in occasione del Giorno della memoria 2019
La Biblioteca propone alle classi seconde una riflessione sulla Shoah e il suo legame con il presente a partire dal romanzo di Mauro Garofalo "Alla fine di ogni cosa", che racconta l'ascesa e il declino del puglie sinti Johann 'Rukeli' Trollmann, fino alla sua morte, in un campo di concentramento.
Ultimamente assistiamo ad un aumento di atteggiamenti antisemiti e razzisti in Italia e in Europa. Ciascuno di noi è chiamato a scorgerne i segnali e soprattutto a non rimanere indifferente a tutto ciò. La Biblioteca dell'Istituto Agrario ha organizzato un incontro con un autore che ha raccontato una vicenda terribile e vera, non solo con lo scopo di far conoscere una pagina di storia ma anche per risvegliare la coscienza di ciascuno di noi e costruire assieme un presente più consapevole.
Johann Trollman nasce ai primi del ‘900 in Bassa Sassonia, da una famiglia Sinti. E’ un ragazzo intelligente, brillante, e dotato di un fisico eccezionale per forza e agilità. Per questo viene soprannominato “Rukeli”, che significa “albero”.
Non ha ancora vent’anni quando viene scoperto dai selezionatori di quello che era all’epoca lo sport più popolare del mondo, la boxe, e portato ad Amburgo, per allenarsi e combattere ai massimi livelli. E inizia una carriera strepitosa, fatta di vittorie su vittorie, conquiste sentimentali, vita mondana. Rukeli diventa una star, uno dei personaggi più celebri e amati di tutta la Germania. Ma non può durare.
La vittoria del nazismo, le leggi razziali, le persecuzioni, porranno fine prima alla carriera, e poi alla vita, di uno dei più grandi pugili di tutti i tempi. Verrà ostacolato in tutti i modi, privato del titolo e poi perseguitato, sterilizzato, mandato a combattere al fronte, e alla fine chiuso in un campo di concentramento. E sempre inseguito dall’astio e dall’invidia di piccoli uomini meschini, felici di poter godere della disgrazia di chi è stato felice, fortunato, amato. E sarà l’ultimo degli invidiosi, un kapò che lo ha sfidato nel campo e che ne é stato sconfitto, a porre fine alla sua vita.
Quest’anno la Biblioteca ha deciso di seguire uno dei filoni tematici proposti del Centro per il libro e la lettura nella campagna “Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole” 2018.
Il filone scelto è Lettura come libertà.
“Lettura come libertà rimanda evidentemente allo sviluppo ed esercizio della libertà individuale, di pensiero critico e quindi di azione, che si affina grazie alla lettura. Ma non solo: libertà è anche saper scegliere cosa, come e dove leggere, avere il coraggio di essere se stessi e affrontare la vita. Nel 2018, inoltre, ricorrono i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione italiana i cui principi si fondano sulla libertà.”
Per questo sono state scelte 13 storie, tutte scritte da autori italiani, ma diverse tra loro: il denaro, l’amore, il coraggio, la tenacia, la sfida, il pericolo, il disagio esistenziale, l’abbandono, la perdita di una persona cara, sono solo alcuni dei temi proposti da questi romanzi che spaziano tra generi diversi. Si va dal romanzo di avventura al giallo, dalla saga familiare al libro sulle persecuzioni razziali, etc.
Romanzi diversi per tematica affrontata e per genere letterario per offrire agli studenti una casistica più ampia e varia e permettere loro di scegliere con maggiore libertà e consapevolezza cosa leggere.
La lettura è uno strumento per imparare cose nuove e un mezzo di comunicazione al tempo stesso, ma lettura vuol dire anche fantasia, silenzio e momento di raccolta.
Fantasia perché mentre si legge un libro scatta nella mente la scintilla della fantasia che permette di illustrare il racconto, in modo da renderlo più realistico.
Silenzio perché il silenzio consente di comprendere meglio ciò che l’autore vuole trasmettere.
Raccolta nel senso di isolamento, perchè l’immersione nella lettura attenua la percezione di ciò che sta accadendo attorno a noi, come se il tempo si fermasse e il lettore diventasse parte integrante del libro.