Il Sardinia Radio Telescope (SRT) è un radiotelescopio altazimutale di 64 metri di diametro realizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la Regione Sardegna e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, ed è operato dall’INAF.
La geometria dell’antenna si basa su una coppia di riflettori in configurazione quasi-Gregoriana a causa del profilo shaped (non analitico) dei due specchi. Oltre al riflettore primario e secondario, un complesso sistema di superfici riflettenti fornisce diverse posizioni focali, permettendo di alloggiare fino ad una quindicina di ricevitori selezionabili automaticamente tramite sistemi robotici.
Una delle caratteristiche tecniche più avanzate del radiotelescopio è la superficie attiva: il riflettore primario è composto da circa 1000 pannelli ed altrettanti attuatori meccanici di precisione che sono controllati digitalmente per compensare le deformazioni gravitazionali del riflettore ed in futuro da estendere anche ad altri tipi di effetti (vento e gradienti di temperatura).
Ricevitori attualmente installati in antenna e le loro posizioni focali. Partendo dalle frequenze più basse, SRT è attualmente equipaggiato con un ricevitore dual frequency in Banda P/L (305 - 410 MHz/1.3 - 1.8 GHz), un ricevitore monobeam in Banda C (5.7 - 7.7 GHz), ed un ricevitore a 7 beams operante in Banda K (18 - 26.5 GHz).
SRT è stato ufficialmente inaugurato nel 2013 al termine della fase di commissioning tecnico. Al commissiong tecnico è poi seguita un fase di validazione astronomica, che ha confermato le capacità scientifiche del telescopio permettendo di trasformare SRT da un progetto puramente tecnologico ad una vera e propria infrastruttura di ricerca. L'alto profilo delle prime pubblicazioni scientifiche ottenute a partire dal 2016, durante la fase denominata Early Science Program, ha univocamente decretato l’entrata di SRT nel panorama internazionale della radioastronomia. Nel 2017, le osservazioni astronomiche sono state interrotte a favore di un ulteriore miglioramento dell’infrastruttura. Tale upgrade ha riguardato lo spostamento di tutta la strumentazione nei nuovi edifici, che nel frattempo sono stati completati al sito di SRT, ed al miglioramento funzionale della superficie attiva.
Oltre ad essere uno strumento innovativo per le applicazioni come “antenna singola”, SRT opera anche nella rete VLBI.
SRT nella rete Europea VLBI Network (EVN)
VLBI è l’acronimo di Very Long Baseline Interferometry, una tecnica che consente di mettere in correlazione i dati raccolti da varie antenne che osservano contemporaneamente una sorgente radio, combinandoli in modo da ottenere un’immagine di risoluzione tanto più elevata quanto più è ampia la distanza tra le antenne della rete. SRT, insieme agli altri due radiotelescopi italiani di 32 m di diametro, situati a Medicina (Bologna) e Noto (Siracusa), fa parte della rete interferometrica European VLBI Network (EVN; http://www.evlbi.org/) e della rete italiana (Italian VLBI Network). Le osservazioni EVN sono distribuite in tre periodi l’anno, di tre settimane ciascuno. I dati registrati presso le stazioni vengono inviati al Joint Institute for VLBI ERIC (JIVE) per la correlazione.
Dopo l’upgrade del 2017, nel Febbraio 2018, SRT ha regolarmente ripreso le osservazioni astronomiche nella rete EVN.
Antenne attualmente coinvolte nella rete Europea.
SRT come strumento Single-Dish ed in modalità VLBI al di fuori della rete Europea EVN
A partire da Ottobre 2018, SRT è ufficialmente entrato nella fase di operazioni regolari partecipando alla call dei radiotelescopi italiani per la richiesta di tempo osservativo per programmi che prevedono SRT come antenna Single-Dish o in modalità VLBI al di fuori della rete EVN. Le osservazioni astronomiche di SRT in queste modalità sono disponibili alla comunità scientifica per mezzo di calls for proposals a cadenza semestrale. Le osservazioni sono assegnate su base competitiva, per merito scientifico, da un apposito Time Allocation Committee (TAC) di esperti.
Sebbene all’inizio delle attività scientifiche, SRT ha già prodotto una serie di articoli scientifici di altissimo livello. Per informazioni dettagliate sugli articoli ottenuti con dati di SRT si veda il sito web: http://www.srt.inaf.it/astronomers/science_srt/.
PON
Nell’ambito del finanziamento Programma Operativo Nazionale (PON) "Ricerca e Innovazione 2014-2020" del MIUR, , verrà potenziata la capacità osservativa di SRT alle alte frequenze radio, grazie alla realizzazione di nuovi ricevitori e backends, di attività di system integration e metrologia, di sistemi di High Performance Computing (HPC) e di apparecchiature per lo sviluppo di tecnologie a microonde. Infatti, sebbene SRT sia stato progettato per osservazioni radio fino a 116 GHz, l’attuale strumentazione permette osservazioni da 305 MHz a 26.5 GHz. L’infrastruttura potenziata permetterà di sfruttare SRT alle alte frequenze radio sia in modalità single dish che in modalità VLBI. Una volta che tutta la strumentazione sarà installata, SRT sarà infatti in grado di operare con grande versatilità ed efficienza da 305 MHz a 116 GHz.
Parco ricevitori con cui si intende equipaggiare SRT nel prossimo futuro. In giallo quelli già operativi, in verde quelli in via di sviluppo, ed in rosa quelli che si intende acquisire attraverso il progetto PON.