di Simon Ye, 4D SIA
Il 24 ottobre 2025, a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, il ministro della cultura, Alessandro Giuli, ha annunciato che la città di Pistoia è stata nominata ufficialmente come "Capitale italiana del libro" per il 2026, superando la concorrenza di altre quattro finaliste: Torino, Perugia, Lecce e Potenza.
La giuria ha votato in modo unanime, perché, con il programma ‘‘L’avventura del leggere, il coraggio di costruire il futuro’’, Pistoia è riuscita a convincerli. Il dossier di candidatura si distingue per l’elevata qualità progettuale e per la visione inclusiva e profondamente radicata nel contesto sociale e culturale della città. E tra l’altro, questo programma si segnala per la grande attenzione ai bisogni della comunità, affrontando dei temi come la povertà educativa, l'inclusione, il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale e il divario digitale.
Infatti, le iniziative che Pistoia intende promuovere si basano su un vasto programma che pone l’accento su:
La lettura come ‘avventura collettiva’
L’attenzione ai giovani
L’inclusione
Il digitale
La sostenibilità
Inoltre ci sono anche altre iniziative come: "Nonni e nipoti in biblioteca", "Libri in cammino", "Le cassette dei libri" e "PiantaStorie".
Dunque, alla nostra Città viene assegnata un’importante missione: promuovere la lettura e la cultura attraverso i vari eventi e progetti, non solo far comprare i libri, come ha detto il Ministro Giuri: ‘La città deve avere una caratura internazionale, oltre che locale e nazionale, rappresentare con orgoglio l’identità culturale italiana’. Speriamo che queste iniziative possano radicarsi nel territorio e continuare anche negli anni successivi.
Anche l’Istituto Capitini da sempre promuove la lettura partecipando a vari progetti e iniziative, come il progetto ‘‘IOLEGGOPERCHE’’’ che serve ad incrementare il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche, invitando tutti i cittadini ad acquistare i libri attraverso le librerie aderenti all’iniziativa per poi donarli alla scuola. Inoltre quest’anno l’Istituto Capitini ha promosso la creazione di un club del libro. Il Club avrà cadenza mensile e si svolgerà il mercoledì pomeriggio, dalle ore 14:30 alle 16:00, nella biblioteca della nostra scuola.
Il nome del progetto è “Nutrirsi di parole. Club del libro per lettori golosi". Gli studenti interessati potranno partecipare al primo incontro che sarà il 17 dicembre portando con sé un libro speciale da cui sono rimasti sorpresi, stupiti, ammaliati, conquistati…
Insomma viva la lettura, viva i libri e viva Pistoia capitale italiana del libro!
di Simon Ye, 4D Sia
25 Novembre 2025.
La Camera dei Deputati ha approvato definitivamente all’unanimità il ddl sul femminicidio. Il nuovo articolo 577-bis del Codice Penale introduce una fattispecie specifica di omicidio disponendo la pena dell’ergastolo per chiunque causi la morte di una donna, come atto di discriminazione, di odio, di prevaricazione, di controllo, di possesso e di dominio. Inoltre, il reato di femminicidio scatta anche quando l’omicidio è commesso per il rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali. Quindi, in sostanza, il femminicidio non è più trattato come un omicidio “generico”, ma come un omicidio che riguarda la discriminazione di genere, con una punizione e una rilevanza sociale e simbolica molto più forte.
La legge introduce anche le misure complementari, ad esempio: maggiori tutele per orfani di femminicidio, potenziamento dei dispositivi di protezione come braccialetti elettronici con raggio d’azione allargato, e un rafforzamento degli obblighi di formazione e prevenzione per istituzioni e forze dell’ordine.
Dunque si può dire che è una normativa importantissima perché riconosce che quando una donna viene uccisa “per il suo essere donna” a causa del suo genere, della sua libertà di scelta, della sua autonomia, si tratta di un crimine diverso rispetto a un omicidio “generico”. Questo riconoscimento è simbolico, culturale e civile: serve ad esprimere chiaramente che la violenza di genere non è un fatto privato, ma un problema sociale.
Se si analizzano i dati ISTAT e quelli del Ministero dell’Interno sui Reati da Codice Rosso ci si accorge che il femminicidio e la violenza sulle donne continuano ad accadere, quindi si spera che questa legge possa essere l’inizio di un cambiamento.
Dati ISTAT
1 donna su 3 in Italia ha subito una forma di violenza fisica e sessuale nella vita.
Solo 11% degli episodi di violenza sessuale viene denunciato.
Dati Ministero dell'Interno
Nel 2024 sono stati registrati oltre oltre 3.600 procedimenti per violenza sessuale (Ministero dell’Interno).
In più del 40% dei casi non c’è traccia di violenza fisica evidente.
La maggior parte delle violenze avviene in contesti di relazione, non per mano di sconosciuti.
In conclusione, questa nuova normativa segna un passo avanti nella tutela delle donne, serve a dare più giustizia alle vittime, a proteggere chi è in pericolo e a dare un segnale chiaro per esprimere da che parte sta lo Stato. Non è una modifica sul diritto, ma un cambio culturale! Può bastare? Sicuramente no, ma almeno è una buona notizia.