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Villa Perocco di Meduna - Una breve sintesi per iniziare
La villa Loredan Perocco di Meduna sorge nel territorio compreso tra la via Postumia e la via Claudia Augusta, in un possedimento agricolo appartenente in origine ai Trevisan (famiglia trevigiana trasferitasi a Venezia già nel 1389).
I Trevisan nella zona di Varago acquistano, infatti, a partire dal ‘400, molti terreni. Nel corso del Cinquecento la proprietà viene divisa tra due rami dei Trevisan, fino a quando, nel 1644 passa nelle mani di un ramo secondario della famiglia veneziana dei Loredan, (con il matrimonio tra Marietta Trevisan e Zuane Loredan).
Il corpo centrale della villa, la parte più antica, risale probabilmente proprio a Zuane Loredan. I figli Antonio e Alvise ampliano la “fabrica” nel Settecento (tra il 1715 e il 1720), aggiungendo le due barchesse e altri edifici di servizio.
Antonio e Alvise Loredan fanno costruire anche l’oratorio, dedicato alla Madonna di Loreto e aperto alla comunità del villaggio. Nell’altare dell’oratorio si trovano infatti ancora le due statue dei santi eponimi dei due fratelli Loredan (san Luigi di Tolosa e sant’Antonio), scolpite da Alvise Tagliapietra, probabilmente anche scultore delle originarie sei statue in pietra d’Istria che ornavano il giardino.
All’interno della villa, nel piano superiore, si trova il salone, a doppia altezza con ballatoi, interamente affrescato. Alcuni affreschi sono stati attribuiti dalla critica recente al pittore veneto Girolamo Brusaferro.
Antonio Loredan, membro più famoso della famiglia nasce intorno al 1660, diventa podestà di Brescia e prefetto di diversi domini. Nel 1716 è governatore delle isole ionie. Sono anni difficili per la Serenissima: nel 1715 Venezia aveva infatti perso la Morea e Creta.
Ultimo baluardo di difesa dello “Stato da mar” contro l’avanzata dell’impero ottomano rimaneva Corfù, di cui appunto Loredan era provveditore durante l’assedio turco del 1716. La vittoria contro i turchi a Corfù si deve ad Andrea Pisani (“capitano generale da Mar”) e al genio militare del maresciallo Schulenburg, ufficiale mercenario al servizio della Serenissima.
La villa Loredan non era prevalentemente un’azienda agricola: infatti i Loredan avevano investito in una cartiera a Mignagola e la villa era anche una residenza di rappresentanza e di villeggiatura. I terreni circostanti, fertili e ricchi d’acqua (nel giardino posteriore della villa ci sono le sorgenti del Mignagola) erano gestiti a mezzadria.
I Loredan abbandonano la villa nell’Ottocento e la proprietà viene venduta ai Valier. In seguito, dopo vari passaggi di proprietà, nel Secondo Dopoguerra passa alla famiglia Perocco di Meduna.
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