Società San Vincenzo de Paoli
Chi siamo
I nostri volontari, i cosiddetti Vincenziani, si pongono con discrezione al servizio di persone nel bisogno, sole, malate, bisognose di ascolto, indipendentemente da provenienza, razza, sesso, origine, cultura, lingua o religione.
I Vincenziani prestano il loro aiuto in modo rapido, non burocratico e personale con visite e colloqui confidenziali, servizi di trasporto o di refezione, offerta di accompagnamento e di compagnia. I Vincenziani aiutano le vittime della povertà con consigli e intermediazione nella loro difficile situazione di vita.
Ulteriori informazioni sul sito della società in Ticino qui o nella nostra parrocchia da Ernesto Luraschi,
Storia dei Vicenziani a Bellinzona
La Società San Vincenzo de’ Paoli, Conferenza SS. Pietro e Stefano, venne costituita a Bellinzona il 1 giugno 1896 per impulso del Canonico don Martino Pfister, rettore della Chiesa di San Giovanni, dove ebbe sede per lunghi anni, in quanto ne furono assistenti anche i successivi rettori canonici don Davide Meuli e don Angelo Casella (sino alla sua accessione alla cura pastorale della Parrocchia di Daro), sostituito nel 2006 dall’Arciprete di Bellinzona don Pierangelo Regazzi: primo presidente fu l’avv. Francesco Antognini, uomo di profonda cultura e cattolico convinto, che rimase in carica sino al 1953, anno della sua morte (come evidenziato nell’opuscolo pubblicato in occasione della presenza centenaria della Conferenza a Bellinzona). Nell’ordine menzioniamo i suoi successori: Emilio Sommaruga, Alfredo Giollo, Giovanni Venzi, Mario Spocci, Alberto Brenni, don Angelo Casella, Claudio Lepori.
All’attività iniziale di visite e soccorsi, specialmente in natura, alle persone bisognose (nei primi dieci anni vennero destinati a beneficienza oltre 20'000.- franchi, valuta appunto fine Ottocento), si affiancarono altre concrete iniziative quali una biblioteca circolante per la formazione dei giovani (attiva sino al 1942), la distribuzione giornaliera della minestra (in parte gratuitamente ed in parte a prezzo di costo), la costituzione di un guardaroba per i poveri, la festa dell’albero di Natale e soprattutto la creazione di un gruppo di suore per la cura a domicilio degli ammalati (e per un certo periodo anche per assistenza alle puerpere) con l’arrivo nel 1901 di tre religiose della Congregazione di Santa Croce di Ingenbohl, sostituite nel 1955 da suore della Congregazione delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù che operarono sino al 1993, quando rinunciarono per ragioni di salute.
Da alcuni anni gli impegni dei confratelli sono stati ricondotti all'aiuto economico personale, con riunioni quindicinali di esame dei singoli casi e puntuale riflessione e con visite mensili ai singoli nuclei beneficiati. Ma purtroppo i confratelli attivi da tempo non arrivano alla decina e sono vieppiù in là con gli anni: è allora doveroso riprendere l’appello espresso in occasione del primo centenario da don Angelo che vale “veramente come una chiamata di Dio”, affinché si attui l’auspicio di poter “rinfoltire e rinverdire il Comitato”.