Le città sono particolarmente vulnerabili all'aumento delle temperature. Asfalto, pavimentazioni e superfici costruite assorbono e rilasciano calore, mentre la scarsità di vegetazione e ombra contribuisce al fenomeno dell'isola di calore urbana. Il problema riguarda tutti, ma assume un significato particolare negli spazi frequentati quotidianamente dai più giovani: scuole, cortili, piazze e percorsi casa-scuola.
Ripensare lo spazio davanti a una scuola può quindi significare non soltanto aumentare la sicurezza stradale, ma anche adattare un piccolo pezzo di città a un clima che sta cambiando.
Una strada scolastica, da sola, non determina necessariamente una diminuzione della temperatura.
La possibilità interessante nasce da ciò che la riduzione del traffico e della sosta permette di fare: liberare spazio per alberi e vegetazione, creare zone d'ombra, introdurre superfici permeabili, sedute protette dal sole e, dove possibile, elementi legati all'acqua.
Una revisione sistematica di 76 studi scientifici sulle infrastrutture verdi urbane ha riscontrato una relazione positiva tra verde urbano e comfort termico dei pedoni in differenti condizioni climatiche, individuando negli alberi stradali e negli spazi verdi alcune delle soluzioni con maggiore potenziale di raffrescamento.
Una più recente revisione della letteratura dedicata proprio alle infrastrutture per la mobilità attiva conferma questa relazione: vegetazione e ombreggiamento possono ridurre in modo molto significativo l'esposizione termica dei pedoni, mentre strade pedonali e greenways opportunamente progettate mostrano effetti di raffrescamento misurabili.
La questione diventa particolarmente importante per bambini e ragazzi. Uno studio dedicato specificamente allo stress termico dei bambini durante il percorso verso la scuola ha analizzato l'effetto dell'ombra prodotta dagli edifici, dell'orientamento delle strade e degli alberi. I risultati mostrano quanto l'ombreggiamento possa modificare le condizioni termiche percepite lungo il percorso e indicano proprio nella progettazione dello spazio urbano uno degli strumenti per aumentare la sicurezza termica degli spostamenti scolastici.
Una strada più sicura da percorrere a piedi, quindi, deve essere anche una strada che rimanga il più possibile confortevole da percorrere quando le temperature aumentano.
Una delle esperienze europee più interessanti arriva da Barcellona, dove undici scuole sono state trasformate in climate shelters, rifugi climatici capaci di offrire condizioni migliori durante i periodi più caldi.
Gli interventi hanno combinato tre famiglie di soluzioni: verde e vegetazione, acqua e strutture per l'ombra. Il progetto ha trasformato circa 3.000 m² di cortili scolastici e aggiunto circa 4.500 m² di verde urbano, sperimentando un modello nel quale le scuole diventano nodi della strategia cittadina di adattamento al cambiamento climatico.
E gli effetti non riguardano soltanto la temperatura misurata.
Uno studio pubblicato su Landscape and Urban Planning ha rilevato, dopo la trasformazione degli undici cortili, un miglioramento della percezione del calore e del comfort da parte degli studenti. Ragazzi e insegnanti hanno inoltre segnalato maggiore relax, sicurezza e benessere fisico negli spazi trasformati.
Un'ulteriore ricerca sugli stessi rifugi climatici ha mostrato come ombra, vegetazione e acqua siano percepite dagli utenti come elementi capaci di offrire frescura, comfort e nuove opportunità di gioco e socializzazione.
È qui che l'urbanistica tattica può avere un ruolo interessante.
Interventi inizialmente semplici e reversibili permettono di sperimentare un diverso utilizzo dello spazio: sottrarre una parte della carreggiata alla sosta, introdurre fioriere e verde, creare zone di incontro e di gioco, verificare nuovi percorsi pedonali.
Ma la sperimentazione può essere il primo passo verso una trasformazione più strutturale, nella quale desigillare il suolo, piantare alberi e creare ombra diventino parte integrante del progetto definitivo.
La letteratura scientifica sul raffrescamento urbano è particolarmente chiara sul ruolo degli alberi: una revisione di 115 studi pubblicati tra il 2018 e il 2024 conclude che gli alberi urbani mitigano il calore attraverso ombreggiamento ed evapotraspirazione, con risultati che dipendono naturalmente dal clima, dalla specie, dalla disponibilità d'acqua e dalla configurazione dello spazio.
La proposta per Via Madonna dell'Orto può essere letta anche da questa prospettiva.
Liberare progressivamente lo spazio oggi occupato dal traffico e dalla sosta offre la possibilità di immaginare, nella configurazione definitiva, più verde, alberature e ombra, sedute, superfici più adatte alla permanenza e uno spazio pubblico utilizzabile anche nelle giornate più calde.
È la stessa direzione esplorata nel progetto Spazi a colori: non semplicemente togliere le automobili, ma chiedersi che cosa mettere al loro posto.
Una strada scolastica può così contribuire contemporaneamente a due obiettivi: proteggere bambini e ragazzi dal traffico e rendere lo spazio che attraversano ogni giorno più resiliente alle temperature di una città che cambia.
Meno spazio alle auto può significare più spazio per le persone. E più spazio per le persone può significare anche più verde, più ombra e una città più vivibile.