Intervista con...
di Mattia Lambiase
DI NATALY CESARANO, CHIARA COTTALI, AGNESE SALSANO, SARA VASTOLA (classe II D, plesso Madre Teresa di Calcutta)
Lo spettacolo della Piccola Antigone è stato molto coinvolgente e ha lasciato una traccia profonda nei ragazzi, perché li ha fatti riflettere sul fatto che, davanti ad un’ ingiustizia, anche piccola, bisogna sempre combattere e non mollare mai.
Il 18 marzo la classi seconde e terze dell’IC Ilaria Alpi sono state invitate ad assistere alla rappresentazione teatrale “La Piccola Antigone”. La storia è quella di una ragazza coraggiosa che si trova a dover scegliere tra la legge degli uomini e quella del cuore. Immaginatevela a Tebe, una città distrutta dopo la guerra. I due suoi fratelli, Eteocle e Polinice, sono morti combattendo l’uno contro l’altro. Il nuovo re, Creonte, lo zio, nega la sepoltura a Polinice perché considerato un traditore. Per i greci non dare una sepoltura a un corpo era la punizione più crudele. Antigone, anche se piccola, ha una grandissima forza. A lei non importa né dei bandi nè delle minacce di morte... Una notte, nel silenzio profondo, esce di nascosto dalle mura della città. Con le sue piccole mani scava nella terra e copre il fratello, compiendo il rito sacro. Viene catturata dalle guardie e portata davanti al re. Lo zio furioso le urla contro, ella lo guarda dritto negli occhi dicendo che lei non è nata per provare odio, ma per provare amore. Creonte, vedendo tutto questo orgoglio, come punizione le dice che deve essere murata viva in una grotta. Nonostante le suppliche del figlio Emone, egli non cede perché pensa che agli occhi degli altri altrimenti potrebbe sembrare debole. Quando la grotta viene riaperta si scopre che Antigone ha scelto il suo destino togliendosi la vita per non aspettare una lenta morte. Il suo gesto scatena molto dolore che travolge la famiglia del re,è proprio qui che capiamo il grande coraggio di Antigone.
Quella maiuscola figura femminile resta ancora oggi un simbolo contro l’ingiustizia.
Resta un dato oggettivo: non tutti hanno giudicato allo stesso modo la piece di scena al teatro Diana. Ci sono stati gli entusiasti, ma anche quelli che hanno giudicato l’opera troppo impegnativa per una Secondaria di Primo Grado. Fatto sta che quella al teatro resta sempre un’esperienza intensa