EX TEMPORE DEL 10 APRILE: INDICAZIONI
Come spiegato in classe, per la mattina del primo venerdì dopo le vacanze di Pasqua, ossia il 10 aprile, è previsto un ex tempore in cui i singoli gruppi lavoreranno, non più abbinati, alla loro prima bozza del masterplan alla scala 1:2.0000. Lo scopo sarà di approfondire fino alla definizione architettonica una parte delle indicazioni progettuali proposte dalla vostra sintesi strategica per il più ampio contesto di Taliedo e Morsenchio.
Il lavoro sarà condotto direttamente su carta; a tale scopo sarà utile disporre anche di una copia della vostra sintesi strategica e delle vostre elaborazioni analitiche.
Abbiamo predisposto un paio di possibili ambiti di intervento in formato A2, che dovrete stampare e portare per l'ex tempore; li potete scaricare da questo link.
In vista dell'ex tempore, pertanto, nel redigere la bozza della sintesi strategica per la consegna del 9 aprile cercate di mettere a fuoco quali saranno i principi progettuali su cui fondare anche la vostra ipotesi di masterplan a scala 1:2.000 in rapporto alle caratteristiche del sito.
Si consiglia in particolare di provare a rispondere e dare una vostra interpretazione alle seguenti questioni progettuali:
1. Dove è più opportuno collocare nuove centralità, e con quale scala relazionale di riferimento (quali funzioni)?
2. In particolare, dove potrebbero sorgere le stazioni dell'ipotetico ramo sud della M4 tra la stazione di Forlanini e il quartiere di Ponte Lambro oltre la tangenziale est (passando per la nuova Arena)?
3. Quale mix funzionale si potrebbe proporre per i nuovi insediamenti, e secondo quali logiche potrebbe essere articolato?
4. Quali densità e configurazioni morfo-tipologiche potrebbero essere utilizzate per i nuovi insediamenti, anche in rapporto ai caratteri paesistici espressi dal contesto?
5. Quali percorsi e connessioni bisognerebbe attivare tra i nuovi insediamenti e il contesto, tenendo in considerazione anche i criteri per una mobilità sostenibile?
6. Più in generale, come si potrebbe configurare il sistema - forse la trama - degli spazi pubblici a supporto di questi insediamenti? Con quali figure e usi degli spazi aperti (piazze, aree verdi, boulevard, strade) e degli edifici a uso collettivo?
7. Quali riferimenti dai casi studio potrebbero essere più adatti rispetto a questi temi progettuali?
REVISIONI DEL 31 MARZO: LAVORARE CON L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE (ES. IL 'VERDE PUBBLICO')
Ho potuto constatare che ci sono ancora alcuni gruppi che faticano a dare una effettiva utilità (cioè una finalità) agli elaborati analitici e progettuali. La redazione di una mappa sul 'verde' o sulle 'funzioni', per esempio, non è da intendersi come un banale adempimento di copia & incolla di campiture, ma deve invece permettervi o di conoscere e descrivere lo stato di fatto esistente con una certa profondità di analisi, raccontando la struttura, le relazioni e le caratteristiche degli elementi indagati (non limitandosi a un mero: "lì c'è questo, là c'è quello") o di proporne un giudizio critico sulla base di criteri di qualità progettuale.
In realtà se si punta a una valutazione critica si sarà anche in grado di dare una descrizione più interessante e informata del semplice stato di fatto.
Consiglio dunque a chi non sapesse ancora bene come muoversi - sebbene in questa stessa pagina, più sotto, non manchino indicazioni in proposito, oltre a quanto visto insieme a lezione in più occasioni - di provare a consultare l'intelligenza artificiale per l'impostazione dell'analisi, della valutazione SWOT e dei possibili modi d'intervento.
Al seguente link trovate per esempio le indicazioni raccolte da Gemini in risposta alla domanda "quali sono i principi e le indicazioni progettuali da seguire per il disegno di aree verdi di quartiere in ambiti urbani?": https://share.google/aimode/HTXS5ZMh9gHkw9ueP
Qui invece il link per un ulteriore approfondimento sull'impostazione della tavola e della relativa legenda ("come organizzare una mappa per la valutazione del verde urbano secondo questi principi? quali elementi prevedere in legenda?"): https://share.google/aimode/FwdUMkThkCLojWFtc
Lo stesso tipo di domande può essere usato anche per altri temi, ma è necessario farsi almeno prima un'idea su cosa chiedere esattamente e come formulare la domanda.
NB: L'intelligenza artificiale non inventa nulla, ma setaccia il web e ne sintetizza i risultati! Nel caso vi avvalliate dell'intelligenza artificiale è quindi NECESSARIO che le/gli chiediate le fonti a cui ha attinto per poi riportarle nel vostro book.
CONSEGNA DEL 9 APRILE: INDICAZIONI
COSA PRODURRE PER LA SECONDA CONSEGNA DEL 9 APRILE
Premessa: come spiegato in classe, tanto la consegna del 9 aprile (Analisi SWOT + Sintesi Strategica a scala 1:5.000) che quella del 5 maggio (Masterplan a scala 1:2.000), ancorché soggette a una prima valutazione da parte della docenza, sono da considerarsi elaborati provvisori (come il relativo voto) - da sviluppare comunque nel modo più completo possibile nel tempo a disposizione - da riportare all'esame conclusivo perfezionati e completati secondo le indicazioni che vi verranno suggerite durante le sessioni laboratoriali fino alla conclusione del semestre.
Per la prossima consegna del 9 aprile (da condurre a gruppi abbinati, come già operato per i casi studio) dovranno essere quindi redatti tre tipi di elaborato:
1. il programma delle analisi su file di testo docx (da consegnare però in formato pdf), con la struttura delle analisi su cui vi impegnerete durante il semestre e che porterete all'esame finale. Tale programma NON riguarderà però l'analisi U.0 (palinsesto), per la cui redazione vi sono fornite istruzioni precise nella pagina dell'Analisi del contesto.
2. le analisi diagnostiche e le SWOT sul book A3, alla scala 1:5.000 e, ove opportuno, alla scala 1:10.000;
3. la sintesi strategica sulla tavola A1 in scala 1:5.000 (con approfondimenti tematici a scala libera).
I quadri analitici/valutativi proposti nel file di testo e riuniti nel book e le proposte di intervento descritte nella tavola sono da considerarsi complementari e parte di un lavoro unitario: i primi identificano le questioni progettuali (problem setting), mentre le seconde offrono possibili risposte di intervento (problem solving), che successivamente saranno elaborate più approfonditamente per alcuni ambiti di trasformazione tramite masterplan a scala 1:2.000.
Nota metodologica
Nello schema qui riportato vedete riassunta (in rosso la parte analitica, in blu quella di sintesi) la struttura di questa parte del lavoro (che potete scaricare, nella presentazione in PowerPoint fatta in classe, anche a questo link).
ATTENZIONE: la concatenazione dei processi non è necessariamente così lineare e deduttiva come appare dallo schema.
Come già avvisato in classe, la costruzione del modello - per quanto logicamente precedente, almeno implicitamente e per tentativi, nella valutazione e adozione di determinate scelte progettuali - può venire esplicitata in maniera induttiva a partire preliminarmente dal nostro giudizio positivo di alcuni esempi e casi studio, di cui dovremo quindi chiarire i criteri sottostanti che li rendono per noi dei modelli da seguire.
Così, da questo punto di vista, è possibile anche iniziare il lavoro individuando soluzioni, strategie progettuali oppure dati analitici che ci sembrano intuitivamente giusti, utili o significativi per poi ricostruire a posteriori un quadro di coerenze circa i principi che li sottendono e gli obiettivi a cui rispondono (questo processo è ricostruito anche da Christopher Alexander nel suo testo metodologico The Timeless Way of Building che introduce il testo manualistico A Pattern Language).
Analogamente, anche la SWOT, che dovrebbe logicamente basarsi sul rendiconto delle indagini diagnostiche e precedere le conseguenti proposte di intervento, può essere inizialmente anteposta alle altre fasi, fornendo giudizi provvisori e intuitivi (p.es. questi spazi pubblici sono di bassa qualità) che dovranno però essere supportati, nello sviluppo del lavoro, dall'assunzione di criteri trasparenti (p.es. spazio adeguato per la permanenza e interazione di gruppi di persone) e dal risultato oggettivo di rilievi e misurazioni (p.es. larghezza dei marciapiedi davanti a bar e altri esercizi pubblici inferiore al minimo ideale di 3 metri).
METODO DI LAVORO PER LA REDAZIONE DEL BOOK (formato A3, scala 1:5.000, 1:10.000): analisi diagnostiche e valutazioni SWOT
Scopo dell'elaborato è quello di mettere in luce le questioni progettuali (problem setting) da affrontare per intervenire sul quartiere di Taliedo-Morsenchio, da riassumere in mappe e testi all'interno delle matrici SWOT.
A. Fissare principi e obiettivi. È necessario che voi stabiliate (ed esplicitiate per iscritto) quali sono gli obiettivi del vostro progetto (e quindi delle vostre analisi diagnostiche), suddivisi per ambiti tematici: la "mobilità" non è un obiettivo (è un tema), ma la "mobilità sostenibile", che si fonda su alcuni specifici principi, lo è (si veda a questo proposito il già citato decalogo di Arup).
Fonti per elaborare principi e obiettivi:
_a1: gli obiettivi strategici dei vostri casi studio, i cui esiti progettuali forniscono utili riferimenti per orientare le possibili soluzioni strategiche da adottare per la Bovisa e per il successivo masterplan;
_a2: gli Studi d'area Sistema Nord-Est (in particolare pp. 41-51; pp. 77ss), Mosaico San Siro (in particolare pp. 49-50; pp. 74-81) e StAR del Comune di Milano.
_a3: il documento di sintesi di alcuni riferimenti principali già più volte indicato. Per quanto riguarda il PGT (Piano di Governo del Territorio) di Milano potete vedere in maggior dettaglio gli obiettivi - che potete assumere come vostri e che sono sintetizzati nel link precedente - nel Documento di Piano Milano 2030.
_a4: la sezione A della pagina delle Letture e Approfondimenti;
_a5: il libro della bibliografia fondamentale Public Places Urban Spaces. The Dimensions of Urban Design (capitoli 6, 7 e 8) e le altre fonti manualistiche elencate nelle sezioni B (in particolare il testo numero 14 della Green Building Council Italia), C, D ed E delle Letture e Approfondimenti;
NB: Si consiglia inoltre di provare a interrogare l'intelligenza artificiale rispetto ai temi di scala urbana trattati nelle fonti sopra consigliate. In questo caso però è necessario completare l'articolazione di principi e obiettivi tematici suggeriti dalla IA con le fonti che ha utilizzato (chiedendo cioè alla IA stessa dove abbia attinto i suoi suggerimenti).
B. Dare alle analisi diagnostiche titoli quanto più esatti e coerenti con i contenuti e gli obiettivi. È molto importante infatti circoscrivere con precisione il campo di esplorazione analitico-progettuale definendone in modo chiaro contenuti e finalità (p.es. Spazi pubblici come infrastrutture per la socialità e il tempo libero). Il titolo è come un'affermazione di intenti che deve essere verificata rispetto allo stato di fatto del contesto.
Come fosse il capitolo di un libro, il titolo, nel dare un’idea sintetica ma puntuale del tema trattato, può essere poi esplicato meglio con un sottotitolo che illustri in maniera un po’ più estesa i criteri e gli obiettivi dell’analisi (cosa si sta cercando e perché). P. es. il titolo programmatico della tavola “Coerenza dei livelli di accessibilità” può essere chiarito da un sottotitolo del tipo: “verifica dell’accessibilità ai luoghi più significativi (esistenti e potenziali) rispetto alla scala metropolitana, urbana e locale delle loro relazioni”. È sempre utile dare un titolo calzante anche a ogni quadro provvisorio o parziale (p.es. Qualità e architettura degli spazi aperti), che può confluire successivamente in una tavola di maggiore portata e complessità oppure può rimanere a sé come sotto-analisi qualora fosse opportuno isolarla dal quadro principale di sintesi.
Fonti per l'elaborazione dei titoli:
_b1: potete come prima cosa partire dai temi analitici proposti per i vostri casi studio e da quelli indicati dal decalogo di Arup o dal Documento di Piano Milano 2030;
_b2: potete anche rifarvi ai titoli/temi di analisi su URBS e CIVITAS indicate nella pagina del sito sull'Analisi del Contesto, che possono essere intesi liberamente come suggerimenti per la redazione di analisi più personalizzate e coerenti con i propri intenti progettuali.
_b3: altri tagli analitici possono essere derivati dalle letture di approfondimento (per es. i "fari" attrattivi della vita urbana evidenziati da Gaston Bardet; la funzione sociale dei marciapiedi e la varietà funzionale/sociale evidenziata da Jane Jacobs in Vita e morte delle grandi città; i tantissimi Pattern raccolti nell'importante pubblicazione di Christopher Alexander, reperibile in biblioteca, di cui potete ritrovare l'indice degli argomenti a questo link).
C. Comporre la legenda. Una volta definiti l’oggetto e i relativi obiettivi dell’analisi si potrà ragionare sulle voci che, coerentemente con l'intento diagnostico dell'analisi, si dovranno includere in legenda, anche raggruppandole per affinità o relazioni interne (p. es. le infrastrutture del trasporto su ferro di scala metropolitana, poi quelle del trasporto su gomma, ecc. e poi gli elementi che concorrono alla qualità degli spostamenti pedonali, ecc.). Starà dunque a voi, sulla base delle vostre idee di qualità e priorità (e sulle conseguenti finalità progettuali), decidere quali elementi siano di maggiore pertinenza ed efficacia nel descrivere il quadro della situazione (e quindi, allo stesso tempo, nel delineare quello ideale di progetto).
NOTA BENE: poiché la finalità delle analisi diagnostiche è quello di fornire valutazioni operative tramite la matrice SWOT, per poter affrontare le valutazioni relative a Opportunities e Threats - ossia i possibili punti di forza o punti deboli derivanti da piani e progetti previsti per l'area di studio dal Comune di Milano o da altri enti territoriali - nella legenda andranno necessariamente incluse, laddove possibile, anche le PREVISIONI DI PIANO DEL PGT, in particolare quelle reperibili nelle tavole D01, R02, S01, S02, S03, nell'Atlante e nell'Atlante della rigenerazione urbana.
Fonti per l'elaborazione delle legende:
_c0: come suggerito per l'identificazione di principi e obiettivi, anche in questo caso un aiuto prezioso potrebbe essere fornito dall'interrogazione di Intelligenze Artificiali;
_c1: potete sviluppare le legende a partire dalle vostre analisi migliori usate nei casi studio;
_c2: come suggerito potete anche iniziare dalle ricche legende degli Studi d'area già menzionati al punto a2 (p.es. Sistema Nord-Est: pp. 60-61; 74-75);
_c3: potete prendere ispirazione dagli esempi di analisi e sintesi strategiche di città inglesi contenute nel documento di introduzione a SWOT e Strategie (da p. 9 in avanti);
_c4: potete consultare il database di Milano Open data alla ricerca di tematismi che rispondano agli scopi delle vostre indagine diagnostiche (commercio, tempo libero, sport, piste ciclabili, mobilità, ecc.);
_c5: per la mobilità, più specificamente, potete anche consultare il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS).
Tips per la grafica delle analisi. Le scelte cromatiche o dei simboli rifletteranno eventuali suddivisioni tematiche (p. es. i trasporti su rotaia saranno indicati con una gamma di colori omogenea e diversa da quella usata dai mezzi su gomma). Date gerarchia agli elenchi delle legende, che sono da raggruppare per famiglie di categorie e per ordine di importanza (per esempio non inizierei l'elenco dei descrittori degli spazi aperti con la voce ‘fontanelle’!).
Attenzione alle geometrie delle legende e alla coerenza tra rappresentazione in mappa e voce di legenda: se in mappa uso linee (p. es per trasporto pubblico) avrò una linea di rimando anche in legenda anziché un rettangolo campito, e così via. Inoltre quando un certo numero di edifici da categorizzare è scarso e/o poco visibile in mappa (p.es. ristoranti o palestre), nel caso si prevedesse di campirli è meglio usare un rimando grafico che si avvale di campitura + simbolo.
Come principio generale poi bisogna calibrare la visibilità degli elementi messi in rilievo dalle analisi (dimensione dei simboli e/o intensità dei colori) con la loro quantità e distribuzione in mappa, in modo che non diventino dominanti, rendendo poco visibili le altre categorie rappresentate, soprattutto quelle minoritarie.
D. Reperire ed elaborare i dati necessari. Nella pagina sui Materiali per lo studio del contesto trovate diverse link alle fonti utili per i dati, e in particolare il database di Milano Open data e di Open Data Lombardia, il geoportale del Comune di Milano e quello regionale.
Per alcune analisi potrebbe essere tuttavia necessario realizzare un rilievo ad hoc da parte vostra, anche solo ricorrendo alle foto di Street View e della vista satellitare (p. es. spazio pubblico ad uso automobilistico; spazi pedonali occupati dalle automobili o altri usi, ecc.) oppure alle informazioni disponibili in Open Street Map.
NOTA BENE: riportare FONTE E DATA di rilevazione del dato. Nel caso di dati geografici si deve scrivere il nome dell’ente che li ha forniti (Comune di Milano, Comune di Segrate, Regione Lombardia, ecc.), il sito originale da cui sono stati scaricati (e quindi non la nostra cartella condivisa o la pagina del nostro sito!) e la data del rilevamento. Nel caso si tratti di un vostro rilievo indicate come autore chi lo ha svolto (oppure semplicemente “rilievo diretto”) e la data in cui è stato condotto (o, se fatto attraverso Google Street View, la data delle foto). Nel caso di dati, testi o immagini tratti da libri o documenti di piano, il riferimento va indicato nel seguente modo: Cognome Nome o Ente, Titolo della pubblicazione scritto in corsivo, Editore, Luogo di edizione anno, pagina/e da cui è tratta la citazione.
Se vengono utilizzati dati elaborati da altri compagni è necessario specificare di quali dati si tratta: non è sufficiente scrivere ‘dati gis forniti da Tizio’.
È ammesso utilizzare una tavola redatta in toto da un altro (componente di un altro) gruppo purché ciò venga chiaramente indicato e se funzionale alla redazione autonoma delle swot di sintesi conclusive. In tal caso evidentemente la tavola in questione non può risultare a cura del gruppo che la sta adottando (e la valutazione ne terrà conto).
E. Redigere le SWOT. Possono essere condotte per ogni singola analisi diagnostica tematica (p. es. Quartieri completi con servizi a portata di pedone) oppure accorpando quelle tra loro più attinenti, con la possibilità di sintetizzarle addirittura in soli due elaborati: la SWOT per l'URBS, ossia l'assetto fisico e architettonico, e la SWOT per la CIVITAS, ossia le attività e le funzioni ospitate negli spazi della Urbs.
Trovate descritto dettagliatamente il modo di redigere l'elaborato SWOT nella sezione II.3 della pagina sull'Analisi del contesto, ma in sintesi bisogna:
_e1: riportare i criteri di giudizio alla base delle vostre valutazioni circa punti di forza, deboli, opportunità e minacce;
_e2: evidenziare in mappa (1:5.000), con campiture, simboli e scritte, i luoghi (p.es. strade, aree verdi, porzioni di quartiere, edifici, ecc.) e le questioni (p.es. accessibilità pedonale, qualità degli spazi pubblici, connessioni ecologiche, qualità dell'ambiente costruito, adeguatezza dei servizi, ecc.) a cui si riferisce la valutazione, se possibile scegliendo colori o grafica che consentano a vista di ricondurli almeno alla basilare matrice di positivo/negativo, presente/potenziale;
_e3: riportare una breve descrizione degli elementi valutati identificabili in mappa attraverso simboli e codici, utili a inquadrare gli interventi proposti nella sintesi strategica, suddividendoli secondo i temi proposti dalle indagini diagnostiche o secondo temi di sintesi trasversali.
NOTA BENE: è assolutamente naturale che i medesimi luoghi e gli stessi elementi possano essere considerati simultaneamente sia negativamente che positivamente secondo le diverse prospettive da cui sono considerati: p.es. un parcheggio (p.za Alfieri) può essere considerato positivamente rispetto all'interscambio gomma-ferro che favorisce l'obiettivo di incentivare il trasporto pubblico (mobilità sostenibile) ma negativamente rispetto all'erosione degli spazi pubblici per la socialità e alla qualità del paesaggio urbano del potenziale nodo della stazione (es. Utrecht, Confluence e altri).
A questo link trovate un buon esempio (sebbene graficamente limitato a delle campiture: si vedano anche gli altri esempi per rappresentazioni con simboli più ricche ed efficaci) a cura degli studenti Riccardo Momesso, Luca Nicorici e Nicolò Ongarato dell'a.a. 2021-22 (area di Piazza d'Armi a Milano)
SWOT di sintesi relativa all'Urbs (area di Piazza d'Armi a Milano)
Autori: Riccardo Momesso, Luca Nicorici e Nicolò Ongarato, a.a. 2021-22
SWOT di sintesi relativa alla Civitas (area di Piazza d'Armi a Milano)
Autori: Riccardo Momesso, Luca Nicorici e Nicolò Ongarato, a.a. 2021-22
Un esempio di restituzione di valutazioni tipo SWOT con mappa dei luoghi e descrizione sintetica del giudizio (i cui principi/obiettivi di riferimento sono ricavabili implicitamente dal giudizio stesso)
Esempio di analisi SWOT (limitata a punti di forza e punti deboli), immagine tratta dalla Southampton Development Design Guide, 2004
Esempio di Strategia per la riqualificazione paesaggistica e fruitiva del centro cittadino, immagine tratta dalla Southampton Development Design Guide. City Centre Urban Design Framework, 2004.
Si veda anche il più aggiornato City Centre Master Plan del 2013
METODO DI LAVORO PER LA REDAZIONE DELLA TAVOLA (formato A1, scala 1:5.000): sintesi strategica delle proposte di intervento
Scopo dell'elaborato è quello di raccogliere e ricondurre a un sistema coerente le proposte di intervento e le indicazioni progettuali per il quartiere di Taliedo-Morsenchio derivanti dal quadro di questioni e di valutazioni evidenziate attraverso le indagini diagnostiche e le matrici SWOT raccolte nel book A3. Si deve valutare un orizzonte temporale di attuazione di circa 5-10 anni.
Vi ricordiamo invece che le specificazioni progettuali a scala 1:2.000 del masterplan per la terza consegna del 5 maggio - insieme alla prima proposta planivolumetrica sul modello di studio tridimensionale - riguarderanno UNICAMENTE le aree di approfondimento individuate in base alle analisi e saranno da svolgere singolarmente da parte di ciascun gruppo, sebbene in coordinamento con il gruppo abbinato con cui è stata redatta la sintesi strategica.
La tavola A1 dovrà quindi riportare (si veda anche il vademecum fornito nella cartella condivisa relativo a questo elaborato):
a. il quadro sintetico di principi e obiettivi strategici alla base delle proposte di intervento, coerenti con quelli usati per le analisi e valutazioni del book A3;
b. la tavola sinottica principale alla scala 1:5.000 con le indicazioni degli interventi proposti (si prendano ad esempio la grafica e le voci di legenda degli Studi d'area Sistema Nord-Est (in particolare pp. 98-113), Mosaico San Siro (in particolare pp. 85-89; pp. 93-97; 101-105, 109-117) e StAR del Comune di Milano;
c. altre tavole tematiche, schemi o foto di approfondimento a scala libera per trattare temi più specifici o con maggiori dettagli rispetto alla sintesi riportata nel 1:5.000.
NOTA BENE: come già evidenziato all'inizio nella nota metodologica è anche possibile cominciare il lavoro induttivamente abbozzando soluzioni di intervento, magari ispirate dai casi studio o da altre fonti, da esplicitare e precisare in un secondo momento riconducendole a criteri e obiettivi messi a fuoco attraverso le indagini diagnostiche e le SWOT.
Esempio di sintesi di strategia di intervento, tratta dal Sheffield Lower Valley Masterplan Study del 2004
Esempio di tavola sinottica della strategia di intervento puntuale, tratta dal Sheffield Lower Valley Masterplan Study del 2004
Esempio di tavole di progetto strategico (la prima riporta una sintesi delle valutazioni qualitative dello stato di fatto) tratte dalle pagine 84-87 della pubblicazione del Comune di Milano MosaicoSanSiro. Tra i parchi dell'ovest e la città densa. Studio d'Area San Siro, 15 giugno 2022