Sostegno alle attività agricole
Sviluppo del turismo lento, rurale
Rafforzamento partenariato Città dell’Olio e Città del Vino
Valorizzazione prodotti locali
Riconoscimento De.Co. per prodotti tipici locali
Il nostro è un paese che per decenni ha trovato nel turismo una fonte economica importante ed uno sviluppo anche urbanistico che ha lasciato tracce imponenti.
Oggi quel tipo di turismo non esiste più. Dobbiamo prendere atto di questa realtà immaginando un diverso tipo di turismo.
A San Vito non manca il necessario. Verde, acqua, aria pulita, ottimi prodotti agricoli ed enogastronomici, passeggiate, sentieri, un centro storico stupendo, gente accogliente, un teatro, strutture sportive.
E questo lo abbiamo non soltanto nei soliti luglio e agosto ma tutti i giorni dell’anno ed è proprio questo che dobbiamo mettere a frutto intercettando quel flusso lento ma costante che normalmente si definisce turismo lento. Un turismo fatto di week end, di gastronomia, di ricerca del vino o dell’olio buono prima da gustare e poi da comprare, un turismo esperienziale di chi vuole imparare a fare le fettuccine o la pizza gialla.
Questo oggi cercano i turisti che frequentano i piccoli borghi.
Per intercettarlo ed ospitarlo occorre che si aprano Bed&Breakfast, cantine, luoghi di ristoro, punti vendita dei prodotti locali. Occorre che si riavvii una attività di microeconomia che sicuramente potrà creare posti di lavoro e di conseguenza famiglie che si formano e restano.
Nessuno può farcela da solo perché nessuno possiede tutti gli ingredienti ma già i primi esempi di coraggiosi che si sono avviati su questa strada ci sono e il nostro compito sarà di facilitare ed incentivare al massimo ogni tentativo con esonero dai tributi, incentivi, facilitazioni burocratiche ed ogni altro mezzo lecito.
Ricettività, prodotti dell’enogastronomia sanvitese, valorizzazione e creazione di un marchio identificativo come già avvenuto per “Le Nusche” che sono entrate tra i prodotti di origine comune della Regione Lazio e nell’albo delle De.Co. Comunali è l’esempio concreto di come intendiamo il processo di valorizzazione: definizione delle caratteristiche, riconoscimento istituzionale, marketing e diffusione affinché San Vito Romano e prodotto siano indissolubilmente legati. Che sia un processo di lavorazione dell’uva, un prodotto finito, una tecnica artigianale, un impasto, un olio o una tradizione, nei prossimi 5 anni deve essere caratterizzata, censita e pubblicizzata.
Soltanto dall’unione fra prodotti, luoghi, esperienze e narrazione può venire quell’impulso turistico che può far tornare San Vito un centro di attrazione all’interno del panorama provinciale.
In ambito agricolo, va proseguito il lavoro fatto sullo studio della cultivar “Rosciola” per il comparto oleario, nonché quello sul “Cesanese” per la il settore vitivinicolo, ampliandolo all’altra nostra uva caratteristica: il Bellone.
Di concerto con la Regione Lazio vanno promosse delle specifiche iniziative ad hoc che possano superare uno dei maggiori ostacoli alla crescita agricola dei nostri territori: l’eccessiva frammentazione dei terreni, spesso abbandonati poiché divisi da successioni di proprietà proseguiti per inerzia e non con la prospettiva di una risorsa.
Il partenariato con l’Associazione Nazionale “Città Dell’Olio” ci ha dimostrato come prendere esempio da realtà più affermate possa far crescere il territorio in modo più rapido. Analoghe iniziative andranno prese anche nel settore vinicolo mediante la creazione di una cabina di regia con produttori e l’affiliazione all’Associazione Nazionale “Città del Vino”.