietro la paura compressa da secoli nel DNA, un antico orgoglio che ancora non vuole manifestarsi.

I veneti hanno ancora bisogno di avere una sicurezza esterna ed assoluta che conforti i loro cuori deboli di servi.

Ma come posso non amare chi fa parte di me in modo così intimo?

Forse ho avuto fortuna, sin dal 1972, ho deciso di ascoltare la mia anima hippie? E' stata una sfida che mi ha messo in discussione ogni attimo .Ma che emozioni mi ha regalato.

Pederobba, ecco il libro di Gian Berra. Scaricalo gratis da internet: http://www.scribd.com/baroque2/d/28802052-Pederobba-Osteria-Da-Rafael-Gian-Berra-2010  http://justpaste.it/pederobba

"Wasere, cuore di drago" il romanzo di Gian Berra pubblicato nel 2009.Il romanzo è dedicato all'anima antica di Segusino ed è ambientato a Segusino nel lontano 1906 alla vigilia della grande guerra.Nel 1906 Segusino è uni dei tanti borghi veneti abbandonati, ma sfruttati dal potere lontano e rapace della burocrazia del nuovo regno d'Italia e prima ancora dal disinteresse della moribonda Venezia. Segusino è arretrato e impoverito, senza cultura o istruzione. I migliori se ne sono andati all'estero per disperazione. lavorano bene gli sfruttatori dell'emigrazione, i banchieri d'assalto che preparano la grande guerra come un affare per industrializzare l'italia a loro vantaggio.I sevizi segreti italiani e autrici tramano loschi interessi con odio reciproco. Una piccola borghesia alleata al clero tiene i poveracci legati come servi fedeli attraverso l'ignoranza e una religiosità beghina e ottusa.Ma c'è una speranza: un drago si risveglia dalla rocce delle Wasere e il suo intervento salverà un protagonista del romanzo. E' un drago che viene da un tempo pagano e lontanissimo. Il drago salvatore userà a suo favore il potere di morte del male che opprime la gente del Veneto e vincerà la sua lotta per liberare la coscienza al suo protetto e ridargli una nuova prospettiva di vita inattesa.

Puoi trovare il romanzo su: http://stores.lulu.com/baroque

http://www.scribd.com/doc/83920149/Caos-Barocco-Segusino-La-Valle-Dei-Mulini-Gian-Berra   http://justpaste.it/segusino

CAOS BAROCCO di Gian Berra. Viaggio poetico composto da foto originali, poesie, pensieri e due racconti brevi dell'autore.Un viaggio poetico ispirato da una passeggiata nei ricordi dentro una valle infernale e pagana a Segusino. La valle dei mulini.Alla ricerca delle intime radici di un popolo che ha paura di liberarsi una volta per sempre dal ruolo di servo.CAOS BAROCCO, Viaggio poetico di Gian Berra alla valle dei mulini a Segusino. 2012 Vedi anche il blog: http://venetoservo.blogspot.com/

Il primo capitolo del romanzo di Gian Berra: "Wasere cuore di drago", puoi scaricarlo gratis da internet al sito:

http://www.scribd.com/doc/42179010/WASERE-Di-Gian-Berra-Romanzo

Psicologia sciamanica di Gian Berra. 2005Viaggio folle e disincantato tra le immagini della mente di chi ascolta le voci molteplici della Natura.Le voci interiori delle coscienze si rivelano mentre il poeta ascolta senza porre limiti al suo sentire il Sacro di ogni giorno senza confini assoluti-Follia lucida rivela territori nascosti e dimenticati ma sempre vivi e carichi della nostra eredità vitale.Messaggi che ritornano ad ogni generazione con forza sempre vivace ed orgogliosa.Adorare è come ascoltare ancora e rispondere a ciò che forma il nostro tessuto vitale.Scarica gratis da internet...

Psicologia sciamanica di Gian Berra 2005

Corso pratico di pitturadi Gian Berra. 2005Esperienze di insegnamento durante il Corso pratico di pittura tenuto da Gian Berra dal 1993 al 2005 a circa 800 allievi.Una avventura di dialogo reciproco tra l'artista e quelli che desideravano risvegliare il potere divino di vedere, adorare, rivelare, inventare, osservare. ammirare e perciò gioire lo spettacolo quotidiano della Vita.Questo potere vive assopito in ognuno ma va riscoperto e vissuto come conquista personale.Poi va condiviso per aumentarlo senza limite.Free in internet...Corso pratico di pittura di Gian Berra 2005

C0NTATTI per GIAN BERRA IN internet...

gianberra@hotmail.com

Le opere di Gian berra su Academia:

https://independent.academia.edu/GianBerra

https://www.scribd.com/user/28087467/gian-berra

Tutte le opere su Scribd di Gian Berra

http://sites.google.com/site/gianberrasite/

il sito su google

http://www.babelearte.it/tipoartista.asp?arid=628&lid=

Babelearte

http://picasaweb.google.com/gian.berra/Segusino

Album di foto dedicato a Segusino

http://www.lulu.com/product/libro-a-copertina-morbida/caos-barocco/2503788

Il libro di poesie e racconti di gian berra, gratis su lulu.com

http://sites.google.com/site/veniceworldart/

Quando il letamaio di Venezia fermenta profumi barocchi