(...) Carissimo, noi semplicemente siamo forse stati gli ultimi epigoni di una generazione che credeva con scrupolo, onestà, coscienza in ciò che faceva: eravamo come dei vecchi artigiani-falegnami, fabbri, sarte, mondine, operai... scrupolosi nel fare teatro e trasmettere emozioni, come il nostro pubblico nel suo lavoro, e questa autenticità si sentiva, si trasmetteva e conquistava – non solo non guadagnavamo una lira, ma spesso di tasca nostra ci abbiamo rimesso. Ingenui, romantici, sentimentali... Credo che molti intellettuali colti e intelligenti con molto distacco ridessero di noi, ma le assicuro senza rimorsi che a vedere il mondo di oggi non ho alcun rimpianto... Se non l'annoia ancora di parlare di questa folle avventura, può scrivermi quando vuole, sono a sua disposizione. Nel ringraziarla per il suo impegno le faccio molti auguri per il suo lavoro. Molto cordialmente.
Fotografie © Gino Rosa
(...) Dearest, we were perhaps simply the last epigones of a generation that believed with scrupulousness, honesty, and conscience in what it did: we were like old artisans—carpenters, blacksmiths, tailors, rice-weeders, workers... scrupulous in making theater and conveying emotions, just like our audience in their own work. This authenticity was felt, it was transmitted, and it won people over. Not only did we not earn a single penny, but we often paid out of our own pockets. Naive, romantic, sentimental... I believe many cultured and intelligent intellectuals laughed at us with great detachment, but I assure you, with no regrets, that looking at today's world I have no remorse... If it does not bore you to still talk about this crazy adventure, you can write to me whenever you want, I am at your disposal. In thanking you for your commitment, I wish you all the best for your work. Most cordially.