Portare le parole: memoria e resistenza
di Lin Jingju, 5A AFM
di Lin Jingju, 5A AFM
“Bisogna che ce ne sia almeno una che sopravviva, tu o un’altra, poco importa. Ognuna di noi si aspetta di morire qui, è pronta. [...] Eppure si affida alle altre. Bisogna che ce ne sia una che sopravviva per parlare.[...]”
“Chi porterà queste parole?” è uno dei testi più rappresentativi della letteratura teatrale che descrive l’esperienza femminile nei campi di concentramento. E' il capolavoro di Charlotte Delbo, partigiana comunista e drammaturga francese, di origini italiane, sopravvissuta ad Auschwitz. Lei ricorda e racconta tutto: la vita ad Auschwitz e il coraggio di 23 partigiane francesi, deportate nel lager nazista, che condividono fame, freddo, paura e morte, ma anche una solidarietà radicale, fondata sull’affidarsi reciproco “affinché una ritorni per dire”.
Delbo non ricostruisce solo i fatti, ma racconta una verità che sembra incredibile, senza cercare spiegazioni o consolazioni, e dando alla parola una responsabilità precisa: resistere all’oblio. In questo senso Auschwitz non è solo un luogo storico, ma una frattura nella coscienza umana.
Il problema non è solo sapere che cosa è accaduto, ma come ricordare e di chi portare la memoria, quando i testimoni diretti non ci saranno più. La memoria non è automatica: esiste solo se qualcuno si assume la responsabilità. Tacere significherebbe concedere ai carnefici la loro ultima vittoria, solo scrivere, leggere, ascoltare può opporsi.
E qui ritorna la domanda:
“Chi porterà queste parole?”
“Non solo gli storici.”
“Non solo i sopravvissuti.”
“Noi.”
A questa responsabilità hanno risposto gli studenti della 5A AFM e 5B AFM che venerdì 16 gennaio alle 21.00, durante l’ open evening della scuola, si sono misurati con una lettura drammatizzata del testo di Charlotte Delbo “Chi porterà queste parole”. La lettura si è divisa in tre quadri: nell'atrio, nell'aula 6 bis e infine si è conclusa in biblioteca.
L’esibizione è stata coordinata dalla regista e attrice Alessia Cespuglio, e dai docenti Caterina Baldi e Massimo Vitulano, ed è il risultato di un lavoro di 10 ore svolto nella biblioteca scolastica a partire dal mese di novembre. Il progetto ha previsto quattro incontri di due ore dedicati alla lettura, all’ analisi del testo e alla scrittura creativa.
Ma il laboratorio non è stato solo un approfondimento storico o letterario. Per gli studenti ha significato entrare in relazione con il silenzio, con il peso delle voci, con la responsabilità di dire senza spettacolarizzare. Attraverso il lavoro, il testo di Delbo è diventato anche un’esperienza: una riflessione sul corpo, sulla voce, sull’ascolto reciproco, sul valore della collettività. Gli studenti hanno sperimentato cosa vuol dire una memoria che non appartiene più solo al passato, ma anche al presente.
Portare queste parole, oggi, significa assumersi una responsabilità etica: vigilare sul linguaggio, sui pregiudizi, sull’indifferenza. Significa riconoscere che la memoria non serve a chiudere il passato, ma tenerlo aperto come una domanda.
Il professor Vitulano e il nostro compagno Filippo Caporaso hanno inoltre rilasciato un’intervista su Rai Radio1 per la trasmissione WANNABE: IL FUTURO CHE VORREI.
Vi consigliamo l'ascolto!
di Caterina Yang Yutong, 5AAFM
Lo scorso Dicembre ho assistito insieme ad altri studenti e docenti del Capitini allo spettacolo teatrale “IL SINDACO PESCATORE” interpretato dall’attore Ettore Bassi e andato in scena al Teatro Politeama Pratese. Non conoscevo la sua storia e sono rimasta molto impressionata.
Lo spettacolo si sviluppa su due piani principali che sono la vita del Sindaco di Pollica e il suo omicidio. La rappresentazione consiste nell’estensione degli ultimi secondi della vita del Sindaco. In questi pochi secondi infatti utilizza il suo sguardo per convincere il ragazzo che gli stava sparando di non farlo. Così gli racconta cosa ha fatto nella sua vita per i cittadini del comune di Pollica attraverso i suoi occhi.
Il suo nome è Angelo Vassallo, era un pescatore come suo padre. Perciò non è un politico di professione ma decide di mettersi al servizio della comunità. Si è candidato per diventare sindaco e ce l’ha fatta.
Vassallo non è un utopista, migliora il benessere dei cittadini con azioni concrete. Per esempio ha contribuito a far approvare un nuovo regolamento per punire chi getta a terra mozziconi di sigaretta. La nuova norma serve a migliorare l’ambiente dove vivono, infatti i mozziconi di sigarette che finiscono nel mare lo inquinano. Ci vuole 1 metro cubo d'acqua per un intero anno per smaltire uno mozzicone di sigaretta. Grazie alla nuova legge e alla multa di 1000 euro per ogni mozzicone di sigaretta gettato a terra, questi rifiuti fastidiosi sono scomparsi.
Il sindaco si è impegnato tanto anche nella raccolta differenziata, e così, sotto la sua influenza, Pollica è diventata l’esempio della raccolta differenziata per tutta l’Italia.
Inoltre Vassallo ha promosso lo sviluppo dell’economia locale tramite il turismo che non danneggia l’ambiente.
Il suo impegno per un mare pulito e per la valorizzazione turistica è entrato però in rotta di collisione con interessi speculativi e camorristici della zona.
Una notte, mentre stava tornando a casa, da un’auto sono usciti 7 uomini che volevano ucciderlo. Lo sguardo di Vassallo si incontra con uno di loro. Così il nastro della storia si riavvolge e si ritorna da capo, attraverso il suo sguardo e i suoi occhi il sindaco convince il ragazzo a non colpirlo.
Ma lo spettacolo immagina un finale diverso dalla realtà perché purtroppo Vassallo fu ucciso la sera del 5 settembre 2010 con 9 colpi di pistola mentre tornava a casa. L'ipotesi principale, confermata da indagini più recenti, è che il Sindaco avesse scoperto un traffico di sostanze stupefacenti che passava attraverso il porto di Acciaroli, gestito da ambienti camorristici con la complicità di esponenti delle forze dell'ordine. Per anni le indagini hanno battuto piste false. Recentemente (2022-2024), la procura di Salerno ha riaperto il caso, portando all'arresto di carabinieri e imprenditori con l'accusa di omicidio e associazione a delinquere, ipotizzando il coinvolgimento di carabinieri infedeli, tra cui il colonnello Fabio Cagnazzo. A 15 anni dalla morte, la verità giudiziaria è ancora in corso di definizione, ma la figura di Angelo Vassallo rimane un simbolo di resistenza onesta e amore per il proprio mare.
Questo spettacolo ha uno scopo di beneficenza. Il denaro raccolto è stato donato all’associazione Edela, un’associazione no-profit nata per volontà della presidente nazionale Roberta Beolchi che ha costruito dei progetti mirati a supportare le bambine, i bambini, le ragazze e i ragazzi orfani di femminicidio con un aiuto concreto e continuativo, affinché possano ricostruire il proprio futuro con dignità e amore.
Dietro ogni femminicidio c'è una storia di violenza e perdita che segna profondamente la vita di chi resta. Gli orfani di femminicidio subiscono la perdita della madre, e perdono l'intero ambiente familiare. Sono bambini e ragazzi la cui voce spesso non viene ascoltata, che portano dentro di sé un dolore invisibile ma profondo. L’associazione si occupa di organizzare interventi diretti e immediati sulla valorizzazione dei giovani e dei loro talenti, sul supporto psicologico, sul sostegno alle famiglie affidatarie, sull’assistenza legale per garantire i loro diritti.
Una serata importante che ci ha fatto conoscere e apprezzare il valore del dono e dell’impegno civico per il bene della comunità.
di Irene Bianchi, Andrea Bolognese, Diletta Borchi, 4C RIM
Proprio mentre in classe abbiamo ultimato un lavoro in inglese su “the World of Work”, dove abbiamo creato infografiche su tematiche legate al mercato del lavoro e della disoccupazione giovanile, nei media è apparsa la notizia dell’intervento del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, all’Università di Messina il 15 gennaio 2026. Nel suo discorso di apertura dell'anno accademico, il governatore Panetta ha parlato del fenomeno dell’emigrazione all’estero di tanti giovani talenti, la nota “fuga dei cervelli”, con l’intento di spronare la politica ad occuparsi con urgenza di questa situazione. Nel suo intervento ha ribadito che formare i giovani è un investimento ad alto rendimento, poiché sono una risorsa vitale per la società, e che le Università devono essere luoghi di confronto e di formazione alla responsabilità civile, rendendo il sapere utile al progresso sociale ed economico.
I dati dimostrano che la maggioranza cerca lavoro all’estero. Le spese pubbliche per l’istruzione in Italia sono minori del 4% del PIL, il valore più basso tra i paesi dell’euro. Panetta ha affrontato questi temi a Messina perché la Sicilia è un crocevia di culture, ma anche un territorio che riflette le difficoltà di crescita dell’intero Paese. Qui emerge anche il problema dell’invecchiamento della popolazione, amplificato dalla mobilità dei giovani che si trasferiscono nelle grandi aree urbane o all’estero alla ricerca di opportunità e servizi migliori.
Questa elevata emigrazione è dovuta prevalentemente alle prospettive di reddito e di carriera. In Italia i laureati sono solo il 30% della popolazione, contro il 40% della Germania e il 50% della Francia.
“Ma il dato che colpisce di più riguarda la retribuzione", infatti “un giovane laureato in Germania guadagna in media l'80 per cento in più di un coetaneo italiano, mentre il differenziale rispetto alla Francia è del 30 per cento”.
Se all'estero gli stipendi sono maggiori, i giovani saranno più spinti a partire. Secondo il Cnel, tra il 2011 e il 2024 circa 630.000 giovani tra i 18 e 34 anni (soprattutto ingegneri e informatici) hanno lasciato l'Italia. Il valore del capitale umano perso è valutato in circa 160 miliardi di euro: una cifra enorme spesa dalle famiglie che finisce per non rientrare nel nostro Stato.
Secondo i dati dell’INPS, negli ultimi 10 anni i salari non sono riusciti a stare dietro all’inflazione, perdendo potere d'acquisto. In questo contesto, lo stipendio delle donne rimane fermo al 70% di quello degli uomini. Questa percentuale è uno dei tantissimi esempi del "gender gap", la somma delle differenze di genere che purtroppo persistono ancora oggi nell’educazione, nel salario e nella rappresentanza politica.
Un altro fatto che penalizza l’Italia è l’alto numero di NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. In Italia la loro percentuale è del 15,2% (dati ISTAT 2024), contro una media europea dell’11%.
Siamo il secondo paese con il tasso più alto dopo la Romania. Anche la disoccupazione giovanile è sopra la media (18,8% contro il 15% UE), anche se l'Italia ha mostrato un miglioramento progressivo rispetto al 29,7% del 2021. Non c’è da meravigliarsi se, davanti a questi numeri, i cervelli fuggano "all’impazzata".
Le politiche giovanili in Italia (per la fascia 15-29 anni) sono gestite dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, in collaborazione con le Regioni.
Tuttavia, le risorse sono pochissime: la percentuale del PIL destinata al Fondo nazionale per le politiche giovanili è minima, circa lo 0,0037% per il 2025 (83 milioni di euro su un PIL di oltre 2.200 miliardi). Per il 2026 le risorse sono persino destinate a ridursi a circa 50 milioni di euro, rendendo la sfida ancora più difficile.
Pensando al nostro futuro..
I dati analizzati e le parole del Governatore Panetta presentano un quadro davvero poco rassicurante per noi che stiamo per affacciarci al mondo del lavoro e visto che che noi siamo il vero "capitale umano" dobbiamo rimanere attenti, critici e informati ed essere “esigenti” come ha detto il nostro Presidente Mattarella e soprattutto prepararci investendo sulle nostre skills per essere pronti alle sfide del futuro.
Sitografia:
https://www.e-cons.it/news/giovani-neet-in-italia-chi-sono-e-come-uscire-dalla-crisi
https://alleyoop.ilsole24ore.com/2024/09/17/disoccupazione-giovanile-nel-2023-ai-minimi-da-15-anni/
link podcast "L'Oblò" di Francesca Schianchi https://www.youtube.com/watch?v=xlaB_lerGd4
link discorso governatore Panetta https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-governatore/integov2026/20260115-panetta/index.html?dotcache=refresh