BOX n.3
L'Adamello Meridionale:
Salendo alla gite del Cornone di Blumone, e del Frerone anche il profano riconosce la bellezza del contesto geologico in cui si trova: rocce nere luccicanti e bianche zuccherine, altre colorate da verde smeraldo a rosso ruggine, filoni che intersecano le rocce in mille modi, a loro volta oggetto di innumerevoli piegamenti. In effetti qui sono possibili osservazioni di petrologia del magmatico, del metamorfico e di geologia strutturale su affioramenti praticamente contigui e in contesti molto didattici, tra i migliori al mondo.
Geologicamente il Massiccio dell'Adamello si estende dal Passo del Tonale (N) al Passo di Croce Domini (S) e tra la Val Camonica (W) e le Valli Giudicarie (E) ed è costituito da un particolare tipo di roccia granitica: la tonalite, che prende il nome dal Passo del Tonale ed è caratterizzata dall'abbondante presenza di un minerale aciculare nella pasta granitica: l'anfibolo di tipo orneblenda.
Fig.1a: schematizzazione del plutone dell'Adamello, da [1]; a destra mappa geologica della zona del Frerone-Blumone (in rosso le masse gabbriche, a crocette rosse le masse tonalitiche e leucodioritiche, in bianconero la copertura sedimentaria), da [3]
Fig.1b: mappa geologica della zona del Frerone-Blumone (in rosso le masse gabbriche, a crocette rosse le masse tonalitiche e leucodioritiche, in bianconero la copertura sedimentaria), da [3]
Le rocce dell'Adamello si sono intruse tramite una serie di pulsioni successive, tra 42 e 29 milioni di anni fa, da SW verso NE; Le rocce dell'area del Blumone sono pertanto le più vecchie del massiccio.
Petrologia del magmatico: le osservazioni migliori si effettuano tra la Malga di Val Fredda e il Passo di Val Fredda sotto le pendici del M.Mattoni e del M.Cadino. Sotto il Monte Mattoni e al colletto successivo, a fianco del sentiero, si osservano rocce cristalline nere (composte esclusivamente dall'anfibolo nero orneblenda e per questo chiamate orneblenditi) o comunque a predominanza di minerali neri (prevalentemente sempre orneblenda: gabbri). Sono anche visibili strutture cumulitiche, cioè di deposizione dei minerali neri in una serie di strati, per effetti gravitativi. Oltre a rappresentare le rocce più antiche del massiccio tali rocce (in nero in fig.1 sinistra, in rosso a destra) si ritiene che rappresentino il magma genitore di tutte le altre tonaliti del massiccio; sotto il Monte Cadino sono ben visibili le strutture di iniezione successiva delle tonaliti nei gabbri (fig.2) che vengono conglobati nel magma successivo a carattere tonalitico.
Sempre sotto il Monte Cadino sono visibili tre grosse masse bianche inglobate nelle rocce tonalitiche: si tratta di calcari "cotti" dal calore del magma e trasformati in marmi cristallini. La massa magmatica in risalita verso la superficie si faceva largo nella roccia in posto tramite un fenomeno detto di "stopping" cioè inarcando le rocce sovrastanti e poi fagocitandole al proprio interno, assimilandole, di cui le tre masse bianche visibili (fig.3) ne costituiscono la testimonianza.
Fig.2: Xenoliti gabbrici nella pasta tonalitica
Fig.3: fenomeni di stopping magmatico
Altre grosse masse gabbriche "genitrici" costituiscono parte del Cornone di Blumone, il quale ad esse deve la sua tipica colorazione scura; nelle rocce del detrito alla sua base sono presenti cristalli di orneblenda che raggiungono anche i 30 cm di lunghezza! Ciò è dovuto al magma originario che era particolarmente ricco di acqua favorendo la crescita lungo direzioni preferenziali dell'orneblenda che è infatti un minerale idrato. Alla stessa presenza di acqua localizzata si devono le talvolta curiose concentrazioni dello stesso anfibolo nella pasta granitica di fondo.
Fig.4: panoramica geologica del versante SW del Cornone di Blumone, da [2]
Petrologia del metamorfico: il magma, venendo a contatto con le rocce incassanti, ne provocò un forte aumento termico, con cristallizzazioni di nuovi minerali stabili nelle nuove condizioni di temperatura createsi. I fenomeni, presenti in tutti i punti di contatto tra magma e rocce incassanti, sono molto evidenti in corrispondenza delle rocce incassanti di tipo calcareo, dove si sono creati anche fenomeni di metasomatismo, cioè di scambio chimico tra i due materiali, uno silicatico e l'altro carbonatico. I minerali formatisi al contatto sono pertanto silicati di calcio delle rispettive serie: diopside (verde smeraldo) e wollastonite (bianco) tra i pirosseni, tremolite (bianco) tra gli anfiboli, grossularia (rosso mattone) tra i granati, pistacite (pistacchio) tra gli epidoti. I migliori affioramenti si trovano dopo il Passo di Val Fredda, sia verso il Frerone che verso il Passo della Vacca dove si trovano rocce compatte macchiettate (cornubianiti).
Fig.5: aureola di contatto (entro le linee rosse) con fenomeni di metasomatizzazione tra calcari e tonalite: formazione di diopside, wollastonite, grossularia e pistacite (dettaglio a destra)
Geologia strutturale: le fitte piegature della roccia incassante e i rapporti strutturali con i filoni magmatici rendono tutta l'area tra Bazena e il M.Frerone tra le più interessanti in assoluto da punto di vista strutturale. Prima di giungere alle Malghe di Val Fredda gli strati del Calcare di Angolo (fig.6) mostrano fenomeni di plasticizzazione delle argille interstrato che si insinuano nei strati calcarei strizzati e stirati ("boudinage").
Oltre la Malga di Val Fredda e soprattutto sotto il Frerone, si assiste al fenomeno opposto, causato dalla cottura del materiale ad opera del magma: ora sono gli strati argillosi cotti ad essere più rigidi e vengono stirati e separati ad opera dei calcari (fig.7) che, per regimi di temperatura e pressione più importanti e profondi, divengono essi stessi plastici.
Fig.6: fenomeni di boudinage ad opera delle argille a scapito degli strati calcarei del Calcare di Angolo, da [1]
Fig.7: boudinage cosidetto inverso a scapito dei livelli argillosi con insinuazione dei calcari, da [1].
Oltre il Passo di Val Fredda, verso il Frerone si assistono a complicatissimi rapporti di interferenza tra i filoni magmatici e i tipi di piegamento delle rocce incassanti che hanno permesso di ricostruire la storia geologica di questo settore delle Alpi. A solo titolo di esempio nelle figure sottostanti 8 e 9 vengono illustrati due aspetti: nella prima un grosso filone è stato prima stirato e boudinato e poi raccorciato con accavallamento delle parti prima allontanate e separate; nella seconda vengono illustrati i rapporti ricostruiti sul terreno tra i vari tipi di filoni, le rocce incassanti e i vari episodi magmatici dell'Adamello.
Fig.8: sopra l'escursionista, il filone magmatico scuro ha subito nel tempo fenomeni tettonici opposti (dapprima stiramento e successivamente raccorciamento), ma posteriori alle maggiori strutture plicative che coinvolgono il calcare argilloso incassante, ricco infatti di piegamenti.
Fig.9: sono illustrati i complessi rapporti strutturali e cronologici, ma perfettamente databili reciprocamente, tra le rocce incassanti ed i filoni del versante SW del Frerone, da [2].
Le osservazioni sopra descritte valgono anche per altre gite in questo settore del plutone, come la gita al Monte Remà, al Bruffione e al Monte del Gelo; al Remà sul fianco opposto della valle, sopra la malga Bondolo, gli strati calcarei sono raddrizzati a contatto del plutone e lungo il sentiero il contatto tra calcari e tonaliti è ben evidente (fig.10).
Fig.10: contatto metamorfosato tra tonaliti, a sinistra, e calcari, a destra, sul sentiero oltre la malga Bondolo verso il Passo Remà. Dallo stesso punto sul fianco opposto della valle si possono vedere i contatti e gli affioramenti ad una scala maggiore, completando così le osservazioni.
A contatto con l'intrusione, sul fianco opposto destro del vallone, presso il passo Bondole, le strutture stratigrafiche dei calcari di Esino, Angolo, Prezzo e Buchenstein sono raddrizzate, stirate e metamorfosate, mentre più a valle affiorano le grandi bancate rossastre orizzontali delle arenarie del Verrucano. Questo raddrizzamento delle strutture in prossimità dell'intrusione è considerato una evidenza del fenomeno di stopping magmatico (fig.11).
Fig.11a: sezioni trasversali (a) e a blocco (b) in corrispondenza del Passo di Bondolo, al contatto con l'intrusione, con il progressivo raddrizzamento ed inglobamento delle strutture sedimentarie di età triassica (Esino, Angolo, ecc.).
Fig.11b: spiegazione del fenomeno con il progressivo raddrizzamento delle strutture (b) sedimentarie a causa dell'inglobamento nel magma in risalita (a) delle strutture sottostanti (stopping magmatico); da [2]
Al Bruffione e al Monte del Gelo spettacolari sono gli affioramenti di tonaliti con "pustoloni" di rocce più femiche al loro interno (fig.12 e 13), che come abbiamo visto rappresentano il magma genitore di tutte le successivi pulsazioni di magmi tonalitici. Siamo a maggior distanza dalla massa gabbrica e qui la pulsione tonalitica ha strappato parte della massa gabbrica ancora in raffreddamento trascinandola al suo interno.
Fig.12: masse tonalitiche che inglobano frammenti minori di rocce gabbriche, cioè più scure, che rappresentano il magma genitore delle pulsazioni tonalitiche successive che hanno dato origine al plutone dell'Adamello. Tali frammenti gabbrici sono in rilievo a formare dei "pustoloni" per il maggiore contrasto all'erosione superficiale. Affioramento sotto la cima del Bruffione.
Fig.13:a affioramenti nell'intorno del Monte del Gelo; spesso i frammenti gabbrici inclusi nella pasta tonalitica si presentano in sciami o concentrati a zone. Si noti la differenza con la fig.2 in prossimità della massa gabbrica del Cornone di Blumone.
Fig.13b: affioramenti nell'intorno del Monte del Gelo; particolari
Inoltre in tutta la parte terminale del vallone del Caffaro verso il Passo del Termine sono possibile splendide osservazioni delle strutture dei Calcari di Angolo metamorfosati, analogalmente a quanto ammirato sotto il Frerone (Fig.14).
Fig.14a: i Calcari di Angolo metamorfosati, con strutture di boudinage inverso, appena sopra il Casinetto del Blumone lungo il sentiero per il Passo di Serosine
Fig.14b: i Calcari di Angolo metamorfosati, con strutture di boudinage inverso, appena sopra il Casinetto del Blumone lungo il sentiero per il Passo di Serosine, qui tagliati da un successiva iniezione basica (lamprofiro)
Per saperne di più:
[1] "Alpi e Prealpi Lombarde -35 escursioni a piedi. Guide Geologiche Regionali" BE.MA. editore, 1998.
[2] Volume XXVI parte prima (1983) delle Memorie della Società Geologica Italiana, Atti del Convegno a tema "Il magmatismo tardo alpino nelle Alpi" Padova 13-14 luglio 1983. (Reperibile sul sito internet della Società (www.socgeol.info).
[3] Brack P. "Structures in the southwestern border on the Adamello intrusion" Schw Min Petr Mitt 61, 1 (reperibile alla biblioteca digitale dell'ETH di Zurigo http://retro.seals.ch).
[4] Johns B.E., Blundy J.D. (1993) "Emplacement-related deformation of granitoid magmas, southern Adamello Massif" Geol Soc AmBull 105, 1517-1541; scaricabile tramite il motore di ricerca "Google Scholar" o dal sito della Società Geologica Americana http://gsabulletin.gsapubs.org/archive/.