"La parola è la chiave fatata che apre ogni porta" (don Lorenzo Milani)
INFORMALMENTE
IL GIORNALE DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO MICHELANGELO - BARI
SECONDARIA DI PRIMO GRADO
IL GIORNALE DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO MICHELANGELO - BARI
SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Iniziamo l'ottavo anno di pubblicazione del giornalino scolastico e siamo sempre più convinti della frase di don Milani "La parola è la chiave fatata che apre ogni porta" come è scritto sopra la testata della prima pagina. Ed infatti è la speranza di tutti i ragazzi e le ragazze che subito con grande entusiasmo hanno preso "penna e calamaio" ed hanno trasformato in parole le loro idee e i loro pensieri. La porta che vogliono aprire è quella del cuore e della mente di chi leggerà i loro articoli, la voglia che vogliono alimentare è quella di costruire un ponte fra pensieri e idee di generazioni diverse.
Buona lettura a tutti!!!!
P.d.m.
"Noi ragazzi a volte non riusciamo a controllare le nostre emozioni. Perché? Perché è complicato anche soltanto iniziare ad uscire dalla nostra comfort zone e capire come gestire le nostre emozioni"
IN COSA TROVO LA FELICITÀ
Alessia Ligorio_______
Classe seconda
Molte volte mi chiedo cosa realmente mi renda felice. Alla nostra età non sempre riusciamo a trovare la felicità facilmente: tutto sembra essere difficile e, spesso, proviamo paura.
Iniziamo infatti a trovarci, per la prima volta, davanti a delle scelte, che fino a qualche anno fa prendevano i nostri genitori per noi. Secondo me il segreto è imparare a sorridere e a trovare la felicità anche nelle piccole cose. Essere felici è una delle più belle emozioni da provare.
Noi ragazzi a volte non riusciamo a controllare le nostre emozioni. Perché? Perché è complicato anche soltanto iniziare ad uscire
dalla nostra comfort zone e capire come gestire le nostre emozioni. Cosa allora ci rende felici? Molto spesso ci chiediamo cosa davvero ci porti alla felicità: per me la risposta è iniziare ad amare noi stessi, senza demoralizzarsi se qualcosa non va, provando a superare i momenti di difficoltà con un sorriso. Quando ci capita di provare sentimenti negativi verso qualcuno o qualcosa, invece di compiere dei gesti cattivi verso noi stessi o verso gli altri, dobbiamo cercare di comprendere e risolvere le situazioni. Anche questo fa parte della nostra crescita emotiva, imparare a non essere sempre critici con noi stessi e con gli altri. È fondamentale per far sì che nel futuro noi ragazzi rendiamo il mondo un posto migliore in cui crescere sempre felici.
LE TENEBRE NEL CIELO DI GAZA
"Lei e i suoi amici in quella realtà così apocalittica riescono anche a giocare a palla o con oggetti di legno ricavati dai resti di edifici crollati o esplosi e ogni giorno spera che non accada anche al suo"
Sveva Speranza____________
Classe seconda
Domenica 20 ottobre in TV su Rai 3, durante la trasmissione “In mezz’ora” diretta dalla giornalista Maggioni, è stato trasmesso un servizio in cui si mostravano le condizioni di vita degli abitanti della Striscia di Gaza, un territorio conteso da due stati, Israele e Palestina. In esso si presentava una ragazza dodicenne palestinese che vive lì. Lei ha parlato della sua vita, di come sia straziante e triste. Ha raccontato che ogni giorno si affaccia dalla finestra della sua piccola casa che cade quasi a pezzi e osserva un cielo nero e nuvoloso che non ritorna celeste e sereno da molto tempo: Non vede altro che case in fiamme e sente solo le urla di disperazione di chi come lei ha perso amici, parenti e conoscenti dispersi o deceduti, come la sua migliore amica che è morta a causa di una bomba.
Adesso lei vive con il suo fratellino più piccolo e sua madre, che era dottoressa universitaria prima che scoppiasse la guerra. Suo padre, invece, è morto per un bombardamento due
mesi fa. La povera ragazza svolge i lavori di casa, fa il bucato, si occupa di suo fratello, prepara il pane ed esce, rischiando la vita per andare ad accaparrarsi il cibo per far sopravvivere la sua famiglia, grazie alle distribuzioni ad opera delle organizzazioni umanitarie.
Il suo più grande sogno è diventare un medico per poter salvare vite. Infatti, va quotidianamente in una piccola scuola provvisoria che si trova vicino a casa sua. Lei dice di non sentirsi mai al sicuro perché in qualunque momento potrebbe semplicemente sentire un rumore assordante di una bomba che ha appena sfiorato il suolo, chiudere gli occhi e non aprirli più. Lei e i suoi amici in quella realtà così apocalittica riescono anche a giocare a palla o con oggetti di legno ricavati dai resti di edifici crollati o esplosi e ogni giorno spera che non accada anche al suo. Quando è terminato il servizio ho pensato a quanto fosse ingiusto che i diritti dei bambini come il diritto al gioco, all’istruzione, al cibo, alla salute siano violati quotidianamente in quella parte del mondo. Agli uomini della guerra non importa nulla dei bambini e dei ragazzi che ogni giorno rischiano la vita e che in futuro non potranno mai dimenticare dal cuore e dalla memoria quello che hanno vissuto. Chissà se il cielo tornerà a splendere di nuovo!
La gioia di avere un cane
"Avere un cane è molto dispendioso però ne vale la pena perché diventa anche
un membro della famiglia"
Francesco Bottalico_____
Orgen Haxhiraj________
Classe seconda
Avete un cane in casa? lo conosco alcuni amici che ce l'hanno.
Con loro, ho fatto amicizia molto velocemente.
Avere un cane può essere bello come anche brutto.
Una cosa bella è che ti aspetta
dietro la porta quando rientri da scuola e che ti segue sempre e quindi fa tanta compagnia nei momenti più tristi.
Ti fa compagnia nella notte però una cosa negativa è che ti può rubare lo spazio nel letto e fare i suoi bisogni per terra. Bisogna sempre curarlo, dargli da mangiare e portarlo a spasso per farlo divertire.
Quindi avere un cane è molto dispendioso però ne vale la pena perché diventa anche un membro della famiglia.
INSIGNIFICANTI
Francesca Alba____________
Classe terza
Niente può spiegare i sentimenti umani. Nessun testo, poesia o canzone sarà mai in grado di spiegare quello che proviamo. Nessuna parola dal significato controverso potrà mai spiegare realmente cos’è la nostalgia, cos’è l’amore oppure il tormento. Neppure questo articolo può spiegare quello che provo io adesso, Come le spiego le lacrime nei miei occhi, le urla nel mio cuore, i brividi nel mio corpo? Niente può. Nessuno può. Non c’è lingua in grado di farlo.
Non c’è penna in grado di scriverlo.
Non c’è musica in grado di esprimerlo.
Si tratta di quello che ho dentro. Questo vuoto, questo silenzio assordante, questi interrogativi.
Tutti questi dubbi. Tutto questo.
Ed è in questo purgatorio che vivo, continuo a vivere io.
Ma è possibile che nell’infinità di questo universo, nella grandezza di queste galassie e nei miliardi di storia che appartengono solo a questo pianeta, io sia l’unica a sentirsi così? E perché mai il destino ci riserva pochi decenni di vita e noi decidiamo di riempirli di cose così strazianti come i sentimenti? Sentimenti che sembrano tanto grandi ma si rivelano insignificanti rispetto al mondo.
Forse è questo che ci differenzia dagli animali: la nostra consapevolezza di essere insignificanti e proprio per questo la decisione di riempirci di insignificanza. In pochi cercano questo tanto agognato significato: lo traducono nei desideri, negli obiettivi, nella pace.
Eppure nessuno ha mai accettato che un significato non ci sia! Siamo piccoli. Siamo destinati a comparire per poco e come se nulla fosse, anche andarcene dimenticati.
Ci pensi mai che c’è un momento nella storia in cui qualcuno dirà il tuo nome per l’ultima volta?
C’è un momento in cui sarai pensato, ricordato per l’ultima volta, per poi cadere nell’oblio dell’insignificanza. Ecco, questo è quello che sento io.
Avrei potuto nascere un gatto, un’aquila o una tigre. Gli animali non si interrogano sulla loro esistenza. Ma invece sono io. Sono umana. Faccio parte, fra tutte, della specie che
disegno di Sabrina Bardi___________
Classe terza
"Eppure nessuno ha mai accettato che un significato non ci sia! Siamo piccoli. Siamo destinati a comparire per poco e come se nulla fosse, anche andarcene dimenticati"
più si è aggrappata alla bugia di essere qualcuno e valere qualcosa. Siamo l’unica specie ad ambire a più di quello che è il nostro ruolo. Gli unici a decidere di essere più di semplice materia, a decidere che nascere, crescere e morire non sia abbastanza.
Veramente affascinante la mente umana!
L’unica destinata ad autodistruggersi che, eppure, si appiglia al “per sempre”!
L’importanza della tecnologia
Sveva Martino____________
Classe seconda
La tecnologia si sta diffondendo sempre più influendo sulle nostre vite. Per noi giovani è una cosa normale, ma anche i nostri genitori delle generazioni X e Y si sono ormai abituati alle nuove tecnologie che fanno ormai parte della nostra routine quotidiana. Gli adulti ci dicono spesso che siamo troppo dipendenti da esse, ma ciò di cui non si rendono conto è che le tecnologie fanno parte in maniera molto evidente anche della loro vita, per esempio i computer, i tablet e i cellulari sono molto utili
"Le attività e le presentazioni che facciamo agevolano l’apprendimento rendendolo più coinvolgente e ci permettono di comprendere meglio l’argomento facendoci anche divertire"
anche per il lavoro. Adesso ci sembra strano pensare che qualche decennio fa non esistessero le videochiamate necessarie per sentire qualcuno che abita lontano da noi e poterlo vedere come fosse veramente qui. La nostra scuola, la Michelangelo, è una scuola molto tecnologica e moderna che ci dà la possibilità di utilizzare gli iPad: le attività e le presentazioni che facciamo agevolano l’apprendimento rendendolo più coinvolgente e ci permettono di comprendere meglio l’argomento facendoci anche divertire. Questo è possibile grazie alle nuove tecnologie, una vera e propria rivoluzione!