Al Palazzo delle Palestre, il 26 dicembre del 1960, Carlos Duran, appena arrivato dall'Argentina, comincia la sua avventura italiana. Alla fine della carriera conterà 85 incontri, 67 vinti (21 per KO), 9 persi e 8 pareggiati. Sarà campione italiano (1966- 1967) ed europeo (1967-1969 e 1970-1971) dei pesi medi e campione europeo dei Superwelter (1972-1973), passando il testimone e l’amore per il pugilato anche ai suoi figli Alessandro e Massimiliano. Ogni anno Ferrara, città nella quale c’è anche una via lui dedicata per meriti sportivi, rende il giusto tributo al campione grazie al “Memorial Carlos Duran”: evento che si disputa in una giornata in cui pugili di assoluto rilievo si sfidano sul ring della città Romagnola in una serie di incontri professionistici e non senza soluzione di continuità. A fine serata viene consegnato il “Trofeo ASI” al combattente che più si è distinto durante i match.
La Storia. Il Memorial, nato nel 2000 è nato come una sorta di scommessa tra gli organizzatori, con l’intenzione di regalare al territorio una serata dedicata della nobile arte. L’organizzatore dell’evento, Romano Becchetti, Direttore Sportivo della Pugilistica Padana, presidente Provinciale ASI e Responsabile del Settore Pugilato ci racconta lo sviluppo della kermesse nel corso degli anni: “Nei primi anni la pugilistica Ferrarese contava pochi pugili, tutti dilettanti. La svolta avvenne nel 2002 quando, per caso, la nazionale Cubana si trova in Europa: mio fratello, a quel tempo consigliere federale della FPI - Federazione Pugilistica Italiana - riesce ad ottenere qualcosa di insperato fino a poco tempo prima: una delle rappresentative di maggior spessore nel panorama pugilistico mondiale parteciperà al ‘Memorial Carlos Duran’ in una serie di incontri tra le due Nazionali al Palasport di Ferrara. Per noi fu subito grande l’emozione, non potevamo farci sfuggire un’occasione simile. L’evento fu seguito dalle telecamere della RAI e per la prima volta il logo dell'ASI veniva ripreso in diretta nazionale! Quell'edizione fu una vera e propria rampa di lancio per la manifestazione, che da lì, per sette anni, ha tenuto stretti contatti con la Nazionale Italiana portando sul ring sempre atleti rinomati e medagliati del calibro di Cosimo Pinto, Domenico Valentino ,Vincenzo Cammarelle e Clemente Russo. Inoltre l’invito negli anni a seguire fu esteso ad altre Rappresentative Nazionali come Irlanda, Romania, Russia e Cina”. Proprio durante uno dei match Italia-Cina, Vincenzo Cammarelle ha affrontato e sconfitto il suo avversario Zhang Zhilei, che solo dopo pochi mesi, alle Olimpiadi di Pechino 2008 avrebbe battuto nuovamente ottenendo la medaglia d’oro nella categoria dei supermassimi. Lo stesso pugile Italiano successivamente ha confessato di come l’incontro del Memorial lo abbia aiutato in chiave tattica per la vittoria dell’oro Olimpico.
Carlos ha tramandato la sua passione ai suoi due figli Massimiliano e Alessandro. Proprio quest'ultimo spende parole d'oro verso il padre: "Ho la fortuna di aver avuto un grande padre oltre che un grande campione che ha vissuto nell'epoca d'oro della boxe Italiana. I suoi insegnamenti sono stati fondamentali sia sul ring che nella vita di tutti i giorni e con lui, io e Massimiliano avevamo un legame fortissimo,era il nostro eroe. Con la sua semplicità ha saputo tramandarci la passione per questo bellissimo sport che ha caratterizzato di fatto le nostre vite. L'insegnamento più importante che mi ha trasmesso questa disciplina è il rispetto verso se stessi oltre che del proprio avversario. Se nella vita di tutti i giorni ci fosse la stessa lealtà di due pugili sul ring, vivremmo sicuramente in una società migliore".
La sede. "Il Memorial Duran nasce nel 2000. La sua sede è a Ferrara ma è stato spesso svolto in altre sedi. Possiamo quindi definire il Memorial un evento itinerante: nel corso delle edizioni ha spostato la sua location, senza però allontanarsi mai dalla sua città natale: attualmente si disputa all'interno del “PalaPalestre”. In passato, le altre case della manifestazione sono state: il Palasport, il Palaghiaccio e la Sala ex Borsa. Quest’ultima location, costruita nel ‘700 con scopi diversi da quelli sportivi (sede di manifestazioni e mostre) è caratterizzata da un imponente tetto in vetro, e ciò ha reso quest’edizione una tra le più affascinanti nel corso degli anni.
“Carlos è stato uno tra gli atleti di prima categoria nella storia della Pugilistica nostrana. Era uno di quelli che teneva incollati alla Tv migliaia di italiani, anche i meno appassionati”. Così spiega, Luigi Panella, giornalista di Repubblica, tra i maggiori esperti di boxe in Italia.
Cosa ci può dire su Duran? "La sua vittoria nel campionato d'Europa dei Mediomassimi è ancora nella memoria collettiva. E' stato uno di quei pugili che ha tenuto incollati gli italiani davanti alla Tv. Anche in occasione del match valido per il titolo di Campione d'Europa contro Jean-Claude Bouttier,poi perso ai punti fece registrare ottimi ascolti RAI. Duran perse ai punti nonostante un match avvincente. Duran rientra tra i pugili di primo livello. Subito dopo i grandissimi".
I figli di Carlos,oggi insegnano boxe a Ferrara? "Chi sono, citi Becchetti, cosa fanno di bello a Ferrara".
La domanda sorge, quindi, spontanea. Quali i grandi pugili di casa nostra? "Primo Carnera è stato un grande pugile e un fenomeno mediatico, Benvenuti il più forte tecnicamente".
I nostri pugili, attualmente? “Abbiamo buoni pugili, ma ci manca il campione. Il pugilato richiede tanto sacrifico, fame di emergere che nei giovani di oggi è sempre più difficile trovare. Questa ‘crisi’ però è solo Italiana, in ambito internazionale troviamo personaggi di spicco e trascinatori di questo sport. Il nostro movimento però, nonostante sia difficile tornare ai fasti del passato, si sta rilanciando, con la speranza di veder emergere il campione tanto atteso da tutti”.
Lei ha scritto un libro sulla boxe e partecipato a un film. "Il libro scritto per i 60 anni della della Capitale, si chiama 'Roma sul ring' e racconta storie e avvenimenti romanzati di pugili conosciuti e meno con uno sfondo sulla città di Roma. Riguardo il film, intitolato 'Boxe capitale', si tratta di un viaggio trasversale nel pugilato Romano. Roberto Palma, il regista, ha saputo rendere omaggio nel migliore dei modi ad una nobile disciplina in cui emerge lo spirito di un'intera città tramite storie e aneddoti ricchi di umanità, gioia e dolore.
I primi cinque pugili della storia italiana? "Impresa difficile. Abbiamo avuto, soprattutto nel passato, tanti buoni pugili. Ma se proprio dobbiamo fare un elenco, non possiamo non inserire Arcari, Benvenuti, Carnera, Loi e Parisi, in rigoroso ordine... alfabetico, ognuno per una diversa ragione. Sapendo, comunque, di fare torto a molti altri.
Questi i più grandi. Quelli che più sono rimasti nell'immaginario popolare".