Pubblichiamo volentieri questa recensione del film "Quasi amici", scritta da Massimo Barbato di 4l
UN FILM DA GODERSI IN QUARANTENA: “QUASI NEMICI – L’IMPORTANTE È AVERE RAGIONE”
“L’importante è avere ragione”, recita il titolo di questo film. Cosa c’è di importante in questa pellicola? Il regista? Non lo conosce nessuno; per vostra informazione è un certo Yvan Attal. Il paese di produzione? È un’informazione utile, poi vedremo perché.
Il punto fondamentale di questo film è l'argomento su cui verte: l'eloquenza.
L'eloquenza è l'arte di saper parlare bene nel senso più puro del termine.
Nell'accezione meno innocente e più strumentalizzata l'eloquenza è un mezzo di persuasione, di inganno.
Solitamente la bellezza viene messa al primo posto quando si parla di metodi per fregare il prossimo o per ingraziarsi le masse, ma con la parola si può andare molto lontano, che si sia in buona o in mala fede.
LA TRAMA
Siamo in Francia, il paese che per antonomasia ospita migranti. Qui vi è Neïla Salah, ragazza di origini magrebine che vive nei sobborghi di Créteil.
Nonostante la sua situazione di ceto sociale, ha un sogno che non rimarrà solo un desiderio: quello di diventare avvocato.
La ragazza inizia iscrivendosi alla università Panthéon-Assas di Parigi, dove studia giurisprudenza.
Il suo primo giorno di università può essere posto nella Treccani in qualità di definizione di figuraccia, non farebbe una piega.
Si reca “vestita di stracci" e trasandata all’università, arrivando in ritardo; come se non bastasse fa un rumore assordante soltanto per sedersi, con tutti che si girano a guardarla.
Non è ancora finita, ecco la batosta finale:
Pierre Mazard. Chi è quest'uomo? È il suo professore; lui la nota e comincia con un fare minaccioso a lamentarsi di Salah, schernendola davanti a tutti. Ci sta anche lo scherno, ma la situazione diventa delicata il momento in cui Mazard decide di umiliarla, chiamando in causa le sue origini in tono dispregiativo.
Per quanto sia un piccolo uomo, già nella prima scena possiamo notare le capacità e le competenze di questo insegnante: lui finisce nella gogna dei suoi alunni, ma con le sue parole inganna tutti gli studenti e si porta nella parte della ragione, continuando la lezione.
Pierre non aveva tenuto conto di un altro rischio: i suoi alunni, durante il teatrino, lo avevano filmato e adesso gli spettava un altro tipo di gogna: quella mediatica.
Era finito nelle fauci di Internet e c'erano due grandi rischi: la perdita del suo lavoro e la cattiva reputazione della università.
L'unico modo per arginare questa situazione era portare dalla propria parte Neïla per ingraziarsi le masse e mandare avanti tranquillamente l’attività universitaria.
Il modo più funzionale era quello di portarla sotto l'ala di Pierre, per farla diventare più forte e farla partecipare a una sorta di gioco studentesco, che consisteva nello sfidare un avversario al fine di avere ragione su una tesi che veniva data da una commissione, io la chiamo “La Tenzone Eloquente".
Ma prima c’era molto da lavorare.
Analizziamo un altro aspetto: c’è un personaggio il cui ruolo viene molto sottovalutato: stiamo parlando di Mounir.
Mounir è uno dei ragazzi del suo quartiere con cui Neïla ha a che fare. Tra lei e i suoi amici c’è un grande rapporto e un grande divertimento generale, tra lei e Mounir ci sono più sentimenti e soprattutto più flirt.
Salah migliora di giorno in giorno, sotto l'insegnamento del suo professore, il quale le fornisce delle ilari perle di saggezza (e di eloquenza).
Più passa il tempo, più Neïla è capace di parlare, di farsi ascoltare; tutto ciò, divertendosi e sfoggiando le sue nuove competenze.
Il professore Mazard la fa passare all'atto pratico ancor prima della Tenzone Eloquente, facendola esporre in pubblico, nella metropolitana, dove reciterà il discorso di Marco Antonio ai cittadini romani.
Come in tutti i percorsi, ci sono dei momenti poco piacevoli, o degli incrinamenti in ciò che c'era prima: Salah si sente abbastanza distaccata da ciò che era e aveva prima, iniziandosi a vestire in modo più elegante e sfoggiando le sue doti agli ignoranti amici. Nessuna conseguenza diretta al momento, ma arriveranno anche quelle.
Finalmente è arrivato il momento delle Tenzoni e Salah inizia male, molto male, ma la sua fortuna è che il suo sfidante si sbilancia e la insulta. Risultato: squalificato e Neïla passa il turno a tavolino.
Neïla continua a migliorare, vince tutti i turni e arriva in finale.
Il giorno prima di gareggiare, si incontra con Mounir, che è diventato il suo fidanzato, il quale si offende e la vede cambiata dopo una serie di suoi atteggiamenti; la goccia che ha fatto traboccare il vaso si verifica quando la ragazza corregge il congiuntivo di Mounir. Il ragazzo si sente poco rispettato ed entra a casa sua, lasciando Neïla da sola.
Momento doloroso per la ragazza, che però non si scoraggia e si accinge a partecipare alla finale.
E qui mi fermo, perché non contemplo spoiler e dirvi come finisce sarebbe un omicidio verso la vostra curiosità.
Vi ho detto già molto su questo film e i suoi avvenimenti, ma non lo ritengo inficiante; vi ho fatto assaporare la sostanza e il fascino di questa pellicola e ora, se vi ho presi abbastanza, sarete voi a gustare completamente l'essenza e il messaggio di “Quasi Nemici".
CONSIDERAZIONI PERSONALI
Se sei una persona che non lavora su sé stessa, non guardarlo.
Se sei una persona che si piange addosso, non guardarlo, sarebbe come dare una bottiglia di vino a un astemio.
È inevitabile arrivare alla fine del film con qualcosa dentro. È impossibile arrivare alla fine del film senza che ti sia rimasto qualcosa, senza che una voce ti dica “prendi la tua strada, fai ciò che è incline ai tuoi talenti, ciò che corrisponde alla tua anima” “non rinunciare".
Consigliato a chi dispone di apertura mentale, una voglia di scoprire e di comprendere. Quella è meglio che non passi mai.