La Scuola Media Simone da Corbetta si racconta ai futuri alunni
Il 10 gennaio la nostra scuola, la Scuola Secondaria di Primo Grado Simone da Corbetta, ha aperto le porte ai bambini di quinta elementare per far conoscere la scuola, le attività che offre e il programma di studi dei tre anni.
È stata una mattinata piena di entusiasmo. Tra laboratori, giochi e dimostrazioni, noi ragazzi delle seconde abbiamo mostrato una piccola parte di quello che i futuri alunni potranno studiare, sempre unendo divertimento e apprendimento.
Tra le attività più interessanti c’è stata quella della 2ª A, che ha unito arte e inglese in un unico progetto. Abbiamo rappresentato un capitolo del libro “Il viaggio” attraverso disegni realizzati da noi studenti, che poi abbiamo descritto in inglese davanti ai bambini. È stato bello metterci alla prova e spiegare il nostro lavoro in un’altra lingua.
Molto coinvolgenti sono stati anche i laboratori delle classi 2ª B e 2ª C, che hanno organizzato un’attività di scienze. Hanno presentato argomenti studiati nei vari anni e mostrato alcuni esempi di organismi del mondo animale, suscitando curiosità e tante domande.
I bambini hanno potuto visitare anche la palestra, appena ristrutturata, e l’aula di musica, dove la 2ª F ha fatto una piccola esibizione con i flauti. È stato un momento divertente e molto apprezzato.
Durante la visita abbiamo accompagnato i nostri ospiti anche nelle aule. Diverse classi hanno preparato quiz, giochi e piccole attività per coinvolgerli. Per esempio, la 2ª D ha presentato un racconto illustrato con un’esposizione in spagnolo, collegando questa materia con arte.
Non sono mancate le presentazioni dei programmi di studio dei tre anni. La 2ª H, per esempio, ha mostrato attività di informatica e tecnologia, proponendo anche esercizi interattivi di inglese online, modellini cartacei e presentazioni preparate dagli alunni. Alla fine, abbiamo consegnato ai bambini un piccolo pensiero: un segnalibro realizzato da noi, per lasciare un ricordo speciale di questa giornata.
È stata un’esperienza bella e importante, perché ci ha fatto sentire parte attiva della scuola e ci ha dato l’occasione di accogliere i futuri studenti con entusiasmo.
Beatrice Paganini e Aurora Scaglia
Volantino realizzato da alcune alunne della classe 3ªE
Il 10 gennaio, durante l’Open Day della nostra scuola media, abbiamo presentato l’istituto ai bambini delle elementari e abbiamo vissuto un’esperienza speciale, che ci ha fatto capire cosa significa collaborare e imparare insieme.
Con la guida della professoressa di Arte, Francesca Biondi, e dalla professoressa di Inglese, Giuliana Bonfiglio, abbiamo preparato uno spettacolo di teatro Kamishibai che ha coinvolto tutti noi studenti della 2A. È stato un vero lavoro di squadra che ha richiesto impegno, memoria e precisione, ma anche entusiasmo e fantasia. Abbiamo accolto i bambini con emozione e sorrisi, pronti a farli “volare” con noi tra immagini di mongolfiere realizzate da noi e parole sul tema del viaggio e delle nuove avventure da affrontare.
Il Kamishibai è un particolare teatro di origine giapponese; il suo nome significa letteralmente “spettacolo teatrale di carta”. Si tratta di un modo di raccontare attraverso immagini che vengono fatte scorrere all’interno di una piccola struttura di legno, mentre un narratore racconta la storia. Questa forma di teatro è nata in Giappone nel XII secolo tra i monaci buddisti ed è diventata molto popolare nel Novecento, quando i narratori itineranti si spostavano in bicicletta fermandosi nelle piazze per raccontare storie ai bambini. Oggi è spesso utilizzata nelle scuole perché stimola la creatività, l’espressività e la capacità di lavorare in gruppo.
Per l’Open Day abbiamo alternato parti in italiano e in inglese: mentre alcuni narravano, altri facevano scorrere le tavole illustrate con le mongolfiere, tutte diverse e colorate, simbolo di viaggio e immaginazione. Il nostro obiettivo era proprio quello di far volare la fantasia dei bambini che ci ascoltavano.
Recitare in inglese davanti a tante persone non è stato semplice, ma ci siamo impegnati molto per migliorare la pronuncia e parlare con sicurezza. Con l’aiuto della professoressa Bonfiglio abbiamo acquisito più fiducia in noi stessi.
Ognuno aveva un ruolo importante: chi narrava, chi cambiava le immagini, chi accoglieva i visitatori. Superare la timidezza e collaborare è stata la parte più bella.
Il teatro Kamishibai ci ha insegnato che raccontare una storia è un modo potente per trasmettere emozioni. Abbiamo capito che con impegno e collaborazione si possono creare momenti coinvolgenti e significativi.
Durante l’Open Day non abbiamo solo presentato la nostra scuola, ma anche la nostra creatività, il nostro entusiasmo e la voglia di metterci in gioco.
Riccardo Pagani e Mario Santalucia