Dancing Philosophy
Photo Analysis - Written text
Photo Analysis - Written text
Siamo in presenza di una filosofa e di una danzatrice.
Questa informazione accompagna costantemente la pubblicazione di fotografie tratte dal progetto Dancing Philosophy.
Sicuramente l’interesse personale e il modo di intendere il tema (associazione danza-filosofia) influiscono considerevolmente sul giudizio e sulla lettura delle immagini scelte.
Non tutti gli osservatori sanno a priori chi è la danzatrice e chi la filosofa, e questo dubbio si risolve nella naturale tendenza di Stefania e Cosetta a marcare, giocare, ed incarnare le differenze legate alle due figure sociali che rappresentano.
Un secondo tema, non altrettanto esplicitamente dichiarato, è il femminismo.
Il femminismo è un argomento che fa parte delle questioni filosofiche che hanno determinato la genesi del progetto ed è anche una chiave di giudizio largamente diffusa nell’interpretazione della realtà oggi. Il femminismo è un argomento sensibile della nostra contemporaneità.
Possiamo affermare che la gran parte degli osservatori delle fotografie che stiamo analizzando, che abbiano visto le foto sui social, sui blog, su qualsiasi mezzo di comunicazione del progetto, o per la prima volta in questo documento, condividono la seguente informazione che declina delle prime chiavi di lettura: siamo in presenza di un progetto che associa la danza alla filosofia portato avanti da due donne.
Aggiungo, esplicito, che tali chiavi agiscono sull’interpretazione delle immagini in termini di pregiudizio.
Quello che io scriverò nell’osservazione delle fotografie è un libero corso, l’accadere di possibilità interpretative indotte da uno sguardo critico, e per il lettore-osservatore funge da puro esercizio.
La forma privilegia la libertà del discorso, la scrittura di getto. Essa fa eco ai momenti di verbalizzazione delle emozioni proposti ai partecipanti dei workshop di Dancing Philosophy. In quest’ultimo caso si discuteva del vissuto durante il movimento, io qui discuto di fotografie del movimento.
Dans ce document, je reporte une description textuelle de la cinétographie Laban afin de donner au lecteur non spécialiste la possibilité d’accéder à ce qui est écrit sur les cinétogrammes.
Je fais part aussi de certains choix que j’ai fait. En effet, noter, c’est transcrire, traduire. Comme toute traduction, elle est subjective et le fruit de choix de termes et de syntaxe.
Ici on ajoute aussi la particularité de traduire en cinétographie non pas des mouvements mais des instants photographiés. La cinétographie Laban est un langage du mouvement, on en fait ici un usage qui va décrire un résultat, et non une action en cours. Il n’y a pas d’aspect temporel, ni de stratégie de coordination du mouvement.
Concludo con un’ultima considerazione di carattere generale: le immagini non parlano.
I momenti precedenti e successivi l'istante dello scatto sono necessari allo svolgersi dell'evento, ma restano estranei alla dimensione narrativa, ed evocativa dell’immagine. Nulla importa cosa abbia detto e fatto Stefania nella situazione ritratta dalla photo 5, l’osservatore della foto proietta in essa i contenuti che vuole, in coscienza e incoscienza.
Nulla importa cosa abbiano danzato Cosetta e Stefania nelle photos 6 e 7, se l'osservatore percepisce delle emozioni, esse sono unicamente suggestioni.
Quale che siano il comprendere e il risentire un'evento attraverso la fotografia, essi ne compromettono il giudizio nella dimensione reale.
Ê questo un aspetto stupefacente, per quanto ovvio: nessuna realtà può essere epurata dalle sue rappresentazioni mediali.
Le mie sono semplificazioni e travisamenti, che assumo in piena coscienza.
Il tradimento è necessario, se vogliamo proprio dire qualcosa.