Il Capitini marcia per la pace: #Walking against wars
di Caterina Yang Yutong, 5A AFM
Il 31 gennaio 2026 lo lo spettacolo “Come i ragazzi di Bernauer Straße” si è tenuto ala teatro Mauro Bolognini di Pistoia. Gli attori sono stati gli studenti dell’Istituto tecnico Aldo Capitini di Agliana, insieme ad alcuni provenienti da altre scuole. Il regista è il professor David Spagnesi con la collaborazione della professoressa Laura Spagnesi per l’organizzazione dello spettacolo e dell’intero processo di prova.
Lo spettacolo intreccia due filoni narrativi distinti con un diverso arco temporale.
Il primo filone è una storia inventata, quella di Elsa e Peter. Sono due ragazzi che vivono a Berlino nel periodo della guerra fredda. Loro si conoscono alla fermata del tram e si innamorano.
Purtroppo il muro di Berlino, alzato in una notte, separa questa coppia e anche famiglie e amici che vivono nella stessa città. Arrivano al punto in cui difficilmente possono vivere senza la scrittura, che gli permette di restare uniti, nonostante la barriera che li divide. Finalmente un tunnel che passa da Berlino est a Berlino ovest è stato scavato, ad opera di un gruppo di giovani attivisti volontari. I due giovani si ritrovano, ma questo evento li segnerà per sempre.
La storia tra Peter e Elsa è un microcosmo della realtà vissuta dai berlinesi.
Il secondo filone è quello dei ragazzi di Bernauer Straße che cercano di scavare un tunnel sotto terra per scappare da Berlino est, verso ovest. Però Berlino è sotto il controllo della polizia politica chiamata Stasi. Questo gesto coraggioso non è un’invenzione, ma è un fatto storico realmente accaduto che ha salvato la vita a 29 persone che sono riuscite a fuggire. Questi ragazzi sono gli alunni di una scuola che devono mettere in scena uno spettacolo sulla storia del muro ( esempio di metateatro).
Il muro di Berlino è una pagina della storia moderna che testimonia la divisione della città dopo la seconda guerra mondiale. Nonostante siano trascorsi appena trent'anni dalla sua caduta, per le giovani generazioni di oggi sembra appartenere ad un’era lontana.
Il professore prova a spiegare il significato del muro a quei ragazzi disinteressati e, finalmente, cominciano a comprendere. Quel muro è stato abbattuto, ma molti altri muri continuano ad esistere nel mondo perché l’odio fra le persone, fra gli stati, fra le religioni persistono, come dimostrano l’invasione dell’Ucraina e la guerra nella striscia di Gaza.
La storia del muro di Berlino è quindi ancora strettamente legata ai giovani di oggi e alla generazione attuale.
Una ragazza viene ispirata dal nome della scuola, Aldo Capitini: Capitini infatti è un pacifista che ha promosso la marcia Perugia- Assisi per la pace.
Perciò decidono di marciare per la pace. Ma rispetto ad Aldo Capitini, hanno una forza in più, la rete. Grazie alla rete la marcia può arrivare ovunque. Tutti quelli che desiderano la fine della guerra si possono unire alla marcia.
Ogni sera camminiamo e postiamo un video nello stesso orario con lo stesso hashtag. “#walking against wars”. La barra dei commenti deve essere disattivata su tutti i social. Ognuno di noi ha centinaia, alcuni migliaia di contatti. Milioni di persone che marciano insieme è una forza che nessuno può ignorare nemmeno i politici che hanno istigato la guerra.
Tutto il pubblico si unisce alla marcia, chiudendo così la storia dei ragazzi di Bernauer Straße.
Se hai a cuore la pace, unisciti a noi. Camminiamo insieme per la pace.
#walking against wars
https://www.lanazione.it/pistoia/cronaca/muro-di-berlino-la-storia-2ef661f0