Il lavoro per ripristinare le pagine e i link dopo il crash dell'altr'anno non era ancora completo, in compenso per un pasticcio non spiegato è "slittato" l'URL verso questo che vedete oggi. Misteri dei sistemi di rete! 13.5.2025
PRIMA BOZZA - 10.21 parzialmente rivista 01/2025
come sapete questa pagina sul vecchio sito era la più disorganizzata e scadente, per intanto trasporto qui dei materiali che poi riordino. Ditemi se i link funzionano, per favore.
BIG NEWS: il mio libro sarà presto in rete gratuitamente
(ringrazio anticipatamente chi eventualmente mi volesse dare una mano per fare un pdf decoroso)
COLORIMETRIA
Il pacchetto di slide che abbiamo usato durante gli ultimi anni è questo, in parte ricavato dal mio libro del 1995, in parte integrato con qualche foto, tenete presente che era sviluppato per un intervento di formazione in azienda e quindi l'elenco degli argomenti è diverso da quello che usiamo noi a lezione: saltate un po' su e giù.
Tra i materiali che possiamo ricavare dai diversi siti dei produttori, c'è solo l'imbarazzo della scelta. (ah., alcuni link sono saltati e lascio le righe come promemoria, grazie a chi ci ha guardato)
...
...
Tra i materiali della Datacolor - quella dei nostri spettrofotometri e delle nostre tingerine Ahiba - ce ne sono molti comodi ed utili.
Qui trovate un riassunto rapidissimo con qualche esempio su come fare le misurazioni su materiali tessili. Lo stesso, detto in modo diverso, è qui. (LINK SALTATO)
Questo altro articolo LINK SALTATO, abbastanza vecchiotto nei contenuti, ripropone la differenza tra colorimetri e spettrofotocolorimetri etc etc, ovviamente buona parte oggi è superflua, ma è molto scorrevole.
...
...
Le norme ufficiali CIE, così come ogni altra norma ufficiale, sono molto costose e non si trovano gratuitamente "in modo lecito". Però in alcuni casi le versioni superate si trovano: la noma CIE sulla colorimetria nella terza edizione (2004) la trovate qui, così se volete vedere la forma originale di tutte le equazioni o scaricare le tabelle che definiscono illuminanti, osservatori etc. siete già a posto. Nel tempo trascorso da allora sono state introdotte cose nuove (tutti gli illuminanti a LED etc) però le cose che c'erano già sono rimaste praticamente le stesse.
......................
COLORE TRA SCIENZA E LINGUAGGIO
Cominciamo col terribile dubbio: la mia maestra diceva le bugie?? (risposta: sì!) È il titolo provocatorio di questa brevissima pagina che spiega perché non ha senso parlare in modo rigoroso di "Colori Primari" veri ed eterni (e non ha nessun senso parlare di colori secondari, terziari, quaternari etc, o primini secondini terzini quartini...), mentre se usiamo approssimativamente e senza maiuscole l'espressione "colori primari" per intendere "terna cromatica di base" allora perlomeno scegliamone qualcuna più solida e concreta rispetto a quel "rosso, giallo e blu" che dicevano gli antichi artisti, che non avevano né i materiali né gli apparecchi di misura che abbiamo da cent'anni in qua. Tutto il sito del prof. J. C. Adamson, di cui questa pagina fa parte, è davvero ricco ed interessante.
Osservazione: il sito sopra citato non è più disponibile, come mi ha segnalato qualche lettore. Tuttavia la battuta sugli insegnanti che dicono le bugie quando parlano di colore è anche in questo articolo , che avevamo citato nel lavoro di Bergamo. Lo stesso tema di perchè "le maestre dicano le bugie" nell'uso dei colori lo vediamo ancora in questo articolo del neozelandese Neil Dodgson, che qui spiega nel dettaglio le origini delle "ruote dei colori" comprese quelle più celebrate - e sbagliate - proposte da un genio assoluto come Newton o da un noto propagandista di sé stesso che nel XX secolo ha contribuito più di chiunque altro a creare confusione.
"C'erano una volta giallo rosso e blu" era del resto scritto anche nel nostro posterone introduttivo alla chimica di Sistema Moda. Una storia di come si arrivò all'idea dei sei, poi cinque, poi tre "colori primari" - nel senso di pigmenti o coloranti da miscelare sottrattivamente - la troviamo in questo scorrevole testo in italiano di Mauro Boscarol. Come si erano evolute le teorie del colore nel XVIII secolo la troviamo dettagliata in questo lavoro (non solo Newton, potremmo dire). Va osservato che già alla fine dell'800, nelle prime ricerche sulla fotografia a colori, si faceva notare che rosso, giallo e blu non erano proprio il massimo come terna cromatica - la stampa su carta a quattro colori, che oggi chiamiamo CMYK ed usiamo anche con le stampanti digitali su tessuto, esisteva dal 1906...
Il mio intervento di formazione per gli insegnanti sul metodo CLIL lo abbiamo guardato con qualche classe, è sul mio sito, questa versione è la seconda usata a Bergamo nel 2017, dopo che la prima usata a Como era stata supportata da quattro ragazze che recitavano con me facendo uno spettacolo con fuochi e fiamme. Tocca, proprio dal punto di vista linguistico, il problema che noi percepiamo qualcosa quando abbiamo delle parole per definirlo, compresi i nostri sette sensi o i nostri cinque gusti primari..
Esiste una estesa letteratura a proposito dei termini elementari usati per descrivere i colori, ma per il momento ci fermiamo qui.
Questo articolo, Colour: Regulation and Ownership, lo usiamo da diversi anni. Lo spiego brevemente: un famoso esperto australiano di gestione del colore vuole far capire perchè è quasi impossibile stabilire per legge o brevettare un determinato colore. Parte da esempi storici che mostrano come regole sul colore fossero state usate dall'antichità ad oggi, poi esamina dei casi concreti di uso dei colori nella cartellonistica o negli imballaggi. È interessante che anche lui gioca col numero 7, un po' come hanno fatto nel corso dei secoli sia persone serie sia ciarlatani: così inventa sette "aggettivi" diversi per la parola "colore" [lui dice: sette diversi colori, ma detta così si capisce meno], dato che il "colore" può essere per qualcuno l'inchiostro che mette in un tipo o in un'altro di macchina da stampa, per altri lo spettro elettromagnetico, per altri ancora le coordinate CIELab etc.
È ovvio che se vi dico di diffidare dalle filastrocche dei colori che si sentono dire di solito, non ha senso studiare a memoria questi nuovi termini, ma ha molto senso capire il significato del discorso. È un po' lunghino, ma in un inglese scorrevole e poi è suddiviso in tanti paragrafi abbastanza autonomi.
Questo sito http://www.huevaluechroma.com/index.php c'è da parecchio, ho visto che è stato aggiornato piuttosto di recente, à molto orientato alla percezione del colore dal punto di vista degli artisti - molte simpatiche illusioni ottiche.
Questo articolo è sempre molto piacevole: come vede i colori chi non li vede come li vedono tutti? se John Dalton aveva studiato e reso famoso il proprio caso personale, forse il più celebre artista con anomalie della percezione è stato Vincent Van Gogh. Che - come scriveva al suo caro Theo - ringraziava i chimici moderni, grazie ai quali aveva pigmenti e tubetti di colore che finalmente gli permettevano di esprimere la realtà come lui la vedeva.
TESI E SIMILI
Usare le tesi di dottorato, o simili, che troviamo negli archivi delle università, è molto efficace perchè comprendono sempre una parte introduttiva che fa l "stato dell'arte" sulla materia. Si suppone che lo studente abbia fatto per noi il lavoro di aggiornarsi e di essere sintetico ed efficace. Nella prima versione di questa pagina, del 2015, riportavo questo paragrafo (poi ne troviamo altri)
due tesi di dottorato su argomenti colorimetrici, di cui vi avevo parlato e da cui possiamo estrarre alcune pagine come spiegazione gli aspetti tecnici. Come dicevamo, le autrici NON sono anglofone e quindi hanno un linguaggio molto semplice e tecnico.
http://www.ros.hw.ac.uk/bitstream/10399/2443/1/FarooqS_0311_std.pdf
http://repository.lib.ncsu.edu/ir/bitstream/1840.16/4425/1/etd.pdf
IL COLORE DI OGGETTI LUMINOSI
.......
Sui diversi standard che si usano nei monitor, nelle schede grafiche e ovviamente nei software, intendo dire RGB - sRGB - RGB Adobe98 - ProPhoto eccetera, direi che una introduzione più che valida è su Wikipedia in inglese... del resto qui gli informatici più o meno nerd giocano in casa. Ho messo il collegamento solo ad uno degli articoli, gli altri li trovate.
................
Per farsi un'idea più diretta delle norme e convenzioni con cui lavorano i fabbricanti di schermi TV e simili, qui arriva una mazzata tremenda. Uno sfracello di equazioni e di codici elettronici analogici e digitali, ma almeno capiamo com'è complesso il problema e ce ne facciamo un'idea guardando le figure.