Giuseppe Di Matteo nasce il 19 gennaio 1981. Il pomeriggio del 23 novembre 1993 venne rapito da; Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Giuseppe Graviano e Matteo Messina Denaro, che erano i mandati del rapimento. Queste quattro persone si erano travestiti da poliziotti che lo presero all'uscita del maneggio che Giuseppe frequentava. Queste persone portarono Giuseppe in una villa a Misilmeri, dove c'era il bunker per la prigionia. Lo stesso giorno mandarono a casa del nonno di Giuseppe un biglietto con su scritto "Il bambino c'è l'abbiamo noi, non andare dai carabinieri se tieni alla pelle di tuo nipote". con i giorni seguenti, a casa del nonno arrivarono ancora messaggi e foto del bambino, questi messaggi e foto venivano mandati da un uomo di fiducia di Giovanni Brusca, ovvero Pietro Romeo. La famiglia di Giuseppe, comunque, non decise di denunciare la scomparsa del piccolo. Il 13 dicembre del 1993, Santino decise di cercare Giuseppe alla sua maniera, appena andò a Roma in Piazza Vescovio in una delle sedi della DIA, approfittò di un vuoto di sorveglianza scappò in Umbria (dove si nascose dai suoi conoscenti), Santino, poi, denunciò la scomparsa del figlio. Giuseppe venne poi trasferito in vari località ovvero; provincia di Palermo, Trapani e Agrigento. Brusca e Matteo nascosero il bambino, che fu trasferito da Gangi a Castellammare del Golfo. L'11 gennaio del 1996, Giuseppe fu strangolato e poi venne messo nell'acido, dopo 779 giorni di prigionia.