Il madonnaro che ricordo io era uno, un uomo tra i cinquanta e i settanta, dai tratti duri e la pelle cotta dal sole, silenzioso o forse muto, rapito misticamente o semplicemente strano e forse non del tutto a posto.
I vestiti erano consunti quasi da barbone, lo sguardo non si lasciava incontrare, la borsa dei gessetti colorati gli pendeva da una spalla.
Quando finiva, si metteva da parte e lasciava che le monetine si accumulassero sulle soffici nuvole, i manti vaporosi e le aureole dei suoi santi, come se lui non c'entrasse quasi nulla.