La classe 5^CP dell'I.C. di Portogruaro e Fossalta di Portogruaro del plesso IV Novembre, si è aggiudicata il Primo Premio del Concorso.
9 APRILE 2025
In un tempo ormai lontano, il pianeta Terra viveva felice, vestito di foreste lussureggianti, di specchi d’acqua incontaminati, di prati verdi, dove alberi, piante e fiori d’ogni genere, creavano uno scenografico, unico e sano habitat alle molteplici specie di animali che lo abitavano. Tutto nella natura stava in equilibrio, tutto era in perfetta armonia: si respirava aria pulita, nei cieli volteggiavano farfalle variopinte alla ricerca di odorosi e succulenti fiori in cui tuffarsi, sui rami degli alberi cantavano le allodole. E il pianeta, sorrideva felice. Ad un tratto però, l’intensa operosità degli uomini, per migliorare e rendere sempre più agiata la loro vita, ha fatto cambiare espressione alla Terra. A poco a poco, le distese di campi coltivati, le lussureggianti foreste e i limpidi specchi d’acqua sono stati sostituiti da ammassi di cemento: grattacieli, fabbriche, aereoporti, centri commerciali, strade e autostrade sempre più trafficate di veicoli a motore, fiancheggiate spesso da rifiuti abbandonati. La Terra cominciò a preoccuparsi: “ l’aria profuma di fabbriche….. si è tinta di grigio!...Ahi ahi…… non respiro più!... Troppa anidride carbonica!! Mi sento male, mi sento soffocare!!” Esclamò la Terra, il cui sguardo era ormai diventato triste e molto preoccupato. “Isole di plastica si sono formate nei miei oceani! Strane macchie di liquido nero e oleoso sono state versate nelle mie acque! Non vedo più pesci guizzare nei mari, ma bottiglie galleggiare! Molti animali si stanno estinguendo! Il suolo e l’acqua del sottosuolo, sono contaminati!” Quello che in una sola parola ben scandita chiamiamo L’IN QUI NA MEN TO, stava rischiando di far gravemente ammalare la Terra. “Che ne sarà di me! Che fine faro!” ripeteva addolorata e con gli occhi lacrimanti per la tristezza ma soprattutto per lo smog. Gli animali colsero il respiro affannoso del pianeta e le sue preoccupazioni e insieme decisero di collaborare: tutti volevano che la loro “madre Terra “tornasse a sorridere. Di buon mattino arrivarono muniti di guanti e misero una mascherina alla Terra. Cominciarono poi a raccogliere rifiuti d’ogni genere che trovavano qua e là abbandonati e poi con secchi e secchielli li separarono in base al materiale: le coccinelle, ad esempio si occuparono della carta, le farfalle della plastica, i conigli del vetro e così via. Le cinciallegre e i gabbiani prepararono degli striscioni da sventolare nei loro voli sopra le città e sopra i mari per invitare le persone a non abbandonare oggetti di plastica nell’ambiente, ad usare i mezzi pubblici o, ancora meglio ad usare la bicicletta al posto dell’auto, a produrre energia pulita, senza usare i combustibili fossili, ma piuttosto il sole, l’acqua, la forza del vento, ma soprattutto, a piantare TANTI TANTI ALBERI. Di lì a poco le cose cominciarono a cambiare: l’aria tornò respirabile, le farfalle ricominciarono a volteggiare nei cieli, le api a ronzare felici intorno ai fiori, i pesci a guizzare allegramente nei mari e nei fiumi e la Terra cominciò a ripopolarsi di animali che stavano scomparendo. All’improvviso gli occhi del pianeta cessarono di lacrimare e tornarono a sorridere. “ Grazie cari amici…… ora posso finalmente togliermi la mascherine e… l’inquinamento? Beh, d’ore in poi vorrei che fosse solo un brutto ricordo”.
LA NOSTRA RIFLESSIONE
Anche noi, come fantasticamente hanno fatto gli animali della storia,
possiamo e dobbiamo collaborare insieme per garantire il sorriso al nostro
pianeta, adoperandoci ogni giorno con piccoli gesti e comportamenti
rispettosi dell’ambiente e della natura. Tanti piccoli gesti, insieme, possono far
cambiare le cose.
Solo così anche quelli che verranno dopo di noi
potranno veder ancora brillare gli occhi del nostro
meraviglioso pianeta.