BOX n.7
Le falde di ricoprimento austroalpine:
Salendo alla Fuorcla Pischa, lungo la gita al Piz Languard, (ma anche lungo la gita al M.Breva-La Stretta) si possono osservare alcuni tra i più spettacolari fenomeni alpini di scorrimento di unità di provenienza diversa, sovrapposte le une sulle altre a costituire l'intero edificio alpino: le falde di ricoprimento del dominio austroalpino. (Vedi anche Box 01. La struttura delle Alpi per un inquadramento generale della geologia delle Alpi).
Nella fig.1 sottostante per esempio, si osservano rocce cristalline di basamento (gneiss) di origine crostale più profonda, sovrascorse a rocce sedimentarie (calcari) formatesi a livelli superficiali. Si tratta appunto di una falda di ricoprimento (Falda Languard sovrascorsa sulla copertura della falda Err-Bernina)
Fig.1: sovrapposizione della falda Languard alla falda Err-Bernina al Piz Albris, osservabile sulla sinistra lungo i pianori, poco prima della Fuorcla Pischa.
Nelle condizioni normali queste ultime rocce si trovano sovrapposte ai basamenti cristallini di cui costituiscono appunto parte della copertura sedimentaria. E così possibile distinguere le varie unità tettoniche sovrapposte, quando si osservano rocce di basamento cristallino sovrapposte ad esse.
Ma le strutture tettoniche possono essere ancora più complicate. In fig.2 per esempio, sul lato opposto della Val da Fain, la copertura calcarea triassica della Falda Err-Bernina, che forma il Piz Alv, è stirata sul fianco di una stretta piega che coinvolge anche il medesimo basamento.
Fig.2: Il Piz Alv è costituito da un grosso lembo di copertura calcarea triassica, di colore più bianco e qui segnata in nero, stirata sul fianco di una stretta piega; il basamento Err-Bernina affiora nel solco vallivo, mentre quello della Falda Languard, a livello strutturale più alto. Anche il M.Breva, oltre il bordo sinistro della foto, è impostato nella parte basale della Falda Languard, dove le rocce, soggette a imponenti fenomeni di taglio per lo sovrascorrimento della falda medesima, presentano un tessitura estremamente scistosa.
Fig.3: Lungo il sentiero di salita i calcari, tipo Piz Alv, sono anch'essi stirati e "boudinati" (C); le fitte stratificazioni degli scisti calcari del Lias (L) poggiano direttamente sulle rocce del basamento cristallino dell'Err-Bernina (G). Il Piz Pischa, sullo sfondo, a livello strutturale più elevato, è nuovamente in rocce cristalline (falda di ricoprimento del Languard).
La medesima piega la ritroviamo sul nostro lato della valle, in gran parte elisa: salendo sul ripido crinale di accesso ai pianori sovrastanti, infatti, si osservano banchi calcari del Trias pizzicati e stirati che riproducono a scala minore quanto osservabile sul fianco opposto al Piz Alv: sopra gli gneiss della Falda Err-Bernina i calcari sono stirati e "boudinati" in lenti, talora sono addirittura assenti, e le fitte stratificazioni del Lias giacciono direttamente sulle rocce cristalline del basamento (fig.3).
Il tutto è illustrato nella carta di fig.4 e nel profilo di fig.5. In fig.4 è indicato l'andamento della piega in questione, di prima generazione D1, alla quale si sovrappongono pieghe di generazione successiva D3.
Nel profilo di fig.5 vengono schematizzati gli affioramenti del Piz da Fain (a; si confronti con fig.3) e del Piz Alv (b; si confronti con fig.2), a loro volta inseriti nel più esteso profilo C-C' che passa per il M.Breva-La Stretta.
Fig.4: Lungo il sentiero di salita i calcari, tipo Piz Alv, sono anch'essi stirati e "boudinati" (C); le fitte stratificazioni degli scisti calcari del Lias (L) poggiano direttamente sulle rocce del basamento cristallino dell'Err-Bernina (G). Il Piz Pischa, sullo sfondo, a livello strutturale più elevato, è nuovamente in rocce cristalline (falda di ricoprimento del Languard).
Fig.5: affioramenti al Piz da Fain (a; vedi anche fig.3) e al Piz Alv (b; vedi anche fig.2) contestualizzati nel più esteso profilo C-C' attraverso il M.Breva-La Stretta (per la sua posizione vedi fig.4). Quest'ultimo va poi valutato all'interno del profilo di fig.7, a livello di intera catena alpina.
Simili fenomeni si osservano a tutte le scale e quindi la loro individuazione, dalla scala del microscopio alla scala del'affioramento (fig.6), fornisce la chiave per l'interpretazione a scale ancora maggiori, da quella del nodo orografico (fig.5) fino a quella di intera catena montuosa (fig.7).
Fig.6: la presenza di livelli calcarei stirati e boudinati alla scala dell'affioramento fornisce chiari indizi sulla presenza di simili strutture a scala maggiore e quindi rappresenta la chiave per l'interpretazione dei fenomeni a scala di intera catena montuosa.
Fig.7: profilo tettonico interpretativo dell'intera catena collisionale alpina, attraverso le Alpi Centrali, con la struttura a falde sovrapposte di cunei plastici. Si noti al centro la scaglia del Piz Alv.
Per quanto riguarda la formazione e l'accavallamento delle falde di ricoprimento, questa trova la sua spiegazione nella fase di collisione e raccorciamento crostale tra placche successivamente al processo di subduzione della crosta oceanica in quella continentale, nel quadro generale di formazione di una catena montuosa dallo scontro tra due placche. In fig. 8 le varie falde di ricoprimento si sovrappongono tra loro nella fase finale nel processo collisionale tra due placche, sotto forma di cunei plastici, dando origine alla struttura a falde sovrapposte di fig.7.
Fig.8: modello sperimentale di sviluppo delle falde di ricoprimento, durante il raccorciamento crostale successivo allo scontro, con subduzione, di due placche; in alto: con raccorciamento nullo; in mezzo: con raccorciamento di 100 km; in basso: con raccorciamento di 200 km.
Per una ricostruzione della geologia della zona, contestualizzata nell'intero processo di formazione della catena alpina, si veda G. Mohn et al (2011) "Rift related inheritance in orogens: a case study from the Austroalpine nappes in Central Alps" Int Journ Earth Sci 100, 937-961, dal quale sono tratte le figure sovrastanti.