Vera Bendix (di Alessandro Bocci, Dampyr 62)
Vera Bendix (Londra 1919 - Londra 2010), è stata una ex spia del SOE, il servizio segreto del governo britannico, durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, nome in codice "Agente speciale Odette".
Inglese ma con madre di origine ceca, ha svolto l'attività di dattilografa fino a 20 quando durante il bombardamento di Londra del 1940 perse il suo lavoro. Approcciata da Nigel Grant, un ragazzo che si occupava di fornire aiuti agli sfollati, fu da questi spinta ad unirsi al SOE, dove, reclutata ufficialmente da Godwin Brumowski, superando brillantemente l'addestramento ad Arisaig Manor, in Scozia.
Nell'ultimo periodo ha gestito assieme all'aiutante James una galleria d'arte, la "Bendix art gallery".
Vera Bendix compare in Dampyr 46, 62, 83, 97, 98, 129 e 133.
In viene raccontato il reclutamento di Vera Bendix ad opera di Nigel Grant, del suo incontro con Brumowski, Foster e della sua prima missione da agente del SOE al "Castello di Barbablù".
Londra, 1940. La capitale inglese è sotto i bombardamenti che la Storia ricorderà come il “Blitz”, la più feroce campagna aerea della Seconda Guerra Mondiale, costata la vita a oltre quarantamila londinesi. In questo scenario di distruzione si muove la giovane Vera Bendix, che per puro caso incontra Nigel Grant. È lui a introdurla allo SOE (Special Operations Executive), il servizio segreto britannico creato per combattere l’Asse con operazioni non convenzionali. Il primo contatto di Vera all’interno dell’organizzazione è Godwin Brumowski, che la conduce dal maggiore Edward Foster. Quest’ultimo è ossessionato da un problema delicatissimo, la figura del barone Rudolf von Sebottendorff, borghese che ora si presenta con il nome di Alfred Glauer. Stabilitosi a Istanbul, massone e rosacroce, afferma di aver appreso pratiche esoteriche dai dervisci turchi. Secondo lo SOE, è quasi certamente un agente nazista. Addirittura si vanta di aver ispirato il nazismo stesso con la sua società segreta pangermanica e mistica, la Thule-Gesellschaft, alla quale un tempo appartenne anche Rudolf Hess. Quest’ultimo, ora uomo di fiducia di Hitler, sembra spingere per un trattato di pace separato con la Gran Bretagna, così da garantire ai tedeschi mano libera contro l’Unione Sovietica. Se per il Primo Ministro l’idea è impensabile, diverso è l’atteggiamento dell’MI6, il servizio legato alla Corona, che potrebbe invece considerare la proposta. È in questo quadro che i comandi dello SOE lanciano l’Operazione Barbablù, affidata a Brumowski: smascherare la “quinta colonna” di spie e aristocratici pronti a tradire pur di firmare una pace con i nazisti. Tra i nomi sospettati compaiono l’anziano fanatico ultraconservatore Roger De Vere e lo stesso von Sebottendorff, deciso a fondare in Gran Bretagna una nuova sezione della Thule. Il fulcro dell’operazione sarà il “Castello di Barbablù”, dove Vera e Nigel, sotto copertura come i fratelli Angela e Orville Denison (cameriera e giardiniere), dovranno infiltrarsi tra i congiurati (Dampyr 46).
10 maggio 1941. Al castello si radunano figure di spicco della nobiltà inglese e della Thule: Roger De Vere, Lord Buccleugh, Lord Hoare, Lord Halifax… Tutti attendono l’arrivo di Alfred Horn, alias Rudolf Hess, per firmare il tanto discusso accordo di pace. Ma i piani crollano quando Hess, atterrato in Scozia, viene subito catturato da Brumowski e trasferito a Buchanan Castle. Lì, confuso e prigioniero dello SOE, porta con sé un oggetto singolare: una croce che spaccia per una croce di ferro al valore militare. In realtà si tratta di una Swastika del Sole, che Hess sostiene di aver sottratto a un vampiro durante una spedizione in Asia centrale guidata da Sven Hedin, alla ricerca della mitica città sepolta del Re del Mondo. Il giorno successivo Hess tenta il suicidio gettandosi da un terrazzo. Fermato appena in tempo, riesce però a lanciare la swastika sul tetto. L’oggetto viene raccolto dal giovane Christian De Vere, figlio di Roger. Nel tentativo di recuperarlo, Nigel si sporge dalla balaustra, ma Christian, facendo sbattere con forza la finestra, lo fa precipitare. Gravemente ferito, Nigel Grant morirà il giorno seguente (Dampyr 46).
Londra, 1942. Negli uffici del SOE, il servizio segreto britannico, viene presa una decisione cruciale: inviare l’agente Odette (Vera Bendix) a Praga, in Cecoslovacchia, per sostenere i partigiani cechi durante l’occupazione nazista. Con lei partono anche i militari Jozef Gabčík e Jan Kubiš, in un momento in cui la resistenza sembra poter volgere a favore dopo la morte di Reinhard Heydrich, tristemente noto come “il boia di Praga”. Ma per Vera le cose precipitano rapidamente: il suo rifugio viene assediato dalle truppe tedesche e la fine pare imminente. È allora che compare Nikolaus, che la sottrae alla cattura e la conduce in salvo. Grazie alla sua protezione, Vera può restare a Praga per anni, nonostante la città sia stretta nella morsa del Reich. Dal 1942 al 1944 vive infatti all’Hotel Flusser, nascosto e reso invisibile nel cuore del ghetto praghese, gestito dagli spok dei coniugi Peralek. Solo di rado esce, e sempre sotto la scorta di Nikolaus. Quando nel giorno del bombardamento di Praga Nikolaus la conduce al Muro all’ultima lanterna, Vera scopre il vero piano di Nergal, che ha deciso di allearsi con i nazisti pur di annientare la città e colpire Caleb Lost. Ormai lontana dai vertici londinesi del SOE, Vera sceglie la sua strada: combattere i nazisti al fianco di Caleb. Con un falso passaporto ceco assume l’identità di Vera Vítová (il cognome da nubile della madre) ed entra nel CNR (Comitato clandestino di liberazione della Cecoslovacchia), mantenendo l’hotel fantasma di Nikolaus come rifugio sicuro e, quando possibile, contatti con i servizi britannici (Dampyr 62).
La sua missione prende una piega imprevista durante un controllo della Gestapo. Convocata in caserma, nella sala d’attesa incontra Sergey Andreyevich Verevkin, membro del ROA (Ruske Osvobozenecké Armády), la cosiddetta armata russa di liberazione alleata dei nazisti. Dimostrando la sua conoscenza della lingua, Vera viene arruolata come traduttrice, con il tacito consenso del CNR. Ma la situazione precipita quando i nazisti ordinano al ROA di reprimere i civili cechi, colpevoli di aver dato inizio all’insurrezione. Qui si consuma il colpo di scena: i russi scelgono di disobbedire e si schierano al fianco dei rivoltosi, costringendo i tedeschi a un compromesso. È a questo punto che interviene Nergal. Ossessionato dal desiderio di distruggere Praga e ferire Caleb Lost, il Maestro della Notte segue gli eventi attraverso gli occhi invisibili dei suoi Naphidim. Di fronte alla defezione del ROA, decide di punirli in maniera definitiva: insieme a Semyaza e Armaros, stermina e vampirizza l’intera armata, tra cui gli stessi Sergej Verevkin e Nikolaj Sharkov (Dampyr 62).
Londra, 1940. Ancora all’inizio della sua carriera nel SOE, conosce due giovani aviatori della RAF: Lance Ryan e Parceval “Percy” Danvers. Percy si innamora di lei, ma il sentimento non viene colto, e Vera finisce invece per avere un flirt con Lance. La loro storia, però, si interrompe tragicamente: entrambi i giovani piloti trovano la morte in una battaglia aerea sulla Manica nello stesso anno. Anni dopo, lo spirito inquieto di Lance Ryan, incapace di trovare pace, riapparirà davanti a Vera (Dampyr 83).
Londra, 1945. Si diffonde la notizia che il SOE, mai ben visto dal più istituzionale MI6, stia per essere sciolto. Vera, che ammira sopra ogni cosa il maggiore Foster, decide di seguirne le orme. Ottenuti i permessi necessari, parte per l’Europa orientale, alla ricerca di agenti prigionieri e dello stesso Foster. In Polonia riesce a portare a casa alcuni risultati: Charles Houghton si unisce ai partigiani polacchi, mentre Edward Smith e Robert Harrigan vengono rimpatriati dai sovietici. La incuriosisce invece il destino di Donald Paine, nome in codice “Robin”, appartenente alla sezione F della Rete Ariel, di cui le ultime notizie lo davano prigioniero in URSS. Vera si spinge fino in Russia, dove grazie alla sua abilità diplomatica e alla conoscenza del russo ottiene la liberazione di Paine, che decide di coinvolgere nella sua personale ricerca di Foster. Da fonti frammentarie, scopre che nel 1944 il maggiore aveva guidato una missione congiunta tra SOE e governo polacco per soccorrere l’AK (Armia Krajowa), ormai allo stremo. Dopo vari tentativi, Foster e sette uomini erano partiti da Brindisi in missione aerea, paracadutandosi oltre il confine polacco per cercare di recuperare prigionieri nei lager. Convinta che Foster sia ancora vivo, Vera mette insieme una piccola squadra con Paine, Bill e Roy per rintracciarlo. Ma la missione si rivela una trappola: Paine la tradisce, consegnandola ai Wehrwolfe, gli irriducibili combattenti del Reich, ora al servizio della Thule, sulle tracce della leggendaria seconda “Swastika del Sole”. Fatta prigioniera e condotta nei ruderi del castello di Kongsberg, Vera viene costretta a rivelare il nascondiglio del manufatto, già citato in un misterioso Taccuino in loro possesso scritto in polacco. Con astuzia riesce a liberarsi usando una lama nascosta nella borsa, ma il colpo decisivo arriva con l’intervento del non morto Godwin Brumowski, che annienta i nazisti rimasti. Vera lo abbraccia commossa, ma l’austriaco non può rivelarle il destino di Foster. Si congeda con in mano il taccuino in polacco, un diario che contiene indizi preziosi sulla seconda Swastika del Sole (Dampyr 97 e 98).
Praga, 2010.Harlan la ricontatta telefonicamente per ottenere informazioni su un ex aviatore austro-ungarico, Gerald Konrad: sarà l’ultimo legame tra i due (Dampyr 129).
La sua morte ed il suo funerale avvengono in Dampyr 133
Edward Foster (mentore e contatto diretto del SOE)
Godwin Brumowski (Collega e amico)
Nigel Grant (Collega e amico)
Sergey Andreyevich Verevkin (Militare russo, membro del ROE)
Lance Ryan (Pilota inglese della RAF)
Parceval Danvers (Pilota inglese della RAF)
James (Assistente, guardia del corpo in epoca recente)