progetto etwinning 'EU voices over the limits'
L’Unesco più da vicino…
L’Unesco è un’organizzazione a livello mondiale delle Nazioni Unite. E’ stato istituito nel 1946 con l’obiettivo di mantenere una pace duratura. Gli strumenti di cui questa organizzazione mondiale si avvale sono il dialogo interculturale, il rispetto dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile e il desiderio di promuovere il diritto all’istruzione per tutti i bambini. Sicuramente però l'Unesco è celebre grazie al suo tentativo di preservare e conservare i siti di grande valore presenti in tutto il mondo grazie alle sue liste. Con questo termine si intende un elenco di tutti quei siti culturali e naturali che si ritiene abbiano una grande importanza. La candidatura a queste liste viene richiesta dai governi centrali dei paesi tenuti in considerazione; tuttavia il processo che richiede è molto lungo e si divide in diverse fasi. Durante la prima, è necessario fare l’iscrizione alla “Tentative List” con la quale vengono presentati i beni di cui si chiede l’iscrizione. In Italia il Ministro dei beni si occupa personalmente di scegliere il sito, fra quelli proposti, secondo lui più adatto a rivestire “il ruolo di sito dell’Unesco”. Successivamente è proprio questo organo che segue i proponenti lungo le infinite fasi di candidatura. Nella fase finale, Il Comitato del Patrimonio Mondiale visiona tutte le proposte fatte, con l’aiuto anche di altri organismi tecnici. In Italia i siti resi patrimonio dell’Unesco sono ben 54 situati in città come Roma, Firenze, Milano, Venezia, Matera, Ravenna, Ferrara, Siena. Non a caso il nostro paese è la nazione che detiene il primato di maggior numero di siti. Quest’organizzazione mondiale si avvale di alcuni criteri fondamentali per assicurarsi di scegliere al meglio i siti che potranno entrare a far parte del suo patrimonio. Un sito deve dunque avere queste caratteristiche fondamentali e imprescindibili:
Deve essere frutto del genio creativo di un uomo
Deve attestare un cambiamento culturale in campo archeologico, architettonico, tecnologico, artistico o paesaggistico
Deve rappresentare una testimonianza di una particolare civiltà o epoca
Deve testimoniare l’interiezione fra l’uomo e l’ambiente, oltre che rappresentare atmosfere di bellezze eccezionali
Deve fare d’esempio a i processi biologici che hanno interessato l’ecosistema ed è necessario inoltre che contenga habitat rappresentativi per la conservazione della biodiversità
Sicuramente ottenere il “marchio Unesco” permette di avere alcuni vantaggi, che variano per ogni contesto geografico. Entrare a far parte del patrimonio di quest’organizzazione valorizza il sito preso in considerazione, proteggendolo e conservandolo e gli consente di ottenere maggiore visibilità a livello mondiale. In particolare quest’ultimo fattore è accentuato durante la fase di candidatura alla lista dei patrimoni e il successivo riconoscimento. In assenza di strumenti politici e gestionali appropriati, il sito in questione perde sicuramente notorietà. Essere classificato infatti come patrimonio Unesco non preclude assolutamente la necessità di ogni nazione di porre in essere un piano di gestione per conservare i propri siti. Aspetto sicuramente molto carente in Italia che, tranne per alcune eccezioni positive, non riesce ancora a scindere il processo di riconoscimento culturale con quello di gestione.