Philip Kotler, ancora oggi considerato il padre del marketing moderno lo definisce così:
“Il marketing è la scienza e l’arte di esplorare, creare e fornire valore per soddisfare i bisogni di un mercato target con un profitto. Il marketing identifica bisogni e desideri insoddisfatti. Definisce, misura e quantifica la dimensione del mercato identificato e il potenziale di profitto. Individua i segmenti in cui l’azienda è in grado di servire al meglio e progetta e promuove i prodotti e i servizi appropriati”.
Il Marketing 3.0 non solo ha lo scopo di aumentare le vendite, ma anche, di rendere il mondo un posto migliore. Le strategie di marketing 3.0, quindi, sono in grado di fornire: prodotto, servizio e valore.
“Human-Centric Marketing”
Il cliente di oggi è più consapevole ed esigente, avendo più informazioni a portata di mano, è molto più informato, di conseguenza meno incline a scegliere ciecamente un servizio o un prodotto. Mentre il comportamento dei consumatori continua a cambiare, vengono sviluppati nuovi strumenti per aiutare le aziende e i professionisti del marketing a capire meglio le necessità dei clienti e rispondere in modo più efficace.
Il marketing intelligente di oggi, non vende prodotti, ma vende pacchetti di benefici. Non solo vende un valore di acquisto, ma anche un valore d'uso.
L'evoluzione del mercato ha introdotto tre nuove "P" al classico Marketing-Mix delle 4P di McCarthy: Prodotto (Product), Prezzo (Price), Posizionamento/Distribuzione (Place), Promozione (Promotion):
Persone (People) – Entrano in gioco il target di pubblico a cui l’azienda si rivolge e anche l’importanza delle persone che lavorano all’interno. La situazione ideale è conquistare sia i clienti, sia i dipendenti, creando ambasciatori del brand dentro e fuori l’azienda.
Processo (Process) – Il processo con cui si realizza un prodotto deve essere ottimizzato per soddisfare pienamente i clienti, ma minimizzando i costi di produzione.
Percezione (Physical Evidence) – Per fare in modo che il potenziale cliente non perda la voglia di acquistare, si fa percepire il valore del servizio attraverso recensioni, case studies, etc.
Gli anni ’90 Robert F. Lauterborn definì una teoria di marketing basata sul consumatore e non più sull’azienda e il prodotto.
Le 4C sono:
Consumatore/Consumer (al posto di Prodotto) – Ciò che l’azienda mette sul mercato è pensato per soddisfare le esigenze del cliente.
Costo/Cost (al posto di Prezzo) – Il concetto si amplia considerando il potere di acquisto dei consumatori.
Convenienza/Convenience (al posto di Posizionamento/Distribuzione) – Prende in considerazione i luoghi in cui è possibile raggiungere il cliente (online e offline).
Comunicazione/Communication (al posto di Promozione) – Si passa dalla promozione unilaterale al dialogo. In questo tipo di comunicazione il cliente è più vicino all’azienda e interagisce con essa.
Questa teoria, ha subito un’ulteriore evoluzione che la porta a essere ancora più in linea con il digital marketing.
Gli elementi che portano da 4 a 6 C sono: Contenuto (Content) e Comunità (Community).
Questi due elementi sanciscono definitivamente l’importanza del marketing digitale ponendo l’attenzione sui contenuti che gli utenti cercano su siti internet e sui social, etc.