La sughera (Quercus suber)
Di fronte a voi vedete una delle due specie di querce sempreverdi dell'area protetta: la sughera (Quercus suber), protetta dalla legge n. 759/56.
La sughera è una pianta molto longeva tanto da poter raggiungere mediamente i 300 anni di età. La sua corteccia, il sughero, possiede importanti proprietà: è inattaccabile da insetti e roditori, resistente al fuoco, elastico, isolante, resistente all’usura. Viene utilizzata a livello industriale principalmente per la produzione di turaccioli e materiale isolante ed ignifugo, oltre a tante altre applicazioni artigianali.
Dal punto di vista istologico il sughero è un tessuto costituito da innumerevoli cellette vuote, e fu grazie a questa particolare osservazione che Robert Hooke nel 1665 coniò la parola “cellula”, ovvero “piccola cella” mentre collaudava uno strumento innovativo per quel tempo: il microscopio ottico.
Simile alla sughera, ma facilmente distinguibile per la sua corteccia legnosa e suddivisa in tante placche dure, è il leccio (Quercus ilex), sicuramente la quercia più diffusa nei boschi della riserva.
Le sughere e il progetto rifugio per l'avifauna
Il frutto della sughera: la ghianda
La ghianda del leccio