Francesca Di Franco, psicologa dell'età evolutiva, ha condotto il dialogo diretto con i partecipanti allo studio.
Quello che segue è il suo resoconto della fase del progetto che prevedeva gli incontri con le famiglie presso l'Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.
Prima dell’incontro chiedevamo alle famiglie di svolgere due semplici attività a casa. I genitori misuravano peso e altezza del/della figlio/figlia e comunicavano questi dati al team di ricerca; inoltre, veniva chiesto di compilare un breve questionario online sull’uso degli schermi (ad es. smartphone, tablet, pc o televisore); il questionario raccoglieva alcune informazioni sulle abitudini digitali dei ragazzi nel quotidiano.
Tutto questo consentiva di preparare al meglio l’incontro, potendomi fare un'idea preliminare del loro contesto di vita.
L’incontro si svolgeva presso il servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Regina Margherita di Torino e durava circa un’ora e un quarto.
Dopo un primo momento di accoglienza, iniziavo a raccogliere alcune informazioni sulla storia e sulle abitudini quotidiane del/della figlio/figlia, attraverso un breve colloquio con la famiglia per poi entrare nel vivo delle diverse attività previste dallo studio.
All’inizio si misuravano l'altezza e il peso, dati utili a calcolare l’indice di massa corporea (BMI), un valore necessario negli studi sulla salute.
Poi venivano svolti alcuni test cognitivi (brevi esercizi o giochi cognitivi al computer o su carta), utilizzati nella ricerca scientifica per capire meglio come funzionano determinate abilità mentali.
Per avere un quadro più completo dello stato di benessere del/della figlio/figlia, i genitori hanno compilato alcuni questionari utilizzati nella ricerca psicologica; questi strumenti aiutano a capire meglio aspetti come le emozioni, il comportamento, le relazioni con i coetanei, le capacità sociali.
I/le figli/figlie hanno inoltre compilato un breve questionario sul rapporto con lo smartphone. In particolare, infatti, lo studio analizza alcune situazioni come la difficoltà a stare senza telefono, il bisogno di rimanere sempre connessi, la sensazione di disagio quando non si può usare lo smartphone.
Tutte queste informazioni ci aiutano a studiare meglio il rapporto tra tecnologia e benessere giovanile.
Al termine dell'incontro a ogni famiglia che lo desiderava è stata consegnata una relazione individuale con i risultati delle attività svolte: tutte le famiglie che hanno partecipato allo studio hanno richiesto questa restituzione. La relazione riassumeva in modo chiaro i risultati dei test cognitivi e dei questionari compilati durante lo studio, offrendo una panoramica delle principali abilità valutate, come attenzione, memoria e alcuni aspetti del comportamento e del benessere.
Quando necessario, era inoltre possibile organizzare un ulteriore incontro insieme a me per commentare i risultati; questo momento serviva a fornire eventuali chiarimenti, rispondere alle domande dei genitori e approfondire alcuni aspetti emersi durante la valutazione.
L’obiettivo della restituzione era offrire alle famiglie una spiegazione comprensibile e utile, valorizzando le informazioni raccolte durante la partecipazione allo studio.