La prima attività organizzata allo scopo di animare il canto nelle principali liturgie la dobbiamo ad un gruppo di amici, tra i quali c’erano anche i fondatori del Calcio S. Stefano e che si ritrovavano periodicamente per le gite in montagna. Siamo agli inizi della nostra parrocchia. Al gruppo, che simpaticamente veniva chiamato “La Ciumba”, dapprima seguito da don Vincenzo Scalzotto e poi da don Antonio Tamburini si uniscono ben presto degli altri giovani. E proprio da questi, oltre una ventina di giovani, dopo qualche anno, sotto la guida di don Enrico Bongiascia (contemporaneo di don Antonio), nasce il primo vero Coro Parrocchiale.
Siamo alla fine degli anni sessanta, in epoca immediatamente Post-Concilio, un tempo di ferventi e di nuovi progetti che coinvolgono anche le liturgie. Si propone così la cosiddetta “messa beat” alle principali liturgie di Natale, di Pasqua e della Festa del Patrono, portando per la prima vola in chiesa gli strumenti elettronici e la batteria. Entusiastica è la risposta dei parrocchiani, fortemente attratti da quelle innovative melodie e stimolati ad una maggiore partecipazione. Tra i musicisti ricordiamo Paolo Cattelan, Giorgio De Boni, Tonino Tognon, Daniele Nalin e Daniele Berto.
Don Antonio e Don Enrico cercano inoltre di dare un’animazione stabile alle liturgie domenicali della “messa del fanciullo” selezionando dei cantori tra i ragazzi delle elementari e delle medie che accorrono numerosi. Qui è doveroso ricordare la figura dello stesso Daniele Berto che per oltre quindici anni prestò servizio alle varie liturgie suonando l’organo.
Alla fine degli anni settanta, Don Piero Bruletti prende il posto di Don Enrico, tentando inizialmente di proseguirne l’attività. Ma il Coro Parrocchiale nel frattempo si era ridotto non trovando dei fisiologici ricambi. Il tentativo così ben presto naufraga. Don Piero decide allora di puntare sulle “nuove leve”: costituisce pertanto un gruppo di sole ragazze preadolescenti, selezionate tra i gruppi femminili animati a quel tempo dalle nostre suore. Formato da una trentina di elementi, ben presto il nuovo Coro assume una presenza importante, indispensabile nelle principali liturgie soprattutto in quelle dei sacramenti.
Nel frattempo le messe domenicali sono animate in modo sempre meno sporadico dapprima dai gruppi degli scouts e delle guide, e successivamente dai gruppi legati all’Azione Cattolica (G.G.A. prima e A.C.R. poi).
Val la pena ricordare i musicisti e i solisti che principalmente si alternavano nel servizio alle liturgie: Guido Barbato, Gianni Berno, SIlvio Marafon, Daniele Griggio, Nicola Benvenuti ed in seguito anche Michele Zecchin (divenuto poi sacerdote nella Diocesi di Ferrara).
Con la partenza di Don Piero, l’allora parroco Don Emilio affida agli inizi degli anni ottanta la direzione del coretto delle ragazze a Oscar Lamberti ed all’organista Daniele Nalin. Dato che nel frattempo il numero degli elementi si era di molto diminuito, il coretto viene sin da subito integrato con ragazzi provenienti dai gruppi scouts e soprattutto dall’azione cattolica. Dopo un paio di anni, Alessandro Tresoldi, diventando il nuovo organista, affianca definitivamente Oscar Lamberti nella direzione corale.
Il 6 marzo 2011 il coro parrocchiale viene intitolato a Don Emilio Canosi durante una celebrazione con la presenza di Don Remigio Oprandi, che allora era superiore provinciale della provincia religiosa guanelliana “Sacro Cuore”.
Attualmente la Corale Canosi è composta da una quindicina di elementi, alcuni dei quali avevano già partecipato nei primi cori tenuti da Don Antonio, da Don Enrico e da Don Piero.
Dopo il 1980, si deve sempre più all’azione cattolica l’animazione delle assemblee liturgiche domenicali. Da ricordare è l’esperimento del gruppetto “Amici miei” formato da ragazze e ragazzi delle medie, diretto da Daniele Griggio, che per alcuni anni ha animato la messa delle 9:00.
Successivamente vi è una seconda esperienza negli anni 90, organizzata questa volta soprattutto con i ragazzi delle elementari, animati inizialmente da Albano Menin, Marco Fiocco e da Patrizia Carraro. Questa realtà prese nel tempo ancora più forza: al posto di Albano si alternarono oltre alla stessa Patrizia, Claudia Rampazzo, Marilena Ferrari, Caterina Pagani ed altri genitori.
Bisogna poi sottolineare anche l’impegno di tutti gli strumentisti che si sono via via succeduti, i più recenti dei quali sono Gianna Veronese, Rossella Pogliani, Giovanni Cingano, Antonio e Giovanni Canale, il compianto Giovanni Colombo, Riccardo Zanella, Silvia Beda, PIetro Fiocco, Enrico Varotto e Rosario Iaccarino che singolarmente hanno dato un valido contributo all’animazione corale, e tutte le altre persone, tra cui alcune delle nostre suore, che hanno dato testimonianza di servizio alle liturgie anche con il canto.
Da ricordare infine anche le attività di animazione corale più sporadiche, ma non meno importanti, realizzate in occasione di particolari feste e celebrazioni, come la festa della mamma.