Antonio Boggio
Biografia-Bibliografia
Nato nel 1982, è cresciuto a Carloforte, nell’isola di San Pietro, una piccola isola a sud-ovest della Sardegna. Attualmente vive e lavora a Cagliari.
Alcuni suoi racconti sono apparsi in antologie pubblicate da piccole case editrici: Paranoie (Cenacolo di Ares, 2014). Ogni luogo ha la sua voce (Palabanda edizioni, 2019).
Insieme ad altri autori ha partecipato alla stesura del Repertorio dei matti della città di Cagliari (Marcos Y Marcos, 2016) curata da Paolo Nori.
Omicidio a Carloforte è il suo romanzo di esordio (Piemme, 2022). Sempre con Piemme nel 2023 ha pubblicato Il delitto alla baia d'argento. Un suo racconto compare anche nella raccolta Giallo sardo 2. (Il delitto perfetto)
Omicidio a Carloforte
Il commissario Alvise Terranova ha tre passioni: il buon vino, Tom Waits e la poesia. È a Carloforte da poche settimane ma non è un forestiero, fino all'età di quattordici anni ha vissuto nell'isola. Alle soglie della celebrazione della Madonna dello Schiavo, una delle principali festività del paese, un servizio dell'emittente locale Tele Radio Maristella mostra i danni causati dal maltempo e una scritta apparsa sul muro della chiesa: la fede è in pericolo. La mattina successiva, viene ritrovato il corpo senza vita di padre Moresco, storico sacerdote di Carloforte. Il medico intervenuto dichiara che la morte è sopraggiunta accidentalmente, a causa di una caduta dalle scale, ma Alvise non è convinto. C'è un gruppo di fedeli scontenti che aveva avviato una petizione per richiedere il trasferimento di padre Moresco; l'accesa discussione che il prete ha avuto in chiesa con una donna, a tarda notte, poco prima di morire. E poi c'è una chiave che, però, non apre nessuna porta della canonica. Quando il commissario riceve una lettera anonima, tutti i sospetti si spostano in una direzione. Ma lui non è mai stato il tipo che si innamora della versione più facile e continua l'indagine contro il parere di tutti. Tra trame politiche, clientelismi locali, intrighi di diversa natura, tentati sabotaggi e depistaggi, Alvise riuscirà a scoprire il segreto così a lungo tenuto nascosto, che è costato la vita di padre Moresco. Antonio Boggio, al suo esordio nel romanzo, con lingua fluida, colorata qui e là di espressioni dialettali, costruisce una trama complessa che si snoda rapida tra personaggi originali e un'ambientazione ricca di fascino.
"Per motivi di lavoro non vivo più a Carloforte da vent’anni, e purtroppo, fisicamente, riesco a trascorrerci soltanto pochi giorni all’anno. Dico fisicamente perché quando scrivo posso tornarci tutte le volte che voglio con la mia immaginazione: posso passeggiare tra i caruggi, posso guardare il mare, ascoltare la gente chiacchierare in piazza, nelle botteghe e posso perfino sentire il profumo della salsedine mischiarsi ai vapori che sfuggono dalle cucine.
Quando ho finito di scrivere “Omicidio a Carloforte” mi è rimasto un vuoto dentro che nelle settimane a seguire è stato colmato dalla paura, dal terrore di non poter più trascorrere le mie ore solitarie a Carloforte, insieme al commissario Terranova e all’ispettore Rivano, nell’isola in cui sono nato e nella quale ho vissuto alcune tra le esperienze più belle della mia vita.
I miei personaggi erano lì, su un foglio di carta, su decine di post-it, disseminati in file e cartelle disordinate nel mio PC, e temevo che anche loro si sentissero perduti: sarebbero rimasti un appunto, delle potenziali storie non raccontate.
Questo finché non mi sono chiesto che cosa ne sarebbe stato di loro. Che cosa avrebbe potuto fare il commissario Alvise Terranova se lo avessi condotto nuovamente con me a Carloforte?
E così ho deciso di viaggiare ancora: tornare in quei luoghi e dare vita a una nuova avventura, riprovando la stessa gioia che mi ha accompagnato durante la stesura del mio primo romanzo.
Scrivere a volte mi fa paura, ma il più delle volte è l’unico antidoto per tenerla lontana."
( Antonio Boggio, 5 giugno 2023)
Il delitto alla Baia d'Argento
Il commissario Alvise Terranova non ha grandi sogni nel cassetto; dopo il ritorno a Carloforte, in questo momento il suo più grande desiderio è poter festeggiare il proprio compleanno con una buona bottiglia di vino, un piatto di spaghetti, la musica di Tom Waits in sottofondo, e la compagnia di Elisabetta. Non sembra un sogno così irraggiungibile, visto che mancano tre giorni e che al commissariato non capita mai nulla, se non si considerano le incessanti telefonate di un contadino che denuncia la scomparsa di galline. Ed è proprio quando Alvise pensa di potersi dedicare un po' a sé che arriva il morto. Appena fuori Carloforte, in una caletta dalla natura incontaminata, minacciata dalla costruzione di un albergo di lusso, l'hotel Baia d'Argento, incubo degli ambientalisti, viene trovato il corpo di un uomo. Potrebbe essere il classico caso di morte bianca, se non fosse che il muro che gli è crollato addosso, la sera prima, all'orario di chiusura del cantiere, era in perfetto stato. Una volta scoperta l'identità del morto, un uomo molto amato nella zona, Alvise indaga sulla vita della vittima, non priva di scheletri. Ma la soluzione, come sempre nei casi che segue il commissario Terranova, si nasconde in un dettaglio che lui è l'unico a vedere.