C'era una volta un archeologo che si chiamava Gimmy Trovafrutta (se non avete capito Trovafrutta è il suo cognome, o meglio soprannome). Lo chiamavano così perché era un archeologo che quando andava ad esplorare, in ogni luogo esistente sulla Terra, trovava frutta, solo frutta, frutta, frutta e ancora frutta!!! Ad un certo punto si scocciò di fare questo lavoro e si mise a pulire camere in un albergo che si chiamava "Stelle Cadenti", beh sì un nome un po' strambo, ma vabbè lasciamo stare; puliva le stanze giorno e notte, giorno e notte, giorno e notte, quando ad un certo punto, una notte si addentrò nella cantina per prendere il mocho per pulire a terra, quando vide una stanza con su scritto NON ENTRARE ma lui era troppo curioso e così entrò. Quando aprì la porta vide sotto un cane con tre teste e le zampe da orso che stava dormendo, ma ad un certo punto guardando bene vide una chiave sotto di lui, ah scusate, non vi ho ancora detto come si chiama, il suo nome è Vercigenanige un nome un po' complicato e strano ma vabbè torniamo al dunque... allora Gimmy cercò di prenderla ma senza nessun risultato, anzi stava anche per svegliare il cane a tre teste e stava rischiando di essere mangiato ma ci riprova con un bastone anche se con scarso risultato, ci riprovò ancora e riuscì a prenderla ma c'era solo un piccolo, anzi minuscolo problemino: Vercigenanige si era svegliata e quando vide Gimmy con la chiave in mano si caricò e incominciò ad andare verso Trovafrutta, ma Gimmy riuscì ad entrare nel passaggio sotterraneo e cadde nel mare e nuotò, nuotò e nuotò quando ad un certo punto vide una ragazza dai capelli lunghi e arancioni con un vestito immenso pieno di pesci allora Gimmy si avvicinò a lei e gli chiese chi fosse. La regina del mare infatti nella sua gonna gigantesca teneva pesci di ogni tipo. Gimmy appena la vide si innamorò di lei, ma a lei non piaceva lui, allora man mano che Gimmy si avvicinava, lei si spostava più indietro. Lui non le aveva chiesto ancora come si chiamasse, ma vabbè ve lo dico io, si chiamava Florence, un nome bellissimo vero? Ritorniamo al succo del racconto, quando lui si avvicinava Florence si faceva più indietro, poi ad un certo si innervosì e gli tirò uno schiaffo, poi accade una cosa impensabile, in quel momento dal nulla si innamorò di lui, ma ci volle un po' di tempo per confessarlo, almeno cinque anni e lui in tutti quegli anni è stato a corteggiarla e alla fine riesce a sposarla e ad avere un figlio che lo chiameranno Marino.
a cura di Sonia Cuomo 1E
Diecimila anni fa le persone lasciavano la spazzatura in uno stesso posto e così si creò il "mostro della spazzatura". Un giorno, una ragazza che si chiamava Vira, di ritorno a casa, fu avvinghiata dalle mani del mostro. Provò tanta paura perché non aveva mai visto un mostro con una voce così inquietante. Le disse:"Mangia questa mela d'oro e avrai un super potere: prevedere il futuro". Vira allora decise di accettare, ma non sapeva che dopo che dopo aver mangiato la mela avrebbe potuto... prevedere solo il futuro brutto e non essere creduta da nessuno! Solo una persona avrebbe potuto togliere questa maledizione. Vira tornò a casa e iniziò a prevedere il futuro: che Marco, suo fratello, sarebbe caduto (inutile metterlo in guardia, Marco non le credette ...e cadde); che Antonio dondolando sulla sedia sarebbe caduto (inutile metterlo in guardia, Antonio non le credette... e cadde). Vira capì che effettivamente nessuno le avrebbe creduto e ogni giorno, ogni minuto, ogni sua previsione sarebbe stata inutile. Vira era preoccupata e pensò che Salvatore avrebbe potuto aiutarla a sbarazzarsi della maledizione. Glielo chiese e lui le credette perché anche lui aveva incontrato il mostro! Salvatore sapeva come annullare la maledizione e le spiegò: "Il mostro ha detto che per togliere la maledizione ti devo toccare i capelli". Le toccò i capelli, la liberò dalla maledizione. Vira da quel momento si innamorò di Salvatore e dopo un po' di tempo si sposarono e vissero felici e contenti.
a cura di Gioia Acampora 1C
C'era una volta un'antica bussola molto speciale, perchè poteva far teletrasportare le persone. Tutti la cercavano ma nessuno la trovò, perchè si diceva che la bussola fosse custodita da un potente drago. Il drago non era l'unico ostacolo, ma ce n'erano molti, tra cui trovare uno strano oggetto in mare. Un uomo di nome Ettore, sentendo di questa strana bussola, decise di provare a superare tutte le "sfide" e trovarla.
La prima sfida che avrebbe dovuto compiere era di andare in un regno incantato dall'altra parte del mondo per prendere una chiave che avrebbe dovuto aprire una porta.
Dopo un lungo viaggio durato qualche mese Ettore riuscì ad arrivare a destinazione e scoprì che, ad aspettarlo, c'era uno strano bruco arcobaleno. Il bruco senza esitare gli diede la chiave.
La seconda sfida da compiere era andare ad aprire una porta con la chiave che aveva recuperato. Questa porta si trovava in un deserto. Ettore si diresse verso il deserto, e vide che il deserto aveva una sabbia viola. Cominciò a scavare e sotto la sabbia trovò una porta.
La aprì e trovò una farfalla, Ettore capì che era il bruco di prima però diventato farfalla. La farfalla gli diede un'alta chiave e un rompicapo che avrebbe dovuto risolvere per poi aprirlo. Vi riuscì e trovò una mappa che avrebbe dovuto guidarlo per la penultima sfida.
Ettore seguì le indicazioni della mappa, ma lo portò in mezzo al mare. Sott'acqua vide uno strano oggetto che aveva una fiamma accesa.
Partì per andare alla tana del drago.
Andò lì e con la strana fiamma bruciò l'ala del drago, il suo punto debole e lo uccise.
Prese la bussola e se ne andò.