BOX n.16
Le rocce ipovulcaniche di Monte Campione:
Salendo da Plan di Monte Campione alla Stanga del Bassinale (gite al Crestoso e Muffetto), se osserviamo la barra rocciosa posta alla nostra sinistra (pendio della Beccherie del Bassinale), notiamo che mostra una fratturazione colonnare e una disposizione che ricordano quelle di una colata lavica (Fig.1). In effetti qui siamo proprio in presenza di rocce vulcaniche per quanto messe in posto ancora in profondità: si tratta delle rocce ipoabissali dell'apparato vulcanico di Monte Campione.
Fig.1: la barra rocciosa affiorante sul versante delle Beccherie del Bassinale. Si tratta di una roccia subvulcanica trachitica, sotto forma di filone-strato e dalla tipica fratturazione verticale per raffreddamento.
Ma tutta la gita al Monte Crestoso è caratterizzata da rocce particolari e piuttosto antiche che meritano un approfondimento.
La nostra ricostruzione storica ha inizio circa 280 m.a. fa durante l'orogenesi ercinica (periodo Permiano Inferiore) quando con l'erosione della catena montuosa allora in formazione si creano dei bacini in approfondimento, rapidamente riempiti da sedimenti (serie detritiche fluviali, lacustri e colate laviche). In Val Trompia tra questi sedimenti predominano i depositi fluviolacustri ricchi di resti vegetali e impronte di animali (Formazione di Collio) e quelli fluviali (Formazione di Dosso dei Galli), mentre sia a W (Biellese e Varesotto) che a E (piattaforma atesina) predominano le colate laviche (con intrusioni granitiche in profondità). Le datazioni radiometriche U/Pb sugli zirconi delle rocce ignee hanno fornito età molto limitate e comprese tra 285 e 275 m.a. (Fig.2) .
Con il Permiano Superiore la catena montuosa ercinica è ormai quasi completamente erosa e la successiva deposizione avviene su una superficie poco ondulata, quindi su spessori costanti e grandi distanze: è la formazione del Verrucano, costituita da conglomerati e arenarie rosse in bancate metriche (lungo la gita al Crestoso i conglomerati li calpestiamo ai Corni del Diavolo, le arenarie rosse alla Foppa del Mario, mentre per le rocce del Collio dobbiamo procedere più a NE del Crestoso verso la Colombine e il Maniva).
Con l'inizio del Trias ha inizio l'ingressione marina: dapprima con depositi costieri (sabbia=quarzareniti + calcareniti della formazione del Servino), poi con depositi in parte evaporitici (calcari + gessi della formazione delle Carniole di Bovegno; fig.3). Gli affioramenti di Servino li calpestiamo alla Stanga del Bassinale e ai piedi della Corna Mura.
Fig.2: Sezione da Ivrea alla Carnia che mostra i bacini subsidenti nel Permiano Inf.; colori rossi: plutoniti e vulcaniti; azzurro: depositi fluviolacustri; giallo: depositi alluvionali. Sono altresì indicate le varie età delle rocce magmatiche dalle datazioni isotopiche. Da [2]
Fig.3: colonna stratigrafica di dettaglio dei depositi dal Permiano Inferiore al Trias Inferiore in Val Trompia. Da [1]
Per quanto non incontriamo rocce di periodi successivi nella nostra gita, vale la pena di fornire comunque alcuni cenni anche della storia successiva.
Dopo l'ingressione marina di inizio Trias si depositano sedimenti di piattaforma marina continentale in tutto il Trias (calcari e dolomie; non presenti sulla dorsale del Crestoso ma abbondanti sul fianco destro della Val Camonica, per esempio Concarena, e sinistro della Val Trompia, per esempio Dosso Alto e Corna Biacca); con l'approfondimento del mare della Tetide nel Giurese si depositano sedimenti di mare via via più profondo (chiamati Rosso Ammonitico, Maiolica, Biancone) mentre in altre zone alpine la lacerazione della crosta oceanica porta alla luce ofioliti e serpentiniti; nel Cretaceo si assiste progressivamente alla chiusura del mare della Tetide con depositi di riempimento sempre più terrigeni (scaglia, torbiditi) che precedono la collisione vera e propria tra i continenti che porterà alla formazione delle Alpi.
E le nostre vulcaniti di Monte Campione?
Le ritroviamo in filoni-strato all'interno del Verrucano ma anche del Servino, e dai rapporti statigrafici e dalle datazioni radiometriche le possiamo inquadrare al Ladinico (Trias Inf. a 230 m.a.). Si tratta di trachiti e trachiandesiti costituite da cristalli di quarzo, feldspati, anfiboli e miche in una pasta microcristallina o vetrosa. L'aspetto è di roccia vulcanica lavica, ma dai rapporti con le rocce incassanti possiamo affermare che si sono intruse a circa 1000 m di profondità dalla superficie: da qui la classificazione nelle rocce ipoabissali o ipovulcaniche.
Nell'area di Plan affiorano quattro intrusioni differenti (M.Muffetto, Corne di Regoli, Dosso Sparviero, La Paglia) appartenenti comunque tutte allo stesso apparato vulcanico, del quale l'erosione ha eliminato ogni traccia (Fig.4)
Fig.4: carta geologica delle quattro intrusioni di Monte Campione. Il filone-strato di fig.1, sul versante occidentale delle Beccherie di Bassinale, appartiene all'intrusione di Monte Muffetto. Da [3]
In altre zone del Bresciano si rinvengono analoghe tracce di attività vulcanica nello stesso periodo: a Monte Guglielmo, a Pezzoro e in Val Sabbia. Questa attività, avvenuta in un periodo geologico relativamente tranquillo, pone problemi geodinamici di non facile soluzione. Mentre infatti l'attività vulcanica permiana è facilmente collocabile nel contesto della risalita termica dovuta all'ispessimento crostale prodotto dall'orogenesi ercinica (come del resto quella al termine del ciclo alpino nell'Oligocene che in zona ha prodotto il plutone dell'Adamello), per quella triassica esistono diverse interpretazioni.
Recentemente (Armienti et al, 2003) le vulcaniti di Monte Campione sono state oggetto di approfondite analisi chimiche sugli elementi rari (REE). Questi infatti mostrano una differenziazione nei magmi molto più spinta rispetto agli elementi principali per quanto riguarda l'ambiente di formazione.
Nel diagramma seguente (fig.5), per le varie rocce campionate, è mostrato l'andamento percentuale degli elementi rari normalizzati rispetto ad una vulcanite campione N-MORB (cioè di ambiente di dorsale medio-oceanica)
Fig.5: diagramma % normalizzate rispetto allo standard N-MORB su elementi REE, per vari campioni raccolti sulle vulcaniti di Monte Campione. Da [3]
Raggruppando ed analizzando le varie percentuali sotto forma di HREE (heavy rare earth elements), LREE (light rare earth elements), LILE (larg ion lithophile elements) e HFSE (high field strength elements) è possibile avere indicazioni sul contesto geodinamico di formazione.
Per le vulcaniti di Monte Campione il responso è piuttosto netto: vulcaniti di retroarco; la qual cosa ha suscitato non poche perplessità tra gli addetti ai lavori, essendo le vulcaniti di retroarco legate a processi di collisione e subduzione ritenuti non ancora attivi nel Trias, anzi la interpretazione maggioritaria le voleva caso mai correlabili ai processi di rifting cioè di estensione crostale antecedenti all'apertura del Mare della Tetide.
Insomma, anche in questo campo il dibattito resta aperto.
Tutta la geologia descritta viene sintetizzata nell'estratto della carta geologica sottostante (fig.6).
In chiaro (106) sono rappresentati gli scisti di basamento dell'orogenesi ercinica (cosiddetto Massiccio Cristallino delle Tre Valli Bresciane). Con tono più scuro (105) la formazione del Collio in bacini parzialmente delimitati da faglie che risultano "sigillati" dal sovrastante Verrucano (104); le vulcaniti permiane di Monte Campione sono rappresentate in retinato viola; i calcari triassici (rosa) affiorano prevalentemente sulle dorsali opposte, destra e sinistra, rispettivamente delle Valli Camonica e Trompia, i depositi giuresi-cretaceo (verdolino) verso Sud; a Nord si trova invece l'intrusione magmatica tardo alpina dell'Adamello. Tutta l'area è attraversata da un intreccio di faglie, di cui la principale, Linea della Val Trompia, separa il cristallino dalla copertura triassica (rosa) a Sud.
Fig.6: carta geologica semplificata della Val Trompia, estratto da Modello Strutturale d'Italia, 1990. Per la legenda vedi testo
Bibliografia:
[1] ISPRA ed. "Note Illustrative della Carta Geologica d'Italia alla scala 1:50.000 - Foglio 078 Breno". Bozza disponibile sul sito Internet dell'ISPRA - progetto CARG
2] Schaltegger U & Brack P (2007) "Crustal scale magmatic systems during intracontinental strike-slip tectonics: U, Pb et Hf isotopic constraints from Permian magmatic rocks of the Southern Alps" Int Journ Earth Sci 96, 1131-1151
[3] Armienti P et al (2003) "Geologic and petrographic study of Monte Campione triassic subvulcanic bodies: preliminary geodynamics results" Boll Soc Geol It, vol spec 2, 67-78