di Renata Varrone, Dirigente scolastica Istituto Comprensivo di Robilante
Quando il professor Borello e la professoressa Palmiero mi hanno presentato il loro progetto, mi è immediatamente riaffiorato un ricordo lontano.
Tempo fa, mia zia Lucia, classe 1927, mancata due anni fa, mi aveva raccontato questa storia.
Nei giorni immediatamente successivi all'8 settembre 1943, una sera era giunta nel nostro cortile, dove tutt'ora vivo, una famiglia: un babbo, una mamma ed una ragazzina. Erano impauriti, stanchi ed affamati, dopo un interminabile viaggio tra le montagne che separano Francia e Italia. Avevano perso tutto e speravano di raggiungere dei parenti a Torino, ma era ormai quasi buio e avevano bisogno di fermarsi per la notte.
Mio nonno, che non ho purtroppo conosciuto, non ha esitato. Mio nonno era un imprenditore, aveva incarichi nella politica locale, non era un antifascista, ma non ha esitato nemmeno un attimo. Ha accolto queste persone, ha dato loro cibo e un letto in cui riposare, proprio come hanno fatto i Giusti della Valle Gesso che oggi ricordiamo.
Non erano giorni facili quelli. L'Italia era allo sbando, non c'erano più riferimenti, ma queste persone la cui memoria oggi onoriano non avevano perso la loro UMANITA', non si sono voltate dall'altra parte, non si sono chiuse in un egoismo ed in un'indifferenza che sarebbero state giustificabili dai terribili momenti che stavano attraversando.
Probabilmente non hanno valutato il rischio che stavano correndo, si sono lasciati guidare dalla SOLIDARIETA' nei confronti di chi aveva più bisogno.
Il loro esempio sia per noi una stella che guida il nostro cammino, come la più grande eredità che abbiamo ricevuto dalle generazioni passate.
Cari ragazzi che siete qui oggi e che avete lavorato a questo progetto...grazie per il vostro impegno!
Siate sempre orgogliosi di appartenere a questo territorio che ha scritto una importante pagina della storia, vivete nella certezza che il bene che si fa è la più grande delle soddisfazioni della vita e non perdete mai la vostra umanità.
di Luca Borello e Maria Francesca Palmiero, docenti di Lettere Istituto Comprensivo di Robilante
Perché parlare di Giusti a scuola? Perché un Sentiero dedicato ai Giusti della Valle Gesso? Perché i Giusti qui onorati rappresentano per i nostri studenti il monito a impegnarsi in azioni e attività concrete per contribuire alla costruzione di una società migliore.
Essi, infatti, in totale silenzio e di istinto, inconsapevoli spesso del valore del proprio gesto, sono stati capaci di sfidare le leggi degli uomini per difendere la giustizia.
I giovani, oggi più che mai, hanno bisogno di esempi concreti da seguire. Rivedere nel passato esperienze individuali rilevanti di natura civile assume un valore formativo significativo, valorizzando, in questo caso, l’apporto di persone comuni, che ebbero il coraggio di compiere un gesto di responsabilità̀, di testimoniare con il loro operato l’esercizio di una cittadinanza attiva.
Riportare alla luce le loro storie, farle rivivere nel tempo presente, trasmette, così, ai giovani l’idea di una staffetta morale di cui possono diventare protagonisti.
Antoine de Saint-Exupéry ne Il Piccolo principe scrive: “Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…Io sono responsabile della mia rosa…” ripeté il piccolo principe per ricordarselo”. Ecco, il monito per i nostri studenti è questo: diventate responsabili della vostra rosa, di questo Sentiero e dell’esempio di questi Giusti. Ricordate, dunque, e attraverso il ricordo agite. Con il cuore possibilmente.