Realizzare una strada scolastica significa modificare il modo in cui uno spazio viene utilizzato ogni giorno. È quindi naturale che una proposta come quella per Via Madonna dell'Orto sollevi domande e preoccupazioni.
Dove parcheggeranno le automobili? Come funzionerà l'accesso della Polizia Locale? Dove passerà il traffico? Cosa accadrà negli orari di ingresso e uscita dalla scuola?
Sono questioni concrete, che non vogliamo ignorare né minimizzare. Al contrario, fanno parte del progetto.
L'obiettivo è costruire una soluzione che aumenti la sicurezza e la qualità dello spazio davanti alla scuola, affrontando contemporaneamente le esigenze di chi utilizza Via Madonna dell'Orto e le strade circostanti.
La trasformazione permanente del tratto davanti alla scuola comporterebbe la perdita di circa una ventina di posti auto.
È un impatto reale, ma circoscritto. Via Madonna dell'Orto presenta inoltre una caratteristica particolare: nel tratto interessato non si trovano abitazioni o attività commerciali; vi insistono essenzialmente l'istituto scolastico e gli spazi utilizzati dalla Polizia Locale.
La progettazione potrà quindi verificare quali posti siano effettivamente necessari alle funzioni presenti e come riorganizzare o recuperare parte della sosta, in particolare quella di servizio, negli spazi che rimarrebbero accessibili alle automobili - considerando anche il fatto che parliamo di un'area centrale di un rione storico di Roma, ben collegato dal trasporto pubblico e con un'utenza in larga parte di prossimità (vedi dati e studi).
La presenza del Reparto a Cavallo della Polizia Locale rappresenta un'esigenza operativa che deve essere pienamente compatibile con la strada scolastica.
Per questo la proposta prevede che la zona interessata dalla trasformazione termini prima del cancello carrabile della Polizia Locale. L'accesso resterebbe quindi esterno alla parte pedonalizzata, conservando lo spazio necessario per l'ingresso e l'uscita dei mezzi di servizio. È una soluzione già contemplata nelle prime ipotesi progettuali.
La frequenza e le modalità effettive di utilizzo dell'accesso potranno essere verificate insieme alla Polizia Locale, in modo da costruire la sistemazione definitiva sulle reali necessità operative.
La trasformazione di Via Madonna dell'Orto richiede anche di ragionare sulla circolazione nelle strade circostanti e sui varchi della ZTL.
Non esiste una sola soluzione possibile. Tra le ipotesi già elaborate figurano, per esempio, l'inversione del senso di marcia di Via di San Michele e una diversa organizzazione del tratto di Via Madonna dell'Orto che rimarrebbe carrabile.
Esiste inoltre un precedente concreto: in occasione della prolungata chiusura di Via Madonna dell'Orto per gli scavi archeologici era già stata adottata una viabilità alternativa per consentire il funzionamento della rete stradale circostante.
La configurazione migliore dovrà essere individuata dai tecnici valutando flussi, accessi e sensi di marcia. Il punto di partenza è che esistono diverse soluzioni possibili da studiare e sperimentare.
prima proposta presentata nell'autunno 2025
prima proposta presentata nell'autunno 2025
progetto "Spazi a colori" maggio 2026
progetto "Spazi a colori" maggio 2026
Una delle preoccupazioni già emerse riguarda il rischio che la strada scolastica possa semplicemente spostare le automobili nelle vie immediatamente circostanti, creando nuovi punti di congestione durante l'ingresso e l'uscita degli studenti.
È un rischio che va considerato fin dall'inizio. Una strada scolastica funziona se riduce il traffico davanti all'istituto e contemporaneamente organizza meglio gli accompagnamenti che devono necessariamente avvenire in automobile.
Per questo si sta studiando la possibilità di realizzare su Via di San Michele un'area “Kiss&Go”: uno spazio destinato alla fermata breve, nel quale accompagnare o riprendere gli studenti senza arrivare con l'automobile davanti all'ingresso della scuola e senza occupare la strada con soste prolungate.
Via di San Michele era già individuata nella proposta originaria come possibile spazio per la sosta momentanea delle famiglie.
L'ultimo tratto verrebbe così percorso a piedi, separando il luogo dell'accompagnamento in automobile dallo spazio maggiormente frequentato dagli studenti.
Proprio perché queste questioni devono essere verificate nella realtà, non immaginiamo di partire immediatamente con una pedonalizzazione permanente.
Il percorso che proponiamo è graduale.
Una prima sperimentazione potrebbe riguardare un solo giorno alla settimana e soltanto alcune fasce orarie corrispondenti all'ingresso e all'uscita dalla scuola. In questa fase potrebbero essere utilizzate soluzioni semplici, temporanee e completamente reversibili, senza realizzare immediatamente interventi strutturali. Anche la proposta originaria contemplava la possibilità di partire con elementi mobili e sperimentali prima di una sistemazione definitiva.
Questo permetterebbe di osservare concretamente:
come cambiano i flussi di traffico nelle strade circostanti;
come funziona l'accesso della Polizia Locale;
dove si concentra la sosta;
se e come funziona un'area Kiss&Go;
come cambiano le modalità di ingresso e uscita degli studenti;
quali problemi emergono e quali correttivi sono necessari.
Se la sperimentazione funzionerà, potrà essere progressivamente estesa: da un giorno a più giorni, da alcune fasce orarie a una regolazione più ampia, accompagnando ogni passaggio con osservazioni e aggiustamenti.
L'obiettivo finale è arrivare, sulla base dell'esperienza maturata e dei risultati osservati, alla realizzazione di una strada scolastica permanente.
La proposta per Via Madonna dell'Orto non parte quindi dall'idea che ogni problema sia già risolto sulla carta.
Parte da un metodo: sperimentare, osservare gli effetti, ascoltare chi utilizza la strada, correggere ciò che non funziona e consolidare ciò che funziona.
Posti auto, accessi della Polizia Locale, viabilità e accompagnamento degli studenti non sono questioni da nascondere: sono elementi della progettazione.
Una buona strada scolastica non sposta i problemi: li affronta.
E proprio per questo vogliamo costruirla per gradi, insieme e partendo dall'esperienza concreta della strada.