BOX n.12
La Zona Camughera-Moncucco:
Abbiamo già visto i complicati rapporti tra le falde alpine in questo interessante settore delle Alpi che è la Valdossola a proposito della falda Monte Rosa in valle Antrona (Box 11. La falda Monte Rosa in valle Antrona; vedi anche Box 01. La struttura delle Alpi per un inquadramento generale della geologia delle Alpi). In particolare abbiamo visto come la Zona Camughera -Moncucco disegni una enorme piega antiforme (Antiforme di Vanzone) sotto la falda del Monte Rosa, costituendo quindi anch'essa una falda completa e l'unità strutturale più profonda di questo settore dell'edificio alpino.
Non possiamo quindi esimerci da un esame delle rocce di tale unità durante la gita M.Moncucco e M. Camughera, monti che danno appunto il nome a questa unità tettonica, oppure durante la gita della Testa dei Rossi. L'unità Camughera-Moncucco è in realtà costituita da due falde minori o sottounità (dette appunto Unità Camughera e Unità Moncucco, la prima sovrapposta alla seconda) separate da un livello di quarziti e marmi che corrono in modo discontinuo dal Passo del Pianino, al Passo di Ogaggia e all'Alpe Cavallo (sottounità Salarioli-Mulde). Fig.1.
Fig.1: panoramica dalla Testa dei Rossi; in fondo a sinistra le vette innevate della falda Monte Rosa (MR); davanti a noi il Ciapè è nella falda di Antrona (AN) sopra e nella falda Camughera-Moncucco sotto. In questa seconda falda, le unità Camughera (C) e Moncucco (M) sono separate da un livello discontinuo di quarziti e marmi (SM: Salarioli-Mulde) che per la sua erodibilità disegna, sempre da sinistra a destra, l'Alpe Cavallo, il passo di Ogaggia (di fronte a noi, tra la Testa dei Rossi e il Ciapè) e il passo del Pianino (a destra, tra le vette del Moncucco e della Camughera). La Testa dei Rossi è tutta nella sottounità Moncucco così come il monte omonimo sulla estrema destra, mentre la sottounità Camughera affiora tra il passo di Ogaggia e l'Alpe omonima, e nella bella piramide del Monte Camughera alla sua destra. Al Passo di Ogaggia fino all'800 si estraeva il ferro, mentre ai Mondei, circa a metà altezza del visibile versante Sud del Moncucco, si coltivavano feldspati e miche.
Le due unità sono composte dalle stesse rocce (ortogneiss; paragneiss con incluse metabasiti e ultrabasiti) ma gli ortogneiss predominano nella unità Camughera, come ben visibile dalle belle rocce affioranti appena sotto la vetta omonima. (gneiss occhiadini). Le stesse unità sono state oggetto in passato di intense coltivazioni minerarie: al passo di Ogaggia, nei calcari metamorfosati della sottounità Salarioli-Mulde si estraeva ferro da minerali di ematite e limonite, facendoli fondere nelle "carbonere" per mezzo del legname della montagna, oggi brulla e spoglia proprio per il taglio intensivo dell'epoca. Alla cava dei Mondei, sotto la cima del Moncucco, fino al 1950 era attiva una cava di feldspati e miche in un filone pegmatitico che ha prodotto anche molti interessanti minerali, tra cui varie varietà di berillio e di minerali uraniferi. Ancora dalle serpentiniti, di cui si dice sotto e presenti nella stessa area, furono ricavati numerosi utensili e pentole per la loro facilità alla lavorazione.
Già sappiamo che i limiti tra le varie falde alpine sono disegnate da ofioliti e relative coperture mesozoiche (quindi serpentiniti, calcescisti, quarziti, carniole, marmi): scendendo dal Moncucco verso il Passo del Pianino ci imbattiamo in una estesa fascia di serpentiniti che ci lascia perplessi ... fanno forse parte delle ofioliti di Antrona in qualche modo qui strizzate? In realtà non è così; datazioni radiometriche su pegmatiti intruse in queste serpentiniti (e quindi più giovani) hanno dato età di 200 m.a. e quindi le serpentiniti sono sicuramente premesozoiche e non riferibili alle ofioliti dell'orogenesi alpina ma ad una orogenesi antecedente, facendo ora parte dell'unità tettonica del Moncucco. La geologia regionale alpina può essere davvero molto complicata.
Recenti analisi petrografiche di dettaglio (Keller et al, 2005) hanno permesso di stabilire che l'Unità Camughera-Moncucco fu soggetta inizialmente (Eocene sup.), come quella del Monte Rosa, ad un metamorfismo di alta pressione che nella nostra zona raggiunse i 12.5-16.0 Kb (misurazioni su granati e fengiti) e i 620-700 °C, durante la fase di subduzione per collisione fra le placche europea ed africana (Adria). Seguì una fase di decompressione con ispessimento crostale durante la formazione della catena per la sovrapposizione delle falde con conseguente innalzamento termico (duomo termico lepontino per metamorfismo cosiddetto di tipo Barroviano). Nella zona Camughera-Moncucco tale innalzamento termico raggiunse la stabilità della staurolite a WSW e della sillimanite a ENE, valori decisamente più alti rispetto a quanto ritenuto fino ad allora, quando la formazione della sillimanite era stata riconosciuta più a E, a partire dalla Centovalli fino al Ticinese (fig.2). Con riferimento al Box 11. La falda Monte Rosa in valle Antrona (fig.7) le fasi deformative associate sono le D1-D2 per la fase di alta pressione e le D3 e successive per la fase di decompressione con innalzamento termico.
Fig. 2: Schema tettonico-metamorfico delle Alpi Lepontine occidentali. Unità tettoniche del Monte Rosa (MR), Antrona (AN) e Camughera-Moncucco (CM). In linea continua le prime occorrenze (isograde) dei minerali guida del metamorfismo cosiddetto Barroviano: albite, oligoclasio, staurolite (st) e sillimanite (sil) come riconosciute prima dello studio di Keller et al. del 2005. In tratteggiato le nuove isograde individuate da Keller et al. Il centro del duomo termico (prima occorrenza della sillimanite; "sillimanite in") prima individuato nella sola zona ticinese, ora si è ampliato verso WSW fino a comprendere la zona delle radici dell'Unità Camughera-Moncucco, mentre tutta la restante parte della stessa unità viene ricompresa nella zona con staurolite presente ("staurolite in"). Da Keller et al, 2005.
Infine dalla vetta del Camughera, ammirando lo splendido panorama verso la Val d'Ossola, possiamo vedere la altrettanto meravigliosa struttura a doppia vergenza delle Alpi, con le strutture a vergenza (cioè senso della spinta) verso NW, poste a Nord della Valle Vigezzo (fig.3) e quelle a vergenza verso SE (fig.4), meno coricata, poste a Sud della Valle Vigezzo; questa ultima giacitura come gia sappiamo (Box 11. La falda Monte Rosa in valle Antrona) dovuta ad una fase successiva di serraggio e di retroscorrimento verso Sud della catena e delimitata dalla Linea delle Centovalli che scorre appunto nel fondovalle della Val Vigezzo. Analoghe osservazioni sono possibili dalla altre vette circostanti per esempio dalla Testa dei Rossi (fig.5).
Fig. 3-4: Foto dalla vetta del Camughera con la struttura a doppia vergenza delle Alpi: nella foto di sinistra, a Nord della Valle Vigezzo situata sul bordo destro della foto, le montagne della Valle Antigorio, Divedro e Bognanco mostrano una vergenza a NW via via più coricata; nella foto di destra, a Sud della Valle Vigezzo ben visibile sul lato sinistro della foto, le montagne della Val Grande mostrano una vergenza a SE ma meno pronunciata di quella simmetrica a NW. Le linee rosse indicano appunto la giacitura regionale delle rocce e quindi la struttura a doppia vergenza delle Alpi. Vedi schema geologico sottostante in fig.6
Fig. 5: Panoramica dalla Testa dei Rossi; dietro il Monte Moncucco, oltre lo zaino, in puntinato sono indicate le giaciture delle masse rocciose che definiscono la struttura a doppia vergenza della catena alpina. La morfologia delle montagne riprende questa giacitura disegnando i versanti delle montagne, forre, canaloni e vallate. Da sinistra a destra val Diveria e Ossola; dietro i bastoncini la perpendicolare Valle Vigezzo.
Fig. 6: profilo geologico schematico con la struttura a doppia vergenza delle Alpi: alla sinistra del Monte Rosa (mr) con spinte (senso del movimento) appunto a sinistra cioè NW (per es. H, P, ecc.), a destra del Monte Rosa con spinte a destra cioè SE (per es. SA). La zona Camughera-Moncucco, in azzurro, è situata sotto e a fianco a sinistra del "collo" del Monte Rosa in antiforme sotto il becco d'uccello della medesima falda, a disegnare una specie di corno; la restante parte in azzurro (sb) fa parte della falda del gran San Bernardo a livello strutturale più alto. Da Dal Piaz et al (2003) "Geological outline of the Alps" Episodes n.26, pag. 175-180).
Nella figura sottostante viene illustrato come si forma appunto una catena a doppia vergenza, dapprima con la subduzione della litosfera oceanica, poi con quella di un margine continentale e poi con la fase collisionale vera e propria tra due continenti; nelle prime fasi si creano strutture che hanno vergenza verso sinistra nelle figure (cioè esterna), mentre nelle ultime si creano strutture anche verso destra cioè a vergenza interna ("retrothrusting e retrowedge": vergenza interna)
Fig. 7: formazione di strutture a doppia vergenza in una catena collisionale; le frecce bianche indicano il senso di subduzione, le frecce nere i movimenti in sollevamento: questi iniziano quando si è prodotta la subduzione anche del margine continentale, che essendo costituito da rocce più leggere provoca successivamente le spinte verso l'alto e I retroscorrimenti. Da Beaumont et al (1996) "Mechanical model for subduction-collision tectonics of alpine-type compressional orogen", Geology 24,8
Bibliografia di riferimento:
Keller LM et al (2005) "Phase relations and chemical composition of phengite and paragonite in pelitic schists during decompression: a case study from the Monte Rosa Nappe and Camughera-Moncucco Unit, Western Alps" Journ Petr 46, 10
Keller LM et al (2005) "Structural and metamorphic evolution of the Camughera-Moncucco, Antrona and Monte Rosa units southwest of the Simplon line, Western Alps" Ecl Geol Helv 98, 19-49