Data: 17 Aprile 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Concept & Canovaccio narrativo per Musical / Rock Opera (La storia di Luis)
L'incipit:
L'album inizia con la fine — come accade in certi film. Il processo di ravvedimento e di presa di coscienza ambientale del protagonista, Luis, è già avvenuto.
La storia vera e propria parte da un suo gesto sospeso: Luis ferma la mano a mezz'aria, rinunciando a schiacciare una formica sul terrazzo. Questo istante innesca un flusso di ricordi e flashback che costituiscono l'intera trama dell'album.
Nota personale: Luis ripensa alla faccia da "impunito" con cui da piccolo distruggeva i formicai sul terrazzone davanti casa... È un'immagine della mia infanzia, c'è molto di me in questo racconto.
PROLOGO E ORIGINI
Brano 01 – Inizio dei ricordi:
Inquadratura della situazione presente: la mano sospesa sulla formica e l'avvio del flusso mnemonico.
Brano 02 – L'illusione di onnipotenza (Everything is mine):
Analisi del punto di partenza di Luis prima della conversione. Una descrizione intrisa di amarezza e violenza autoritaria, dove celebra la sua presunta supremazia sul mondo («Everything is mine, everything I can destroy, everything I can kill...»).
Stile musicale: Rock energico e tirato, per dare brio alla partenza.
Brano 03 – Il viaggio regressivo (L'infanzia):
Un'esplorazione dei primi traumi, delle abitudini e dell'educazione impartita a Luis da una specifica tipologia di famiglia.
Brano 04 – Ouverture / Leitmotiv:
Inserimento di un paio di temi ricorrenti (leitmotiv) e di uno strumentale imponente in cui si mescolano i motivi principali dell'album. Serve a dare il via solenne al racconto vero e proprio dopo il preambolo iniziale, lasciando spazio allo sfogo strumentale della band.
IL VIAGGIO INTERIORE E IL SOGNO
Brano 05 – Rassegnazione e Inciviltà:
Dopo la tempesta strumentale, subentra la calma. Una riflessione rassegnata sulle tristi vicende della società contemporanea.
Stile musicale: Ballata acustica arricchita dai rumori ambientali della civiltà industriale.
Brano 06 – Il Sogno (Part 1):
La storia prende corpo. Struttura recitativa: Luis torna a casa, si sdraia sul divano dopo una giornata qualunque e scivola nel sonno.
Brano 07 – Il Sogno (Intermezzo onirico):
Traccia strumentale e visionaria che descrive l'esperienza del sogno.
Brano 08 – Il Risveglio (Part 2):
Luis si risveglia visibilmente alterato e confuso, ma con il germe del cambiamento ormai innescato dentro di sé.
LE VOCI DELLA NATURA E LA TRASFORMAZIONE
Brano 09/10 – Le Voci degli Elementi:
Brevi frammenti in cui a prendere la parola sono gli elementi circostanti. Diamo voce in prima persona a piante, sassi e torrenti.
Brani 11 - 14 – Mini-suite strumentale/narrativa:
(Sviluppo centrale della trasformazione interiore).
Brano 15 – L'esplosione della Coscienza (La Rinascita):
La nuova consapevolezza emotiva ed ecologica esplode in tutta la sua forza.
Stile musicale: Un crescendo graduale sulla falsariga della ripresa di Echoes dei Pink Floyd. Il brano è prevalentemente strumentale, intervallato da frasi esplicative che segnano il progressivo risveglio della coscienza.
IL CONFLITTO E IL RITORNO AL PRESENTE
Brano 16 – Lo Scontro:
Duro contrasto tra la nuova sensibilità di Luis e il degrado del mondo circostante. Strutturato a due voci: da una parte la coscienza di Luis, dall'altra l'inesorabile cinismo del mondo.
Brano 17/18 – La Ripercussione Psicologica:
L'impatto interiore e la sofferenza provocata da questo insanabile contrasto.
Brano 19 – Il Ritorno al Presente:
Il lungo flashback si chiude. Torniamo sul terrazzo: Luis è fermo di fronte alla formica, che se ne va tranquilla. Ora è pienamente consapevole della sua nuova identità e sente la forza della natura dentro di sé. Cerca di parlare alle persone davanti a un centro commerciale per scuoterle, ma nessuno lo ascolta.
SCENARI PER IL FINALE (Dentro il Centro Commerciale)
Brano 20 – Il Finale (Varianti):
Luis entra nel centro commerciale (suoni ed effetti d'ambiente) e si ritrova circondato da un muro di schermi televisivi.
Ipotesi A (L'Alluvione / La Rivincita della Natura):
Sulle TV scorrono notizie di notizie catastrofiche. Luis assiste compiaciuto alla rivincita della Natura. Quando un'ondata di alluvione invade il centro commerciale e la folla scappa nel panico, Luis si volta verso l'acqua accogliendola: «Finalmente, ti stavo aspettando». Si lascia travolgere, fondendosi definitivamente con la natura.
Ipotesi B (Il Controllo dei Media / La Finzione):
Mentre fuori il mondo crolla e la natura è in subbuglio, tutti i canali TV sintonizzano un messaggio all'unisono. Un politico stile "Trump" rassicura le masse, invitandole a non farsi prendere dal panico, a continuare a fare la spesa e a consumare prodotti nazionali... mentre alle sue spalle la catastrofe sta per travolgere tutto.
Data: 18 Aprile 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Draft / Appunti di testo
Bozza di testo (Inglese / Italiano)
The child tries but the kite breaks (on the ceiling)
(Il bambino ci prova, ma l'aquilone si infrange sul soffitto)
Too many glasses before reaching the wind
(Troppi vetri prima di raggiungere il vento)
The cowardly dagger tears the mother's womb
(Il pugnale codardo lacera il ventre della Madre)
While greedy lips suck the leaking blood
(Mentre avide labbra succhiano il sangue colante)
No atomic explosions in the sky
(Nessuna esplosione atomica nel cielo)
Just an uncoded fear day by day
(Solo una paura non codificata, giorno dopo giorno)
Who is cutting the film to change the plot?
(Chi sta tagliando la pellicola per cambiare la trama?)
Who is deceiving us with another knot?
(Chi ci sta ingannando con un altro nodo?)
The crowd is running away
(La folla sta fuggendo)
Or with guilt it kneels to pray
(O, schiacciata dal senso di colpa, si inginocchia a pregare)
The fat hands grab only sand
(Le mani grasse arraffano solo sabbia)
And the Big Apple is just wasteland
(E la Grande Mela è solo una terra desolata)
The stench of steel,
(Il fetore dell'acciaio,)
The noise of the gear,
(Il rumore dell'ingranaggio,)
Just a fading cry
(Solo un grido in dissolvenza)
In the clear blue sky.
(Nel limpido cielo blu.)
And in the end the grass will grow,
(E alla fine l'erba crescerà,)
Over the black footprint of the foe.
(Sopra la nera impronta del nemico.)
And returning to Earth, the astronaut
(E tornando sulla Terra, l'astronauta)
Will look amazed at that sea so blue.
(Guarderà stupito quel mare così blu.)
Data: 3 Maggio 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Draft / Flusso di parole e appunti per l'introduzione
Keywords / Flusso di coscienza
fears • plastic • mask • clock • queue • isolation • hours • smart • bacteria • news • fake • doctor • social • heroes • time • money • sick • nurse • opinions • breathe • death • breathe • death • streaming • expert • respirator • fears • plastic • mask • clock • queue • isolation
Bozza di testo / Intro
[Inglese]
I'm not worried about Antarctic ice,
Not even about the Amazon deforestation.
The important thing is my place in the sun.
There is a strange hiss in the air.
It seems like a laugh,
It seems like a breath.
There is a sudden fear from the east.
It looks like an experiment,
It seems like fake news.
Doctor's fault,
Politician's fault,
Religion's fault,
Animals' fault.
Arrogance, Elegance,
Surrogate Testament,
Virulent.
We laugh and we drink, we live life.
We run and have fun, we're alive.
It's not my fault,
I need a drink.
Wuhan, Milano...
[Traduzione di supporto]
Non sono preoccupato per il ghiaccio dell'Antartide,
e nemmeno per la deforestazione dell'Amazzonia.
La cosa importante è il mio posto al sole.
C'è uno strano sibilo nell'aria.
Sembra una risata,
sembra un respiro.
C'è una paura improvvisa che viene da est.
Sembra un esperimento,
sembra una notizia falsa.
Colpa del dottore,
colpa del politico,
colpa della religione,
colpa degli animali.
Arroganza, Eleganza,
Testamento surrogato,
Virulento.
Ridiamo e beviamo, viviamo la vita.
Corriamo e ci divertiamo, siamo vivi.
Non è colpa mia,
ho bisogno di bere qualcosa.
Wuhan, Milano...
Data: 12 Maggio 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Draft / New Hell e Heaven
Strofa 1
The monkey shook the cage, forced to bite the brake
(La scimmia ha scosso la gabbia, costretta a mordere il freno)
You could have written letters, but you preferred haters
(Potevi scrivere lettere, ma hai preferito gli haters)
Chase your tail, you're a free man — bet your wife on the dice
(Rincorri la tua coda, sei un uomo libero: scommetti tua moglie ai dadi)
Chase your tail, the leash is ready — bet your house on the race
(Rincorri la tua coda, il guinzaglio è pronto: scommetti la tua casa alle corse)
Strofa 2
Ready for the race to the sales
(Pronti per la corsa ai saldi)
Ready to bite us at Dow Jones
(Pronti ad azzannarci al Dow Jones)
Ready to ridicule the neighbor
(Pronti a ridicolizzare il vicino)
Ready to burn in Hell
(Pronti a bruciare all'inferno)
Strofa 3
Missiles on special offer
(Missili in offerta speciale)
The cardboard Venice is melting
(La Venezia di cartone si sta sciogliendo)
Win prizes on the TV show, or sell your soul to pay
(Vinci premi nei programmi TV, o vendi la tua anima per pagare)
Chase your tail, you're a free man — steal from the alms basket
(Rincorri la tua coda, sei un uomo libero: ruba dal cesto dell'elemosina)
Chase your tail, the leash is ready — they are selling air at the mall
(Rincorri la tua coda, il guinzaglio è pronto: stanno vendendo aria al centro commerciale)
Strofa 4 & Finale
There is fog again in Beijing
(C'è di nuovo nebbia a Pechino)
There is fire under the ground
(C'è fuoco sotto la terra)
There is a new queue at the Apple Store
(C'è di nuovo fila all'Apple Store)
And America came back great once again
(E l'America è tornata di nuovo grande)
We hate our neighbor as ourselves
We hate our neighbor as ourselves
(Odiamo il nostro prossimo come noi stessi)
Now sit in your reserved circle.
(Ora siediti nel tuo girone riservato.)
C'è un respiro d'universo quassù,
di campi verdi e profumi,
pulsa il cuore della Grande Madre.
Ho compiuto il mio cammino
trovando difetti nel mio volto allo specchio,
trovando amici lungo il percorso.
Ho pensato a lungo alla mia condizione,
ho avuto paura del tempo,
ho creduto nell'oro e nella corsa.
Poi ho visto bimbi giocare,
un film muto proiettato sul muro,
ed ho capito che il sogno ha occhi immutabili
come un flauto in un'alba di velluto,
con pensieri liberi come il vento,
luce che solo noi conosciamo,
mani che soccorrono altre mani.
La fiamma è tornata luce:
cantiamo inconsapevoli canzoni d'amore,
ci pettiniamo di sale e argento,
un equilibrio di forme sinuose
dipingendo arazzi di stupore,
riverberi opalescenti,
sedendo nel nostro angolo preferito.
Non ho paura dell'incompiutezza:
ho i calzari pronti.
Non ho paura del fraintendimento:
ho un patto con Dio.
Non ho paura di essere umano:
ho un acquerello cangiante
nascosto nelle tasche.
Data: 16 Maggio 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Concept Album, Struttura della Tracklist, Testi e Note di Produzione
Nota dell'autore:
Questa è solo una stesura ipotetica, la mia idea personale. Non prendetemi per “quello che vuole dirigere”, tutt’altro. Spero che questo sia uno stimolo per idee che presumibilmente avranno uno sviluppo e una forma finale molto differente. Sono solo le mie elucubrazioni, un gioco mentale di cui ho bisogno per sentire vivo il "bambino Nik".
L'idea è un titolo che esprima passato, presente e futuro: "Nineteen, Twenty, Twentyone" (19, 20, 21). Oltre alla sequenza, rappresenta la cronologia dei fatti, ipotizzando che il "futuro vero" cominci nel 2021. È un titolo totalmente provvisorio, ma serve da spunto iniziale.
Capisco che la parola concept possa spaventare (specie Vincenzo). Abbiamo già vissuto la frustrazione di un lungo lavoro concettuale e delle relative energie profuse, per poi scontrarci con la realtà di un ascolto moderno "usa e getta" e con soglie di attenzione che raramente superano i 10 secondi.
La mia visione è che partiamo già spacciati: di conseguenza, tutto quello che viene in più è un guadagno, unito al piacere puro di creare qualcosa insieme. L'importante è divertirsi senza caricare il responso di troppe aspettative.
Il concept serve solo come pretesto metodico per dare una direzione omogenea. L'album potrà essere letto sia come insieme di singoli brani, sia come un percorso narrativo completo.
L'album descrive il mondo prima del virus, la contemporaneità dell'isolamento e le prospettive future (con diversi finali possibili).
World Wide Weird: Ouverture creata da un collage olofonico di suoni da tutto il mondo che ritraggono la caotica routine umana. Si chiude col dualismo tra Greta Thunberg e Donald Trump.
[Brano in fase di definizione]
Everything: L'egocentrismo e la tirannia dei potenti che si credono invincibili, ignari del pericolo imminente.
(Nota: l'intro con effetti sonori non deve sovrapporsi all'ouverture per non saturare l'ascolto).
[Brano Senza Titolo]: La descrizione di una giornata qualunque e di una vita apparentemente tranquilla, con un pubblico festante e ignaro (in contrasto con la solitudine dei blocchi successivi).
Virus: La personificazione del virus. Parte con una sibilante tensione e prosegue con il virus che parla in prima persona, accusando la presunzione umana.
Pandemia Funk (Il Contagio): [Sviluppo musicale]
Covid 19: Il virus è arrivato. Un drone sorvola un territorio devastato e spettrale; i telegiornali mostrano le "macerie" umane e morali.
Mouths: Le bocche bendate, le notizie retoriche, ma anche la ricerca della musica interiore.
Lullaby / Mother Earth: Il rifugio domestico. I genitori che rassicurano i figli tentando di tenere il "mostro" fuori dalla porta.
Present Days: Una riflessione critica e malinconica sulla vita quotidiana in isolamento.
Poche Ore Prima: I pensieri di una persona davanti alla finestra prima di uscire di casa. Combattuta tra la voglia di riprendersi il mondo e la paura di abbandonare il rifugio.
Inno a Madre Terra: Un'invocazione a cappella verso dimensioni superiori.
[Jam Session / Collettivo]: Un brano che unisca le nostre tre anime e i differenti punti di vista.
Brano Lirico (Marco): Il protagonista ascolta un vecchio disco che lo riporta al passato. La sua voce si perde nostalgicamente in un teatro vuoto, accompagnata sul finale da una voce femminile in stile Morricone.
INFERNO (Finale Negativo): Il ritorno alla frenesia pre-virus e al consumismo sfrenato. Brano dal ritmo tecno/frenetico che culmina in un'esplosione e nel deserto finale.
PURGATORIO: [In fase di elaborazione]
PARADISO (Finale Positivo): Una nuova consapevolezza dell'uomo all'interno dell'ecosistema. Sonorità acustiche ed eteree che si ricongiungono col "Grande Unico".
[Inglese]
Viennese alienation, American dream
Dry taste in the dark, faded skin.
Japanese blue, garden of sense,
Only God knows who spares from the sentence.
He closes the door to the eye's cage,
His imaginary shadow simulates paper wars.
Infected area, the cold is a despot,
I wait for the time for the wind to blow me away.
Another dream instead of this desert,
Back to the river for an illusion of summer.
Mute frequencies, could I see you in this haze?
These distances powder us like faded snapshots.
Sand and tar, the dogma collapses,
Crossing the bridge, plugging the superman's nose.
Sitting drunk between the rails,
Sobbing memories in the dark,
I will expiate my sins,
I will pay my debts.
Life is framed by arid grays
In a face of petrified charms,
Delaying appetites with the days,
Falling like an accomplished automaton
In the half-empty glass.
[Traduzione e Note dell'Autore]
Sogno americano: Il consumismo che continua.
Alienazione viennese / Blu giapponese: Citazioni e immagini sul piacere che si dissolve nello sguardo di perdita.
Guerre di carta: Un personaggio politico solo e ubriaco che affonda i suoi insuccessi e le sue idee belliche nell'alcool, simulando guerre d'ombra.
Zona infetta e il freddo: La condanna a farsi soffiare via dal vento senza lasciare tracce positive.
Tappare il naso al superuomo: L'illusione umana di raggirare la natura che crolla miseramente.
Il finale: Un pessimismo di fondo, dove l'uomo cade come un "automa completato" nel calice mezzo vuoto.
[Inglese]
With mouths blindfolded with fear,
We drink a virtual syrup
Of government rhetorical speeches,
Endless rows of pain,
While hope sings from the balconies.
Hearts tighten like never before
In this age of alienation.
Hearts are tinged with delicate colors
In this irrational era.
The Great Mother reappears vigorously
On the paths of this ungrateful breed,
While from homes echo TVs always on,
And Mona Lisa rests from the Japanese flashes.
There is always music within us
That we should learn to listen to,
Instead of murmuring malaise and blame.
There is always music within us,
And we should learn the notes
To sing it every day for the world.
We are cells inside concrete hives,
With a problem that nobody understands,
Unable to break down the walls,
Unable to recognize other cells.
And I think back to smiles and free walking,
While life continues to blossom in the garden,
And that sense of loss mixed with fear
Which projects only silent films on the ceiling...
[Traduzione Italiana]
Con le bocche bendate di paura
beviamo uno sciroppo virtuale
di discorsi retorici governativi,
file interminabili di dolore
mentre la speranza canta dai balconi.
I cuori si stringono come non mai
in questa epoca di alienazione;
i cuori si tingono di colori delicati
in questa epoca così irrazionale.
La Grande Madre si riaffaccia vigorosa
sui percorsi di questa razza ingrata,
mentre dalle case riecheggiano TV sempre accese
e Monna Lisa si riposa dai flash giapponesi.
C'è sempre una musica dentro di noi
che dovremmo imparare ad ascoltare,
invece di mormorare malessere e colpe.
C'è sempre una musica dentro di noi,
e dovremmo impararne le note
per cantarla ogni giorno per il mondo.
Siamo cellule dentro alveari di cemento,
con un problema che nessuno capisce,
incapaci di abbattere le pareti,
incapaci di riconoscere altre cellule.
E ripenso ai sorrisi e al camminare libero,
mentre la vita continua a sbocciare in giardino,
e a quel senso di perdita misto a paura
che proietta solo film muti sul soffitto...
Tempo: 90 BPM
0:00 - 0:20: Respiro iniziale.
0:20: Ingresso della base ritmica. Il virus si presenta e parla in prima persona.
Voce: Filtrata con Vocoder, stile parlato/recitato.
[Voce Vocoder]
Hey man, here I am, your new plague.
Introducing me into your foolishness,
Surviving in your indifference,
Feeding on your pollution.
1:04: Ingresso voce normale (Atto d'accusa).
[Voce Normale]
YOU! Did you think you had no limits?
YOU! Do you still believe in your pills?
YOU! Who manipulates your nature,
YOU! Do you understand your failure?
[Refrain]
I'm manipulation and nature who rebel,
I'm the revenge that will send you to hell!
Finale Strumentale: Tappeto di Hammond, vocalizzi drammatici di voce femminile, assolo di chitarra con Talkbox e violini in crescendo. In sottofondo la voce col Vocoder riprende le frasi iniziali.
Mother Earth (Invocazione)
Generous Mother,
Soft breath of love,
Sacred life energy,
Forgive your children.
Give us strength
And love for our brothers.
Mother love, Mother Earth...
Keeping safe, keeping safe.
Lullaby (Ninna Nanna)
Sleep baby child on this sweet, sweet lullaby,
Little star, your little heart,
Cosy up just for a while.
Don't be afraid, the monster is gone.
Sleep baby sleep, the morning will come.
Lay your head, daddy is with you.
Close your eyes, lay down and rest.
Don't be afraid, the monster is gone.
Hush little baby, don't be afraid.
Sweet sleep, mommy's little one,
Sweet sleep, daddy is on your side.
Let the world outside... lay your head.
.DIARIO DI BORDO / MEN SPILLOVER
Data: 19 Maggio 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Discussione sulle Tracce, Proposta Tracklist (19-20-21) e Test dell'Album
Virus:
L'idea di personificare il virus parlando in prima persona è stata accantonata. È emersa invece la proposta di dar voce alle persone e alle istituzioni, interpretando vari personaggi con le loro opinioni (spesso errate) e interpretazioni della situazione. Marco ha proposto Massimo dei Neri per Caso per interpretare uno di questi personaggi (resta in sospeso anche una sua eventuale performance su Mother Earth).
Pandemia Funk:
Il brano di Vincenzo (attualmente fermo, ad eccezione di un intervento di Marco) era stato concepito originariamente come il loop di un brano più ampio. Propongo di mantenerlo breve (circa 50 secondi) e realizzarne 2 o 3 versioni distribuite nei varî blocchi temporali dell'album: delle mini-jam che fungano da leitmotiv per l'intero progetto.
Keeping Safe:
Confermata l'idea di una voce femminile (la mamma) e delle armonizzazioni di Marco. Ho pensato di inserire un'orchestrazione con un piccolo "brano nel brano" (sullo stile di A Day in the Life): un brevissimo intermezzo swing al pianoforte che parla della vigilia della fine del lockdown, con una visione ingenua e piena di speranza.
Intervallo:
Ho condiviso un mio brano di circa un minuto (un arpeggio con fraseggi di chitarra). Se andasse in porto l'idea di Pandemia Funk come leitmotiv, questo brano rischierebbe di accentuare la frammentarietà dell'album. In alternativa, potrebbe diventare un momento di raccordo.
La suggestione di Marco:
«Mi fa immaginare una nenia natalizia (c'è una citazione da Bianco Natale al secondo 0:38 della strofa), una specie di timido festeggiamento. Ricercatori stanchi e distrutti, con gli occhi arrossati dalla mancanza di sonno, che in piena notte brindano senza esagerazioni per aver trovato il vaccino. Per loro è come fosse Natale.»
Potrebbe essere posizionato verso la fine del terzo blocco: le suite finali si collocano infatti a valle della scoperta del vaccino.
Blues (Brano Corale di Chiusura):
Oltre a Covid 19 (su cui abbiamo finalmente inserito un testo) e alla traccia Past Days (che sarà un cardine del disco), ci vuole un brano di chiusura alla Pink Floyd. Immagino un blues lento ed essenziale dove esprimerci tutti e tre insieme, senza troppe sovrastrutture prog, ma tornati alla semplicità. Ho un demo che piaceva anche a Vincenzo per la sequenza di accordi:
Propongo di realizzare un collage di circa 40 secondi con frammenti dei brani dell'album, pensato come ghost track a chiusura dei finali (in partenza a circa un minuto dal silenzio finale).
La particolarità sta nel fatto che la struttura del collage rimarrà invariata, ma l'arrangiamento cambierà a seconda del finale scelto (Hell, Purgatory o Heaven), magari nascondendo un messaggio criptato al suo interno.
A lavoro ultimato, vorrei testare l'album facendolo ascoltare a 4-5 persone affidabili e sincere che ci diano un parere schietto, evitando l'effetto "claque". L'ideale sarebbe selezionare 5 profili molto differenti:
Un diciottenne.
Un ascoltatore occasionale (musica da sottofondo).
Un ascoltatore orientato solo sulla musica commerciale/attuale.
Una persona più anziana.
Un vero intenditore ed esperto musicale.
19 (Il Passato / L'Inizio)
World Wide Weird
Everything
Virus
Pandemia Funk (Part 1)
20 (Il Presente / L'Isolamento)
Mouths
Present Days
Keeping Safe
Pandemia Funk (Part 2)
21 (Il Futuro / La Risoluzione)
Covid 19
Intervallo
Mother Earth
Past Days
Blues 40
I Finali
Hell + Collage (Ghost Track)
Purgatory + Collage (Ghost Track)
Heaven + Collage (Ghost Track)
Data: 20 Maggio 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Draft / Weeks
Strofa 1
Like scarecrow abandoned in the cold,
(Come lo spaventapasseri abbandonato al freddo,)
Like a gear that is too old,
(Come un ingranaggio troppo vecchio,)
Like a big sigh left halfway,
(Come un grande sospiro lasciato a metà,)
Like a feel in slow decay.
(Come una sensazione in lento decadimento.)
I Giorni della Settimana
Rich on a Monday — sending photos to the portrait artist,
(Ricco di lunedì — inviando foto al ritrattista,)
Blind on a Tuesday — smoking secretly behind the curtain,
(Cieco di martedì — fumando segretamente dietro la tenda,)
Lonely on a Wednesday — consulting self-diagnosis manuals,
(Solo di mercoledì — consultando manuali di autodiagnosi,)
Sad on a Thursday — solving a puzzle of the magazine,
(Triste di giovedì — risolvendo un puzzle della rivista,)
Bored on a Friday — pretending a proud self-made,
(Annoiato di venerdì — fingendomi un orgoglioso "self-made",)
Sick on a Saturday — waiting for the watershed to come.
(Malato di sabato — in attesa che arrivi lo spartiacque.)
Ritornello & Finale
We need love to resist,
(Abbiamo bisogno dell'amore per resistere,)
We need love to exist,
(Abbiamo bisogno dell'amore per esistere,)
We need love to glimpse a refuge,
(Abbiamo bisogno dell'amore per intravedere un rifugio,)
We need love to eradicate resignation.
(Abbiamo bisogno dell'amore per sradicare la rassegnazione.)
Look out of the window:
Now you can see me.
(Guarda fuori dalla finestra:
Adesso puoi vedermi.)
Data: 6 Giugno 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Analisi Tracce (Bozze su Mega), Sintesi Tracklist e Strategia dei Finali
Premessa:
I brani analizzati sono quelli attualmente caricati nella cartella condivisa di Mega. Dopo le varie elucubrazioni e i tentativi di allungare la scaletta con frammenti e interludi, credo che la soluzione più efficace sia ridurre l'album a 10 brani (o addirittura 9, tagliando la mia strumentale Gasoline). Sono quasi tutti pezzi corposi, ad eccezione di World Wide Weird e Mother Earth.
WORLD WIDE WEIRD
VIRUS
EVERYTHING
PRESENT DAYS
MOUTHS
KEEPING SAFE
COVID 19
MOTHER EARTH
GASOLINE (in dubbio)
PAST DAYS
I Tre Finali
HELL (Inferno)
PANDEMIA FUNK (Purgatorio)
HEAVEN (Paradiso)
Nota sull'ordine:
Ho un solo dubbio sull'invertire Virus ed Everything. Il problema è la lunga intro di Everything: posizionarla subito dopo World Wide Weird creerebbe una sequenza parlata/effettistica troppo prolungata senza musica vera e propria. Vorrei evitare di ripetere quanto successo con In No Man's Land.
01. World Wide Weird:
Per me è perfetta così. Al massimo potremmo aggiungere una chitarra con bending o slide (stile The Great Gig in the Sky, appena accennata attorno al minuto 1:43). Ascoltata sull'impianto 2.1 risalta con bassi molto potenti.
02. Virus:
In attesa dell'intervento di Marco per capire la sua evoluzione strutturale.
03. Everything:
0:30 – 0:58: L'intro funziona; al massimo vedrei qualche accenno di synth.
1:10: Sulla seconda parte della strofa aggiungerei dei fraseggi di tastiera (timbro da definire) per variare rispetto alla prima parte.
1:20: Sul pre-chorus inserirei una chitarra ritmica distorta per dare carica e un leggero tappeto di Hammond.
1:31 / 3:01: Sui refrain servono cori e chitarra distorta.
3:31 (Assoli): I tre assoli hanno suoni molto diversi. Sarebbe divertente citare la trovata dei Queen in The Invisible Man: pronunciare il nome di ognuno di noi (appena udibile) prima del rispettivo assolo.
04. Present Days:
Oltre a ciò che è già presente su Mega, aggiungere solo qualche coro in più nei refrain.
05. Mouths:
Mancano le chitarre stile Another Brick in the Wall (Part 1) e l'assolo (ho registrato una mia prova). Ho aggiunto una slide guitar sul refrain e impostato la traccia dei cori.
06. Keeping Safe:
Mancano i cori e la voce femminile (da tradizionalista, la figura della "mamma" mi sembra fondamentale). Ho inserito note di piano sulla variazione e le parti vocali. La versione che ho qui non ha il finale orchestrale, ma me lo ricordo ed era perfetto.
07. Covid 19:
Ho inserito all'inizio una voce recitante che scandisce parole singole. Dai minuti 1:22 e 1:40 (sui refrain) il brano necessita di cori. Ho anche ri-registrato quasi tutto il cantato per eventuali doppiaggi/sovrapposizioni alla voce principale. Mancano ancora le tastiere definitive.
08. Mother Earth:
Perfetta così, non aggiungerei altro.
Hell:
L'idea è aggiungere una sezione con i "cori dei dannati" e un'ulteriore parte di sviluppo. La struttura cantata gira già molto bene.
Heaven:
Mancano solo le registrazioni dei cori, per il resto il brano è pressoché completo.
Pandemia Funk (Adattamento per il Purgatorio):
Modificando parte della base, inserendo cambi di tonalità e una sezione strumentale nel finale, potremmo utilizzarla come traccia rappresentativa del Purgatorio.
Il Purgatorio è anche il ritrovare se stessi nella sospensione della quarantena. Forse conviene invertire i testi: prima la descrizione della quarantena e poi la seconda parte (che Vincenzo aveva unito). La sezione concepita per il Purgatorio risulta più drammatica al riascolto: va calibrato bene il mood.
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Data: 10 Giugno 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Draft / Appunti di testo e riflessioni sulla riapertura
Bozza di testo / Flusso di coscienza
Rinunciare agli abbracci per salvarci la vita,
ricordare la folla come un mostro pericoloso.
Vago per la stanza rileggendo
questo strano vademecum.
Oggi inizia un nuovo giorno,
anche se a me sembra sempre
di correre in circolo.
Non è la solita terra,
non è la solita gente.
Ci hanno detto che saremmo cambiati,
ma continuo con la mia indecisione.
C'è un bambino malinconico
seduto ai bordi della giostra,
(indeciso se salirvi o no).
C'è un uomo che assiste in silenzio
al film muto della propria vita.
C'è un attore pronto al ciak
di una tragedia senza protagonisti.
C'è una donna che si chiede allo specchio
se sia giusto essere madre in questo mondo.
La vita ci sfugge di mano mentre
siamo intenti a scriverne il progetto.
Nessun cambiamento, nessuna coscienza:
il cestino si rovescerà sulle nostre teste.
Data: 15 Luglio 2020
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Aggiornamento Arrangiamenti (Primi Brani) e Raccolta Testi dell'Album
World Wide Weird:
1:20 – Inserita chitarra solista nella parte finale.
Everything:
0:58 / 1:09 / 2:29 / 2:40 – Ho registrato 4 tipi di accompagnamento diverso per ciascuna strofa (da valutare quali tenere).
1:20 (Pre-Chorus) – Aggiunto un arpeggio di chitarra.
1:42 (Voce) – Inserita l'armonizzazione con il coro più un secondo coro che pronuncia semplicemente "Everything" (armonizzato a due voci). Aggiunti controcanti sul primo ritornello.
Solo finale – Già inserito. Non so se sia stato "zeppelinato" come ci eravamo detti, ma mi sembra funzioni bene anche così.
Human Eclipse / Virus:
1:25 (Ritornello "You!") – Inserita una chitarra con tremolo e una con fraseggio discendente con delay.
2:30 (Secondo Ritornello) – Aggiunte note di chitarra solista.
4:38 (Solo Nik) – Entra il mio assolo (da filtrare con Talkbox).
5:00 – Scendo di un'ottava per fare spazio all'eventuale assolo di Vincenzo con il Whammy Pedal.
5:21 – Chitarra in crescendo con scala cromatica che segue la progressione degli accordi.
C'è un respiro di universo quassù,
di campi verdi e profumi,
pulsa il cuore della Grande Madre.
Ho compiuto il mio cammino
trovando difetti nel mio volto allo specchio,
trovando amici lungo il percorso.
Ho pensato a lungo alla mia condizione,
ho avuto paura del tempo,
ho creduto nell'oro e nella corsa.
Poi ho visto bimbi giocare,
un film muto proiettato sul muro,
ed ho capito che il sogno ha occhi immutabili
come un flauto in un'alba di velluto,
con pensieri liberi come il vento,
luce che solo noi conosciamo,
mani che soccorrono altre mani.
La fiamma è tornata luce.
Cantiamo inconsapevoli canzoni d'amore,
ci pettiniamo di sale e argento,
un equilibrio di forme sinuose
dipingendo arazzi di stupore,
riverberi opalescenti
sedendo nel nostro angolo preferito.
Non ho paura dell'incompiutezza:
ho i calzari pronti.
Non ho paura del fraintendimento:
ho un patto con Dio.
Non ho paura di essere umano:
ho un acquerello cangiante
nascosto nelle tasche.
Rinunciare agli abbracci per salvarci la vita,
ricordare la folla come un mostro pericoloso.
Vago per la stanza rileggendo questo strano vademecum.
Oggi inizia un nuovo giorno,
anche se a me sembra sempre di correre in circolo.
Non è la solita terra, non è la solita gente.
Ci hanno detto che saremmo cambiati,
ma continuo con la mia indecisione.
C'è un bambino malinconico seduto ai bordi della giostra
(indeciso se salirvi o no).
C'è un uomo che assiste in silenzio al film muto della propria vita.
C'è un attore pronto al ciak di una tragedia senza protagonisti.
C'è una donna che si chiede allo specchio se è giusto essere madre in questo mondo.
Sabbia e catrame, il dogma collassa:
attraversando il ponte, tappando il naso del superuomo.
Seduto ubriaco tra le rotaie,
singhiozzando memorie nel buio,
espierò le mie colpe,
pagherò i miei debiti.
La vita ci sfugge di mano mentre siamo intenti a scriverne il progetto.
Nessun cambiamento, nessuna coscienza:
il cestino si rovescerà sulle nostre teste.
Di aridi grigi si incornicia la vita
su volti di incanti rappresi,
appetiti in ritardo con i giorni,
cadendo come un ultimato automa
nel calice mezzo vuoto.
La scimmia scosse la gabbia,
costretta a mordere il freno.
E tu, che potevi scrivere lettere,
hai preferito gli haters.
Rincorri la tua coda, sei un uomo libero:
scommetti tua moglie ai dadi.
Rincorri la tua coda, il guinzaglio è lì pronto:
scommetti la tua casa alle corse.
Pronti per la corsa ai saldi,
pronti per azzannarci al Dow Jones,
pronti a ridicolizzare il vicino,
pronti a bruciare all'inferno.
Missili in offerta speciale,
la Venezia di cartone si sta sciogliendo.
Vinci premi in TV o vendi la tua anima per pagare.
Rincorri la tua coda, sei un uomo libero:
ruba dal cesto dell'elemosina.
Rincorri la tua coda, il guinzaglio è pronto:
stanno vendendo aria al centro commerciale.
C'è di nuovo nebbia a Pechino,
c'è altro fuoco sotto la terra,
c'è di nuovo fila all'Apple Store
e l'America è tornata di nuovo Grande.
Odiamo il nostro prossimo come noi stessi.
(Odiamo il nostro prossimo come noi stessi...)
Ora siediti nel tuo cerchio riservato.
Come lo spaventapasseri abbandonato al freddo,
come un ingranaggio troppo vecchio,
come un grande sospiro lasciato a metà,
come una sensazione in lento decadimento.
Ricco di lunedì: invio le foto al ritrattista.
Cieco di martedì: fumare segretamente dietro la tenda.
Solo di mercoledì: consultare i manuali di autodiagnosi.
Triste di giovedì: risolvere un puzzle della rivista.
Annoiato di venerdì: fingendo un orgoglioso self-made.
Malato di sabato: in attesa che arrivi lo spartiacque.
Abbiamo bisogno dell'amore per resistere,
abbiamo bisogno dell'amore per esistere,
abbiamo bisogno dell'amore per intravedere un rifugio,
abbiamo bisogno dell'amore per sradicare la rassegnazione.
Guarda fuori dalla finestra:
adesso puoi vedermi.
Alienazione viennese, sogno americano,
sapore secco nel buio, pelle sfiorita.
Blu giapponese, giardino dei sensi,
solo Dio sa chi risparmierà dalla sentenza.
Lui chiude la porta alla gabbia d'occhi,
la sua ombra immaginaria simula guerre di carta.
Aria infetta, il freddo è un despota:
aspetto il tempo del vento che mi soffi via.
Un altro sogno al posto di questo deserto,
tornare al fiume per un'illusione d'estate.
Frequenze mute, riesco a vederti in questa caligine?
Queste distanze ci incipriano come istantanee sbiadite.
Il bambino tenta, ma l'aquilone si infrange sul soffitto.
Troppe maledette tende e vetri prima del vento.
Il codardo pugnale è ancora affilato nel verde ventre della Madre
e avide labbra ne succhiano il sangue colante.
Ma un giorno quelle grassocce mani arrafferanno solo arida sabbia,
il malodore svanirà, crescerà erba sull'impronta nera.
E tu, che pensavi di poter bluffare con le lancette,
che avresti manomesso la storia come un taglio sulla pellicola...
E ricordi quando cantavi filastrocche al bosco?
Ora che accarezzi in silenzio il tuo ritratto dei vent'anni,
e mentre il mondo è fermo sui propri impauriti passi,
l'astronauta ritorna a casa guardando stupito un cielo più blu.
Con le bocche bendate di paura
ci curiamo con uno sciroppo virtuale di retorici discorsi governativi.
File interminabili di dolore, mentre la speranza canta dai balconi.
I cuori si stringono come non mai in questa epoca di alienazione,
i cuori si tingono di colori delicati in questa epoca così irrazionale.
La Grande Madre si riaffaccia vigorosa sui percorsi di questa razza ingrata,
mentre dalle case riecheggiano TV sempre accese e Monna Lisa si riposa dai flash giapponesi.
C'è sempre una musica dentro di noi
che dovremmo imparare ad ascoltare,
invece di mormorare malessere e colpe.
C'è sempre una musica dentro di noi,
e dovremmo impararne le note
per cantarla ogni giorno per il mondo.
Siamo cellule dentro un alveare di cemento con un problema che nessuno capisce,
incapaci di abbattere le pareti,
incapaci di riconoscere altre cellule.
E ripenso ai sorrisi e al camminare libero,
mentre la vita continua a sbocciare in giardino,
e quel senso di perdita misto a paura
che proietta solo film muti sul soffitto...
Il calendario appeso storto è un dettaglio trascurabile,
l'orologio ticchetta ore svogliate.
Ho preso il mio tempo, solo per me.
Ho una calligrafia perfetta scrivendo poesie sui muri della cucina.
Posso usare gli occhiali da vista: tanto qui nessuno può vedermi.
Dall'armadio il cappotto mi supplica di indossarlo,
le scarpe ormai fanno annoiate conversazioni.
Forse sto sbiadendo come il mio usuale pigiama,
ma amo stare con me, me stesso ed io,
sonnacchioso e pigro tra camera e scrivania.
Ho appeso Nietzsche e Goldrake ai lati del letto,
ho trovato tempo per pulire l'acquario,
ho guardato la prima stagione del Flying Circus,
trilogia del dollaro, trilogia della strada nella mia TV,
un parallelo proletario tra Hobsbawm e Maradona.
But fast, Are You Experienced? Or have you ever been experienced?
Ho letto nuovamente The Lord of the Rings, includendo premessa e note a margine.
Ho strappato tutti gli errori degli oroscopi di quest'anno
per spedirli all'editore.
Quando ero bambino amavo guardare le nuvole e dare loro una forma immaginata:
elefanti dormienti, volti di streghe increspati...
(dissolvenza)
Cammino lentamente dentro le mie ore,
il mattino odora di fiori recisi,
trascinando una surreale premonizione,
una silente ammissione di colpe.
Troppo tempo per scrivere lettere,
molto tempo per riordinare i cassetti.
I monitor rimpiazzano le finestre,
abbiamo proposte di pianto in TV,
simboli elettrici che mi toccano
di una civiltà orgogliosa di se stessa.
Stappando un ultimo barattolo di caviale
quando la fama sarà un'ombra
e il senso orgoglioso sarà diluito,
mentre un uomo picchia la sua ragazza in diretta,
vedrai luci che diventano fiamme.
Gli americani spareranno nel cielo,
confidando in pallottole che annientino i batteri
o solo per aumentare il prodotto interno lordo.
Ed i TG saranno catapulte di dolore:
«Oh padre, cosa ne sarà di me?»
Forse il tempo delle nuvole è tornato.
Devo scriverti mentre guardo e riguardo
solo un frammento di mondo
da una finestra troppo piccola,
come prigioniero di un'epoca moderna
che nemmeno ubriaco l'avrei immaginata così male.
Scaglio rabbia alla rinfusa nel vuoto
per cadere stanco ben presto,
cucendomi addosso svogliatamente
i miei bottoni opachi.
Data: 2 Gennaio 2022
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Note sulla nascita del primo brano / Idee per l'album
È la vigilia della fine del lockdown, o forse mancano solo poche ore.
Me ne sto davanti alla finestra, per l'ultima volta costretto a rimanere qui, mentre mi preparo per uscire e mi vesto.
Mi ritrovo a fare una riflessione quasi ingenua, solo con me stesso.
Tutto questo mi fa pensare a Il cielo sopra Berlino: alle scene iniziali, quando si iniziano a sentire i pensieri sovrapposti delle persone. Immagino proprio questo sottofondo: un mormorio indistinto di voci su una musica vagamente tetra, costruita con archi e pianoforte.
Immagino la voce interpretare un testo quasi parlato:
«È finita questa primavera dal cuore d'inverno.
Domani getteremo lontano il lucchetto plumbeo.
Niente più cuscini intrisi di noia.
Niente più finestre velate di mestizia.
Con quali occhi guarderò la mia campagna?
Mi vergogno ad essere così sciocco e ingenuo,
ma d'altronde il sole è pur sempre il sole,
e lo sarà anche domani.
Mi emoziono immaginando il sorriso dei suoi occhi, sopra quella maschera.
E qualcuno correrà libero, gridando come un pazzo.
Qualcuno avrà dimenticato come camminare.
Ognuno accarezzerà la sua porzione di mondo,
amandola come la prima volta, almeno per un po'.
Chi sarà grato al parroco, chi al dottore, chi alla chiromante, per non essere entrato nella conta.
E chi ha perso potrà piangere accanto alle candele.»
Data: 2 Febbraio 2022
Autore: Nik Cruciani
Oggetto: Sinossi Ufficiale dei Brani dell'Album (per la pubblicazione sul sito)
01. World Wide Weird
Il mondo nella sua contemporaneità, interamente concentrato a vivere e consumare.
02. Everything
La grande ingordigia della razza umana, capeggiata da governanti dissennati.
03. Human Eclipse
La Minaccia che arriva inaspettata, finendo per eclissare il genere umano.
04. Present Days
La nuova quotidianità, sconvolta dall'arrivo della Minaccia e dall'imposizione del distanziamento sociale.
05. Mouths
La nuova realtà spinge l'uomo a riflettere e a cercare inedite risorse interiore dentro se stesso.
06. Keeping Safe
La ricerca di un rifugio sicuro, pensata soprattutto per le persone che amiamo e che riteniamo più fragili.
07. The Broken Kite
Un lento e faticoso ritorno alla normalità, sospeso tra vecchie paure e il riaffiorare di buone e cattive abitudini.
08. Mother Earth
Un'invocazione universale alla Grande Madre.
09. Past Days
La malinconia sorda per un mondo che si scopre ormai profondamente cambiato.
HELL (Inferno)
Il ritorno al punto di partenza: un percorso indirizzato a folle velocità verso la catastrofe in nome dei singoli privilegi.
PURGATORY (Purgatorio)
L'affiorare di una nuova coscienza, che però non basta da sola a intraprendere un nuovo cammino, rimanendo bloccata tra rimpianti e colpe da scontare.
HEAVEN (Paradiso)
La speranza e la rinascita: una nuova consapevolezza che riesce finalmente a prevalere sull'egoismo e sul consumismo.