I luoghi di Leonardo

I Luoghi di Leonardo nel Ducato di Milano

Sul percorso di 520 km del Sentiero sono toccati numerosi luoghi legati alla figura e al genio di Leonardo da Vinci. Il percorso infatti si snoda attraverso territori di quello che fu il Ducato di Milano, ove Leonardo soggiornò per anni alla Corte di Ludovico il Moro dove il suo genio sommamente si manifestò. Questi nel seguito sono i luoghi toccati dal percorso del Cammino in cui il lavoro di Leonardo è esplicitamente evocato:

  • Milano: Piazza della Scala (statua di Leonardo), Cenacolo vinciano, Museo della Scienza e della Tecnologia, Pinacoteca Ambrosiana, Duomo di Milano, conca leonardesca dell’Incoronata in via San Marco, cavallo bronzeo a San Siro, Castello Sforzesco, Casa degli Atellani.
  • Naviglio della Martesana: contributi ingegneristici e progettuali alle relative conche.
  • Vaprio d’Adda (MI): museo leonardesco sull’alzaia della Martesana e casa di Francesco Melzi ove Leonardo soggiornò lungamente e dalle cui finestre a vista su un tratto turbolento di fiume Leonardo approfondì lo studio teorico sull’acqua e sui fluidi. Melzi fu erede universale dei Codici di Leonardo, per lungo tempo ospitati e custoditi in questo edificio.
  • Cornate d’Adda (MB) e Paderno d’Adda (LC): chiuse del canale navigabile dalla Martesana al lago di Como, da Leonardo per primo studiate e concepite.
  • Paderno d’Adda (LC): museo leonardesco.
  • Imbersago (LC): traghetto sull’Adda, copia funzionante dell’originale concezione del medesimo, raffigurata da Leonardo nel Codice Windsor.
  • Alzaie del fiume Adda: viste panoramiche (Leonardo ambientò qui la Vergine delle Rocce, con scorci panoramici riconoscibili anche nel dipinto della Gioconda).
  • Ponte Azzone Visconti a Lecco: riconoscibile nello sfondo della Gioconda.
  • Il gruppo delle Grigne: visitato da Leonardo con numerose escursioni ed ascese, riportate negli appunti dei suoi Codici. Valga per tutti la “busa diverso il lago la quale va sotto 200 schalini equi dogni tempo è diaccio e vento” che è con tutta verosimiglianza la Ghiacciaia del Moncodeno, che fornì per secoli il ghiaccio alla città di Milano.
  • La Valtellina e la Valchiavenna, visitate il occasione del viaggio a Innsbruck per il matrimonio tra Bianca Maria Sforza e Massimiliano d’Asburgo. Ecco quanto ne scrisse Leonardo, nel Codice Atlantico: “In testa alla Valtolina è la montagna di Bormi. Terribili piene sempre di neve; qui nasce ermellini. A Bormio sono i bagni. Valtolina come detto valle circumdata d’alti terribili monti. Fa vini potentissimi e assai e fa tanto bestiame che da paesani è concluso nascervi più latte che vino. Questa è la valle dove passa Adda, la quale corre più che 40 miglia per la Magna.
  • Il Canton Ticino e la Mesolcina, esplorati da Leonardo per esigenze soprattutto geologiche e ricerca di pietre preziose, segnalate dall'amico Donato Bramante. Bellinzona è citata da Leonardo, mentre la località di Ponte Capriasca ospita una fedelissima copia dell'Ultima Cena, realizata presumibilmente dall'allievo Cesare da Sesto.
  • Busto Arsizio e Malpensa, il Santuario di Santa Maria in Piazza a Busto Arsizio, disegnato da Donato Bramante amico di Leonardo, mantiene chiare tracce dell'Uomo Vitruviano nella compresenza di cerchi e quadrati, mentre all'Aeroporto Malpensa il Museo Volandia celebra il tema forse più evocativo e visionario trattato da Leonardo: quello del volo aereo.
  • Il Naviglio Grande, occasione per Leonardo dello studio delle acque, da lui transitato assiduamente nella permanenza ducale dal 1482 al 1499 durante i suoi spostamenti.
  • Il Castello di Abbiategrasso, nel quale Leonardo ha soggiornato spesso proveniente da Milano, in direzione Vigevano
  • La città di Vigevano. Ludovico il Moro, il Duca di Milano, particolarmente legato alla città di Vigevano, promosse molteplici iniziative tali da trasformarla in “una seconda Milano”: La città venne quindi frequentata e impreziosite da Bramante e Leonardo. Leonardo da Vinci soggiornò diverse volte a Vigevano percorrendo le campagne annotando sui suoi taccuini le scale d’acqua, i mulini, il modo di sotterrare le vigne, le stalle che ospitavano i cavalli del Duca.
  • La città di Pavia. Ludovico il Moro l’8 giugno 1490, scrivendo al cancelliere ducale B. Calchi, per invitare a Pavia Francesco di Giorgio Martini a visitare i lavori della cattedrale, aggiunge di convocare “ magistro Lionardo Fiorentino et magistero Jo. Antonio Amadeo”. La Fabbriceria del Duomo pavese provvede a pagare il 21 giugno 1490 all’Osteria del Saracino il conto del soggiorno del Senese F. di Giorgio e di Leonardo fiorentino. Fervidi dibattiti si intrecciano intorno alla Fabbrica della Cattedrale, feste e tornei si tengono nel grande parco della dimora di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona, e presso la quale Leonardo conduce alcuni lavori di ingegneria e forse anche di pitture, ma ad affascinare Leonardo, come ci mostra il Manoscritto B, che sembra essere vergato quasi per intero a Pavia, è la struttura urbana della città antica, tracciata da Opinino de Canistris, l’architettura delle chiese di Santa Maria in Pertica, di Santa Maria Segreta, l’antico anfiteatro, la Statua del Regisole, il fiume Ticino, i canali d’acqua che l’attraversano. Presso l'Università pavese Leonardo approfondisce i suoi interessi di matematica, di anatomia, di filosofia e di teologia.