30/07/2014
Luoghi
Deserto Alashan (Cina/Mongolia)
Base militare "Xie Bao"
Khara Khoto (Mongolia)
Ulan Bator (Mongolia)
Bottega di Gombo
Jurta di Gansukh
Harlan Draka (Drake), Emil Kurjak (Wolf), Tesla Dubcek
Bai Gu Jing (Maestro della notte)
Liang Xiang (Non morta)
Khara Bator (Non morto)
Guerrieri xixia
Dakini (Divinità buddiste)
Zhu Tong (Ex militare cinese, non morto)
Gansukh (Contrabbandiere cinese)
Sung Ming (Informatore Servizi segreti cinesi)
Testi: Samuel Marolla
Disegni: Fabiano Ambu
A seguito della sparizione di una quindicina di persone nella zona della "città nera" di Khara Khoto, Mongolia, Harlan, Kurjak e Tesla raggiungono Ulan Bator e Gombo, il contatto mongolo di Caleb Lost. Gombo li indirizza a sua volta da Gansukh, faccendiere e contrabbandiere cinese sempre ben informato su quanto accade nella zona. Giunti nella jurta di Gansukh questo rivela una discreta conoscenza della leggenda popolare cinese legata al demone mutaforma del folklore cinese Bai Gu Jing oltre che un ottima conoscenza di quei fatti, i corpi ritrovati di quei poveri pastori mongoli erano infatti privi di sangue e marchiati a fuoco col simbolo tanguto di Bai Gu Jing.
Tutto lascia pensare quindi a maestri della notte o non morti legati a Bai Gu Jing o al popolo dei tanguti (o xixia in cinese), il misterioso popolo che dominava quelle terre prima della conquista mongolo. Harlan decide così di partire alla volta Khara Khoto, e dopo otto giorni di viaggio nel deserto giungono nella città nera. Qui incontrano Sung Ming, ufficialmente membro dei servizi segreti cinesi, in pratica un lupo solitario deciso a ritrovare sua sorella Liang Xiang, rapita quasi trent'anni prima, molto probabilmente divenuta una creatura delle tenebre per mano di Bai Gu Jing.
Sung Ming si unisce ad Harlan Kurjak e Tesla ed il gruppo si dirige alla base militare di "Xie Bao", da un paio di settimane conquistata dal maestro della notte. Ma è un'altra tappa intermedia perché mordendo al collo Khara Bator, uno dei non morti di fiducia di Bai Gu Jing Harlan scopre che il maestro della notte è situato altrove, nella "vera" Khara Khoto, nascosta in un luogo sconosciuto dalle potenti illusioni di Bai Gu Jing.
Lungo il tragitto però il maestro della notte scatena una potente illusione che manda in confusione Kurjak e Sung Ming, che credendo di essere al centro di una tempesta di sabbia sono sorpresi da un gruppo di non morti guidato da Liang Xiang che li prelevano portandoli alla vera Khara Khoto. Ma il periodo di prigionia dura poco, Kurjak riesce a liberarsi e liberare Sung Ming, riuscendo a respingere l'attacco di alcuni non morti, mentre Harlan e Tesla inizialmente fermate dalle Dakini, creature vampiriche della divinità buddista, riescono ad affrontare Bai Gu Jing e ucciderlo definitivamente.
NOTE
Bai Gu Jing scatena nel deserto di Alashan una potente illusione da l'impressione di essere nel centro di una tempesta di sabbia in maniera analoga a quanto accadde nel Taklamakan in Dampyr 102.
Bai Gu Jing viene identificato da Harlan come colui che ha rapito Sven Hedin durante la sua spedizione nel Taklamakan.
Luoghi
Palude di Okefenokee (Georgia/Florida, USA)
Capanno della palude
Lodge dei non morti
Personaggi
Roscoe
Sceriffo Bommel
Highsmith (Direttore del parco)
Duke (Leader dei non morti)
Alligator Joe, Mary Lou, Howl, Pablo, Hitch, Pedro, il nero, Big mama, Norman (Non morti)
Ragazza Prigioniera
Testi: Luigi Mignacco
Disegni: Francesco Gallo
Roscoe, un tale che gestisce una pompa di benzina sulla statale 177, notando un uomo che si muoveva furtivo nella palude di Okefenokee, credendolo un bracconiere lo segue ma si ritrova improvvisamente inseguito da alcuni non morti. L'inseguimento e gli attacchi dei vampiri proseguono per diverso tempo col benzinaio che molto abilmente riesce a difendersi ed a seminarli.
Poco dopo si imbatte in Harlan, Kurjak e Tesla, anche loro in zona per indagare sulla scomparsa di alcune persone nella palude, e dopo una breve spiegazione dei fatti si unisce a loro per combattere i non morti, ma nel successivo attacco Roscoe finisce nella mani dei non morti ed il loro leader Duke, un umano, decide di lasciarlo andare con l'accordo di mettere in trappola Harlan, Kurjak e Tesla.
Roscoe è combattuto su cosa fare, ma una volta libero confessa ad Harlan della trappola messa in piedi per loro scatenando un violento scontro a fuoco. Uno ad uno viene fatto fuori tutto il branco di non morti, che si conferma essere un branco di cani sciolti senza padrone dopo la morte del loro maestro Ixtlàn con Roscoe sempre in prima linea, fino alla fatidica rivelazione.
Giunto al capanno dove era tenuta una ragazza prigioniera Roscoe viene ferito a morte rivelando al lettore, prima di esalare l'ultimo respiro, che tutto quello che aveva appena vissuto era una visione alternativa della sua vita se non avesse accettato l'accordo di Duke.
Harlan non comprende le parole di Roscoe interpretandole come farneticazioni, e l'uomo muore muore. La ragazza, di cui non viene rivelato il nome viene liberata, ed il branco di Ixtlàn messo completamente fuori gioco.
NOTE
I non morti di questa storia sono vampiri senza padrone generati da Ixtlàn.
La storia è un enorme "What if" in punto di morte di Roscoe.
Luoghi
Rouen (Francia)
"Armand Berger horloger"
Château Carignac
Labirinto di Château Carignac
Antica sala del Laboratorio di Devos
Mondo di Petrus de Vos
Peyrac, Reynaud, Dossin, Maudet (Soldati reali francesi)
Gilles Ravaille (Marchese di Carignac)
Petrus De Vos (Negromante)
Cardinale Mazarino
Michel e Louise (Turisti)
Armand Berger (Orologiaio, amico di Milius)
René, Daniel (Giardinieri)
Rouen, Francia. L'orologiaio Armand Berger porta all'attenzione del suo amico Hans Milius un articolo dell' Echo de Normandie che riporta alla ribalta l'antica storia del negromante Petrus de Vos.
Gilles Ravaille, marchese di Carignac, cugino di quarto grado di re Luigi XIV aveva la fissa della pietra filosofale. Un giorno si presentò alla sua corte un alchimista di nome Petrus de Vos che in breve tempo entrò nelle grazie del marchese trasformando una parte del castello in un laboratorio dedicato agli esperimenti dell'alchimista. I dintorni del castello vennero ornati da una grande siepe che andava a formare un labirinto, adornata da statue che rappresentavano simboli esoterici, gli stessi simboli rappresentati in delle mappe ritrovati di recente nel castello di Carignac. La notizia che alla corte di Ravaille si conducevano strani esperimenti giunse all'orecchio del cardinale Mazarino, che inizialmente tollerò l'accaduto per via della parentela col sovrano francese, ma il ritrovamento dei cadaveri di alcune ragazze rese il tutto insostenibille. Si diceva che Petrus de Vos fosse un vampiro, così la gente del posto decise di fare giustizia da se e si ribellò incendiando il castello ed il labirinto del castello di Carignac. La recente ristrutturazione del castello e a ricostruzione del labirinto sulla base delle antiche mappe ritrovate e la sparizione di una coppia di turisti che fa seguito alla scomparsa di quattro lavoratori extracomunitari ha reso portato così alla memoria di un giornalista la leggenda del vampiro di Chateau Carignac.
Dopo aver parlato con Berger, Harlan e Kurjak vanno in visita al castello e per capire se c'è realmente qualcosa di malvagio, ma ad Harlan è sufficiente toccare la meridiana posta nei cortili del castello per suscitare in lui una visione che lo porta alla conoscenza di misteriosi nemici. A questa segue un tentativo di aggressione di alcune strane creature a due dipendenti giardinieri. Harlan e Kurjak respingono e uccidono quelle creature che scoprono essere strettamente confinati entro i bordi del labirinto.
Con l'aiuto di Berger, Harlan e Kurjak intuiscono che le porta di ingresso di quelle creature deriva proprio dalla meridiana, e penetrando di notte nel castello e superando gli ostacoli del labirinto giungono nell'antica sala dei laboratori di Petrus de Vos, scoprendo che quel luogo è una sorta di punto di contatto tra vari mondi paralleli. Con la ristrutturazione del castello il negromante è riuscito a tornare nella realtà terrena anche se pagando a caro prezzo l'immortalità col soggiorno in quel mondo trasformandosi in un sorta di ibrido umano-millepiedi.
Harlan e Kurjak respingono gli attacchi del negromante e delle creature provenienti da quel mondo riuscendo a distruggere la meridiana e uscire dal varco che collega questa con quella dimensione. Alla chiusura del varco scompare totalmente anche il labirinto.
NOTE
Rimane il dubbio se dietro Petrus de Vos ci fosse lo zampino di qualche altro nemico conosciuto da Harlan. Tuttavia la questione è destinata a rimanere senza risposta.