Due parole per chi vuole approcciarsi alla spettacolare disciplina dell'aerotraino, sia come pilota di trainatore che come pilota aliantista.
Cominciamo da una valida attrezzatura.
Una delle domande più frequenti è: "quanto faccio lungo il cavo?"
A questo proposito, come sempre le idee sono tante ma direi per esperienza diretta che 25 metri di cavo, sia l'ideale.
Ottimi i cavi di treccia di cotone, sufficientemente morbidi e resistenti e soprattutto hanno una elasticità praticamente nulla.
Da evitare cavi in nylon o simile che stirandosi, in caso di strattonamenti, non rari, provocano un "effetto fionda" che, nel migliore dei casi, può allentare il cavo ma può anche causare situazioni pericolose, se il trainato si avvicina troppo al trainatore.
E' bene che nel primo metro di cavo, dal verso del trainatore e almeno 20 o 30 cm oltre il direzionale, sia previsto un aumento di diametro del cavo stesso, con la duplice funzione si impedire che il cavo si infili nelle fessure delle parti mobili e ridurre la possibilità di indesiderati graffi sui piano di coda.
Una guaina in tubo di plastica di diametro minimo di 8 mm, servirà egregiamente allo scopo.
Forse più pratico, sostituire il primo metro di cavo, con un cavo di cotone diametro 10, più morbido del tubo di plastica e più pratico per poi riavvolgerlo nel rocchetto a fine giornata.
Il cavo, dovrà avere alle due estremità un "laccio" di cavetto di nylon monofilare da 1 mm, che facilita l'aggancio e crea un "fusibile" che cederà nel caso di forti strattoni o cavo impigliato in qualche ostacolo a terra (staccionate, siepi, cavi telefonici, ecc). Consigliate un paio di bandierine, nastro colorato o altro comunque ben visibile, una a circa mezzo metro dall'aliante e l'altra circa a metà cavo che renderanno il cavo sufficientemente visibile anche per sincerarsi dell'avvenuto sgancio in quota.
Esaurito il discorso cavo, qualche consiglio su come agganciarlo.
Ci sono molti tipi di sganci, più o meno "fighetti" e più o meno complicati ma il mio spassionato consiglio è per la classica asola con tubetto di ottone e barretta di acciaio armonico all'interno, che fa da chiavistello.
Inutile complicarsi la vita con palline e fantasiosi aggeggi che alla fine possono provocare problemi di sgancio, con tragiche conseguenze e comunque vi risparmierà qualche impropero di chi sta attendendo il proprio turno, mentre voi state bestemmiando, tentando l'aggancio del vostro aggeggio.
2 tubetti di ottone, con diametro interno 3 mm o meglio 4, e una barretta di acciaio armonico da 2 mm, collegata direttamente al servocomando e lo sgancio è bell'e pronto. E' sufficiente una piccola asola dove infilare il cappio del cavo che poi verrà bloccato dal chiavistello costituito dalla barretta di acciaio armonico, collegata al servo.
Consigliatissimo usare un servo di adeguata potenza. un 20 kg, vi garantirà lo sgancio, anche in situazioni critiche e potrà fare la differenza tra portare giù un modello integro o un ammasso di cocci.
Considerata l'importanza "vitale" del comando di sgancio, sia sul trainatore che sul trainato, consiglio vivamente di posizionare il relativo comando sul trasmettitore, in modo che sia subito a portata di dito e ben individuabile, senza staccare lo sguardo dai modelli in volo, anche nella frenesìa derivante da una situazione critica.
Modelli in pista. Trainatore in moto e ben carburato, aliante agganciato ma prima alcuni controlli:
1- Controllare che il cavo di traino passi sopra il piano di quota del trainatore e non sotto, in modo che in volo possa distendersi correttamente, senza interferire con le superfici di comando.
2- Controllare che il cavo non sia impigliato in sterpi, sassi o altro.
3- Mettere il cavo in tensione, prima di partire, in modo da evitare strattoni.
4- Meglio tenere sollevate le punte delle ali dell'aliante, per i primi metri, in modo che non vadano ad inciampare su sterpi, erba, ecc. In ogni caso, saranno sufficienti pochi metri per avere un sufficiente controllo sugli alettoni e tenerlo livellato durante il rullaggio.
Importante la comunicazione tra piloti.
Appena il trainato segnala il "Pronto", il trainatore parte deciso, senza esitazioni.
L'aliante si staccherà dalla pista quasi subito, mentre per il trainatore serviranno qualche metro in più.
Lo stacco deve essere più possibile dolce e lineare per facilitare l'allineamento dell'aliante.
Prima di virare, meglio fare almeno 50 metri di quota e comunque virate sempre larghe e dolci e salita costante.
Il pilota dell'aliante, non deve fare altro che mantenere le ali livellate e NON cercare di virare. Sarà il cavo a direzionare correttamente l'aliante.
In una giornata con aria pressochè calma, non ci sono problemi con le virate, mentre in condizioni ventose, meglio adottare una salita a ZIG-ZAG, con virate sempre controvento, evitando di trovarsi con vento in coda e relativi possibili problemi di allentamento del cavo.
Come detto, è il trainatore a decidere traiettoria e salita, L'aliante deve solo tenere le ali livellate e rispettare due semplici regolette: NE SOPRA, NE SOTTO e vi spiego il perchè:
TROPPO BASSO!
Se l'aliante è troppo basso, rispetto alla traiettoria di volo, il cavo di traino andrà a pressare sul piano di quota del trainatore, provocando una cabrata che può portare allo stallo di entrambi, con conseguenze poco piacevoli. La soluzione parrebbe semplice, cabrando l'aliante per rimettersi in linea ma può capitare di arrivare alla situazione in cui, per inesperienza o per problemi di setting, l'aliante non riesce a mettersi in linea e di conseguenza, la pressione del cavo sul piano di quota, verso il basso, non sia più contrastabile dall'efficacia dell'elevatore Nel caso si verificasse tale condizione: SGANCIARE!! Se l'aliante non riesce a sganciare (succede purtroppo spesso), deve essere il trainatore a sganciare. Meglio perdere un cavo che sfasciare due modelli.
TROPPO ALTO!
La condizione opposta: modello troppo alto, rispetto alla linea di volo. Condizione meno pericolosa del "TROPPO BASSO" ma comunque da evitare. Un aliante troppo alto, genera una resistenza molto maggiore e può rallentare il traino, provocando situazioni critiche. Nel caso, cercare di allinearsi DOLCEMENTE, con un opulato uso di freni-diruttori e senza picchiare troppo per non allentare il cavo. Anche qui, vale la regola ASSOLUTA, in caso di problemi SGANCIARE!
IL TRAINO PERFETTO
Alla quota voluta, d'accordo tra i due piloti, si potrà tranquillamente sganciare: "sgancio in 3, 2 ,1, Ciao!".
Appena sganciato, l'aliante smaltirà velocità salendo leggermente e virando a destra, mentre il trainatore, una volta CERTO che lo sgancio sia avvenuto, virerà a sinistra e picchierà, tornando rapidamente in pista per un nuovo traino.
Dopo qualche traino di "rodaggio", non sarà certo difficile ottenere il TRAINO PERFETTO, con l'aliante poco sopra la linea di volo, con un asse perfetto tra asse di trazione del motore, punto di attacco del cavo al trainatore e linea del cavo. A questo punto, entrerete nell'olimpo dei MAGHI DEL TRAINO con tutti gli onori, oltre che ottenere la massima soddisfazione dai vostri traini.
Nel caso di erba alta, pista non perfettamente scorrevole per l'aliante, ecc., può essere utile l'uso di un Dolly per l'involo. In questo caso, il Dolly va subito tolto dalla pista, dopo il decollo, per non creare ostacoli per successivi atterraggi.
Le piste migliori, sono quelle in erba rasata che consentono all'aliante di decollare scivolando sulla sulla pancia, senza usare carrelli. Per piste asfaltate, è giocoforza disporre di carrello, retrattile o fisso, oppure un buon Dolly.
Attenzione a "traffico a terra". Nel caso di raduni o traini numerosi, è bene avere qualcuno che faccia da "direttore di volo", coordinando decolli e atterraggi, monitorando attentamente la situazione.
Buoni traini e arrivederci in pista!
Peppesan.😁