Un bell'aliante acrobatico, senza compromessi, con una apertura alare di poco meno di 13 metri e realizzato con le più attuali tecniche di laminazione Pre-Peg che conferiscono rigidità e robustezza, col minimo peso.
E da qui comincia l'avventura.
Come aeromodellista, sono e sono sempre stato aperto e curioso verso ogni novità e la voglia di costruire e realizzare sogni e idee, è sempre viva e pulsante.
Quindi, potevo lasciarmi sfuggire la possibilità di riprodurre questo magnifico I-45 JAY?
Eh no!
AL LAVORO!
Per prima cosa, mi sono attivato per una ricerca WEB, al fine di raccogliere più informazioni possibili per realizzare il progetto vero e proprio.
A dire il vero, non c'è molto in rete, visto che si tratta di un aliante recentissimo e di conseguenza ancora semisconosciuto.
Ho scaricato tutte le foto e i video che ho trovato e dal materiale a disposizione, usando strumenti di grafica e disegno CAD, sono riuscito a ricavare un trittico sufficientemente fedele, considerando pure il fatto che superfici e bracci di leva, sono molto simili al famosissimo Swift, da cui deriva strettamente, tant'è che qualcuno lo ha subito battezzato "il nuovo Swift".
Ma ad una attenta osservazione, non possono sfuggire alcuni importanti e decisivi dettagli che fanno dello JAY, un modello unico e attualissimo, pur conservando le impostazioni base dei suoi predecessori: Kobuz, Fox, Swift.
La prima cosa che salta all'occhio, è il moderno taglio del tettuccio trasparente, molto ampio e privo di spigoli, che permette al pilota di avere una maggiore visibilità. La fusoliera, anche se a prima vista può apparire simile allo Swift, in realtà ha un design completamente nuovo: dalla forma del bulbo, al trave di coda notevolmente assottigliato nella vista dall'alto e che si raccorda perfettamente allo spessore del direzionale. Anche la larghezza della fusoliera, risulta minore a tutto vantaggio della minor sezione frontale e quindi minor resistenza. Riguardo alle velature, le differenze rispetto allo Swift, sono minime, così come i bracci di leva. Le estremità alari e del piano di quota, non sono più "tronche" come sullo Swift ma presentano un raccordo di estremità, sicuramente migliore ai fini estetici e soprattutto aerodinamici.
Il tutto si traduce in una linea assai pulita e aerodinamica, a tutto vantaggio della efficienza finale.
A questo punto, via con il progetto e disegno finale he ho realizzato in ambiente Rhinoceros.
La progettazione è stata ottimizzata per una riproduzione in scala 1/4 che si traduce in una apertura alare di 3.23 metri. Misura che ritengo ottimale per un aliante acro, prevalentemente da pendio. Non troppo grande per godere appieno di maneggevolezza estrema e facilità di gestione trasporti, ecc, ma nemmeno troppo piccola per conservare una resa ed efficienza di prim'ordine.
Profili alari molto sottili, al limite delle esigenze strutturali. In realtà, l'ala è composta da 3 profili diversi, asimmetricamente distribuiti, derivanti da HQ-DS, HQ-W e HQ-Acro (evoluzione "acro" dei supercollaudati ed efficientissimi profili usati sul mio SZD-59), opportunamente modificati e ottimizzati per NR relativi al posizionamento lungo l'apertura e alle corde alari. Si va dal 8% in radice al 6% in estremità, con un camber medio/basso, appositamente pensato per l'uso del camber variabile che considero una caratteristica indispensabile per questo progetto.
Stabiliti profili, incidenze e impostazioni di base, il progetto è proseguito su Rhinoceros, realizzando il modello in solido e poi ricavando da esso, tutte le sezioni adatte ad essere stampate in PLA con la mia fida Bambulab A1
Piano piano (a dire il vero, non tanto piano, vista la velocità della Bambu), sono venuti fuori i vari tronconi che infilati su una barra di alluminio 20x20, sono andati a comporre la fusoliera.
Stucco, fondo, carta vetrata e tanto olio di gomito et voilà!
Carteggia di là, liscia di qua, alla fine ecco spuntare fuori in tutta la sua bellezza, il modello completo in tutte le sue parti, stampate, rifinite e pronte per ricavare gli stampi in epossidica.
E vai di intavolatura per il primo stampo: LA FUSOLIERA!
Stampo fusoliera FATTO! (si fa presto a dirlo ma un po' meno a farlo :p)
Piani di coda e capotta:
TADANNN!!
E vai con le ali!
TADANNNN!
E si comincia a stampare.
Tanta #robanera !
La prima fusoliera dello JAY!
SATISFACTION!!
E si prosegue a stampare:
Tutte le stampate realizzate in carbonio "in purezza" altrimenti detto "laminazione monolitica".
Cioè esclusivamente carbonio, senza strati intermedi di Airex o altre schiume di supporto.
Ciò significa, un laminato con ottima durezza superficiale, assolutamente esente da "bozzature postume" dovute a urti, graffi, ecc. assolutamente compatto e solido, in quanto privo di materiali intermedi.
Longheroni in compensato rivestito carbonio.
Supporti servocomandi già incollati prima della chiusura.
Spine di riferimento già posizionate e solidali all'ala finita e...
TADANNN!
E dopo aver stampato tutti i pezzi, assemblaggio finale, verniciatura con smalti nitro opachi e trattamento finale con smalto trasparente acrililico lucido e antigraffio.
Bello eh? :=)
E che dire dopo l'applicazione delle decals?
La capotta nero/lucido, mi piace un casino. Su un modello del genere c'azzecca proprio!
Di seguito qualche video e immagine sull'allestimento e setting
E infine due piastre stampate in PETG per ottenere un perfetto e agevole centraggio
SETTING:
Servocomandi alettoni e flaps: N. 4 OCS-D2510 da 22 kg.
Servocomandi piano di quota e direzionale: N. 2 OCS-202HV da 20 kg.
Ricevitore: FrSky TDR-18
Batterie RC: N. 2 Ovonic 2s 2200
Trasmettitore: FrSky X20S
E siamo pronti per il COLLAUDO!
Finalmente: MAIDEN!!
Finalizzare un intenso lavoro di 11 settimane, con questo risultato, è decisamente APPAGANTE.
Il Luogo: Monte Catria, Sperone Monte Morcia. Zona di lancio versante Nord.
Condizioni: Medio-basse con stanche termiche ma fortunatamente abbastanza costanti.
Pendio sovraffollato, come al solito. Numerosi Piloti da Germania e naturalmente Italia.
Ormai il Catria è INTERNATIONAL.
JAY montato rapidamente. Controllo radio con trasmissione ribassata e fionda stesa.
Sarà che sto invecchiando ma stavolta non ero freddo e tranquillo come il mio solito.
Tante variabili e tanti dubbi, studiati si in fase di progetto ma... hai visto mai...
Ho esitato a lanciare, chiacchierando con amici, anche perchè, con tutti quegli spettatori, se facevo na "figuremmè" diventava internazionale.
Presenza rassicurante di Francesco Balzani che mi ha fatto da Helper.
Alla fine mi sono deciso. Un colpo al pedale e via di fionda... e che la sfiga mi stia lontana.
Mi sono bastati pochi secondi per capire che i problemi erano esattamente a ZERO.
Partito dritto come una locomotiva e subito agganciato una ascendenza.
Il pupo ha subito mostrato il suo bel caratterino con una esuberanza di risposta ai comandi che mi ha fatto pilotare per tutto il primo volo in punta di pollici, sfiorando appena gli stick.
Da subito comunque stabile e ben centrato. Non ho usato manco mezza tacca di trim. PERFEKT!.
Poca condizione ma comunque sufficiente per un volo di collaudo.
Nessun "problema di sopravvivenza" per il JAY che anzi se la spassava alla grande, agganciando una termica dietro l'altra, con sorprendente efficienza.
Ho azzardato qualche figura basica, soliti looping e tonneau ma senza forzare, date le scarse condizioni e il setting non ancora perfetto.
All'atterraggio, ho provveduto alla necessarie modifiche, riducendo il comando di quota al 80%, con una dose massiccia di esponenziale, sia su quota che su alettoni.
Secondo volo, decisamente meglio pilotabile e ho cominciato a divertirmi.
Modello assai divertente.
Non ama essere rallentato e da il meglio di se, se lo si lascia scorrere come vuole lui.
Molto sensibile alla variazione di Camber. In "Modo termica", aggancia e sale in ascendenza con rapidità ad efficienza. In "modo velocità" non pare guadagnare tantissimo ma comunque la differenza si sente e in volo rovescio rende visibilmente meglio.
In conclusione, vola come mi aspettavo che volasse. E' un acrobatico e vola da acrobatico. Molto reattivo e preciso. Sempre neutro nella impostazione di volo: se lo metti in virata, continua a virare finchè non lo rimetti dritto e così su tutti gli assi.
Guadagna velocità in pochi metri di affondata e la mantiene a lungo, con esaltante efficienza.
In termica, sale deciso e guadagna rapidamente quota che si può poi "spendere" subito in acrobazia, senza la necessità di passare decine di minuti a racimolare quota per eseguire qualche figura.
Nonostante la giornata "scarsa", mi sono ugualmente divertito e il JAY mostra di avere un potenziale che sarà divertente scoprire e sfruttare.
Si prospettano fantastiche giornate di volo.
JAY!
L'amico Francesco Balzani che mi ha fatto da helper per il collaudo dello JAY
il I-45 JAY è stato presentato al Raduno AAVIP Monte Cucco 2025.
Purtroppo, al secondo volo, causa calo improvviso di condizione, è finito nel bosco sottostante la zona di lancio Nord, riportando danni che mi hanno impedito di farlo volare nei giorni successivi.
Danni comunque riparati in pochi giorni ed il week end successivo, era di nuovo in volo sul Monte Catria.
L'amico Carlo Candioli in posa con lo JAY
Al momento, siamo in Agosto e mi sto godendo alla grande la mia nuova creatura, volando tra gli splendidi scenari del nostro Appennino Umbro-Marchigiano.
Continui piccoli miglioramenti, lo rendono ogni volta più godibile e performante.
Insieme al mio SZD-59 Acro, è il fedele compagno di memorabili giornate di volo.
Un panino, una birra e uno splendido modello in uno scenario unico che ti mette in pace col mondo.
Che vuoi di più dalla vita?
Sayonara e buoni voli!
Peppesan.
Altre foto e dettagli:
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