Rio de Janeiro (Brasile)
Favela di Manguinhos
Casa di Mãe Eugênia
Sede "O casarão"
Terreiro
Favela di Morro de Açaí
Pão de Açúcar
João ("Meninhos de rua)
Reginaldo (Agente Policial Militar)
Olimar (Presidente associazione "O casarão")
Mãe Eugênia
Mônica (Assistente di Mãe Eugênia)
Joaquim (Delinquente)
Iansà (Mamãe Noite)
Marininha
Dadinho (Branco di "Meninhos de rua")
Linhas (Legioni di demoni)
Alex (Turista)
05/06/2014
Testi: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Daniele Statella e Marco Fara
Copertina: Enea Riboldi
Favela di Manguinhos, Rio de Janeiro, Brasile. Durante un violento scontro a fuoco muoiono diversi meninhos de rua, i bambini di strada delle favelas brasiliane: orfani, disagiati, piccoli delinquenti. Poco distante dal luogo del massacro vengono però ritrovati anche i killer, a loro volta uccisi in modo orrendo e brutale da ignoti. La polizia brasiliana specializzata in operazioni ad alto rischio, il BOPE, non sa come affrontare la situazione, l’unico indizio conduce a un piccolo gruppo di meninhos de rua che, secondo le voci, compaiono e scompaiono come fantasmi e sarebbero responsabili degli omicidi.
Nelle stesse ore, Harlan e Kurjak seguono una pista che li porta proprio a Manguinhos. A catturare la loro attenzione è il culto della dea Iansà, potente orixá delle religioni afro-brasiliane, venerata come regina dei venti, dei fulmini e delle tempeste. Tuttavia, le modalità del rito dedicato a Iansà appaiono insolite, e Caleb Lost è propenso ad associarle alle visioni inviate dai Maestri della Notte.
Grazie a Olimar, un ragazzo che si occupa di tenere impegnati i meninhos de rua, Harlan e Kurjak riescono a raggiungere la casa di Mãe Eugênia, una vera santona ed esperta del culto di Iansà. Nonostante si presentino come ricercatori dell’Università di Friburgo, non riescono però a guadagnarsi la fiducia necessaria per assistere di persona al rituale con cui la donna entra in comunicazione con la divinità.
Parallelamente, Tesla si aggira per le favelas in cerca di risposte, ma la sua presenza viene notata dalla non morta Marininha, che riferisce quanto ha visto alla sua padrona, Mamãe Noite, alias Iansà. Preoccupata dalla presenza di altri simili, Mamãe Noite comunica telepaticamente con il proprio branco di non morti: decine di ragazzini, meninhos de rua che ha trasformato in creature al suo servizio.
La diceria secondo cui nella favela di Manguinhos si aggirerebbe un gruppo di bambini riconducibili a dei non morti stuzzica la curiosità di Harlan, che la considera una pista degna di essere seguita. Tuttavia, poche ore dopo, Mãe Eugênia fa sapere ad Harlan che può finalmente assistere al rito di evocazione di Iansà.
La santona esegue il rituale e dalla statua presente nella stanza — contenente materiale organico della Maestra della Notte — si manifesta l’essenza di Iansà. La divinità, per tutta risposta, mette prima al sicuro Eugênia e Mônica, la sua assistente, poi scaglia contro Harlan, Kurjak e Tesla i Linhas, una legione di demoni. Ma si tratta soltanto di un’illusione, la statua viene colpita e i demoni svaniscono. Il contatto tra Harlan e la Maestra, però, è ormai stabilito.
Harlan deve ora affrontare i non morti reali, anche se poco più che ragazzi, i meninhos de rua trasformati da Iansà. Dopo averne eliminati alcuni, scopre il vero covo della Maestra e del suo branco di piccoli non morti, il Morro de Acaí, una favela semideserta di Rio de Janeiro, pericolosissima e ormai terra di nessuno da tempo.
Una volta giunti sul posto avviene lo scontro finale. La Maestra paralizza con i suoi poteri Kurjak e Tesla, ma non riesce a bloccare Harlan che, dopo una lunga e violenta colluttazione, riesce a pugnalarla in pieno petto. Iansà muore, trascinando con sé nella morte tutti i meninhos de rua che aveva trasformato in non morti.
Tesla, però, ha l’amaro in bocca per come si è conclusa la vicenda. È stata eliminata una potente Maestra della Notte, ma per un lungo periodo Iansà era stata anche l’unica madrina e l’unico punto di riferimento per dei ragazzi poveri e dimenticati dalla società.
NOTE
Hans Milius viene più volte citato, ma non compare nella storia.
NOTE SUGLI AUTORI
5° storia scritta da Giovanni Di Gregorio
Esordio ai disegni per Daniele Statella, con chine di Marco Fara, anche lui al suo esordio in Dampyr.