ARCHITETTURA DI VILLA LOREDAN PEROCCO
La Villa Loredan ora Perocco di Meduna presenta un impianto simmetrico a tre corpi congiunti, dispiegati orizzontalmente: un edificio padronale centrale, affiancato da due uguali barchesse porticate assai più basse.
Il complesso, di cui non conosciamo il progettista, come lo vediamo noi adesso è circondato da un parco inserito nell'ampia campagna di pertinenza, dove sorge anche la fabrica dell’oratorio.
L’attuale corpo edilizio principale è un grande volume a forma di parallelepipedo, comprendente il piano terreno (rialzato sul piano di campagna di alcuni gradini, ma solo sul fronte anteriore sud-est), il primo piano nobile e il secondo piano sottotetto ribassato. È coperto con tetto a padiglione a quattro falde. L’impianto tipologico è su pianta quadrilatera tendente al quadrato (larghezza leggermente maggiore della profondità), diviso longitudinalmente in tre lotti di identica larghezza. Si tratta del tipicissimo impianto veneto tripartito, ripetuto identico su ciascuno dei tre livelli e dove il lotto centrale corrisponde al grande salone-portego, passante dalla facciata anteriore a quella posteriore. Le stanze sono nei lotti laterali, due per lato; la scala a due rampe parallele è posta trasversalmente ai porteghi mediani, tra le stanze del lotto ad ovest. Secondo tale tradizionalissimo schema le finestre delle sale sono poste in contiguità a due angoli, sulle loro pareti di facciata. Al centro delle facciate anteriore e posteriore, sulle testate dei porteghi, gruppi di fori richiamo alla trifora.
Il descritto schema riscontrabile in Villa Loredan-Perocco è lo stesso schema-base di gran lunga consolidato e più tipico per i corpi dominicali di villa tra i secoli XVI e XVIII nell’intera regione veneto-friulana. In questo caso - dove è documentata una importante fase nel secondo decennio del Settecento, relativamente poco strutturale e invece essenzialmente decorativa - una somma di svariati indizi architettonico-proporzionali, di dettaglio e materiali, ci sembra concorrano a stabilire la costruzione del corpo principale durante la seconda metà del Seicento. Risale, quindi, con il subentro della proprietà Loredan, all’iniziativa di Zuane Loredan. Più precisamente potremmo opinare la decisione e i lavori effettivi. Come detto, probabilmente si trattò di una radicale ricostruzione di un preesistente edificio, del quale, assieme a qualche più solido tratto murario o di fondamenta, si dovette soprattutto rispettare l’orientamento geografico, ruotato a sud-est e che risulta piuttosto irregolare specie rispetto all’orientamento del grande recinto quadrangolare, in verità leggermente trapezoidale, entro cui sin inserisce la villa con giardini anteriori e il grande brolo posteriore.
ANALISI DELLE PIANTE DELLA RESIDENZA DOMENICA
PIANO TERRA
Il piano terra di una villa veneta, era generalmente adibito ad accogliere gli ospiti e alla gestione dell'azienda agricola.
Villa Perocco ribadisce questa destinazione d’uso al primo livello, dove gli ambienti si dispongono gerarchicamente a partire da un ampio spazio, il portego, e altri vani minori che si collocano secondo due assi di simmetria interrotti dallo scalone principale.
L’impianto tipologico è su pianta quadrangolare divisa longitudinalmente in tre parti di identica larghezza e trasversalmente in due parti con l’eccezione dello scalone principale. Si tratta del tipico impianto, rigidamente simmetrico, di villa veneta tripartito/bipartito che si ripete identico nei vari livelli. La centralità dell’impianto distributivo è contrassegnata dal grande salone-portego che attraversa in profondità l’intero corpo di fabbrica collegando la facciata anteriore a quella posteriore. Lo scalone, a due rampe parallele, è serrato tra due ambienti di pertinenza. Il sistema di finestrature si dispone simmetricamente e secondo corrispondenze tra i diversi prospetti. Al popcentro delle facciate anteriori e posteriori del piano terra, gruppi di aperture rimandano ad un sistema di apertura tripartito.
PIANO NOBILE
Il piano nobile di una villa veneta era il luogo di rappresentanza e dell’opulenza della famiglia.
Il salone e i vani attigui accoglievano gli ospiti durante le feste e i banchetti.
Villa Perocco si mantiene coerente a questa destinazione d’uso e i diversi vani si distribuiscono secondo gli assi di simmetria attorno al magnificente salone principale, voltato a botte che si eleva a doppia altezza includendo i due ballatoi, che fungevano da palchetti della musica oltre che da collegamento tra le due ali del terzo piano.
Il piano nobile ha una pianta corrispondente a quella del piano terra ad eccezione della presenza del ballatoio interno aggettante rispetto alle pareti esterne sul lato minore del salone.
Tra le due stanze del lotto a sinistra sono presenti due rampe di scale che portano, rispettivamente, ai piani superiore e inferiore.
Materiali e tecniche costruttive
Gli esterni di villa Perocco presentano una struttura portante in muratura di mattoni in laterizio, un materiale da costruzione facilmente reperibile nel territorio.
I muri sono rivestiti da uno strato di intonaco a marmorino (foto 1) che, secondo le tecniche tradizionali, è formato da sottofondo in cocciopesto, realizzato tramite un impasto di calce e frammenti granulari variabili.
L’Intonaco composto da calce e frammenti di materiale lapideo (solitamente pietra d’Istria) è ampiamente utilizzato grazie alla capacità di imitare l’aspetto
e la consistenza del materiale lapideo.
Il finto bugnato con effetto rustico contrassegna al primo livello la porzione di facciata nella quale si aprono le porte di accesso e, imitando dei conci lapidei, evidenzia il corpo centrale negli spigoli e nelle ghiere degli archi dei due portici simmetrici delle barchesse.
Inoltre, esternamente, sono presenti anche elementi in pietra calcarea (foto 2) e/o marmo con finalità prevalentemente decorative, come davanzali, colonne, capitelli, cornicioni, balaustre, stipiti di finestre.
Il marmo, quindi, materiale più costoso, viene riservato nelle parti più nobili dell’architettura.
La pavimentazione esterna è costituita da un podio con tre gradini in pietra molto resistente, probabilmente pietra di Cattaro e Orsera, e al livello terra, nelle pertinenze esterne, da altri materiali come ciottolato (foto 3) e cotto vetriolese (foto4).
Infine il tetto della villa è costituito da tegole in terracotta, con la forma caratteristica del coppo veneto.
INTERNI
altri materiali interni ed esterni:
legno (porte e mobili)
metallo (ringhiere portoni, balaustre)
solai e pavimentazioni
Gli interni nei diversi ambienti dei due livelli presentano pavimentazioni realizzate con terrazzo o battuto alla veneziana (foto 5), che consiste in un manufatto monolitico di spessore consistente estremamente plastico e insensibile alle variazioni termiche. È costituito da frammenti di laterizio e pietra/marmo impastati con sabbia e calce, con successiva battitura, levigatura e lucidatura.
Il pastellone veneziano (foto 6) caratterizza le murature interne, e presenta anch’esso proprietà elastiche antisismiche. Esso è composto da un sottofondo di cocciopesto coperto (1-2 cm), da polvere di cocciopesto e da uno strato finale di polvere di marmo granulosa, il tutto legato con calce spenta.
I soffitti interni sono prevalentemente realizzati con un solaio alla sansovino (foto 7). Le travi del solaio, perfettamente squadrate disposte con un ritmo 1:1 (pieno -vuoto), presentano l’assito del tavolato, disposto in maniera ortogonale alle prime, con i giunti coperti dalle travi stesse per migliorarne la sigillatura. Solitamente sopra viene costruita una pavimentazione in terrazzo alla veneziana.
La grande volta in muratura del salone centrale è interamente affrescata, come la maggior parte dei muri, ed è sormontata da un tetto a padiglione costituito da una struttura con travi di legno, tavolato e tegole in terracotta.
Sono presenti infine elementi in metallo, come ringhiere (foto 4), portoni e balaustre, e in legno, come porte e mobili.
(foto 1)
(foto 2)
(foto 3)
(foto 4)
(foto 5)
(foto 6)
(foto 7)
(foto 8)
ORATORIO
FACCIATA
Il corpo centrale cubico risale al 1600 è elevato su tre piani. Il piano terra è sopraelevato da una breve scalinata ed è caratterizzato da un motivo architettonico costituito da un basamento in bugnato su cui poggiano quattro lesene che sorreggono un frontone triangolare che non sormonta la cornice di gronda, elemento che decora la parte terminale dell’edificio. Sono presenti semicolonne ioniche e timpano a lieve e aggetto in cui è inserita al primo piano una trifora con poggioli di pietra. Ai lati sono situate le due barchesse più basse rispetto al volume centrale e collegate ad esso tramite due piccoli corpi arretrati con due facciate a timpano coronato da statuette. Le due barchesse erano dedicate alla servitù e decorate a loro volta con arcate bugnate e porticati simmetrici, sul fronte principale, tra le finestre del primo piano, sono disegnate due meridiane. In origine il pronao, secondo gli studi dell’architetto Andrea Bellieni, conservatore del Museo Correr di Venezia, era aperto e presentava un loggiato. Il salone centrale al primo piano era quindi chiuso ed aperto allo stesso tempo. Si presume esistesse inizialmente una scala esterna che dal giardino saliva fino alla loggia del salone.
DESCRIZIONE DELLA PIANTA
L’oratorio è situato lungo il perimetro di pertinenza della villa ed ha una pianta articolata, nella quale si possono individuare tre parti: un pronao quadrangolare che funge da filtro tra interno ed esterno; uno spazio a pianta circolare destinato ai fedeli che simbolicamente rimanda alla perfezione della circonferenza che si associa a Dio; un’abside trilobata che include lo spazio presbiteriale e l’altare ed è una chiaro rimando alla Trinità. A separare lo spazio circolare da quello presbiterale vi sono due colonne corinzieggianti e delle lesene accostate del medesimo ordine.
DESCRIZIONE DELL'ALZATO
La facciata dell’oratorio può essere suddivisa verticalmente in tre fasce , scandite dalle colonne che delimitano il pronao.
Il pronao aggetta dal resto della facciata e, le due colonne, sormontate da due capitelli compositi, sorreggono trabeazione e timpano triangolare spezzato. Il portale d’ingresso si caratterizza da due ante ad arco a tutto sesto la cui imposta corrisponde con una modanatura a rilievo che scandisce in registri il breve prospetto. La facciata è scandita da quattro lesene che sorreggono la trabeazione, posta alla stessa altezza di quella del pronao.
Al vertice superiore del timpano triangolare è presente la Croce che funge da acroterio. In corrispondenza dell’intersezione tra il pronao e il corpo centrale circolare sono presenti due paraste a demarcare la differenza dei volumi. Il corpo circolare presenta, in alzato, finestre architravate affrontate rispetto all’asse longitudinale, così come nelle due circonferenze esterne del corpo trilobato.
DESCRIZIONE DI ESTERNI E INTERNI
Esternamente, l’edificio si presenta come un’aggregazione di volumi: cilindri, sfere e parallelepipedi. L’oratorio ha uno sviluppo assiale ed è frequente l’utilizzo del cerchio nella pianta, simbolo di perfezione divina. La cupola è a sesto ribassato ed è coperta da un tiburio costituito da una struttura conica coperta da tegole e un pinnacolo apicale. Il corpo cilindrico è leggermente più rialzato della parte presbiteriale. L’oratorio presenta due ingressi simmetrici fruibili dai proprietari della villa e dal personale di servizio oltre a quello principale fruibile dal contado.
All’interno, l’oratorio presenta elementi architettonici classicheggianti, in particolare le colonne corinzie e la trabeazione. La cornice della cupola e della struttura trilobata è decorata a dentelli. Il materiale maggiormente usato è l’intonaco e lo stucco per pareti, colonne, paraste e cornici, mentre il pavimento è realizzato in battuto alla veneziana.
CONFRONTO SULLA PIANTA CON LA BASILICA DEL REDENTORE DI ANDREA PALLADIO
La Basilica del Redentore di Palladio a Venezia è un tangibile esempio che può fungere da modello nella progettazione del piccolo oratorio di Villa Perocco.
Infatti la pianta della chiesetta rimanda in scala minore a quella della Basilica veneziana per l'organizzazione gerarchica degli spazi, che si evidenziano anche in alzato con i diversi volumi: la navata unica rimanda al pronao, il corpo centrale, la circonferenza, diviene sede del presbiterio mentre in villa Perocco è il luogo dove sostano i fedeli e infine, l’abside è trilobata a richiama in entrambe la Trinità.