Home page of Gian Berra



Nessun libro accademico o di storia parla del vero volto del popolo veneto. Nessuno di loro, dei nostri vecchi che hanno dedicato in silenzio e senza ricompensa la loro intera vita a regalarci un futuro più umano. Purtroppo anche oggi gli avvoltoi che sempre hanno straziato le anime venete sono all'azione. Per questa ragione è utile ricordare chi ha dato tutto per noi.
Nonna Maria Stramare in Berra di Segusino.

Gian Berra
http://www.scribd.com/doc/211455147/Nonna-Maria-Stramare-in-Berra-di-Segusino-Gian-Berra-2014



Anema veneta, anima veneta, poesie di Gian Berra. £& poesie in dialetto veneto con traduzione in italiano di Gian Berra 2014
Il nuovo libro di Gian Berra

36 poesie in dialetto veneto, relative 
periodo 1999 - 2013,
tradotte anche in italiano.


Il libro puoi trovarlo su google book

 


    


Works from private collections of works by Gian Berra in the world since 2011

 

Gian Berra. Old pictures

 

Gian Berra, some pictures of 2010



 

Gian Berra. Pictures of 2009, show of Segusino





I'm about to move house and try to get out of my trunks so many things to put in order. I found a lot of stuff that I did not know you from. For my nature is distracted and disorganized. I enjoy a lot to be myself.
They are also vague and lost in my fantasies. Who saw me behind the curtains of the windows .. . while walking absent-minded for the countries I have lived ... I have certainlytried. I hear their thoughts as if they were words spoken aloud.
But I never noticed. Naive, I just asked: why not leave the house and come walk with me?But they are just thoughts that vanish into thin air: you can not awaken those who are asleep forever.
I present all that I have collected over the years escaping into daydream. Living amongpeople who hide behind the fear of certain compressed for centuries in the DNA, an ancient pride that still does not want to occur.
The Venetians still need to have an external safety and absolute comfort their hearts faint of servants.
But how can I not love who is part of me so intimately?
Maybe I got lucky, since 1972, I decided to listen to my hippie soul? It 'was a challenge that I questioned every moment. But that gave me emotions.

Sto per cambiare casa e cerco di tirare fuori dai miei bauli tante cose da mettere in ordine. Ho trovato una gran quantità di roba che non sapevo dai avere. Per mia natura sono distratto e disordinato. Mi diverto un sacco a essere me stesso.
Sono anche vago e perso nelle mie fantasie. Chi mi ha visto dietro le tendine delle finestre.. .mentre passeggiavo svagato per i paesi che ho vissuto... mi ha certo giudicato. Io ho sentito i loro pensieri come se fossero parole dette a voce alta. 
Ma non ci ho mai fatto caso. Da ingenuo mi sono solo chiesto: perché non escono di casa e vengono a passeggiare con me? Ma sono solo pensieri che svaniscono nel nulla: non puoi risvegliare chi si è addormentato per sempre.
Io regalo tutto ciò che ho raccolto in questi anni di fughe nel sogno ad occhi aperti. Vivere tra gente che di certo nasconde dietro la paura compressa da secoli nel DNA, un antico orgoglio che ancora non vuole manifestarsi.
I veneti hanno ancora bisogno di avere una sicurezza esterna ed assoluta che conforti i loro cuori deboli di servi.
Ma come posso non amare chi fa parte di me in modo così intimo?
Forse ho avuto fortuna, sin dal 1972, ho deciso di ascoltare la mia anima hippie? E' stata una sfida che mi ha messo in discussione ogni attimo .Ma che emozioni mi ha regalato.


 
 "Wasere, cuore di drago" il romanzo di Gian Berra pubblicato nel 2009.
Il romanzo è dedicato all'anima antica di Segusino ed è ambientato a Segusino nel lontano 1906 alla vigilia della grande guerra.
Nel 1906 Segusino è uni dei tanti borghi veneti abbandonati, ma sfruttati dal potere lontano e rapace della burocrazia del nuovo regno d'Italia e prima ancora dal disinteresse della moribonda Venezia. Segusino è arretrato e impoverito, senza cultura o istruzione. I migliori se ne sono andati all'estero per disperazione. lavorano bene gli sfruttatori dell'emigrazione, i banchieri d'assalto che preparano la grande guerra come un affare per industrializzare l'italia a loro vantaggio.
I sevizi segreti italiani e autrici tramano loschi interessi con odio reciproco. Una piccola borghesia alleata al clero tiene i poveracci legati come servi fedeli attraverso l'ignoranza e una religiosità beghina e ottusa.
Ma c'è una speranza: un drago si risveglia dalla rocce delle Wasere e il suo intervento salverà un protagonista del romanzo. E' un drago che viene da un tempo pagano e lontanissimo. Il drago salvatore userà a suo favore il potere di morte del male che opprime la gente del Veneto e vincerà la sua lotta per liberare la coscienza al suo protetto e ridargli una nuova prospettiva di vita inattesa.

Puoi trovare il romanzo su: 
http://stores.lulu.com/baroque


 

Pederobba, ecco il libro di Gian Berra. Scaricalo gratis da internet: http://www.scribd.com/baroque2/d/28802052-Pederobba-Osteria-Da-Rafael-Gian-Berra-2010  http://justpaste.it/pederobba Pederobba, osteria da Rafael. Storia di una radice strappata. Gian berra 2012 
 
http://www.scribd.com/doc/83920149/Caos-Barocco-Segusino-La-Valle-Dei-Mulini-Gian-Berra   http://justpaste.it/segusino CAOS BAROCCO di Gian Berra. Viaggio poetico composto da foto originali, poesie, pensieri e due racconti brevi dell'autore.
Un viaggio poetico ispirato da una passeggiata nei ricordi dentro una valle infernale e pagana a Segusino. La valle dei mulini.
Alla ricerca delle intime radici di un popolo che ha paura di liberarsi una volta per sempre dal ruolo di servo.

CAOS BAROCCO, Viaggio poetico di Gian Berra alla valle dei mulini a Segusino. 2012 

Vedi anche il blog: http://venetoservo.blogspot.com/

 

 Il primo capitolo del romanzo di Gian Berra: 
"Wasere cuore di drago", puoi scaricarlo gratis da internet al sito:

http://www.scribd.com/doc/42179010/WASERE-Di-Gian-Berra-Romanzo 
 
 
Psicologia sciamanica di Gian Berra. 2005

Viaggio folle e disincantato tra le immagini della mente di chi ascolta le voci molteplici della Natura.
Le voci interiori delle coscienze si rivelano mentre il poeta ascolta senza porre limiti al suo sentire il Sacro di ogni giorno senza confini assoluti-
Follia lucida rivela territori nascosti e dimenticati ma sempre vivi e carichi della nostra eredità vitale.
Messaggi che ritornano ad ogni generazione con forza sempre vivace ed orgogliosa.
Adorare è come ascoltare ancora e rispondere a ciò che forma il nostro tessuto vitale.


Scarica gratis da internet...
Psicologia sciamanica di Gian Berra 2005

 
Corso pratico di pittura
di Gian Berra. 2005


Esperienze di insegnamento durante il Corso pratico di pittura tenuto da Gian Berra dal 1993 al 2005 a circa 800 allievi.
Una avventura di dialogo reciproco tra l'artista e quelli che desideravano risvegliare il potere divino di vedere, adorare, rivelare, inventare, osservare. ammirare e perciò gioire lo spettacolo quotidiano della Vita.
Questo potere vive assopito in ognuno ma va riscoperto e vissuto come conquista personale.
Poi va condiviso per aumentarlo senza limite.



Free in internet...
Corso pratico di pittura di Gian Berra 2005


Gian Berra hippie in 1972....

The photo withdraws Gian Berra in 1972-73. Gian was a youth that after a brief university experience had embraced with ardor the last fires of the epoch hippies But the Venetian province it was distant from the passions of liberty of the end of the sixties: Veneto is not the California and not even Paris. But Gian Berrà he doesn't make yet I count that lives in a reality had been putting to sleep for centuries and emptied by every enthusiasm. Who is the thief that has stolen the vitality to the people in which is found to live? Because people seem blind to the nature that every day feeds her life?

They are naïve and terrible questions. They cannot have an answer for an artist that is about to discover to be him: Gian cannot do without I handed these questions it. Gian Berra already paints and devotes him to the sculpture, but a job doesn't consider him yet. For this it tries some escapes to the foreign countries. Before part with his cousin Renzo for Switzerland and it stops him for a po to Shaffausen and Tayngen. Then with the friend Giannetti goes to Germany and visit Braunsweig and Hanover. It starts to see other horizons and different people. When he returns an a little disappointed to house it realizes that also in Italy the times are changed. 68 is ended and reality has remained that of before. It seems that an occasion has especially been wasted by the young people. To Gian Berra its motorbike remains, only its jacket of the Ce Guevara and so many dreams so distant from that province without hopes.

Gian opens his first study of art to Valdobbiadene in 1973. This will be alone the first attempt to show with his paintings and to make the first exposures of pictures in the province of Treviso in the region in Venice. The reality of the art that he finds is depressing. The province has few other to which to think besides the kick and to the political discussions. In 1977 the turn happens: he/she leaves Valdobbiadene for Covolo of Piave. It is not a big jump, but at least it is out of a country that has decided to admire only itself same.

In the 1977 winter ago his first show to Treviso near the gallery “The casket of Val”, in Plaza of the wheat. It is a great success that gives the first concrete satisfactions to Gian Berra.Gian organizes in 1978 a show near the gallery Brotto to Cornuda. And a success.

He has been beginning for this year the most adventurous season of Gian Berra. It knows in the 1978 Vincent Martinazzo, a collector with the heart full of an authentic passion for the art. They call him/it all “Ciccio” and he welcomes Gian Berrà in his gallery of Montebelluna. In the following years Gian Berra organizes quite a lot shows among which I remember those in the room of “Ca ' de Ricchi” to Treviso in 1979 and in 1980. It is in that year that Gian puts on family and decides to make another great jump.

In 1981 he opens a study to Trento, in plaza Greater S. Maria. It won't be only a study, but also a place whether to meet himself with artists friends. Gian Berra will invite the friend painter Donadel Bruno of Parish of Soligo (TV) in the autumn of 1981.

But the family of Gian grows and he returns home in 1982. A few years of break pass and in 1990 he founds the cultural association “the Criola.” This is another attempt “from artist” to shake the drowsy and depressing environment of a Venetian landscape without hopes. Gian Berra picks up with endless patience around itself every artist of the outskirtses. Gian organizes shows, meetings, demonstrations and suppers of poets with the meetings of "New Poetry Age." Then in 1993 it inaugurates the “raced practical of painting.” This is perhaps the initiative that will have more success: it will almost uninterruptedly last until 2005, with two courses a year. They participate you more than 800 students, many of which will become painters.In the years 80 Gians Berra organizes exposures of his works in the most greater Italian cities and in Germany to Düsseldorf, Monk, Wurzburg.

In 1998 it specializes him in therapeutic Psicosintesi and it begins the intimate investigation on the power of the symbols and the images. He investigates the power hidden of the images and their hidden effect on the collective unconscious. The images have one power of theirs that can be managed by an aware conscience.

He organizes some lectures on the theme of the "Fear" explained as ghost-image.

In 2001 he exposes for the first time in a show of his works, five totems that he has built with his hands. “Totem without taboo” it is the title of that exposure and Gian it begins to write the famous ones “wild Stories” what time possible to find in intenet is. He calls it Shamanistic Psychology . In 2002 he writes the book " Shamanistic Psychology ", a harvest of writings devoted to such theme.

In 2006 he goes out in press his first novel “Wasere, heart of dragon” devoted to the wounded soul of Segusino, his/her country of birth and the book of poetries and stories “Baroque Chaos.” They are available on Lulu.com.

In 2008 Gian Berra begins the search on him "Shamanism of the room of aspect" as necessary function in one historical period as ours in which him "absolute" traditional tramontano drowned in the globalization. Has a healthy Chaos finally returned? Gian Berrà frequents the outskirtses of every city or small country and discovers vital perspectives that you/they have been sleeping for centuries.

That the time has come to call her back?


https://sites.google.com/site/segusinosite/

https://sites.google.com/site/pederobbasite/

http://justpaste.it/segusino



 

GIANBERRA  -  GIAN BERRA

 

Slideshow di Picasa Web Album




 

 

 


 

  

  
 
 
 
 
 
 
 


 

 

 











Gian Berra: biografia scherzosa.

Gian Berra nasce 60 anni fa nelle terre di Venezia. Lui da giovane respira l’ultima aria decadente di quella terra e gusta il sapore di quel paradiso di ingenui sognatori. Ma la realtà di ogni giorno non gli basta. Gian Berra vuole scoprire il velo che da mille anni ha protetto la sua gente. Ora rimangono solo le nostalgie di un tempo già morto. Il vento, la terra e l’acqua gli sussurrano emozioni che la gente non sa di portarsi dentro. E’ arrivato il momento di tirarle fuori dal buio e rappresentarle. Gian Berra inizia 35 anni fa la difficile professione dell’artista. Numerose sono le esposizioni, anche all’estero che mostrano le sue opere. Lui ama stare in compagnia e fonda una associazione per raccogliere tanti amici che desiderano fare arte. Si dedica all’insegnamento creando una scuola pratica di pittura: in 14 anni raccoglie circa 900 partecipanti e ritiene di aver fatto un buon passo per diffondere la gioia di dipingere assieme e gustare ciò che si è fatto.

Gian Berra ama scrivere poesie e saggi. Propone un circolo di poesia New Age e per qualche anno festeggia in loro compagnia il solstizio d’estate. Poi lui comincia a scrivere racconti e tra poco presenterà il suo primo romanzo ambientato nei tempi eroici della sua infanzia.

Nel frattempo Gian Berra reinvesta con un nuovo linguaggio la gioiosa decadenza di Venezia.

E’ una decadenza che affascina tutto il mondo. Come un sogno antico ormai perduto, malgrado la realtà pretenda ben altre cose.

Gian Berra si inventa l’Informale Barocco. Un ponte diretto tra lo sfarzo e il delirio con cui  lui vive oggi i suoi sogni di volo planato sulla realtà, portandosi dietro un sacco pieno di entusiasmo per l’incanto della meravigliosa tecnologia che ci permette di avere tante comodità.

Il barocco è la riscoperta dell’ottimismo e degli orizzonti che ci aspettano oltre l’attimo presente. Essi sono riccioli compiaciuti di esistere e di mostrarsi. Non pretendono nulla: ad essi basta esistere per un attimo di vita.

gian berra







 

Periferia veneta - gian berra 

 


                                                                                    
                                                                                               Pescatori - gian berra





                                                                  

Slideshow di Picasa Web Album



















C0NTATTI per GIAN BERRA IN internet...




  http://baroquedecadence.altervista.org/

Il nuovo sito sulla decadenza barocca e Gian Berra

http://gian-berra.webs.com/

Il nuovo sito di gian berra su webs

http://sites.google.com/site/veniceworldart/

Quando il letamaio di Venezia fermenta profumi barocchi

http://sites.google.com/site/gianberrasite/

il sito su google

http://gianberra.fortunecity.com

works of gian berra since 2006


baroque dreams of gian berra since 2008

http://www.saatchi-gallery.co.uk/yourgallery/artist_profile/Gian+Berra/25393.html

gallery in London

http://www.babelearte.it/tipoartista.asp?arid=628&lid=

Babelearte

http://picasaweb.google.com/gian.berra/Segusino

Album di foto dedicato a Segusino

http://gian-berra.blogspot.com/

Blog su gian berra

http://gian-berra.blogspot.com/

Un altro blog di gian berra


http://picasaweb.google.com/gian.berra

Altre foto dell'opera di gian Berra

http://www.lulu.com/product/libro-a-copertina-morbida/caos-barocco/2503788

 Il libro di poesie e racconti di gian berra, gratis su lulu.com

http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/wasere/2158835

 Il romanzo di " Wasere, 















































  


Gli ultimi 30 anni del secolo e l’avventura di Gian Berra.

 

Nel 1970 gli ultimi fuochi della “rivoluzione degli anni sessanta” si erano ormai già spenti. Nella provincia italiana e specialmente nella provincia veneta quasi nulla di quegli ideali era giunto alla gente. La generazione di Gian Berra era appena uscita dall’adolescenza e scopriva un tenue benessere che i loro padri mai avevano conosciuto. Nessuno leggeva libri o giornali. Nessuno conosceva il mondo al di fuori del proprio comune. La cultura si limitava alle partite di calcio e al catechismo obbligatorio.  L’avventura era andare al sabato sera alla sala da ballo più vicina.

Oggi noi tutti di quella generazione abbiamo tutti sessanta anni e Gian Berra prova a guardare indietro e provare a descrivere la sua avventura.

Il destino non era stato facile per me: Una malattia ed un incidente patito da bambino mi aveva allontanato già a quattro anni  dal paese in cui ero nato. Segusino era come oggi un borgo nascosto dalla storia e dalle vicende del mondo; chiuso dai monti e dal Piave allo sguardo di Venezia e di Treviso. Era come vivere in un mondo arcaico che non percepiva lo scorrere degli eventi. “ – Qui noi siamo solo dei cristiani. “ dicevano i vecchi e le donne ancora vestite di nero e con un fazzoletto in testa. Guardavano tutti l’orizzonte e sognavano come ricordi di sempre la miseria, la fame patita e la loro impotenza, senza accorgersi dell’ignoranza e della paura che subivano da secoli.

Io tornai a Segusino che ero già un ragazzo. Non capivo più il dialetto e non riconobbi più i vecchi compagni di gioco. Vissi una infanzia solitaria, ma le radici e il paesaggio umano erano già forti nei pochi ricordi che avevo comunque dentro l’anima. Troppo sensibile per affrontare una realtà così cruda, ma pronto a percepirla tutta. E la gioia di parlare con i tramonti e le stagioni. Osservavo la gente come fosse uno spettacolo quotidiano. Le estati a Milies erano una scuola di vita dentro una Natura che diventava sacra come una Dea. Da adolescente divenni un hippie convinto e scorazzavo con una moto in quella provincia che pareva risvegliarsi. Ma non lo fece, non bastano così pochi anni a far risvegliare un popolo, ci vogliono secoli. Io intanto avevo preso coraggio, anche se all’inizio non ci credevo fino in fondo: diventare un pittore di quadri come scopo della mia vita.

Quanti vivono di arte? Nessuno! Mi veniva consigliato. Eppure la passione era troppa e decisi di rinunciare a tutto ciò che era comodo e mi buttai nel grande gioco.

Un artista è in fondo un pagliaccio e un buffone. Così sarà visto e giudicato dalla sua gente e non sarà mai riconosciuto il suo valore da quelli che lo hanno conosciuto. Solo gli estranei forse faranno una sosta per guardarlo quando è in vita. E solo quando sarà morto da dieci anni qualcuno dirà di averlo visto di sfuggita perchè forse ha l’onore di possedere una sua opera. La gente ha paura di ciò che non può definire. Ma restano le opere che rappresentano almeno per un certo tempo un messaggio di Vita; e l’opera di un’anima troppo sensibile volerà come brezza sottile tra i monti e le valli che tanto ha amato.

Dal 1973 Gian Berra ha prodotto dipinti in buona quantità. Gian Berra ha fatto mostre all’estero e in Italia fino a stancarsi e a stufarsi. Gian Berra ha raccolto gente attorno a sé per fare arte e poesia, ha organizzato corsi di pittura. La gioia che ha raccolto è rappresentata dalle ore di creatività condivisa e dal vedere che anche tanta gente può imparare a vedere e a parlare con la Natura viva in cui vive.

Ora Gian Berra si è messo a scrivere: L’ultimo romanzo pubblicato Wasere, cuore di drago” racconta l’anima segreta di Segusino. Un romanzo che lascia la bocca asciutta e l’anima scossa.

Per troppo tempo la nostra gente è stata derubata della propria energia vitale. Ma a cosa serve parlarne se di quella energia non è mai stata consapevole?

E’ proprio questa la funzione dell’artista: Esprimere e rendere viva e percepibile a tutti la sua scomoda conquista.

In fondo un clawn e un buffone sono sempre tollerati…

Gian Berra



Orgoglio barocco nell’arte di Gian Berra.

Presentazione di Dominique Lefebre in occasione della mostra personale alla Galerie Romance (Paris-France) del maggio 2005.

Colgo con entusiasmo l’occasione di presentare questa mostra dedicata al maestro Gian Berra, venuto a portarci i colori della sua Venezia proprio qui a Parigi. Un grazie anche a monsieur Lambert che lo ha convinto a questa avventura lontano dalla sua” terra veneta”.

Gian Berra ha viaggiato molto, mi ha raccontato di un suo precedente viaggio a Parigi nell’inverno del 1987. Passeggiava in una città quasi deserta proprio nel giorno di natale in un mattino pieno di sole. Le prime persone che incontrò lo salutarono con entusiasmo e gli fecero gli auguri di Buon  Natale. Erano un gruppo di immigrati che tornavano dal lavoro dalle cucine di un ristorante vietnamita. Gian Berra ricorda la loro aria stanca , ma il loro sguardo gioiva di fronte a quella mattina piena di sole. Gian Berra ha sempre guardato la realtà dietro le apparenze: un nucleo di energie vitali che cercano di sbocciare come fiori spontanei, desiderosi di mostrarsi. Basta poco per farli sbocciare, e quando invadono orgogliosi e vitali la realtà oggettiva, è come se la natura dispiegasse i propri progetti di vita. Per Gian Berra la vita ha un suo programma: vivere alla grande.

E’ il sogno segreto del BAROCCO, che dorme dietro ogni manifestazione della realtà.

Il Barocco è senza tempo: rinasce in ogni civiltà in forme che si assomigliano. Esplode per il tempo che riesce a rubare alla follia degli uomini, e lascia il suo segno che si ripete attraverso le epoche. Il Barocco non chiede di essere spiegato; non si insegna e non ha regole codificate. Quando appare si espande e si rivela come forza vitale fine a sé stessa come la vita. Per fortuna Gian Berra ha avuto l’ardire di portare in galleria entrambe le correnti a cui si ispirano le sue opere.

Nelle opere di Neo Barocco Gian Berra riprende i colori e la leggerezza del Tiepolo, ma parte dalle situazioni più umili della sua gente veneta. Non più Dei mitologici o figure di nobiltà regale, lui dipinge invece il popolo silenzioso della sua terra come fosse la vera nobiltà naturale. Barocca è quella gente che invecchia fuori dal tempo di oggi. Felice di essere sé stessa in ogni caso. Mi sento stregata da quei paesaggi che sorridono senza chiedere conferma. Hanno una vita autonoma e per questo sono più reali della realtà.

Ma la sorpresa è il BAROCCO INFORMALE. Un discorso artistico tenuto a lungo privato dall’artista. Era una cosa solo sua. Dedicata a sé stesso: un gioco che la sua aria timida non voleva svelare. Un tesoro che finalmente viene alla luce.

Monsieur Lambert è riuscito a portare per la prima volta a Parigi una scelta di 25 opere di Barocco Informale di Gian Berra. Un evento che anche la stampa specializzata ha scoperto come la vera novità di questo anno. Finalmente anche la pittura informale riscopre l’energia vitale che recita sé stessa. In una realtà globalizzata i linguaggi si assomigliano tutti anche se celebrano sé stessi. Ma quale è il linguaggio che davvero vale per tutti? E’ il messaggio vitale che chiede solo di vivere oltre ogni inganno. Ecco che Gian Berra interpreta il BAROCCO  al di fuori della figurazione tradizionale. I segni rimangono linee che esprimono i pensieri, le loro direzioni sono un caos ordinato che interpreta i nostri tempi di ricerca infinita di nuove, rassicuranti prospettive. Ma non reclamano più nulla di assoluto: la lezione della storia è scesa dentro l’animo dell’uomo occidentale e sempre meno si fiderà di regole scritte. Dall’oriente gli viene una prospettiva differente. Forse pià complessa o indefinita: ma è un’altra possibilità di prospettive alternative. Gian Berra interpreta i tempi che ci coinvolgono con così tanta energia. Il Caos è solo apparente, ma va affrontato con coraggio e slancio. Soprattutto con l’ottimismo di chi intravede un futuro vitale oltre ogni timore. Per Gian Berra la Vita vive se stessa con slancio in ogni caso e i colori con cui lui interpreta le manifestazioni del segno colpiscono e stupiscono l’osservatore. Ecco che l’artista interpreta la corrente vitale che emerge in ogni tempo e riporta ogni cosa alle sue origini.

Il BAROCCO INFORMALE  di Gian Berra è la manifestazione di tali energie. Espressione preziosa di cui avevamo bisogno. La sua arte è vitale e carica di pathos naturale. Per questo si offre senza bisogno di spiegazioni: parla ad ogni cultura e lascia soddisfatti. Un evento che aspettavamo da tempo, e che ora è realtà.

 

Dominique Lefebre, Paris, 2005

 

Informale Barocco di Gian Berra : Lo Zen occidentale ?

Articolo di Frank Helker. Pubblicato da “Nuova arte europea”, Hambug-D. 2006 

Tra gli artisti che viaggiano in internet si fa largo Gian Berra con varie notizie e avvenimenti che non si possono fare a meno di notare. Ho visto di persona alcuni suoi lavori presso un collezionista di Dusseldorf. Provenivano direttamente dallo studio dell’artista in Italia. Ne sono rimasto sorpreso per la freschezza e il valore di livello internazionale. Anche se l’artista usa un termine altamente intrigante come INFORMALE BAROCCO è indubbio che Gian Berra ha riaperto una porta che credevamo chiusa per sempre. L’arte moderna è nata dopo il contatto coi valori alternativi proposti dai popoli nativi. L’occidente si è nutrito di essi  e i suoi valori sono crollati di fronte alla naturalità. Ma pochi hanno compreso il messaggio profondo e carico di valori spontanei che ci è stato offerto. Forse perché erano valori rubati. Ecco che anche l’Informale “tradizionale” irradia smarrimento e reazione a ciò che si mostra come realtà assoluta. E’ l’arte occidentale che interpreta la propria impotenza. Ma ecco che arriva Gian Berra e propone una prospettiva davvero nuova: e nel Caos apparente che si cela una probabilità di “nuova” vita. Una scelta che sorride autonoma e per nulla compiacente. L’arte di Gian Berra vive autonoma nel suo entusiasmo anche senza il consenso. Ma desidera mostrarsi. Come ogni manifestazione naturale vive di sa stessa di energia propria.

Barocco informale come uno Zen occidentale che riscopre il dubbio, ma ride anche di esso. E contiene in sa l’energia che le serve. L’ironia e la capacità di auto-illudersi senza davvero crederci.

Ma vivere questo attimo con entusiasmo come ogni manifestazione vitale. Mai ho visto nell’arte contemporanea tanto osare. Come ha fatto Gian Berra?

Vive da sempre nella campagna veneta in Italia. Ha viaggiato molto anche in Germania negli anni 70 e 80, ma poi è sempre tornato a casa. Gian Berra è legato come ogni artista all’energia ricevuta nell’infanzia. Una infanzia quasi pagana tra i monti del Veneto. Forse da quella terra ha ricevuto quel tono di energia primordiale che i suoi quadri regalano.

Frank Helker. Hamburg 2006

 

L’Informale Barocco di Gian Berra: La rivincita del ricciolo dispettoso.

Commento di Levine Warren alla collezione Welby O.  London, 2007

Un commento ai dipinti che Mr. Welby si è portato da Parigi? Non conoscevo Gian Berra. Dal nome sembrava un pittore spagnolo, invece vive in Italia, vicino a Venezia. Forse è questa vicinanza che lo ha influenzato. In fondo i suoi colori hanno qualcosa di bizantino e barocco. Già, è vero che i bizantini avevano poco di barocco. Ma gian Berra da al barocco una definizione più allargata di quella consueta. Barocca è la linea dei tetti dei palazzi cinesi e delle linee dei templi indiani e dei fregi eztechi. Da questo punto di vista Gian Berra ha ragione: il barocco è senza tempo come una manifestazione vitale che cerca spazi per esprimersi. L’Informale Barocco di Gian Berra è una sfida a guardare oltre le definizioni. Come l’Art Decò che interpreta gli stessi temi: un barocco rivisitato dall’entusiasmo dell’uomo occidentale prima che venisse spento e l’arte moderna  si perdesse nel buio. Ma l’arte di Gian Berra è post-moderna. Nasce da una globalizzazione senza paure. E piena di fiducia in sa stessa. Così almeno appare. Mi è stato detto che in realtà l’artista in questione è piuttosto schivo. Forse sono i suoi dipinti ad essere troppo coraggiosi? No, penso che la sincerità dei suoi toni e delle sue linee di colore propongono un coraggio raro: il Caos non gli fa paura e lui è convinto che nessuno ne abbia. Gioca con i contenuti vitali nascosti un ogni essere umano. E ci fa un grande favore. I suoi sono riccioli vitali dispettosi che vanno oltre l’attimo presente che si mostrano indifferenti ed ironici. Ma sono reali.

Questo è il grande regalo che ci fa Gian Berra.

Levine Warren. London 2007

 

 BOSTON

 

Mostra personale di pittura dell’artista Gian Berra

Sala esposizioni “Da Vinci”

Centro Italiano di Cultura, Melville Road – Boston, USA

 

Ho ammirato l’ultima esposizione di arte italiana al Centro Italiano di Cultura. L’artista Gian Berra è stato invitato dal comitato cittadino come unico rappresentante  della corrente artistica informale attiva in Italia che propone una nuova interpretazione del colore davvero innovativa. Il suo contenuto, aggiunge all’arte moderna un inatteso ottimismo di base. Questo è un modo di vedere la realtà radicalmente nuovo, con valori di entusiasmo e stupore sincero.

Il disegno è uno schema libero, ma molto intrigante di veri gesti spontanei e auto – ironici che giocano con le tonalità tipiche dello stile barocco. Un barocco informale che piace ed incanta.

Notevole il successo di pubblico e le proposte di nuove esposizioni non sono mancate.

Harry Malacarte, Boston

Raccolta di commenti e critiche relative a mostre all’estero.

 

 

TAMPA, Florida, USA.

 

Presentazione alla mostra “Arte contemporanea europea, nuove tendenze”

Galleria Hamilton, Hallinson boulevard – Tampa

 

Ammirando le nuove opere arrivate dall’Europa abbiamo apprezzato una fase creativa veramente di notevole livello: finalmente opere a livello internazionale rivelano le nuove tendenze dell’arte europea. Nel ristretto gruppo di artisti proposti da questo avvenimento artistico, segnaliamo l’artista italiano Gian Berra che vive vicino a Venezia. Il suo “ Barocco Informale” ci ha favorevolmente colpito. Finalmente il colore esprime i suoi contenuti gioiosi e ottimisti. L’arte di Gian Berra ripropone in modo nuovo e creativo lo stile libero e giocoso la vitalità spontanea di chi guarda alla vita con inattesa meraviglia. Il pittore figura tra i finalisti scelti per una ulteriore esposizione a San Diego, occasione dedicata ai migliori talenti che hanno esposto questo anno negli USA.

Norman Hamilton.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
























































































































































































































































































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