"Al crollare dell'Impero Romano, ormai esausto, mentre alcune regioni d'Europa sembravano cadere nelle tenebre e altre erano ancora prive di civiltà e di valori spirituali, fu lui con costante e assiduo impegno a far nascere in questo nostro continente l'aurora di una nuova era. Principalmente lui e i suoi figli portarono con la croce, con il libro e con l'aratro il progresso cristiano alle popolazioni sparse dal Mediterraneo alla Scandinavia, dall'Irlanda alle pianure della Polonia." Papa Paolo VI
Il Monastero
Il Monastero di San Benedetto, noto come Sacro Speco, trae il suo nome dalla piccola cavità, situata su una rupe a picco sulle gole dell’Aniene. Ora è protetta all’interno della sacra costruzione, ove San Benedetto da Norcia, nel IV secolo visse in eremitaggio. Qui, in suo onore, nel XII secolo, venne eretto il complesso monastico ed una chiesa, sopra alla quale, durante il XIV secolo, fu edificato un piccolo tempio.
Immerso nel favoloso e selvaggio scenario del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, il Sacro Speco, a cui si accede salendo una scalinata che attraversa il Bosco Sacro, è un luogo dal fascino suggestivo. Denominato anche “La Soglia del Paradiso”, rappresenta uno dei più alti esempi di architettura religiosa rupestre del Lazio. Si trova a 650 metri d’altezza a circa 3 km da Subiaco, splendidamente affacciato sulla boscosa Valle dell’Aniene.
La Chiesa Superiore
La Chiesa Superiore, ultima ad essere costruita in tutto il complesso monastico di San Benedetto, è anche la struttura più alta che si può visitare. Modificata più volte nel corso dei secoli, si presenta, attualmente, con due campate irregolari. La prima, quella esterna, è di forma rettangolare ed è tagliata, trasversalmente, da un arco. La seconda campata, quella interna, è più piccola e più bassa della precedente. Da quest’ultima, alcuni gradini, costruiti durante alcuni lavori di restauro nel 1853 conducono al transetto. L’abside, invece, appare completamente scavato nella roccia. Una caratteristica peculiare di questo avvolgente luogo sacro che lo rende unico al mondo, è quella di avere tutti gli ambienti splendidamente affrescati in ogni spazio disponibile. Tra questi affreschi citiamo la “Crocifissione”, grandiosa opera del Maestro trecentesco del Sacro Speco, situata nella parete di fronte all’ingresso del monastero.
La Chiesa Inferiore
La Chiesa Inferiore fu costruita tra il 1244 e il 1276 in concomitanza con la ristrutturazione del Sacro Speco ad opera dell’abate Enrico. La chiesa, a pianta rettangolare è divisa in tre campate. La Prima Campata si trova nei pressi della Scala Santa, la Seconda si trova allo stesso livello della Prima e a un livello più basso rispetto alla Terza. Questa complessa architettura è stata concepita per fare in modo che i vari ambienti seguissero il declivio roccioso su cui è poggiato il complesso monastico. Quello che oggi si può ammirare nella Chiesa Inferiore è il frutto di profonde trasformazioni volute dai Cistercensi. Alla stregua delle architetture dell’Abbazia di Fossanova e Casamari, inserirono la pianta “ad quadratum” che, nel XIII secolo, stavano diffondendo in tutto il continente europeo.
La Grotta di San Benedetto
Il fulcro di tutto il monastero è, di certo, la Grotta di San Benedetto, denominata anche “Grotta della Preghiera”. La grotta, in realtà, è una cavità ricavata nella roccia dove San Benedetto visse per tre anni da eremita. Secondo gli scritti di San Gregorio Magno, nessuno, tranne lui e Dio, era a conoscenza del fatto che San Benedetto si trovasse lì. Si narra, inoltre, che proprio Gregorio mediante una corda legata all’orlo della roccia che sovrastava la grotta, faceva giungere del cibo al santo eremita per permettergli di sopravvivere.
Particolari del Monastero di San Benedetto
Gli interni del Monastero sono interamente ornati con pregevoli affreschi risalenti al XIII, XIV, e XV secolo, i quali rappresentano motivi sacri ricorrenti all’epoca, e talvolta terrificanti. Tra questi, dipinta su una parete tra lo speco benedettino e la Scala Santa, è una raffigurazione alquanto anomala, forse non tanto per i contenuti, quanto per le forme. In essa infatti sono illustrati resti di corpi macabramente sparsi su un terreno che rimandano, per certi versi, alla pittura simbolica del fiammingo Boch.
Affresco nel Sacro Speco
Il Sacro Speco custodisce il più antico ritratto di San Francesco d’Assisi (Patrono d’Italia), che qui venne come pellegrino probabilmente nel 1223. Il ritratto, infatti, lo mostra ancora senza stimmate e senza aureola. Su un terrazzo, al di sotto della chiesa inferiore, è coltivato un roseto chiamato il Roveto Miracoloso, poiché si pensa che fu proprio il Santo d’Assisi ad innestarlo su un precedente cespuglio di rovi.
La Croce di San Benedetto
All’interno è visibile la Croce di San Benedetto, dal forte valore esorcistico contro il maligno, soprattutto se indossata come medaglia con devozione. Legata alle incisioni presenti nel medaglione è la pianta di molti Monasteri Benedettini, progettati appunto a forma di croce proprio per tenere lontane le influenze malvagie.
La parte frontale della medaglia
San Benedetto appare al centro in abiti monastici tenendo nella mano destra una Croce, e nella mano sinistra la Regola benedettina. Alla destra del Santo possiamo osservare una coppa con un serpente e alla sua sinistra un pane e un corvo: in entrambi i casi il riferimento è ai tentativi di avvelenamento attuati contro San Benedetto. Si leggono poi queste parole: Crux Sancti Patris Benedicti (Croce del Santo Padre Benedetto). E anche: Eius in obitu nostro præsentia muniamur (Che nella nostra morte siamo rafforzati dalla sua presenza).
Il retro della medaglia
La parte posteriore della Medaglia è dominata da una grande croce. In ciascuno dei quattro lati della croce troviamo le seguenti lettere: C. S. P. B.: Crux Sancti Patris Benedicti (Croce del Santo Padre Benedetto). Nel braccio verticale della croce: C. S. S. M. L.: Crux Sacra Sit Mihi Lux (La Santa Croce sia la mia luce). Nel braccio orizzontale della croce: N. D. S. M. D.: Non Draco Sit Mihi Dux (Il demonio non sia la mia guida). Iniziando dalla parte superiore, in senso orario e intorno al bordo appaiono le iniziali della preghiera di esorcismo: V. R. S.: Vade Retro Satana (Allontanati Satana); N. S. M. V.: Non Suade Mihi Vana (Non suggerirmi vanità); S. M. Q. L.: Sunt Mala Quae Libas (Quelle che offri sono cose negative); I. V. B.: Ipse Venena Bibas (Bevi tu stesso il tuo veleno). PAX: Pace.