a cura di Antonio Montuori di 1A
Ho provato a leggere “Torbidi ad Erlangen” di Salvatore Di Giacomo perché sembrava un libretto piccolo piccolo, e l’ho scelto a caso, ma onestamente... che noia! Ecco cosa ne penso (anche se ho fatto una fatica a “finirlo”).
LA COPERTINA E’ UN INGANNO: C’è un pretzel gigante sopra. Io pensavo parlasse di cose buone da mangiare, o magari di qualche sfida di cucina divertente in Germania. Invece? Niente, delusione totale.
LE PAROLE DIFFICILISSIME: Ma come scrivevano una volta? Ci sono un sacco di parole super vecchie che non si usano più. Ho dovuto chiedere a mio nonno, ma nemmeno lui le conosceva, e abbiamo dovuto cercarle su Google.
LA NOIOSSISSIMA “TRAMA”: La storia parla di un ragazzino che vuole partire per la Germania per un'avventura (che mi aveva fatto pensare che fosse intelligente), però quando è arrivato è stato colpito dalla depressione e la malinconia per la casa e la mammina che gli preparava il lattuccio; quindi al posto di fare il ragazzo grande…non posso svelare il finale, ma se gli mancava mamma così tanto, perché non l’ha portata con lui in Germania?
LA STORIA NON C’E’: Non scorre per niente, sembra di stare in una fila. Aspettavo che succedesse qualcosa di emozionante, un mistero, un po' di azione... e invece sono solo descrizioni lunghissime e pensieri strani. A un certo punto volevo chiuderlo e riportarlo direttamente a scuola senza fare la recensione.
IL “FINALE”: Non finisce, quando si arriva verso la fine ti aspetti un colpo di scena con un lieto fine, ma la storia si interrompe e, dopo tutta quella fatica per arrivare all'ultima pagina, sono rimasto basito, chiedendomi: "Tutto qui?".
Voto: -oo/ 10
È un libro per gente che ama le cose antiche e noiose. Se cercate qualcosa che vi tenga incollati alle pagine mentre state in bagno o fate colazione, cambiate proprio libro! E se volete un pretzel, consiglio il panificio a Pimonte che li fa buoni.
TUTTA UN'ALTRA STORIA...
a cura di Amendola Rossella e Cozzolino Giorgia, 1E
Ciao a tutti e a tutte,
oggi vi vogliamo raccontare la storia di Ulisse sull'isola di Ogigia, in maniera un po' diversa.
Come sappiamo tutti, Ulisse rimase per 7 anni su quell'isola visto che Calipso ne era innamorata persa, ma lui doveva tornare dalla sua amata Penelope e, alla fine, Calipso lo lasciò andare.
Era una semplice mattinata, quando la bellissima ninfa Calipso, vede arrivare il fantastico Ulisse e da allora se ne innamora follemente. Lo trattiene lì per due anni, fino a quando non hanno due figli e, dopo ancora due anni, altri due figli.
Ulisse però si era totalmente dimenticato di sua moglie e suo figlio Telemaco e dopo un anno ebbe la sorpresa.
Vede arrivare lì la sua Penelope, mentre i figli, corrono dalla mamma a riferirle tutto. Calipso non poteva credere a ciò che le stavano raccontando, allora decide di andare a controllare e da quel momento capisce che Ulisse la stava tradendo, così scatena una forte tempesta sull'isola di Itaca. E da quel momento lei visse felice e contenta con i suoi figli sulla loro bellissima isola.
ULISSE SULL' ISOLA DEI FEACI
a cura di Ilaria Brancati 1E
a cura di Umberto Somma 1A
Matilde di Canossa e la freccia avvelenata è un romanzo storico che racconta la vita e le sfide di Matilde di Canossa, una delle figure più importanti del Medioevo. Il libro unisce eventi storici e invenzione narrativa, ambientando la storia in un periodo segnato da intrighi e conflitti tra Impero e Papato.
La protagonista viene descritta come una bambina forte e determinata, capace di affrontare pericoli e tradimenti. Lo stile è scorrevole e coinvolgente, rendendo la lettura piacevole anche per chi non conosce bene il contesto storico.
lo consiglio a chi ama le storie di avventura.
a cura di Sabrina Villani di 1A
Il libro racconta di una bambina e della sua famiglia costretta a lasciare la Tunisia, dove c'erano tante lotte, per raggiungere il padre che è scappato in Italia. Racconta di com'è difficile la vita in Tunisia, soprattutto per le donne, che non sono libere di uscire di casa da sole e che non possono studiare. La cosa che mi è piaciuta di questo libro è che è stato scritto come un fumetto e quindi è più semplice da leggere e con tante illustrazioni. Quello che non mi è piaciuto è che parla della guerra, di violenze che venivano e vengono fatte sulle donne e, siccome per me siamo tutti uguali, è stato molto triste apprendere di posti in cui non è così.
La folgoratrice
a cura di Ilaria Brancati 1E
Autore: Elisa Castiglioni
Trama: Thania, una sopravvissuta dallo sterminio della famiglia da parte dei Romani, va a vivere con lo zio, che le insegnerà ad interpretare i segni del cielo e potrà diventare una folgoratrice. Thania ha molto odio per i Romani, decisa ad usare i suoi poteri per vendicarsi; ma un giorno incontra un ragazzo romano, Valeriano, un soldato nemico, che lei dovrebbe odiare, però quando lo guarda non prova rabbia ma vede il lui un ragazzo bello e generoso.
ODIO LA MATEMATICA
a cura di Michela Melito 1E
Autore: Emanuela Da Ros
Trama: Il protagonista pensa di odiare la matematica perchè per lui è difficile. Però andando avanti la matematica è presente nella vita quotidiana e gli servirà sempre.
Consiglio: Consiglio questo libro a chi pensa di non amare la matematica, perchè gli può far cambiare idea.
E' il 1660. Tellaro è un piccolo borgo di mare, costruito principalmente per difendere e proteggere i paesi dell'entroterra (ricchi per l'abbondante produzione di olio) dagli attacchi dei pirati. A favorire la difesa, oltre alle rocce scoscese che circondano il borgo, c'è anche il campanile della Chiesa san Giorgio, posto su un promontorio a picco sul mare. Su questo campanile è sempre presente una vedetta, pronta a dare l'allarme in caso di pericolo. E' una notte di vento e di pioggia. "Chi mai potrebbe mettersi in mare con questo tempaccio?" pensa la sentinella, decidendo quindi di concedersi un riposino. Ovviamente i Saraceni sono invece pronti ad attaccare. La Sentinella, dunque, dorme tranquilla mentre i pirati si avvicinano minacciosi. Eppure le campane iniziano comunque a suonare, allertando tutto il paese! Una volta sconfitti i Saraceni, la domanda che circola tra tutti gli abitanti è una sola: chi ha dato l' allarme? Per scoprirlo salgono sul campanile, dove trovano un'enorme polpo risalito dal mare per attaccarsi alla corda delle campagne e salvare così il borgo! La leggenda, che prende spunto da un'evento realmente accaduto (l'attacco dei Saraceni) rimane oggi una bellissima testimonianza del forte legame che unisce i borghi della Liguria con il proprio mare, ancora oggi, il simbolo di tellaro è un polpo avviluppato intorno al campanile.