Viaggiare non è soltanto spostarsi da un luogo ad un altro, ma può essere considerato una sfida per superare i propri limiti ed affermare la propria identità. Il viaggio diventa un mezzo per conoscere mondi nuovi, per evadere dalla quotidianità, per inseguire un sogno, per raggiungere la “frontiera dell’ignoto”, per fare nuovi incontri, per mettersi alla prova, per varcare dei confini fisici o immaginari, magari rimanendo anche entro i propri limiti geografici, ma andando sempre alla ricerca di se stessi.
Molte sono le opere che nel tempo hanno parlato di viaggio, mettendo in luce i suoi significati simbolici e concreti: dall’Odissea di Omero alla Divina Commedia di Dante, dal Milione di Marco Polo ai romanzi inglesi del ‘700, da Alfieri a Calvino, da Verne a Borges, il viaggio diventa prova di conoscenza, nel senso più ampio del termine, sfida dell’ignoto, avventura, ingegno, coraggio, passione, paura, curiosità e meraviglia.
Il viaggio rappresenta lo stimolo naturale alla ricerca di qualcosa di nuovo, un’attrazione o una repulsione istintiva per ciò che ci è estraneo, la misura della distanza che ci separa dalle realtà sconosciute, la sfida al confronto tra ciò che ci rassicura e ciò che ci spaventa, l'abilità di relazionarsi con il diverso da noi, la capacità di adattarsi a situazioni nuove ed imprevedibili e la voglia di varcare nuove frontiere superando i limiti che la vita ha imposto fino a quel momento.
Il valore del viaggio non è quindi nella destinazione, l’approdo, ma nel suo percorso, la rotta.
I titoli proposti per l'a.s. 2017/18 comprendono libri gialli, fantascientifici o apocalittici, libri di amicizia, d’amore e di solidarietà, storie a volte dure, ma che hanno come elemento comune la sfida dell’ignoto e la crescita.
Il tema proposto è presente anche in molti “classici” della letteratura del Novecento, di cui viene proposta la lettura in ogni sessione. Si tratta di testi scritti nel secolo scorso ma che hanno qualcosa da dire anche oggi, all’uomo di tutti i tempi
Il viaggio di Domenico assieme al padre, sulle tracce di un orso ferocissimo, simbolo del male assoluto e di una paura ancestrale, senza tempo, e il viaggio della Jole, “al di là della frontiera”, per contrabbandare tabacco e alla ricerca del padre scomparso nel nulla.
Questi sono i temi trattati nei romanzi La pelle dell’orso (7. ed, Guanda, 2016) e L’anima della frontiera (Mondadori, 2017), primo romanzo della Trilogia della patria, scritti da Matteo Righetto che ieri ha incontrato gli studenti dell’Istituto Agrario in Aula Magna.
Gli incontri sono stati due, il primo dalle 8.30 alle 10.15, a cui hanno partecipato circa 180 studenti dell’Istituto Tecnico e della Formazione professionale per parlare del romanzo La pelle dell’orso. Il secondo, dalle 11.00 alle 12.40, con altri 130 studenti circa del terzo e quarto anno dell’Istituto tecnico per discutere con l’autore del romanzo L’anima della frontiera.
Matteo Righetto è un professore di lettere e uno scrittore.
I suoi romanzi, che spaziano dalla fiction, al noir al western letterario, sono:
Il progetto di “Invito alla lettura” promosso dalla biblioteca è attivo da oltre 10 anni ed è rivolto a tutti gli studenti della Scuola, con percorsi differenziati tra classi prime, classi seconde e terze, classi quarte e quinte, per potenziare e sostenere l'abitudine e il piacere della lettura, al di là dello studio e della valutazione scolastica, e formare lettori critici e appassionati, protagonisti delle proprie scelte.
Il tema scelto per l’a.s. 2017/18 è il viaggio, inteso non solamente come spostamento da un luogo ad un altro, ma come una sfida per superare i propri limiti ed affermare la propria identità, come esperienza che permette di raggiungere e superare la “frontiera dell’ignoto” per affrontare le proprie paure ed insicurezze, per conoscere meglio se stessi e il mondo che ci circonda, e che ci aiuta a dare un nome ad emozioni e sentimenti.
Per l’occasione la Biblioteca ha curato una piccola esposizione di libri e documenti storici sul distretto minerario del Primiero e sulla coltivazione del tabacco in Trentino tra fine ‘800 e inizio ‘900