Il sistema ha mandato il sito in crash. Lo sto ricostruendo a mano dai backup. Le versioni delle pagine, a parte la grafica tutta da rivedere, potrebbero non essere le più aggiornate. Como, 5.6.2023
qualche spunto, autunno 2023
Questa pagina era rimasta abbandonata, anche prima del crash. col tempo avevo cominciato a mettere frequentemente dei post su classroom, senza però recuperarli qui.
Vogliamo ripartire un po'? intanto, il sito dell'AICTC che soprattutto negli anni del Covid era esploso, riempiendosi di materiale didattico, ed è stato recentemente rivisto nella parte grafica. Materiali didattici, filmati, testi che ne sono di tutti i tipi.
Poi, sappiamo che se non conosciamo la storia delle cose che studiamo, ne capiamo ben poco. Possiamo provare qui, sulle pagine di uno storico istituto storico (Science History Institute). Prova per esempio a cercare, nella solita casella, "nylon" oppure "dye"... tanta roba!
(segue)
ediz. 2016-2017 - i link ai produttori dovrebbero essere autoaggiornati
Molti file multimediali a cui ho proposto il link su Classroom, o magari solo a voce, finiscono poi per essere poco rintracciabili. Apro una pagine dedicata solo a questi (e magari anche a nostri... quando mai ne vedrò uno??) in cui magari duplico delle cose, ma melius abundare..
Comincio da uno che molte volte abbiamo visto insieme o vi ho dato da vedere, la conferenza Vedere gli atomi... di Genova 2013 del prof. Dario Bressanini, dell'Insubria, che ormai è una superstar della chimica in cucina e uno dei più attivi a condannare le bufale come quelle degli antiOGM, ma che in ultima analisi è soprattutto un chimico teorico... Ovviamente gli atomi non possiamo vederli né ora né mai, ma da pochissimo tempo (una trentina d'anni) abbiamo strumenti che si permettono di "vedere" dove si trovano e anche di manipolarli uno ad uno. Come si è fatto, allora, a credere per così tanto tempo che esistano? (lui inizia più o meno a 2 min 20 s, sono diversi episodi storici).
Sulle dimensioni degli atomi (e di tutto il resto, fibre, persone, virus o pianeti) ci sono diverse risorse che partono da filmati molto più vecchi, tra cui uno "storico", Powers of ten, ma di solito consiglio questo che non è un filmato, piuttosto una animazione che potete esplorare come un videogioco, The Scale of the Universe.
Un filmato che a me pare un capolavoro di divulgazione scientifica, proprio perchè è straordinariamente semplice, è questo, che pure ho proposto parecchie volte: Equilibrium, che è del 1968 e lo dimostra, per tanti motivi. È curato da due geni come George Pimentel e Glenn Seaborg, e anche questo si capisce (poi magari scoprite chi erano!).
FIBRE E POLIMERI
Un filmato storico, fatto da un famoso poeta patafisico e da un (poi) famoso regista nel 1958, è Le Chant du Styrène, che vale la pena di vedere sia per come esalta (giustamente) la plastica, prima che cominciasse la moda di denigrarla, e poi perché è una piccola opera d'arte di per sé (penso piaccia ai nostri amici grafici!).
Ma molti altri registi di fama mondiale, specie all'inizio della loro carriera, hanno fatto cortometraggi per conto di varie aziende (sì, una volta non c'era Youtube, ma i proiettori cinematografici c'erano, anche nelle nostre aule!). Questo è del leggendario Michelangiolo Antonioni, prodotto per la SNIA Viscosa, e si chiama Sette canne, un vestito. È girato nello stabilimento-paese di Torviscosa, in Friuli, nel 1948. La trasposizione dal b/n al video non è eccezionale, ma è la versione migliore che ho trovato.
Sul polipropilene, una delle più grandi innovazioni degli ultimi secoli, in italiano ci sono molte cose perchè è una gloria italiana, che ha portato dalle nostre parti l'unico premio Nobel per la chimica. Questo è semplice, un po' poetico, fatto dalla Rai alcuni anni fa, per una serie in cui si chiedeva alle persone qualunque di raccontare un episodio importante della storia, di cui erano state testimoni.
Forse sapete che cos'era Carosello, il programma di pubblicità della Rai (molto strano per gli occhi di oggi e praticamente unico a livello internazionale). Spesso ci lavoravano dei grandi maestri del cinema e star dello spettacolo. Su materie plastiche e tecnofibre italiane, a cavallo degli anni '60, trovate su Youtube moltissimi caroselli, basta cercare marchi come Moplen (per noi bambini della prima metà dei '60, un mito quelli con Gino Bramieri), Leacril, Terital, Movil, Meraklon, etc. Però al momento non ne trovo in italiano sulla vera e propria produzione di quelle fibre.
Ho proposto recentemente (3.2017) questi due filmati che mostrano come si stanno sviluppando le ricerche sulle fibre cellulosiche "artificiali" di quarta (o quinta?) generazione, preparati da un centro di ricerca in Finlandia. Nel primo, che è tutto di "parole", vediamo come si stanno studiando nuovi sistemi di trattamento per avere cellulosa pura ad alta resa partendo da materie prime a base di legno, quelle con cui facciamo la carta. Lo stesso che avviene da oltre un secolo, ma con mezzi più aggressivi e dannosi, come abbiamo visto per la viscosa. Nel secondo, quasi tutto di immagini con didascalie più un po' di parlato, si vede la collaborazione tra gli scienziati finnici e una scuola d'arte svedese, e come si può arrivare a produrre un capo pronto per la passerella. Buona parte dei processi sono comunque gli stessi anche con le altre tecniche di produzione.
STAMPA
Qui oggi abbiamo il vantaggio di avere un incredibile numero di risorse multimediali, tanto più utili quanto più ci portiamo verso settori innovativi (inkjet, ma anche serigrafico e ovviamente transfer). Un brevissimo riassunto delle motivazioni, dal sito AICTC, lo trovate nel filmato conclusivo dell'incontro di Como 2012. Poi, ovviamente, passiamo agli altri più di sostanza...
Sul funzionamento delle macchina ij la cosa più pratica è vedere i materiali delle case produttrici, per esempio della Epson che, come sappiamo, ha scelto la linea che si è rivelata evoluzionisticamente vincente almeno per molte delle macchine che oggi troviamo nelle aziende (attenti però che in questo settore i 4 anni che separano due edizioni ITMA sono già un'era geologica!). Questo filmato sempre del 2012 ve lo mostro dal punto in cui parla dell'evoluzione nella "capacità di fuoco" delle teste di stampa.
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Questa animazione mostra invece le basi di come viene generata la goccia da un attuatore piezoelettrico.
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Sempre al solito convegno avevamo visto questa presentazione, della Kyocera, che anche qui ho preso dal punto interessante per fare un po' di calcoli e renderci conto delle allucinanti richieste dell'HW e del SW di questi sistemi.
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Per chi volesse approfondire la tecnica Bubble Jet, ideata dalla Canon, c'è questo filmato un po' più lungo che si concentra anche sulle differenze con altre tecniche termiche analoghe. Sappiamo tuttavia che questa strada, anche se è stata la prima ad essere sperimentata nel tessile, ha rapidamente perso importanza rispetto a quella a freddo, piezoelettrica, dato che con quest'ultima diventa molto più semplice e versatile la formulazione degli inchiostri. Ma mai dire mai...
Questo, un po' più breve e senza approfondimenti tecnici, serve almeno a darvi un'idea di come lavori la "mostruosa" MS LaRio.