La curva di Keeling è un grafico che mostra l'accumulazione di anidride carbonica nell'atmosfera terrestre, sulla base di misurazioni continue effettuate presso l'Osservatorio di Mauna Loa, sull'isola delle Hawaii, dal 1958 ad oggi.
Le misurazioni mostrano un costante aumento della concentrazione di CO₂ da 313 parti per milione in volume (ppm) nel marzo 1958 a 430 ppm nel giugno 2025, con un aumento attuale di 2,48 ± 0,26 ppm CO₂ (media ± 2 dev std) all'anno. (Wikipedia)
La curva di Keeling mostra anche una variazione ciclica di circa 5 ppm ogni anno, corrispondente alla variazione stagionale dell'assorbimento di CO₂ dalla vegetazione terrestre del mondo. La maggior parte di questa vegetazione si trova nell'emisfero settentrionale, dove si trova la maggior parte della terra. Da un massimo a maggio, il livello diminuisce durante la primavera e l'estate settentrionali poiché le nuove piante che crescono assorbono la CO₂ attraverso la fotosintesi. Dopo aver raggiunto un minimo a settembre, il livello risale di nuovo nell'autunno e nell'inverno settentrionali, quando le foglie muoiono e si decompongono, rilasciando nuovamente anidride carbonica nell'atmosfera.
(Wikipedia)
Gli scienziati al lavoro sulle carote di ghiaccio estratte nell'Antartide hanno ottenuto dati sul clima e sulle concentrazioni atmosferiche di gas serra risalenti fino a 800.000 anni fa. Tra le altre cose, le carote rivelano che i livelli di gas serra presenti oggi nell'atmosfera sono i più alti mai registrati negli ultimi 800.000 anni.
(https://cordis.europa.eu/)
Questo grafico, basato sul confronto tra campioni atmosferici contenuti nelle carote di ghiaccio e misurazioni dirette più recenti, dimostra che la CO2 atmosferica è aumentata a partire dalla Rivoluzione industriale.
Il grafico mostra cicli di oscillazione della CO2 negli ultimi 800000 anni, cui sono corrisposte rilevanti variazioni climatiche. La CO2 è comunque rimasta sempre sotto i 300 ppm. Solo, a partire dall'inizio del XX secolo si è superata questa soglia, e l'aumento sta procedendo in modo molto rapido e vertiginoso.
Nonostante i "gas serra" siano presenti in quantità bassissime nell’aria (la CO2 per lo 0,0423 % e il metano per lo 0,00016%), il loro effetto sulla temperatura del pianeta è così forte che la loro accresciuta produzione - negli ultimi due secoli - dovuta alle attività umane ha portato all’aumento della temperatura media del pianeta di oltre 1,2°C rispetto al periodo preindustriale, con un rilevante aumento negli ultimo 40 anni (dati aggiornati 2026, NASA)
La fusione stagionale della banchisa polare (ghiacci galleggianti) nel mar glaciale Artico varia tipicamente con l'andamento stagionale, avendo un minimo a fine estate (settembre). Ogni anno, tale valore minimo si riduce in modo significativo, con un ritmo pari a 12,2% per ogni decade. Mentre i ghiacci terrestri della Groenlandia si stanno fondendo ad un ritmo di 266 miliardi di tonnellate all'anno, andando ad innalzare il livello del mare.
(dati NASA)
Gli oceani assorbono gran parte dell'eccesso di calore in atmosfera, aumentando la loro temperatura. L'energia immagazzinata provoca eventi meteorici estremi con maggiore frequenza. Le acque oceaniche hanno avuto un innalzamento medio di 91 mm (ovvero 9,1 cm) dal 1993 (dati NASA). La CO2, in eccesso in atmosfera, diffonde nelle acque provocandone un aumento di acidità, con effetti sugli ecosistemi.
La desertificazione è il «degrado delle terre nelle aree aride, semi-aride e sub-umide secche, attribuibile a varie cause, fra le quali variazioni climatiche ed attività umane" (Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione UNCCD) . La desertificazione costituisce un serio pericolo per le regioni aride e secche del pianeta, che formano quasi il 40% delle terre emerse, comprendendo più di 100 paesi con un miliardo di abitanti.
Gli oceani assorbono gran parte dell'eccesso di calore in atmosfera, aumentando la loro temperatura. L'energia immagazzinata provoca eventi meteorici estremi con maggiore frequenza. Le acque oceaniche hanno avuto un innalzamento medio di 91 mm (ovvero 9,1 cm) dal 1993 (dati NASA). La CO2, in eccesso in atmosfera, diffonde nelle acque provocandone un aumento di acidità, con effetti sugli ecosistemi.
La desertificazione è il «degrado delle terre nelle aree aride, semi-aride e sub-umide secche, attribuibile a varie cause, fra le quali variazioni climatiche ed attività umane" (Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione UNCCD) . La desertificazione costituisce un serio pericolo per le regioni aride e secche del pianeta, che formano quasi il 40% delle terre emerse, comprendendo più di 100 paesi con un miliardo di abitanti.
Le foreste sono alleati cruciali nella lotta al cambiamento climatico, agendo come principali "pozzi di assorbimento" naturali del carbonio: assorbono circa il 25-30% delle emissioni di CO2 prodotte dall'uomo, regolando il ciclo dell'acqua e la temperatura.
La deforestazione mondiale sta rallentando, passando da 15,8 milioni di ettari/anno (1990-2000) a 10,2-10,9 milioni (2015-2025). Nonostante il calo, oltre 4 miliardi di ettari di foreste (32% del territorio) restano sotto pressione, con significative riduzioni in Amazzonia (-50% nel 2023) e Indonesia (-8,4% nel 2021-2022), ma con nuovi record negativi in altre aree come la Bolivia. (Fonte principale: FAO, State of World's Forests 2024/2025.)