Francesco Abate
Biografia-Bibliografia
È uno scrittore, giornalista ed ex disc jockey italiano, nato a Cagliari il 17 maggio 1964.
Il suo esordio come scrittore è del 1996 con L'Oratorio - Vietato ai minori di 14 anni, breve racconto, inserito nella collettiva Racconti di Celluloide (Alambicco). Da allora ha scritto 10 romanzi (due con Massimo Carlotto) per le case editrici Castelvecchi, Il Maestrale, Frassinelli, Edizioni Ambiente ed Einaudi. Ha curato la raccolta di racconti "Giallo sardo" e "Giallo sardo1".
Tra i molti romanzi segnaliamo la serie di romanzi gialli che ha come protagonista la giovane Clara Simon, ambientati nella Cagliari dei primi del novecento, che l’autore racconta in modo veramente inedito:
· I delitti della salina, Torino , Einaudi, 2020
· Il complotto dei Calafati, Torino, Einaudi, 2022
· Il misfatto della tonnara, Torino, Einaudi, 2023
In questi romanzi l’autore svela al lettore la realtà di un Sardegna che non si aspetta, quella della Belle Époque, con la sua fiducia nella scienza e nel progresso, il fervore di attività industriali e commerciali, il dinamismo mondano dei cafè chantant, dei teatri, delle feste. La Cagliari raccontata da Abate, è quella di una comunità poco chiusa nella sua insularità, ma anzi molto aperta a gente che viaggia o emigra, che sull’isola soggiorna o si stabilisce. Nei romanzi il racconto di fantasia si innesta su una serie interessante di risvolti storici. Una comunità cinese esisteva, infatti, a Cagliari fino dagli inizi del Novecento, anche se arrivò in epoca successiva al 1905, un decennio dopo. Anche immigrati dalle valli montane della Svizzera si trovavano in Sardegna in cerca di fortuna (molti di loro aprirono caffè o torrefazioni) e a questa presenza storica si ispira il personaggio di Ugo Fassberger, per metà svizzero. Uno dei personaggi del romanzo del “Il complotto dei calafati”, per quanto secondario nella vicenda, è Max Leopold Wagner, fotografo, linguista, etnografo che soggiornò realmente in Sardegna nel 1905, contribuendo con suoi studi alla conoscenza e catalogazione dei dialetti sardi. Abate poi è attento a riportare l’atmosfera delle prime rivendicazioni sociali, dei lavoratori che reclamano un ruolo migliore nella società e delle prime manifestazioni di protagonismo femminile, non solo di Clara Simon ma anche quello delle operaie delle fabbriche (le sigaraie) che orgogliosamente escono dalle case per guadagnare e dare il loro contributo all’economia della loro città.
Il misfatto della tonnara
Un viaggio a Napoli ha confermato la piú grande delle paure di Clara Simon: suo padre Francesco Paolo, valoroso capitano della marina militare, è dato per disperso in Cina, nella guerra del 1901 contro i Boxer . Ma al suo ritorno un grave delitto la richiama alla sua grande passione investigativa. Durante una manifestazione di femministe qualcuno aggredisce una maestra. Il suo corpo privo di sensi è rinvenuto nel magazzino dell'antica tonnara. Quando il conte Cappai Pinna le chiede di investigare per scagionare il cugino, accusato di tentato omicidio nei confronti della maestra Costanza Pes, Clara esita: perché mai dovrebbe aiutare il ricco e spocchioso conte, suo nemico giurato? Però, di fronte a tanta impunita violenza, Clara Simon, l'affascinante e testarda giornalista de «L'Unione», non può restare a guardare. Supportata dal fedele Ugo Fassberger, collega al giornale e amico d'infanzia, e dal capitano Rodolfo Saporito, con cui ingaggia sempre piú audaci schermaglie amorose, la giovane e indomita Clara deciderà di sostenere le cause dei piú deboli, com'è nella sua natura, correndo dritta verso la verità. Muovendosi per le strade della Cagliari di inizio Novecento, tra una vecchia nobiltà che non vuole cedere il passo e una nuova borghesia impaziente di affermarsi, scopre con quanta furia il mondo abbia cercato, da sempre, di mettere a tacere le donne. E ancora una volta trova il coraggio di far sentire la sua voce.
Il complotto dei calafati
Una coppia di nobili e il loro autista sono assassinati in un agguato. Il delitto rischia di avere gravi conseguenze politiche: tutto porta verso la pista socialista. Eppure qualcosa non torna. In particolare a Clara Simon, collaboratrice senza firma de «L’Unione». Clara è giovane, bella e ricca. Quello che non le perdonano a Cagliari è di essere per metà cinese e di voler diventare la prima giornalista investigativa italiana. Un sontuoso galà di beneficenza ha riunito tutta la buona società cagliaritana allo scopo di raccogliere fondi per i terremotati della Calabria. Vi prende parte anche Clara, la nipote del più importante armatore dell’isola, per incontrare un funzionario dell’ambasciata italiana di rientro dalla Cina che potrebbe darle notizie di suo padre, disperso durante la rivolta dei Boxer. Tra gli ospiti, i chiacchierati Cabras, che tornando dalla festa sono assaliti e ammazzati. Si sospetta un omicidio politico: il barone era odiato per aver sempre trattato i suoi numerosi lavoratori con il pugno di ferro. Ma allora perché è stato ucciso pure l’autista? Sempre pronta a occuparsi dei più deboli, e in pena anche per la sorte del giovane nipote dei baroni, verso cui prova un’immediata empatia (o forse qualcosa di più), Clara non può evitare di indagare sul caso. Nell’atmosfera esotica della Cagliari del 1905, tra la necropoli punica e il porto, tra la comunità cinese della Marina e la malavita locale, scoprirà una verità sconcertante.