Luigi Stifani da Nardò non si considerava un musicista, ma un terapeuta perché, in effetti, guarire dagli effetti del morso della taranta e altri "demoni" era il motivo per cui suonava, così come non maneggiava forbici, rasoi e pennello per allietare gli avventori della sua barberia, ma per mettere in ordine la loro faccia e la loro testa. I suoi diari sono i diari di un dottore, non di un musicista, raccontano casi di cura e guarigione con terapie, tempi, somministrazioni, risposte, guarigioni,